La UEFA Regions’ Cup rappresenta da sempre uno dei palcoscenici più affascinanti e sottovalutati del calcio europeo. Un torneo che è molto più di una competizione, perché dà voce e visibilità a quel mondo dilettantistico che costituisce l’ossatura del movimento calcistico continentale.
È proprio in questo scenario dell’UEFA Regions’ Cup che il Piemonte Valle d’Aosta torna a recitare un ruolo da protagonista, ventitré anni dopo quell’indimenticabile trionfo del 2003 che segnò la sua prima storica partecipazione alla kermesse. Oggi quella storia si rinnova con la qualificazione alla 14ª edizione del torneo, conquistata grazie alla vittoria dell’Under 19 al Torneo delle Regioni 2024 e al successivo successo nello spareggio decisivo contro il Friuli Venezia Giulia.
UEFA Regions’ Cup, un ritorno che profuma di storia
Il primo passo della nuova avventura dell’UEFA Regions’ Cup è arrivato il 10 dicembre a Nyon, nella sede dell’UEFA, dove sono stati effettuati i sorteggi dei gironi della fase intermedia. Il Piemonte Valle d’Aosta, rappresentato dal presidente Mauro Foschia, è stato inserito nel Girone 6 insieme alle selezioni regionali di Slovacchia, Irlanda del Nord e Albania. Solo la prima classificata del raggruppamento potrà conquistare l’accesso alla fase finale, prevista per l’estate 2027. Per la rappresentativa italiana, il viaggio riprenderà ufficialmente nell’autunno del 2026, quando scenderà in campo proprio in Albania, Paese designato come sede ospitante del girone.
Il contesto dell’UEFA Regions’ Cup sarà impegnativo, competitivo, denso di tradizione e con un livello calcistico in costante crescita. Ma è proprio in sfide di questo genere che le rappresentative italiane hanno saputo costruire il loro prestigio, diventando la nazione più vincente nella storia del torneo. Gli azzurri dilettanti hanno infatti sollevato il trofeo in tre edizioni: Veneto nel 1999, Piemonte Valle d’Aosta nel 2003 e di nuovo Veneto nel 2013.
UEFA Regions’ Cup, un sistema meritocratico: l’Italia accede direttamente al turno intermedio
Il cammino del Piemonte Valle d’Aosta nell’UEFA Regions’ Cup nasce da un sistema che premia risultati e continuità. L’Italia, grazie al tredicesimo posto nel ranking UEFA della competizione, è stata ammessa direttamente all’Intermediate Round senza dover affrontare la fase preliminare. È un vantaggio importante, perché consente di concentrarsi su un’unica fase di qualificazione prima delle Finals. In virtù della vittoria al Torneo delle Regioni 2024 e dello spareggio superato contro il Friuli Venezia Giulia, la rappresentativa piemontese sarà l’unica delegata ufficiale dell’Italia a rappresentare il movimento dilettantistico nazionale in Europa.
È un riconoscimento che non arriva per caso. Il Piemonte Valle d’Aosta ha costruito il proprio successo su un lavoro metodico, sull’identità tecnica dei suoi giovani e sulla forza di un Comitato Regionale che continua a investire nella valorizzazione dei talenti locali. Motivazione, senso di appartenenza e ambizione restano i tre pilastri su cui si fonda la missione europea della selezione guidata da Foschia.
Un girone impegnativo, ma ricco di opportunità
A Nyon la sorte ha scelto un percorso complesso ma affascinante. Nel Girone 6 del turno intermedio, il Piemonte Valle d’Aosta dovrà vedersela con Slovacchia, Irlanda del Nord e Albania. Le tre avversarie rappresentano scuole calcistiche differenti, accomunate da un radicamento profondo nel calcio dilettantistico.
La Slovacchia porta con sé una tradizione di solidità, fisicità e organizzazione tattica, elementi tipici dei Paesi dell’Europa centrale. L’Irlanda del Nord, invece, è una realtà fatta di grande intensità agonistica, ritmo e spirito competitivo, con squadre generalmente molto ben preparate sul piano atletico. L’Albania, infine, è una delle nazioni in più rapida crescita sportiva in Europa, soprattutto a livello giovanile, e il fatto che ospiterà il girone aumenta le difficoltà per chi dovrà affrontarla.
Il Piemonte Valle d’Aosta, tuttavia, non parte sconfitto. Anzi, si presenta al via forte di una tradizione che parla chiaro, con la consapevolezza che nelle competizioni UEFA Regions’ Cup non sempre vincono le squadre più quotate, ma quelle più coese, organizzate e mentalmente pronte a sopportare la pressione di un torneo breve ma intenso.
