In Serie D ci sono giornate che si raccontano da sole, perché la classifica sembra scritta a matita e ogni 90 minuti possono riscrivere le certezze. Nel Girone D questa sensazione è ancora più forte: basta guardare la distanza minima tra vetta e inseguitrici per capire che non esistono turni “di gestione”. Il Lentigione è davanti con 42 punti, il Calcio Desenzano rincorre a 40 e la FC Pistoiese resta lì, terza a 37. Poi, come in un inseguimento che non concede respiro, Pro Sesto e Piacenza viaggiano a 36 e aspettano l’attimo giusto per approfittare di qualsiasi frenata. È il classico scenario da Serie D: equilibrio, pressione, stadi caldi e partite che sembrano normali solo sulla carta.
Dentro questo quadro, le designazioni arbitrali non sono un semplice elenco da consultare in fretta. In un torneo dove spesso vincono intensità e nervi saldi, sapere chi dirigerà un incrocio può diventare un’informazione che i tifosi leggono con attenzione, cercando segnali, precedenti, stili di direzione. E allora vale la pena entrare dentro questo turno del Girone D di Serie D con l’approccio giusto: partita per partita, incrocio per incrocio, senza separare la classifica in un capitolo a parte, ma facendola vivere nel racconto, perché è lì che si capisce davvero perché certe gare pesano più di altre.
Serie D e la corsa in alto: il Lentigione sotto pressione a Modena
La vetta in Serie D non si difende con le parole, ma con la capacità di reggere la tensione quando tutti ti inseguono. Per questo Cittadella Vis Modena – Lentigione Calcio è una partita che, nel Girone D, parla direttamente alla leadership. Il Lentigione arriva da capolista a 42, con la consapevolezza che un solo passo falso può riaprire tutto, perché il Desenzano è a 40 e non aspetta altro che un’occasione per riagganciare.
La direzione dell’incontro è affidata ad Adam Collier di Gallarate, con Luigi Fabrizio D’Orto di Busto Arsizio come assistente 1 e Andrea Colitti di Cinisello Balsamo come assistente 2. È un trio chiamato a gestire una gara che può vivere su episodi: il Lentigione sa che, quando sei primo, ogni avversario alza il livello e prova a trasformare la partita in un esame di maturità. Il Cittadella Vis Modena, che sta più indietro in graduatoria con 32 punti, non è lontano dalla zona che conta e sa che battere la capolista significherebbe mandare un messaggio forte al campionato.
In Serie D spesso sono proprio queste partite a cambiare lo scenario: la capolista ci arriva con l’obbligo di non tremare, l’avversaria con la libertà di chi può osare.
Serie D, Desenzano a caccia della vetta: missione obbligata contro Tuttocuoio
Nel racconto di questa Serie D, il Calcio Desenzano è la squadra che vive l’attesa più intensa: 40 punti, a due lunghezze dalla vetta, con l’idea che ogni turno possa essere quello della svolta. Per questo Calcio Desenzano – Tuttocuoio 1957 S.M. è una gara che non ammette distrazioni. Il Tuttocuoio è ultimo con 6 punti: in un campionato equilibrato come la Serie D, l’ultimo posto non significa automaticamente partita facile, ma significa che il Desenzano ha tutto da perdere se sottovaluta l’incrocio.
L’arbitro designato è Domenico Mascolo di Castellammare di Stabia, assistito da Lorenzo De Giulio di Nichelino e Andrea Felis di Torino. È la classica partita che si gioca anche con la testa: il Desenzano sa che la pressione non è solo quella di vincere, ma quella di dover vincere “bene”, senza regalare incertezze a un gruppo che rincorre. In Serie Dspesso la differenza la fa la pazienza: aprire la gara al momento giusto e poi gestirla senza concedere fiammate. E intanto, da lontano, la capolista Lentigione sente il fiato sul collo: in questo Girone D la vetta sembra sempre più una porta che può aprirsi o chiudersi nel giro di una domenica.
