Serie D è una parola che in inverno diventa più pesante. Non perché la categoria cambi, ma perché cambia la percezione: a gennaio non si gioca soltanto per i tre punti, si gioca per l’identità. Nel Girone A il mercato non è un’appendice, è un capitolo decisivo, spesso il più rumoroso e, allo stesso tempo, il più delicato. Chi è davanti vuole proteggere ciò che funziona, chi insegue cerca un’accelerazione, chi è in difficoltà prova a ribaltare il tavolo con uno o due innesti che possano riaccendere lo spogliatoio e trasformare la paura in energia.
Il gennaio 2026, in questo senso, sembra scritto con la penna del dramma sportivo. Perché la classifica, dopo 19 giornate, non concede zone franche: in vetta Ligorna 1922 e Vado sono appaiate a 44 punti, con una corsa a due che profuma di sfida totale. Dietro, Sestri Levante a 36 è abbastanza vicino da sentire l’odore del sorpasso. E poi la zona playoff, dove Varese e Chisola a 34 possono cambiare passo con un dettaglio. Infine, il lungo corridoio centrale e la coda che brucia, dove la Serie D diventa una lotta di nervi: Sanremese, Club Milano e Lavagnese 1919 a 19, Celle Varazze a 18, Asti a 17, NovaRomentin a 12 (con -1).
In mezzo a questi numeri ci sono uomini, scelte, addii. E soprattutto ci sono i colpi di gennaio: alcuni evidenti, altri più silenziosi ma capaci di spostare equilibrio e prospettive.
Serie D e classifica: perché i colpi contano più della fama
In Serie D non vince quasi mai chi “fa il nome”, ma chi fa la scelta giusta nel momento giusto. E gennaio è quel momento. Il Girone A è un campionato che punisce ogni esitazione: due pareggi in fila possono farti perdere il treno della vetta o risucchiarti verso la zona playout. Per questo i colpi di mercato vanno letti sempre insieme alla classifica.
Per le prime, Ligorna 1922 e Vado, il mercato è soprattutto una gestione del rischio: non rompere ciò che ha portato a 44 punti. Per chi è a ridosso, come Sestri Levante, Varese e Chisola, ogni movimento è una dichiarazione d’intenti: restare lì o provarci sul serio. Per chi è invischiato in basso, invece, il mercato è spesso una terapia d’urto: cambiare un volto, un ruolo, un carattere, per smettere di guardare lo specchio e iniziare a guardare la porta avversaria.
Ecco perché il gennaio del Girone A è affascinante: non è solo un elenco di trasferimenti, è un racconto di necessità e ambizione che si incrociano.
Serie D, Ligorna 1922: primi ma non intoccabili
Essere in testa in Serie D significa aver trovato un ritmo. Significa anche vivere gennaio come una prova di maturità: resistere alla tentazione del super-colpo e, soprattutto, assorbire gli imprevisti. Nel caso del Ligorna 1922, capolista a 44, il mercato racconta una dinamica precisa: più uscite che fuochi d’artificio.
Allan Khiari lascia il Ligorna 1922 per andare al Pro Palazzolo, e anche Achille Colombo saluta destinazione Molassana Boero (Eccellenza). Due partenze che, in una squadra prima, non sono mai neutre. Non tanto per il valore assoluto, quanto per l’equilibrio: a gennaio il gruppo si è già “riconosciuto” e ogni modifica può cambiare gerarchie, automatismi, intensità degli allenamenti.
Il punto, per il Ligorna 1922, è semplice e brutale: la Serie D non aspetta. Se la rosa ha profondità, queste uscite diventano un’opportunità per chi era ai margini. Se invece riducono alternative e competitività interna, allora anche una squadra prima può iniziare a perdere brillantezza. E nel Girone A, dove il Vado viaggia allo stesso passo, ogni flessione è un invito al sorpasso.
Serie D, Vado: primi a pari merito e mercato “chirurgico”
Il Vado è l’altra metà della vetta. A 44 punti, come il Ligorna 1922, vive gennaio con la stessa esigenza: restare stabile. Ma la stabilità, in Serie D, non significa immobilità. Significa scegliere bene.