L’impronta della UEFA Regions’ Cup nel calcio dilettantistico europeo
Per comprendere pienamente il valore di questa partecipazione, è fondamentale soffermarsi sul ruolo che la UEFA Regions’ Cup riveste nel panorama calcistico internazionale. La competizione è stata ideata per dare centralità al mondo dilettantistico, troppo spesso oscurato dal calcio professionistico. Il torneo è riservato ai giocatori non professionisti tra i 19 e i 40 anni, una fascia ampia che permette alle federazioni di selezionare atleti maturi, motivati e radicati nelle realtà locali.
Il valore del torneo non si ferma all’aspetto sportivo. La UEFA, infatti, ha più volte sottolineato come lo scopo sia quello di costruire un ponte culturale tra le regioni europee, favorendo incontri, scambi, nuove relazioni e la diffusione dei valori fondanti del calcio amatoriale. Un calcio che parla il linguaggio della passione, dell’autenticità, del legame con il territorio, elementi che spesso si perdono ai massimi livelli professionistici.
Una storia ricca di emozioni: i precedenti dell’Italia
L’Italia nella UEFA Regions’ Cup è una delle nazioni che più ha saputo lasciare il segno. L’edizione inaugurale del 1999 fu ospitata proprio nel nostro Paese, con il Veneto che trionfò in una competizione perfettamente organizzata e accolta con entusiasmo. Ma il punto più alto arrivò nel 2003, quando il Piemonte Valle d’Aosta si impose in Germania, superando nella finale di Wurtemberg la selezione francese del Ligue du Maine.
Negli anni successivi la strada non è sempre stata semplice. Nonostante prestazioni spesso di livello, le selezioni italiane sono state eliminate più volte al turno intermedio, sfiorando più volte la qualificazione alla fase finale. Nel 2013, invece, è arrivato il terzo trionfo, ancora firmato Veneto, dopo una cavalcata vincente che ha riportato il tricolore sul tetto d’Europa.
Le ultime edizioni hanno mostrato quanto il livello della competizione si sia alzato. La Lombardia nel 2017, la Toscana nel 2018, il Lazio nel 2022 e la Liguria nel 2024 sono arrivate a un passo dalle Finals, fermandosi in gironi difficili e spesso caratterizzati da scontri diretti determinanti.
Un sogno che riparte da una nuova generazione
Il Piemonte Valle d’Aosta che si appresta ad affrontare il girone del 2026 porta con sé una generazione cresciuta all’interno di un sistema regionale che negli ultimi anni ha rafforzato la propria identità. La vittoria al Torneo delle Regioni 2024, conquistata in casa, ha rappresentato un segnale di forza e di maturità. Il successivo confronto con il Friuli Venezia Giulia, risolto grazie a due prestazioni di grande personalità, ha dimostrato che la selezione piemontese può competere ad alto livello.
Il cammino verso la UEFA Regions’ Cup non è però soltanto tecnico. È un percorso che unisce comunità, società dilettantistiche, dirigenti e volontari. La squadra non rappresenta solo una regione, ma un movimento intero.
Uno sguardo agli altri gironi
Il quadro completo del turno intermedio mostra una competizione più equilibrata che mai, con otto gruppi composti da quattro rappresentative. Spiccano alcune sfide affascinanti, come il girone 3 con Portogallo, Finlandia, Inghilterra e Svezia, oppure il girone 5 con Spagna, Ungheria, Israele e Lettonia. Anche il girone 8, con Croazia, Irlanda, Bielorussia e Malta, promette spettacolo dopo l’exploit recente dei croati del Rijeka, protagonisti nell’ultima edizione.
In questo mosaico europeo, il Piemonte Valle d’Aosta rappresenta una delle realtà più curiose da seguire, perché porta con sé un equilibrio raro tra tradizione e freschezza.
Ambizioni, responsabilità e una sfida che va oltre lo sport
La UEFA Regions’ Cup non è un torneo destinato a riempire le prime pagine dei giornali sportivi, ma è una competizione che racchiude l’essenza autentica del calcio. Per il Piemonte Valle d’Aosta, parteciparvi significa dare visibilità ai propri talenti, misurarsi con culture calcistiche diverse e rappresentare l’Italia in un contesto ufficiale UEFA. È un onore che richiede dedizione, sacrificio e consapevolezza.
Il lavoro del Comitato Regionale, sotto la guida di Mauro Foschia, continua a essere il motore di questo percorso. La rappresentativa piemontese si prepara a scrivere un nuovo capitolo della propria storia, con l’obiettivo di sorprendere ancora una volta l’Europa.