Serie D, Pistoiese a Sasso Marconi: una trasferta che vale più di tre punti
La FC Pistoiese, terza con 37 punti, è dentro la corsa vera. In Serie D quando sei terzo e davanti hai due squadre a pochi passi, non puoi permetterti di vivere di alti e bassi: devi costruire una continuità capace di trasformare la pressione in energia. Ecco perché Sasso Marconi Zola – Pistoiese FC è una sfida che pesa su entrambe le estremità della classifica, senza mai diventare un discorso a parte: la Pistoiese deve correre per restare nel treno promozione, il Sasso Marconi, fermo a 21 punti, deve proteggersi da una zona calda che incombe.
La direzione è affidata ad Alessandro Copelli di Mantova, con Marco Tonti di Brescia come assistente 1 e Riccardo Bonicelli di Bergamo come assistente 2. In una partita del genere, tipica da Serie D, la gestione dei duelli è fondamentale: il Sasso Marconi proverà a sporcare la gara, a renderla fisica, a spezzare il ritmo. La Pistoiese dovrà dimostrare maturità, perché contro squadre che lottano per punti vitali spesso non basta il palleggio: serve personalità, serve leggere i momenti e non farsi trascinare fuori partita. È una trasferta che può sembrare ordinaria, ma non lo è: se la Pistoiese non spinge, rischia di farsi risucchiare dalla coppia a 36 che aspetta un inciampo.
Serie D e la coppia a 36: Pro Sesto chiamata a non perdere contatto
C’è un dato che racconta benissimo il Girone D di Serie D: Pro Sesto e Piacenza sono appaiate a 36. Non è una coincidenza, è la prova che in alto non si molla niente. Quando sei a 36 e davanti hai 37, 40 e 42, non puoi permetterti giornate “a metà”: ogni punto perso diventa un regalo.
In questo turno, la Pro Sesto ospita la Trevigliese in Pro Sesto 1913 SSD S.R.L. – Trevigliese S.S.D.A.R.L., con designazione a Giacomo Pasquetto di Crema. Gli assistenti sono Marco Garofalo di Palermo e Luigi Ditta di Marsala. La Trevigliese è a 15 punti, in piena zona pericolosa: in Serie D queste squadre spesso arrivano con l’urgenza di fare risultato e con un atteggiamento che può trasformare la partita in una battaglia. La Pro Sesto deve essere lucida: sa che il margine sugli inseguitori non è enorme e sa soprattutto che, se inciampa, rischia di perdere contatto con il gruppo che sogna la promozione.
Qui la classifica entra in campo con ogni pallone: perché per la Pro Sesto vincere significa continuare a dire “ci siamo”.
Serie D, Piacenza a Imola: partita-trappola tra ambizione e bisogno
Il Piacenza, sempre a 36 punti, vive la stessa urgenza della Pro Sesto: restare agganciato al vertice e non permettere che la distanza diventi psicologica prima ancora che numerica. Ma in Serie D le trasferte contro squadre in difficoltà sono spesso le più insidiose. Imolese Calcio 1919 SSDARL – Piacenza Calcio 1919 SQ.C è una di quelle partite in cui non basta presentarsi: bisogna imporre la propria identità.
La direzione è affidata ad Antonio Pio Pascuccio di Ariano Irpino, con Salvatore Girolamo Cucci di Trapani e Marco Palazzo di Campobasso come assistenti. L’Imolese è a 16 punti, in una zona di classifica dove ogni domenica può essere l’inizio di una rincorsa o la conferma di una sofferenza. E allora la partita si accende proprio qui: il Piacenza deve avere la fame di chi punta in alto, l’Imolese deve avere la disperazione sportiva di chi non può più sbagliare. In un Girone D così teso, la differenza spesso è un episodio, una palla inattiva, un rimpallo.
È questo il fascino della Serie D: quando anche la gara tra chi sogna e chi lotta per respirare diventa un romanzo in 90 minuti.
Serie D, la zona playoff che si allarga: San Giuliano City e Palazzolo in un incrocio che pesa
La parte alta della classifica di Serie D non è fatta solo di prime cinque. Nel Girone D, alle spalle del gruppo di testa, c’è chi prova a costruirsi una stagione di sostanza e a restare agganciato alla zona playoff. San Giuliano City SSDARL – Palazzolo 1913 SSDARL è una di quelle partite che, nel racconto del campionato, fanno da snodo tra ambizioni diverse.