Il colpo in entrata che si fa notare è Filippo Rosa, in arrivo dalla L.R. Vicenza U19 (Primavera). È il classico innesto che unisce prospettiva e fame: un giovane che arriva da un contesto formativo alto e che può portare intensità, mentalità, disponibilità a lavorare. In una squadra che punta al primo posto, un profilo così non è solo “futuro”: è anche un modo per aumentare concorrenza e freschezza.
Ma il Vado, contemporaneamente, taglia: Brian Torre e Oliver Viola vanno allo svincolo. Sono scelte nette, di quelle che raccontano un’idea precisa di spogliatoio. Il messaggio è chiaro: in alto, la Serie D si vince anche con la pulizia. E il Vado sembra voler correre leggero, con meno compromessi.
Serie D, Sestri Levante: terzo posto e una sfida psicologica
Il Sestri Levante è terzo a 36 punti. È abbastanza vicino da crederci e abbastanza lontano da sapere che non può permettersi distrazioni. In questa posizione, ogni colpo di mercato può essere un trampolino o un boomerang, perché cambia la percezione interna: ti senti più forte o ti senti più fragile.
Il gennaio del Sestri Levante è segnato da partenze. Christian Rustichelli va alla Vogherese 1919, mentre Ruben Gallastroni scende al Casarza Ligure (Prima Categoria). Due uscite differenti, ma unite da un fatto: riducono alternative e costringono a trovare nuove soluzioni. In Serie D, dove la seconda parte di stagione è logorante e piena di dettagli, perdere profondità può diventare un problema.
Eppure, c’è un altro modo di leggerla: un gruppo che ha già un’identità può usare le partenze per compattarsi, per definire ruoli e responsabilità. Il Sestri Levante, in questo senso, è davanti a una prova psicologica prima ancora che tecnica: restare in scia alle prime senza farsi distrarre dal rumore del mercato.
Serie D, Chisola: l’alta classifica chiede coraggio
A 34 punti, il Chisola è dentro l’area dove la stagione può prendere una piega grande. In Serie D, quando arrivi a gennaio in zona playoff, la domanda diventa inevitabile: vuoi restare lì o vuoi provare a trasformare la speranza in obiettivo? Il mercato, spesso, risponde.
Il Chisola inserisce Gabriele Fresia dal Mestre (Serie D), un profilo che porta esperienza di categoria e tempi già pronti. Poi aggiunge Alejandro Mazzotta, da svincolato, un’altra mossa che dice urgenza: prendere un giocatore disponibile e inserirlo subito. Ma c’è anche un’uscita che pesa nel racconto del girone: Federico Albisetti lascia il Chisola e va alla Lavagnese 1919.
Questo incastro è tipico della Serie D: rinforzi da una parte, perdita di un tassello dall’altra. La differenza la farà la velocità di integrazione. Se Fresia e Mazzotta diventano immediatamente funzionali, il Chisola può davvero guardare più su. Se invece serve tempo, gennaio rischia di essere solo un movimento senza trasformazione.
Serie D, Biellese 1902: colpi mirati per alzare il livello
La Biellese 1902 è a 29 punti. Non è lontana dalla zona che conta, ma deve scegliere se essere “solida” o “ambiziosa”. E il suo gennaio assomiglia a una presa di posizione.
Arriva Soufiane Sekka dal Pro Eureka (Eccellenza), un innesto che porta fame e impatto fisico, spesso ingredienti decisivi nella Serie D di ritorno, quando i campi diventano più pesanti e le partite più tese. Arriva poi Costanzo Bottonedall’Asti, un trasferimento interno al girone che ha sempre un significato speciale: prendi un calciatore che conosce il campionato, che sa cosa lo aspetta, che non deve imparare l’alfabeto della categoria.
Sono colpi che, per una squadra di metà alta classifica, possono trasformare la stagione. Perché in Serie D non basta “giocare bene”: serve anche saper fare punti quando non sei brillante. E chi arriva da contesti diversi può portare quella scintilla di pragmatismo.
Serie D, Saluzzo: tra cessioni e un addio che fa rumore
Il Saluzzo è a 29 punti, come la Biellese, in un’area di classifica che non è tranquilla come sembra. Qui il mercato può essere un acceleratore o una perdita secca. E il gennaio del Saluzzo ha entrambe le facce.
