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giovedì 19 Febbraio 2026
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Serie D, Union Clodiense: sconfitta a Legnago nel Girone C

L’Union Clodiense si ferma al “Sandrini” di Legnago dopo una lunga corsa fatta di orgoglio, solidità e risultati. Il 2-1 contro il Legnago Salus interrompe una striscia straordinaria di 14 risultati utili consecutivi nel Girone C di Serie D e coincide con la prima sconfitta di mister Vecchiato da quando siede sulla panchina granata. Una caduta che pesa, non solo per la classifica, ma anche per il significato simbolico che porta con sé in una fase decisiva della stagione.

L’Union Clodiense esce sconfitta, ma non ridimensionata. Perché la squadra ha lottato fino all’ultimo pallone, ha reagito agli episodi sfavorevoli e ha dimostrato ancora una volta di avere identità e carattere. Tuttavia, la giornata potrebbe aver scritto una parola quasi definitiva sulla corsa al primo posto: il Treviso, con il 2-0 casalingo contro il Calvi Noale, vola a +15 a dieci partite dalla fine.

Union Clodiense, una caduta che pesa nella corsa al vertice

L’Union Clodiense arrivava a Legnago forte di un momento straordinario. Quattordici risultati utili consecutivi non sono frutto del caso, ma di un lavoro costante, di un gruppo compatto e di una mentalità costruita settimana dopo settimana. La squadra di Vecchiato aveva trovato equilibrio tra solidità difensiva e capacità di colpire nei momenti chiave, trasformando ogni partita in una battaglia controllata con lucidità.

Al “Sandrini”, però, qualcosa si è incrinato. Non tanto nell’atteggiamento, quanto negli episodi. E nel calcio, si sa, spesso sono proprio i dettagli a decidere il destino di una gara.

Il Legnago Salus è partito con aggressività, cercando subito di mettere pressione alla Union Clodiense. I granata, privi dell’attacco titolare con Rosso out e Gnago in condizioni precarie, hanno saputo contenere l’urto iniziale con ordine e disciplina. Nei primi minuti Gazzola e Haruna non sono riusciti a sfruttare due situazioni favorevoli, ma la sensazione era quella di una partita aperta, equilibrata, pronta a essere decisa da un episodio.

Un primo tempo di equilibrio e sacrificio

L’Union Clodiense ha affrontato il primo tempo con maturità. Senza il suo potenziale offensivo al completo, ha scelto di non scoprirsi, di tenere le linee compatte e di ripartire con attenzione. È stata una prova di sacrificio collettivo, in cui ogni giocatore ha fatto la sua parte per arginare le iniziative del Legnago.

Il centrocampo ha lavorato con intensità, la difesa ha retto l’urto e Fall ha guidato il reparto con sicurezza. L’Union Clodiense non ha dominato, ma ha dimostrato di saper soffrire, qualità indispensabile in un campionato lungo e logorante.

L’equilibrio del primo tempo sembrava preludio a una ripresa altrettanto combattuta. E invece, nel calcio, basta un rimpallo per cambiare tutto.

Gli episodi che cambiano la partita

Al 9’ della ripresa arriva il momento che spezza l’equilibrio. Un rimpallo su un colpo di testa di Menghi favorisce l’inserimento di Faye. Fall esce deciso, Badou si avventa sul pallone e l’arbitro giudica falloso il contatto. Dal dischetto Filiciotto trasforma, portando avanti i padroni di casa.

L’Union Clodiense prova a reagire, ma il colpo è pesante. Non solo per lo svantaggio, ma per la dinamica dell’azione: un episodio nato quasi per caso, un dettaglio che indirizza la partita.

La squadra di Vecchiato non si disunisce. Prova a risalire il campo, aumenta il baricentro, cerca di rimettere pressione al Legnago. Ma al 26’ arriva un altro episodio sfavorevole. Matteo Menghi salta il fratello Emanuele, che lo ferma fallosamente. La punizione, defilata ma insidiosa, viene calciata da Boschetti con un rasoterra potente che sorprende Fall. Il 2-0 complica una giornata già difficile.