L’arbitro designato è Hamza El Amil di Nichelino, con Gianpaolo Giannone di Arco Riva come assistente 1 e Simone Bonazza di Trento come assistente 2. Il Palazzolo è a 29 punti, il San Giuliano City è a 25: in un Girone D dove basta un filotto per cambiare faccia al torneo, questa partita può spostare tanto. Il Palazzolo sa che, se vuole restare attaccato al treno nobile, deve evitare passi falsi. Il San Giuliano, che ha bisogno di punti per non farsi risucchiare, ha l’occasione perfetta per dare un senso nuovo al proprio cammino.
In Serie D l’orgoglio spesso conta quanto la tattica: ed è proprio in queste gare che si vede la capacità di reggere la tensione senza farsi dominare dall’ansia.
Serie D, Rovato Vertovese e Correggese: quando ogni punto è ossigeno
Non esiste solo la lotta al vertice: la Serie D è anche la storia di chi combatte ogni domenica per restare in piedi. Rovato Vertovese S.S.D. – Correggese Calcio 1948 ARL è una partita che parla di questo: il Rovato Vertovese è a 26 punti, la Correggese a 20. In mezzo c’è una frontiera sottile tra restare in una zona scomoda e trovare quella continuità che ti permette di guardare avanti con meno paura.
La direzione è affidata a Matteo Cerqua di Trieste, con Omar Bignucolo di Pordenone e Niklas Kalbhenn di Pordenone come assistenti. In un match così, il rischio è che la gara diventi nervosa, piena di contatti e interruzioni: tipico da Serie D, dove l’intensità è spesso il primo linguaggio del campo. Il Rovato sa che vincere significherebbe allontanare un po’ di pressione e guardare con più fiducia ai prossimi turni. La Correggese, invece, sente addosso il bisogno immediato: a 20 punti non puoi permetterti di restare fermo, perché dietro ci sono squadre pronte a spingere e davanti ci sono avversarie che corrono.
Serie D, Crema-Sant’Angelo: incrocio di metà classifica che può cambiare traiettoria
A volte in Serie D la partita più importante non è quella di cartello, ma quella che ti decide l’umore del mese. Crema 1908 SSDRL – Sant’Angelo mette di fronte due squadre vicine: Crema a 24, Sant’Angelo a 22. In un campionato così, anche due punti possono voler dire passare da una domenica tranquilla a un periodo di apprensione.
La designazione vede Alessio Amadei di Terni come arbitro, con Ettore Caravella di Perugia e Francesco Foglietta di Foligno come assistenti. La sensazione è quella di una gara che può accendersi se arriva un episodio presto, perché entrambe le squadre sanno di potersi giocare una fetta di serenità. In Serie D la linea tra “stagione solida” e “stagione complicata” è sottilissima: spesso è proprio una partita come questa a spostare la percezione, a dare slancio o a frenare.
Serie D, Tropical Coriano-Progresso: sfida che brucia tra coda e rincorsa
C’è una zona della classifica che, in Serie D, non ti concede scuse: è quella dove la matematica della salvezza comincia a pesare nella testa prima ancora che sul campo. Il Tropical Coriano è a 11 punti, il Progresso a 25. Tropical Coriano – Progresso è dunque un incrocio che parla di due urgenze diverse: da una parte la necessità quasi disperata di fare punti per riaccendere la speranza, dall’altra l’obiettivo di non farsi risucchiare e di costruire una base più stabile.
A dirigere c’è Andrea Scarano di Seregno, con Filippo Scorteccia di Firenze e Michele Poneti di Firenze come assistenti. Il Progresso sa che queste sono le trasferte che, a fine stagione, pesano doppio: perché contro chi è in difficoltà rischi di trovarti davanti una squadra aggressiva, pronta a giocarsi tutto su duelli e seconde palle. Il Tropical Coriano, invece, ha bisogno di un segnale: in Serie D spesso la risalita comincia proprio così, con una partita in cui nessuno ti dà favorito e tu devi inventarti il modo di restare vivo.
