La Trevigliese torna al centro dell’attenzione, ma questa volta non per risultati sul campo. Il club lombardo ha infatti acceso un forte dibattito sulla gestione dello stadio comunale “Mario Zanconti”, sollevando interrogativi importanti su trasparenza, dialogo istituzionale e futuro dello sport cittadino.
A distanza di quattro anni dalla perdita del bando per la gestione dell’impianto, la situazione appare ancora irrisolta. Anzi, secondo quanto denunciato dalla società, si sarebbe ulteriormente complicata con la prospettiva di un nuovo maxi bando che rischia di escludere proprio chi, da sempre, rappresenta il cuore sportivo della città.
Una vicenda che va oltre il calcio e tocca temi profondi come il rapporto tra istituzioni e realtà sportive del territorio.
Trevigliese, una storia legata allo stadio Zanconti
Il legame tra la Trevigliese e lo stadio “Mario Zanconti” è qualcosa che va oltre la semplice gestione di un impianto sportivo. Si tratta di un rapporto storico, costruito negli anni attraverso l’impegno quotidiano della società e dei suoi tesserati.
Per molti, l’equazione è sempre stata chiara: Zanconti significa Trevigliese. Uno stadio vissuto, animato e sostenuto da una realtà che ha rappresentato un punto di riferimento per lo sport locale.
Proprio per questo motivo, la perdita della gestione nel 2022 ha rappresentato uno spartiacque importante.
Il bando del 2022 e i dubbi mai chiariti
Nel 2022 la Trevigliese ha partecipato al bando per la gestione dello stadio comunale, ma ne è uscita sconfitta. Una decisione che ha portato la società a presentare ricorso al TAR.
La sentenza ha confermato la correttezza formale dell’assegnazione, ma ha sollevato un punto cruciale: quel bando, secondo quanto emerso, non sarebbe stato necessario.
Sarebbe stato infatti possibile applicare il decreto Milleproroghe per prolungare la gestione già in essere.
Un dettaglio che ha alimentato interrogativi e polemiche.
Il nodo della trasparenza
Uno dei punti centrali della contestazione riguarda proprio la trasparenza. La Trevigliese si chiede se l’amministrazione comunale fosse a conoscenza della normativa che avrebbe consentito una gestione diversa della situazione.
La domanda è diretta e lascia spazio a interpretazioni: si è trattato di una mancanza di informazioni oppure di una scelta consapevole?
Questo il passaggio più significativo del comunicato del club:
“Adesso basta.
Sentiamo parlare di trasparenza, parità di trattamento e dialogo da parte dell’Amministrazione. È quindi doveroso fare chiarezza, una volta per tutte.”
Parole che esprimono chiaramente il livello di tensione raggiunto.
Trevigliese, quattro anni di sacrifici
Nonostante la perdita della gestione, la Trevigliese ha continuato a investire nello stadio. La società sottolinea come, pur non essendo gestore dell’impianto, abbia contribuito economicamente e operativamente alla sua manutenzione.
Un impegno che dimostra il senso di responsabilità del club, ma che allo stesso tempo rende ancora più difficile accettare la situazione attuale.
La convinzione era che, alla scadenza naturale, si potesse tornare a una gestione coerente con la storia del club.
Il nuovo maxi bando
Il nuovo elemento di scontro è rappresentato dalla proposta di un maxi bando per la gestione dello stadio. Una scelta che, secondo la Trevigliese, sarebbe stata presa senza un reale confronto con le società coinvolte.
Un aspetto che contrasta con i principi di dialogo e collaborazione più volte richiamati dall’amministrazione.
La società vede in questa decisione un ulteriore passo verso l’esclusione di chi ha sempre rappresentato lo sport cittadino.
Il valore delle società locali
Uno dei punti più forti del comunicato riguarda il ruolo delle società sportive nel territorio. La Trevigliese sottolinea come queste realtà non siano semplici utilizzatrici di impianti, ma veri e propri motori dello sport locale.
Le società animano il territorio, coinvolgono giovani e famiglie e contribuiscono economicamente alla gestione delle strutture pubbliche.
Escluderle da decisioni così importanti significa, secondo il club, non riconoscere il loro valore.
Una domanda che resta aperta
Il comunicato si chiude con una riflessione che suona quasi come una sfida:
“Forse la risposta è più semplice di quanto si voglia far credere. Ma a questa domanda, qualcuno dovrà prima o poi rispondere.”
Una frase che riassume il senso di frustrazione della società e che lascia aperto il dibattito.
Trevigliese, una questione che va oltre il calcio
La vicenda della Trevigliese non riguarda soltanto una società o uno stadio. È una questione più ampia, che tocca il rapporto tra istituzioni e sport, tra amministrazione e territorio.
Il calcio dilettantistico rappresenta una parte fondamentale del tessuto sociale italiano, e situazioni come questa evidenziano le difficoltà che spesso emergono nella gestione degli impianti.
Il futuro da costruire
Il futuro della Trevigliese e dello stadio Zanconti è ancora incerto. Molto dipenderà dalle decisioni dell’amministrazione e dalla capacità di trovare un punto di incontro.
Il dialogo, invocato da entrambe le parti, potrebbe rappresentare la chiave per risolvere la situazione.
Trevigliese, tra identità e battaglia
La Trevigliese ha scelto di esporsi, di prendere posizione e di difendere il proprio ruolo nella comunità sportiva.
Una scelta che dimostra quanto sia forte il legame tra il club e il territorio. La partita, questa volta, non si gioca sul campo. Ma è altrettanto importante.



