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Serie D, Sancataldese: si dimette il vicepresidente dopo la sconfitta contro la Nissa

Sancataldese esce profondamente scossa da una delle giornate più difficili della sua stagione. La netta sconfitta interna nel derby contro la Nissa, oggi nuova capolista del girone I, non ha soltanto complicato la situazione di classifica, ma ha innescato una reazione durissima da parte dell’ambiente.

Le contestazioni esplose al termine della gara hanno colpito in maniera diretta squadra e dirigenza, creando un clima di forte tensione che ha avuto conseguenze immediate. La Sancataldese si ritrova così a fare i conti non solo con i risultati del campo, ma anche con una frattura evidente con una parte della tifoseria.

Un contesto difficile, che ha portato a una decisione tanto dolorosa quanto significativa.

L’addio di Spinello: fine di un’era

Sancataldese perde uno dei suoi punti di riferimento più importanti. Dario Spinello, ex vicepresidente e figura storica del club, ha annunciato la sua decisione di lasciare al termine della stagione.

Una scelta maturata dopo quanto accaduto nel post gara del derby, episodi che lo stesso dirigente ha definito inaccettabili. Le sue parole, affidate a un lungo e intenso comunicato, raccontano tutta l’amarezza di un uomo che ha dedicato oltre vent’anni alla causa verdeamaranto.

“Dopo 21 anni di immenso amore ed enormi sacrifici sostenuti, termina qui il mio percorso da massimo dirigente e della mia Famiglia, nell’amata Sancataldese. Una meravigliosa avventura, vorrei definirla, perché per me è e sarà sempre davvero “un amore cosi grande”.”

Un addio che pesa, non solo per il ruolo ricoperto, ma per il valore umano e simbolico che Spinello rappresenta per la Sancataldese.

Sancataldese e gli episodi del post gara

Sancataldese si trova a fare i conti con una situazione che va oltre il calcio giocato. Gli episodi verificatisi dopo la partita hanno segnato profondamente l’ambiente e sono stati il punto di rottura definitivo.

“Quello che è accaduto nel post gara è per me inaccettabile, da dirigente, da padre, da tifoso. Non ho riconosciuto San Cataldo e i Sancataldesi in quei momenti.”

Le parole di Spinello sono dure e dirette. Il dirigente ha denunciato comportamenti che nulla hanno a che vedere con il sostegno sportivo, parlando apertamente di offese, minacce e di una situazione degenerata.

Un passaggio che evidenzia tutta la gravità di quanto accaduto e che apre una riflessione più ampia sul rapporto tra squadra e tifoseria.

Il dolore per i giocatori e l’immagine più difficile

Sancataldese, in questa vicenda, porta con sé anche il peso emotivo vissuto dai giocatori. Spinello ha voluto sottolineare in maniera particolare la sofferenza dei ragazzi, soprattutto dei più giovani.

“I ragazzi vanno incoraggiati sempre, non umiliati. L’immagine del pianto ininterrotto dei nostri atleti, soprattutto dei più giovani, è l’immagine più brutta di questa domenica.”

Un’immagine che colpisce e che racconta più di mille parole. Il calcio dovrebbe essere passione, sostegno, appartenenza. Quando questi valori vengono meno, il danno va oltre il risultato sportivo.

Sancataldese tra contestazione e amarezza

Sancataldese vive un momento di grande amarezza. Le contestazioni non si sono limitate al campo, ma hanno coinvolto anche la dirigenza, con critiche arrivate sia dagli spalti che dai social.

Spinello ha parlato apertamente di una “gogna pubblica medioevale”, denunciando un clima che ha superato ogni limite accettabile.

“A prescindere dalle offese nei miei confronti e della nostra dirigenza, non ho potuto accettare la pesante umiliazione tipo “gogna pubblica medioevale” e minacce (mi fermo qui), subite dai nostri ragazzi anche sotto la curva.”

Parole che lasciano trasparire delusione e incredulità, soprattutto considerando il lungo percorso costruito negli anni.

Una storia lunga 21 anni

Sancataldese perde, con l’addio di Spinello, una figura che ha scritto pagine importanti della sua storia. Ventuno anni di impegno, sacrifici e passione non possono essere cancellati da una singola stagione o da una partita.

Il dirigente ha voluto ricordare proprio questo aspetto, sottolineando quanto sia facile giudicare dall’esterno rispetto a chi, invece, si assume responsabilità ogni giorno.

“Fare sport, fare calcio, competere in un qualsiasi campionato agonistico può portare alla vittoria o alla sconfitta. Si può sbagliare una stagione, una mossa, cosi come si può sbagliare nella vita.”

Un messaggio che va oltre il contesto sportivo e che invita a una riflessione più ampia.

Sancataldese e il significato dell’addio

Sancataldese si trova ora davanti a un momento di svolta. L’addio annunciato di Spinello rappresenta la fine di un ciclo, ma anche l’inizio di una fase nuova, tutta da costruire.

“Se questo è il calcio moderno, non mi ci rivedo ed è giusto e corretto che mi faccia da parte.”

Una frase che racchiude il senso più profondo della sua decisione. Non solo una scelta personale, ma anche una presa di posizione rispetto a un modo di vivere il calcio che non sente più suo.

Un impegno fino alla fine della stagione

Sancataldese, nonostante tutto, deve guardare avanti. Spinello ha chiarito che resterà in carica fino al termine della stagione, per senso di responsabilità verso la squadra e il club.

“Resterò in carica nel mio ruolo di socio e vice presidente fino a fine stagione, perché è doveroso completarla e cercare di raggiungere il nostro obiettivo.”

Un segnale importante, che dimostra ancora una volta il legame con la Sancataldese e la volontà di non abbandonare il gruppo in un momento delicato.

Sancataldese tra dolore e orgoglio

Sancataldese vive una fase complessa, ma anche carica di significati. L’addio di Spinello è un momento doloroso, ma rappresenta anche l’occasione per riflettere su valori, identità e futuro.

“E’ stata l’esperienza, dopo gli affetti della mia Famiglia, più bella della mia vita. Amerò per sempre questi colori, che mi scorrono nel sangue.”

Parole che raccontano un amore autentico, che va oltre i ruoli e le circostanze.

Uno sguardo al futuro

Sancataldese dovrà ora ricostruire, ricompattare e ripartire. Non sarà semplice, ma sarà necessario.

Il calcio, soprattutto a questi livelli, è fatto di passione e di comunità. Ritrovare questo equilibrio sarà fondamentale per il futuro del club.

L’addio di Spinello chiude un capitolo importante, ma lascia anche un’eredità fatta di valori, impegno e amore per questi colori. Sta ora alla Sancataldese trasformare questo momento difficile in un punto di partenza.

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