Serie D. È una sigla che, per chi segue il calcio vero, non è mai stata soltanto una categoria: è il luogo dove i campanili contano ancora, dove i campi sanno di provincia e di tradizione, e dove ogni partita sembra avere un pezzo di storia appoggiato sulle spalle. Il prossimo turno del Girone A, la 20ª giornata in programma domenica 18 gennaio 2026, arriva in un punto delicatissimo della stagione: abbastanza avanti per dire che le squadre hanno già un’identità chiara, abbastanza presto per capire che nulla è ancora scritto.
La Serie D, in questa fase, smette di essere un racconto episodico e diventa una trama continua. Ogni risultato non vive da solo: si appoggia alla classifica, la scuote, la riscrive e, soprattutto, cambia l’umore delle piazze. Nel Girone A la fotografia parla di una vetta condivisa e di una corsa che promette scintille. Ligorna 1922 e Vado sono primi a quota 44 dopo 19 giornate. Dietro incalza il Sestri Levante, terzo con 36, mentre Varese FC e Chisola Calcio inseguono a 34 con l’aria di chi aspetta l’attimo giusto per colpire. Nel mezzo, un blocco di squadre pronte a spostare il proprio destino con un paio di vittorie. In basso, la tensione è palpabile: lì la Serie D diventa spesso il campionato dei nervi, dell’urgenza e dei dettagli che decidono stagioni.
Il prossimo turno del Girone A, in questo senso, sembra disegnato apposta per accendere il campionato. Ci sono trasferte scomode per le capolista, un big match che profuma di playoff e una serie di scontri dove la salvezza non è un concetto astratto, ma una necessità quotidiana.
Serie D: la classifica che accende la 20ª giornata
In Serie D, la classifica non è soltanto un elenco: è una bussola emotiva. E nel Girone A, dopo 19 partite, indica un nord chiarissimo e tanti sentieri possibili. Ligorna 1922 e Vado comandano a 44 punti: un equilibrio perfetto che rende ogni turno un potenziale spartiacque. Il Sestri Levante è terzo a 36, abbastanza vicino da sentirne il respiro, abbastanza lontano da sapere che serve continuità assoluta. Il Varese FC è quarto a 34, agganciato al Chisola Calcio: due squadre che vivono questa fase come un’investitura, perché la Serie D non regala nulla e chi vuole salire deve dimostrare di saper tenere pressione e aspettative.
Più indietro, ma ancora in un range che può diventare interessante, ci sono Saluzzo e Biellese 1902 a 29, Derthona FBC 1908 a 26 e Imperia a 25. È il gruppone che può trasformare il girone di ritorno in una rincorsa, soprattutto se davanti qualcuno rallenta. E poi c’è la zona calda: Valenzana Mado a 23, Gozzano e Cairese a 21, Sanremese Calcio e Club Milano a 19 insieme alla Lavagnese 1919, Celle Varazze F.B.C. a 18, Asti a 17, NovaRomentin a 12 con un punto di penalizzazione.
Questo è il contesto in cui nasce il prossimo turno di Serie D nel Girone A. E quando la classifica è così compressa in più fasce, ogni partita sembra avere un valore moltiplicato.
Serie D: Saluzzo–Ligorna 1922, la trasferta che misura la capolista
Saluzzo–Ligorna 1922 è una di quelle partite che, in Serie D, ti raccontano se una squadra è pronta davvero a reggere il ritmo della prima posizione. Il Ligorna 1922 arriva a questo turno con numeri che parlano di solidità e continuità: non basta essere primi, bisogna anche sembrare primi, e spesso la differenza la fa proprio il modo in cui affronti le gare in trasferta, specialmente contro avversari organizzati e affamati.
Il Saluzzo, dal canto suo, ha 29 punti e un obiettivo chiaro, anche se magari non dichiarato a voce alta: tenersi nella fascia alta, restare agganciato al treno buono e provare a dare una spallata alla classifica. In Serie D, la 20ª giornata è spesso il momento in cui molte squadre decidono cosa vogliono essere da grandi. Il Saluzzo può scegliere di vivere una stagione comoda, oppure può provare a trasformarla in qualcosa di più ambizioso.