In pochi minuti l’Union Clodiense si ritrova sotto di due reti, in una partita che fino a quel momento era stata giocata alla pari.

La reazione d’orgoglio dell’Union Clodiense

Ed è proprio qui che si misura la forza di un gruppo. L’Union Clodiense non molla. Non abbassa la testa, non si arrende all’inerzia negativa. Al 31’ Menato riapre tutto con un guizzo che rimette la squadra in partita e zittisce per un attimo il “Sandrini”.

Il gol accende la speranza. L’Union Clodiense sente che può ancora scrivere un finale diverso. L’inerzia cambia, il Legnago arretra, i granata spingono con coraggio e convinzione.

Ricciardi sfiora il pareggio, ma Businarolo salva di piede il Legnago con un intervento decisivo. È l’immagine di una partita combattuta fino all’ultimo secondo. L’ultimo pallone pericoloso è ancora della Union Clodiense, ma manca la deviazione vincente.

Il triplice fischio sancisce la fine della striscia positiva, ma non cancella la prestazione di carattere.

Classifica e scenari: cosa cambia ora

La sconfitta della Union Clodiense assume un peso ancora maggiore alla luce del risultato del Treviso. La vittoria per 2-0 contro il Calvi Noale consente ai biancocelesti di portarsi a +15 a dieci partite dal termine. Un margine che, numeri alla mano, sembra difficile da colmare.

La Union Clodiense si trova ora a dover gestire non solo il distacco, ma anche l’impatto psicologico di una battuta d’arresto arrivata dopo settimane di entusiasmo. Tuttavia, il campionato non è finito. Restano dieci partite, dieci occasioni per dimostrare che questo gruppo ha ancora fame, orgoglio e ambizione.

Nel calcio, le stagioni si ricordano anche per la capacità di reagire ai momenti difficili. E la Union Clodiense ha già dimostrato, nel corso dell’anno, di sapersi rialzare.

Vecchiato e la forza di un gruppo unito

Per mister Vecchiato si tratta della prima sconfitta da quando è alla guida della Union Clodiense. Un dato che racconta quanto sia stato positivo il suo impatto sulla squadra. La serie di 14 risultati utili consecutivi non è un dettaglio statistico, ma la testimonianza di un lavoro profondo.

La Union Clodiense ha cambiato marcia sotto la sua gestione, trovando equilibrio, organizzazione e consapevolezza. Una sconfitta, per quanto dolorosa, non può cancellare il percorso fatto.

Anzi, potrebbe rappresentare un punto di svolta. Perché spesso le squadre crescono proprio attraverso le difficoltà. La reazione vista nel finale di Legnago è un segnale chiaro: la Union Clodiense non si sente battuta.

Union Clodiense, una sconfitta che non cancella l’identità

Se c’è un elemento che emerge con forza da questa trasferta è l’identità della Union Clodiense. Anche senza l’attacco titolare, anche sotto di due reti, la squadra ha continuato a giocare, a crederci, a lottare su ogni pallone.

Il pubblico granata può guardare oltre il risultato. Perché la Union Clodiense ha dimostrato di avere un’anima, una struttura solida e una mentalità che va oltre i singoli episodi.

La corsa al primo posto si è complicata, è vero. Ma la stagione della Union Clodiense resta di alto livello. La compattezza del gruppo, la crescita di molti interpreti e la continuità trovata negli ultimi mesi sono patrimoni che non si disperdono per una sconfitta.

Ora servirà lucidità. Servirà trasformare la delusione in energia. Servirà ritrovare subito il ritmo e tornare a macinare punti.

La Union Clodiense esce dal “Sandrini” a testa alta, consapevole di aver dato tutto. La striscia positiva si interrompe, ma il cammino continua. E nel calcio, come nella vita, non è una caduta a definire chi sei, ma il modo in cui scegli di rialzarti.

La Union Clodiense è chiamata ora a scrivere il prossimo capitolo della sua stagione. Con orgoglio, con determinazione e con la voglia di dimostrare che questa battuta d’arresto può diventare il punto di partenza per una nuova rincorsa. Perché finché il pallone rotola, nulla è davvero deciso.

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