Da un lato, Simone Cat Berro lascia il Saluzzo e va alla Cairese. È un trasferimento che sposta qualcosa anche a livello “geografico” di classifica, perché rinforza una squadra che sta nel gruppone centrale e che cerca di mettere distanza dalla zona calda. Dall’altro, c’è un movimento che supera i confini del girone: Matheus Luz Dos Santos Priveato sale dal Saluzzo alla Juve Stabia (Serie B).
In Serie D, quando una squadra perde un giocatore che finisce nel calcio professionistico, il messaggio è doppio: qualità valorizzata, ma anche vuoto da colmare. E spesso non lo colmi con un nome, lo colmi con un nuovo equilibrio. Il Saluzzo dovrà farlo in fretta, perché il girone di ritorno non perdona.
Serie D, Cairese: rinforzi per cambiare passo a 21 punti
A 21 punti, la Cairese è in una zona che può diventare pericolosa se non metti un argine. Ed è qui che il mercato può pesare tantissimo, perché un paio di risultati cambiano l’aria e ti fanno respirare. La Cairese, infatti, sceglie colpi concreti.
Arrivano Simone Cat Berro dal Saluzzo e Alessio Spatari dal Seravezza Pozzi Calcio. Due innesti che parlano di immediatezza: gente da Serie D, da campi veri, da ritmi già noti. In uscita, però, c’è Mirco Vassallo, che lascia la Cairese per andare all’Asti. È una perdita da compensare, perché nella Serie D di gennaio spesso scambi gamba con esperienza, o esperienza con freschezza.
La Cairese sembra aver scelto l’essenziale: mettere dentro profili utili subito. Se l’impatto è immediato, la classifica può cambiare in poche settimane.
Serie D, Imperia: mercato di riparazione e ricerca di equilibrio
L’Imperia è a 25 punti, in un limbo che può diventare comodità oppure trappola. E spesso, in Serie D, le squadre in questa zona fanno un mercato di “riparazione”: aggiustare ciò che non funziona senza rivoluzionare.
Qui i movimenti sono tanti e raccontano una ricostruzione interna. Mattia Saretti arriva da svincolato. In uscita, invece, finiscono allo svincolo sia Tomás Lopez Petruzzi sia Benjamin Ewenn Idaro. E c’è un trasferimento che si nota: Diego Galliani lascia l’Imperia per il C.O.S. Sarrabus Ogliastra.
Sono passaggi che descrivono un gennaio di ricalibrazione. In Serie D, però, la ricalibrazione deve trasformarsi in punti, altrimenti diventa solo una fase di transizione. L’Imperia dovrà capire subito se questo nuovo equilibrio ha una direzione.
Serie D, Sanremese: a 19 punti serve una scossa vera
Quando sei a 19 punti, la Serie D smette di essere “campionato” e diventa “lotta”. La Sanremese lo sa e reagisce con un gennaio pieno, quasi una rivoluzione controllata.
In entrata arrivano Agustin Rojo Acosta dalla NovaRomentin, Andrea Palella da svincolato, Arensi Rota dal Cassino Calcio 1924 (Serie D) e Sergio Tomás Gonzalez Perez dalla Gelbison. È un pacchetto di innesti che ha un denominatore comune: esperienza e struttura, con l’idea di alzare subito il livello di solidità.
In uscita, però, cambiano molte cose: Giuseppe Zagarese va alla Massese 1919 (Eccellenza), Enriko Deda finisce svincolato, Marcin Slojkowski passa al Castrum Favara (Serie D) e Tobias Del Piero termina svincolato. È un ricambio importante, che può avere un effetto immediato oppure creare un periodo di assestamento.
E qui sta il rischio: in Serie D, quando sei in basso, il tempo non esiste. La Sanremese ha fatto un mercato da squadra che vuole cambiare destino. Ora deve trasformarlo in punti, subito.
Serie D, Lavagnese 1919: 19 punti e l’urgenza di ritrovare compattezza
Anche la Lavagnese 1919 è a 19 punti, e quindi vive gennaio con la stessa urgenza della Sanremese. Ma lo fa con un approccio diverso: più innesti mirati, più tentativo di ridare ordine.
Arrivano Mattia Piccioli dal Seravezza Pozzi Calcio, arriva Federico Albisetti dal Chisola, e arriva Riccardo Di Giorgio da svincolato. Tre movimenti che sembrano orientati a dare alternative e solidità. In uscita, però, c’è un addio significativo: Filippo Monteverde lascia la Lavagnese e va al Grosseto 1912 (Serie D). E va allo svincolo anche Francesco Costa.