Per il Ligorna 1922, questa è la classica partita in cui serve pazienza. In Serie D il terreno emotivo conta: se vai in ansia, se alzi troppo presto il baricentro, se cerchi la giocata risolutiva in modo frenetico, rischi di concedere ciò che l’avversario aspetta. Saluzzo–Ligorna 1922 può diventare un braccio di ferro: chi tiene la testa più fredda spesso esce con punti pesantissimi.
Serie D: Derthona FBC 1908–Vado, il rischio trappola per l’altra capolista
Derthona FBC 1908–Vado è l’altro incrocio che riguarda direttamente la vetta. Il Vado, primo a 44, ha costruito la sua forza su una base evidente: solidità difensiva, ordine, capacità di restare dentro la partita anche quando non è dominante. In Serie D, questi tratti sono spesso la vera moneta del potere.
Il Derthona, però, non è un avversario da sottovalutare. È a 26 punti e vive in quella zona “di mezzo” che può diventare pericolosa: se ti rilassi, ti colpisce; se la tratti come una formalità, ti costringe a giocare una partita diversa. In Serie D, e nel Girone A in particolare, le squadre che stanno nel mezzo della classifica sono spesso le più imprevedibili, perché non hanno il peso del primo posto ma hanno fame di riconoscimento.
Per il Vado, questa trasferta è una prova di maturità: serve essere squadra, restare compatti, saper scegliere quando accelerare e quando gestire. Il Vado sa bene che in un duello punto a punto non esistono settimane “di transizione”: ogni domenica è una finale anticipata.
Serie D: Varese FC–Sestri Levante, alle 15:00 il big match dei piani alti
C’è una partita che, in questo prossimo turno di Serie D, si prende un posto speciale anche solo per l’orario: Varese FC–Sestri Levante si gioca alle 15:00, unica eccezione di una domenica che per il resto scatta quasi tutta alle 14:30. Ed è un dettaglio che sembra fatto apposta per dare a questa sfida l’aria del grande appuntamento.
Il Sestri Levante è terzo a 36: vive in equilibrio tra sogno e responsabilità, perché sa di poter restare in scia delle prime due, ma sa anche che dietro ci sono squadre pronte a mordergli le caviglie. Il Varese FC è a 34: ha un’occasione straordinaria per ridurre il gap e, soprattutto, per lanciare un messaggio chiaro al campionato. In Serie D, i messaggi pesano quanto i punti, perché cambiano l’atteggiamento degli avversari e l’autostima interna.
Questa è una partita che può diventare un crocevia: se vince il Varese FC, la zona alta si infiamma ancora di più e il distacco dal terzo posto si assottiglia. Se vince il Sestri Levante, il podio si consolida e la pressione torna tutta sulle spalle di chi insegue. Se finisce in parità, può diventare una mezza occasione per chi sta davanti e per chi, come il Chisola Calcio, cerca uno spiraglio per rientrare.
In Serie D, le partite tra grandi piazze e squadre solide non sono mai “solo tattica”. Sono anche atmosfera, contatto, momenti in cui un episodio cambia la narrazione della stagione.
Serie D: NovaRomentin–Chisola Calcio, l’obbligo di vincere e la paura dell’insidia
NovaRomentin–Chisola Calcio mette insieme due estremi emotivi: la necessità di salvarsi e l’ambizione di restare in zona playoff. La NovaRomentin è ultima con 12 punti, con una penalizzazione di un punto: ogni partita è una salita ripida, e in Serie D non sempre hai il tempo di fermarti a respirare. Il Chisola Calcio è a 34: non può permettersi frenate se vuole continuare a guardare in alto.
Eppure proprio qui nasce l’insidia. In Serie D, la squadra che ha più da perdere spesso entra in campo con un carico mentale pesante. Il Chisola Calcio deve trasformare l’obbligo in prestazione, senza concedere alla NovaRomentin la sensazione che il colpo sia possibile. Perché quando una squadra in difficoltà sente la partita “aperta”, la Serie D diventa un campionato imprevedibile: il cuore e l’urgenza possono compensare limiti tecnici, almeno per un pomeriggio.
