La Serie D non si decide soltanto con un cross perfetto o un rigore parato all’ultimo respiro. C’è un’altra partita, spesso tesa e silenziosa, che inizia quando l’arbitro fischia la fine: quella delle decisioni ufficiali. Ed è proprio qui che il Giudice Sportivo entra in scena, mettendo ordine tra episodi, proteste, nervi saltati e, a volte, condizioni atmosferiche che trasformano il calcio in un rischio.
Dopo la 20ª giornata, il responso arriva nero su bianco: squalifiche pesanti, inibizioni e un caso che fa discutere, con una gara interrotta dalla nebbia e rimessa agli organi competenti per le valutazioni.
Serie D, cosa racconta il comunicato del Giudice Sportivo
Il documento di riferimento (pubblicato in settimana dal Dipartimento Interregionale) fotografa la Serie D dopo le gare del turno: conferma risultati, certifica gli episodi e soprattutto elenca i provvedimenti disciplinari.
È il passaggio più atteso da società e tifosi: perché una squalifica non è solo una notizia, è un’assenza che pesa in allenamento, in panchina e nelle scelte di domenica.
Serie D, la gara sospesa per nebbia: Enna–Vigor Lamezia
Tra i fatti più rilevanti, in Serie D spicca quanto accaduto in Enna–Vigor Lamezia, gara “definitivamente sospesa” al 17° del secondo tempo per nebbia. Il Giudice Sportivo ha rimesso gli atti al Dipartimento Interregionale per le determinazioni sulla prosecuzione della parte restante di gara.
Quando la visibilità sparisce, la partita cambia natura: non è più solo sport, diventa gestione del rischio. E a quel punto la decisione non può che passare dalle carte ufficiali.
Serie D, inibizioni: quando la sanzione colpisce fuori dal campo
Nella Serie D le sanzioni non riguardano solo i calciatori. Il comunicato segnala un caso di inibizione particolarmente lungo: Andrea Pasotti (Palazzolo 1913) è stato inibito fino al 20 marzo 2026 per espressione offensiva nei confronti della terna arbitrale.
Sono provvedimenti che incidono sulla quotidianità del club: perché colpiscono la gestione, l’area tecnica e l’organizzazione dello spogliatoio.
Serie D, squalifiche pesanti: cinque giornate e tre giornate
Il cuore del comunicato, per chi segue la Serie D con attenzione, è l’elenco delle squalifiche più severe.
Tra i casi principali:
-
Luis Sebastien Demoleon (Città di Acireale 1946): 5 gare effettive per espressioni offensive/irriguardose verso l’arbitro e condotta reiterata dopo la notifica.
-
Salvatore Mattia Maggio (Nuova Igea Virtus): 3 gare effettive per aver colpito un avversario con un pugno allo sterno.
In una stagione lunga, perdere un titolare per più turni può cambiare una classifica, soprattutto in Serie D, dove gli equilibri sono spesso sottilissimi e ogni assenza si sente.
Serie D, due turni: proteste e alterchi che costano caro
Ci sono poi squalifiche “di mezzo”, ma non per questo leggere. In Serie D anche due giornate possono pesare come un macigno, perché spezzano ritmo e continuità.
Un esempio riportato nel comunicato:
-
Vincenzo Cancelleri (Nissa): 2 gare effettive per proteste e coinvolgimento in un alterco.
Sono episodi che raccontano quanto, a questo punto del campionato, la tensione salga: quando ogni punto vale doppio, il rischio di perdere lucidità aumenta.
Serie D, perché queste decisioni possono cambiare la 21ª giornata
La Serie D è un campionato in cui il contesto conta: trasferte lunghe, campi diversi, condizioni meteo spesso estreme. Se a tutto questo sommi squalifiche e inibizioni, la settimana diventa un vero rompicapo.
Allenatori e società dovranno ora riscrivere le gerarchie in rosa, gestire diffide e nervi tesi in vista dei prossimi match e preparare le partite in programma rinunciando a pezzi importanti delle proprie rose. Ed è qui che il calcio di categoria mostra la sua verità: non vince solo chi ha qualità, ma chi sa restare squadra anche quando arrivano le settimane difficili.