È un equilibrio delicato: inserisci, ma perdi anche. La Lavagnese deve fare una cosa molto “da Serie D”: trasformare i nuovi arrivi in abitudine, subito, senza aspettare che il meccanismo si oli da solo. Perché a 19 punti la classifica è un bordo di montagna.
Serie D, Asti: 17 punti e la necessità di cambiare faccia
L’Asti è a 17 punti e il margine è sottilissimo. In Serie D, quando sei lì, la partita è doppia: combatti contro gli avversari e contro il peso mentale. Per questo i colpi di gennaio devono essere anche colpi di carattere.
Arrivano Diego Larotonda da svincolato e soprattutto Mirco Vassallo dalla Cairese. Due innesti che possono portare energia e presenza. Ma l’Asti perde Costanzo Bottone, che va alla Biellese 1902, e vede Aleksandar Stojmenovskiscendere al SD Savio Asti (Eccellenza).
L’Asti, quindi, prova a sostituire e a ricostruire. La domanda che accompagna questa squadra è una sola: riuscirà a trasformare gennaio in una svolta, o resterà un mese di correzioni senza conseguenze reali? In Serie D, la risposta arriva sempre presto.
Serie D, Celle Varazze e NovaRomentin: l’ultimo tratto della classifica è un’altra vita
Il Celle Varazze è a 18 punti e cerca ossigeno. Arriva Marco Albertoni da svincolato e torna anche Francesco Giorno, che da svincolato rientra al Celle Varazze. Ma lo stesso Giorno risulta anche in uscita verso lo svincolo: un segnale di quanto il mercato di gennaio, in Serie D, possa essere fatto di incastri, ripensamenti, trattative che cambiano scenario in poche ore. Il dato, però, resta: il Celle Varazze sta provando a trovare nuove energie per non farsi risucchiare.
La NovaRomentin è ultima a 12 punti (con -1) e vive il mercato con l’urgenza più estrema. Perde Agustin Rojo Acosta, che va alla Sanremese, ma prova a reagire con l’arrivo di Edoardo Francesco Pompilio dalla Vigor Senigallia (Serie D). È un tentativo di cambiare il peso offensivo e la capacità di incidere.
In fondo alla classifica, la Serie D è spietata: non basta migliorare, devi farlo in fretta. E ogni colpo è una richiesta di miracolo, ma i miracoli, nel calcio, si costruiscono con continuità.
Serie D, Club Milano e Valenzana: colpi laterali che possono diventare decisivi
A 19 punti c’è anche il Club Milano, e qui arriva Thierry Henry dal Chieri (Eccellenza): un innesto che porta un profilo affamato, tipico di chi vuole guadagnarsi la categoria. In uscita, però, se ne va Massimo Zappa al Caldiero Terme (Serie D). È un’altra dimostrazione di quanto, nel Girone A, gennaio sia una bilancia continua.
La Valenzana Mado, a 23 punti, fa un colpo che si fa notare: Rayan Sammouni passa dal Bra (Serie C) alla Valenzana. È uno di quei trasferimenti che, in Serie D, possono creare un salto di intensità: chi arriva dalla Serie C spesso porta abitudini diverse, richieste diverse, e può trascinare.
Serie D, il verdetto vero: quando il mercato incontra la domenica
Il gennaio 2026 del Girone A è pieno di storie che sembrano già pronte a esplodere. Ma la Serie D ha una regola che vale più di tutte: il mercato è solo l’inizio. La verità si misura nel vento del pomeriggio, nei campi difficili, nelle partite sporche, nei minuti finali in cui un episodio sposta tutto.
Le prime due, Ligorna 1922 e Vado, hanno scelto una strada di controllo e continuità. Chi insegue, come Sestri Levante, Chisola e Biellese, prova a trasformare il potenziale in assalto. E chi è in basso ha provato a cambiare energia, spesso con rivoluzioni vere, perché la classifica non concede più alibi.
Ed è qui che il Girone A diventa bellissimo: perché gennaio non chiude, apre. Apre scenari, rivalità, possibilità. In Serie D ogni colpo è una promessa. Ma la promessa, per essere credibile, ha bisogno di una cosa sola: punti. E il girone di ritorno è pronto a chiedere il conto a tutti.