Per il Chisola Calcio, questa è la gara che misura la maturità. Per la NovaRomentin, è una delle poche occasioni per cambiare ritmo e provare a ricostruire speranza.
Serie D: Imperia–Club Milano, l’incrocio tra identità e bisogno di punti
Imperia–Club Milano è la classica partita che, in Serie D, vale tantissimo senza essere per forza sotto i riflettori. L’Imperia è a 25 punti: può guardare con interesse alla parte centrale-alta, ma sa che per farlo deve accumulare continuità. Il Club Milano è a 19: è in quella fascia in cui basta poco per scivolare e basta poco per rialzarsi.
In Serie D, partite così diventano spesso una questione di gestione emotiva. L’Imperia, in casa, ha il dovere di imporre il suo gioco e la sua personalità. Il Club Milano, fuori casa, deve reggere l’impatto e scegliere i momenti in cui colpire. Sono gare che raramente si decidono con un dominio totale: più spesso sono incontri in cui un episodio, una palla inattiva, una lettura sbagliata cambiano la storia dei novanta minuti.
E quando la classifica è corta come nel Girone A, quel singolo episodio può diventare un mattone della stagione.
Serie D: Biellese 1902–Cairese, il confine sottile tra rincorsa e prudenza
Biellese 1902–Cairese ha un valore particolare perché mette a confronto una squadra che vuole restare agganciata alla fascia alta e una squadra che cerca di allontanarsi dalla zona che scotta. La Biellese 1902 è a 29: un gradino sotto le posizioni che contano davvero, ma abbastanza vicina da sentirne l’odore. La Cairese è a 21: non è nel baratro, ma non può sentirsi al sicuro.
In Serie D, questo tipo di partite spesso ruota attorno a un concetto semplice: chi riesce a imporre il ritmo? Se la Biellese 1902 alza intensità e densità offensiva, la gara può pendere dalla sua parte. Se la Cairese riesce a spezzare ritmo, a far innervosire l’avversaria e a restare aggrappata fino agli ultimi venti minuti, può trasformare la sfida in una prova di nervi.
E la Serie D, quando diventa prova di nervi, non fa sconti.
Serie D: Celle Varazze F.B.C.–Gozzano, un pomeriggio che può spostare il baricentro
Celle Varazze F.B.C.–Gozzano è una partita che profuma di lotta serrata. Il Celle Varazze F.B.C. è a 18: è un punto che pesa, perché ti tiene vicino alle dirette concorrenti ma ti lascia sempre sotto minaccia. Il Gozzano è a 21: tre punti di margine non sono un tesoro, ma possono diventare un cuscino se gestiti bene.
In Serie D, la paura è spesso il primo avversario. Se il Celle Varazze F.B.C. entra in campo con la frenesia di dover vincere a tutti i costi, rischia di scoprirsi e di regalare transizioni. Se entra con ordine e coraggio, può trasformare la spinta in energia. Il Gozzano, invece, può giocare una partita intelligente: lasciare che la tensione passi dall’altra parte e provare a colpire quando il match si allunga.
È una sfida che potrebbe essere decisa dal primo gol, come accade spesso nelle gare di questa fascia di classifica. E in Serie D, quando ti giochi la tranquillità, il primo gol è un terremoto.
Serie D: Sanremese Calcio–Valenzana Mado, lo scontro che pesa in zona calda
Sanremese Calcio–Valenzana Mado è un incrocio delicato perché parla di salvezza in senso pieno. La Sanremese Calcio è a 19 punti, la Valenzana Mado a 23. Sembrano pochi punti di distanza, ma a metà campionato possono cambiare profondamente prospettiva e serenità.
In Serie D, la linea tra “stagione complicata” e “stagione gestibile” spesso è fatta di due risultati consecutivi. La Sanremese Calcio ha l’occasione di dare un colpo alla classifica e di uscire da una zona in cui ogni sconfitta diventa un problema. La Valenzana Mado ha l’occasione di consolidare il margine e di alimentare la sensazione di controllo. È una partita in cui le squadre potrebbero iniziare con prudenza, perché nessuno vuole perdere, ma in cui, paradossalmente, vince spesso chi trova il coraggio di osare nel momento giusto.