Serie D, come leggere il turno: la classifica entra in campo in ogni gara
Nel Girone D di Serie D la classifica non è un foglio a parte: è una tensione continua che si infila in ogni partita. Lentigione a 42 e Desenzano a 40 trasformano ogni loro gara in una prova di nervi, perché basta un pareggio per sentire l’eco dell’inseguitrice. La Pistoiese a 37 non può permettersi cali, perché dietro ci sono Pro Sesto e Piacenza a 36, pronte a sfruttare un minimo errore. E proprio questa densità rende il turno così affascinante: non c’è una partita che non porti con sé una conseguenza.
Perfino chi sta a metà classifica vive partite che possono cambiare prospettiva: Cittadella Vis Modena a 32 ha l’occasione di fare un salto di qualità battendo la capolista, Palazzolo a 29 cerca conferme per restare nella scia, mentre chi sta più sotto deve badare a non entrare in un vortice. Correggese a 20, Sasso Marconi a 21, Trevigliese a 15, Imolese a 16, Tropical Coriano a 11 e Tuttocuoio a 6: in Serie D non esiste un’ultima chiamata unica, esiste una serie di chiamate settimanali. E in un torneo così, ogni designazione arbitrale accompagna una partita che può diventare simbolo del momento.
Serie D, tutte le designazioni arbitri del Girone D in un unico racconto
Per chi vuole avere un quadro completo del turno di Serie D nel Girone D, le designazioni raccontano la mappa della giornata attraverso nomi e sezioni, e vale la pena fissarle dentro una lettura unica e scorrevole. Calcio Desenzano e Tuttocuoio saranno dirette da Domenico Mascolo con Lorenzo De Giulio e Andrea Felis. Cittadella Vis Modena e Lentigione avranno Adam Collier con Luigi Fabrizio D’Orto e Andrea Colitti. Crema e Sant’Angelo saranno affidate a Alessio Amadei con Ettore Caravella e Francesco Foglietta.
Imolese e Piacenza vedranno Antonio Pio Pascuccio con Salvatore Girolamo Cucci e Marco Palazzo. Pro Sesto e Trevigliese avranno Giacomo Pasquetto con Marco Garofaloe Luigi Ditta. Rovato Vertovese e Correggese saranno dirette da Matteo Cerqua con Omar Bignucolo e Niklas Kalbhenn. San Giuliano City e Palazzolo avranno Hamza El Amil con Gianpaolo Giannone e Simone Bonazza. Sasso Marconi Zola e Pistoiese saranno affidate a Alessandro Copelli con Marco Tonti e Riccardo Bonicelli. Tropical Coriano e Progresso vedranno Andrea Scarano con Filippo Scorteccia e Michele Poneti.
In un campionato come la Serie D, mettere in fila le designazioni significa anche capire che ogni gara ha un peso specifico diverso, perché ogni gara tocca un punto sensibile della stagione. Ed è questo, alla fine, il motivo per cui il Girone D continua a essere uno dei più appassionanti: non ti permette di guardare solo la vetta o solo la coda. Ti costringe a seguire tutto, perché tutto può cambiare.
Serie D, il fascino del Girone D: una domenica che può riscrivere il copione
Se c’è una definizione perfetta per questa giornata del Girone D di Serie D, è “snodo”. Snodo per la vetta, perché Lentigione e Desenzano convivono con la pressione del risultato obbligato. Snodo per chi insegue, perché la Pistoiese deve confermarsi e Pro Sesto e Piacenza devono restare agganciate senza concedere spazio agli altri. Snodo per la zona playoff allargata, dove ogni punto può trasformare una stagione già buona in una stagione ambiziosa. Snodo, soprattutto, per chi lotta in basso, perché in Serie D un risultato positivo può cambiare umore, spogliatoio, settimana.
E allora la sensazione è quella tipica di questo campionato: la domenica arriva e non ti lascia alternative. O reggi l’urto, o vieni risucchiato. In mezzo ci sono arbitri e assistenti chiamati a dare ritmo e ordine, a guidare partite che spesso si decidono su episodi sottilissimi. E ci sono squadre che, per motivi diversi, giocano tutte la loro partita più importante: chi per inseguire la promozione, chi per difendere un sogno, chi per respirare.
Questa è la Serie D. E il Girone D, con una classifica così compressa e con partite così piene di significato, promette un’altra giornata da vivere fino all’ultimo minuto, con l’idea che la storia possa cambiare in qualunque momento.