E la Serie D, quando premia il coraggio, lo fa senza avvisare.
Serie D: Asti–Lavagnese 1919, lo scontro diretto che vale ossigeno
Asti–Lavagnese 1919 è una partita che in Serie D si definisce con una parola sola: pesante. L’Asti è a 17, la Lavagnese 1919 a 19. Sono due punti, certo, ma in questa zona della classifica due punti significano possibilità, significano aria, significano anche pressione spostata sulle spalle dell’altra.
Gli scontri diretti, in Serie D, hanno una regola non scritta: chi li vince fa un passo reale, non solo matematico. Perché oltre ai punti c’è il contraccolpo emotivo. L’Asti può uscire dal match con la sensazione di poter rientrare davvero nella corsa salvezza. La Lavagnese 1919 può mettere distanza e guadagnare fiducia. In mezzo c’è una partita che può diventare nervosa, tirata, sporca nel senso più autentico del termine: contrasti, seconde palle, episodi.
E proprio negli episodi la Serie D trova spesso il suo verdetto: un rimbalzo, una deviazione, un calcio piazzato ben eseguito e tutto cambia.
Serie D: il programma della 20ª giornata del Girone A
Serie D significa anche rituale, e il rituale passa dagli orari e dagli incroci. Domenica 18 gennaio la 20ª giornata del Girone A propone Asti–Lavagnese 1919, Biellese 1902–Cairese, Celle Varazze F.B.C.–Gozzano, Derthona FBC 1908–Vado, Imperia–Club Milano, NovaRomentin–Chisola Calcio, Saluzzo–Ligorna 1922, Sanremese Calcio–Valenzana Mado, con Varese FC–Sestri Levante alle 15:00.
C’è una particolarità che rende questo turno ancora più interessante: quasi tutte le partite si giocano in contemporanea, e questo in Serie D amplifica la sensazione di “giornata totale”. Mentre una capolista soffre in trasferta, un’inseguitrice può fare il colpo; mentre in alto si guardano i risultati degli altri, in basso si gioca con la paura di scivolare. È un mosaico che si compone in tempo reale.
Serie D: perché questa domenica può cambiare il campionato
La 20ª giornata del Girone A non è un turno qualsiasi. In Serie D, questo è il momento in cui le squadre iniziano a percepire davvero la distanza tra desideri e realtà. Le capolista devono dimostrare di saper vincere anche fuori, in campi complicati, contro avversarie che hanno motivazioni fortissime. Le inseguitrici devono sfruttare l’occasione per accorciare, perché quando la stagione entra nel suo tratto centrale le occasioni non tornano sempre.
Ma il vero cuore del turno, forse, sta nella zona calda. In Serie D, la lotta per non retrocedere è spesso la parte più crudele e affascinante: perché non ti concede pause, perché ogni punto è un pezzo di sopravvivenza, perché il campionato non ha pietà dei giorni storti. Asti e Lavagnese 1919 si giocano ossigeno. Sanremese Calcio e Valenzana Mado si giocano serenità. Celle Varazze F.B.C. e Gozzano si giocano la possibilità di guardare avanti senza tremare. E persino chi ha qualche punto in più non può considerarsi al sicuro.
In alto, intanto, Ligorna 1922 e Vado sanno che un passo falso può cambiare il volto della vetta. E in mezzo, Varese FC e Sestri Levante si giocano una fetta di futuro: perché i big match non valgono solo tre punti, valgono un pezzo di identità.
Serie D è anche questo: un campionato in cui ogni domenica riscrive qualcosa, e in cui il prossimo turno del Girone A promette di farlo con decisione. Quando la classifica è così viva, la sensazione è una sola: nessuno uscirà uguale da questi novanta minuti. E per chi ama davvero il calcio, è il motivo per cui la Serie D resta una delle storie più belle da seguire, settimana dopo settimana.



