Zevio non è più soltanto un nome inciso nelle tabelle del calcio dilettantistico veneto. Oggi Zevio è una storia, un esempio concreto di come visione, competenza e fiducia possano ribaltare il destino di una squadra nel giro di pochi mesi. La conquista del titolo di Regina d’Inverno nel girone “A” di Promozione 2025 rappresenta molto più di un primato parziale: è il simbolo di una trasformazione profonda, costruita giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita.
Nel calcio dilettantistico, dove le risorse sono limitate ma la passione è sconfinata, riuscire a passare dal ruolo di fanalino di coda a quello di leader indiscusso richiede qualcosa che va oltre il semplice talento tecnico. Serve identità, serve programmazione, serve una guida capace di tenere la barra dritta anche quando il mare è in tempesta. Zevio ha trovato tutto questo e lo ha trasformato in risultati concreti.
Zevio, il passato recente: quando la squadra lottava per sopravvivere
Per comprendere appieno la portata dell’impresa dello Zevio, bisogna tornare indietro di dodici mesi. La scorsa stagione aveva lasciato in eredità più ombre che luci. Il girone d’andata si era chiuso con appena nove punti all’attivo, una classifica impietosa e la sensazione diffusa che la stagione potesse trasformarsi in un lungo calvario. In quel momento, Zevio sembrava una squadra smarrita, priva di certezze e con un futuro tutto da decifrare.
Eppure, proprio nei momenti più delicati, la società ha scelto di non farsi travolgere dal panico. La decisione di confermare Andrea Annechini in panchina ha rappresentato il primo mattone di una ricostruzione silenziosa ma efficace. Una scelta che oggi appare lungimirante, ma che all’epoca richiedeva coraggio e fiducia.
Zevio: la rinascita firmata Annechini
Il lavoro di mister Andrea Annechini ha iniziato a dare frutti nel girone di ritorno della scorsa stagione. Lo Zevio ha cambiato volto, atteggiamento e mentalità. Non più una squadra timorosa, ma un gruppo compatto, capace di affrontare ogni partita con ordine, intensità e consapevolezza dei propri mezzi. I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola quella rinascita: ventotto punti conquistati, sette vittorie, sette pareggi e una sola sconfitta.
Questa straordinaria rimonta ha permesso allo Zevio di raggiungere una salvezza tranquilla, conquistata con largo anticipo, ma soprattutto ha restituito entusiasmo all’ambiente. I giocatori hanno iniziato a credere nel progetto, il pubblico è tornato a sentirsi parte integrante del percorso e la società ha potuto pianificare il futuro con una base solida sotto i piedi.
La visione societaria: Scandola, Romio e Pellizzari
Dietro ogni impresa sportiva c’è sempre una regia attenta. Nel caso dello Zevio, il presidente Giorgio Scandola ha avuto il merito di garantire stabilità e continuità, anche quando sarebbe stato più semplice cambiare tutto. Accanto a lui, il direttore generale Alessandro Romio e il direttore sportivo Luca Pellizzari hanno lavorato con metodo, costruendo una squadra funzionale alle idee dell’allenatore.
Il mercato estivo non è stato fatto di colpi roboanti, ma di scelte mirate. Giocatori adatti al sistema di gioco, uomini prima ancora che atleti, profili capaci di sposare un’idea collettiva. È così che lo Zevio ha iniziato la stagione 2024-2025 con una consapevolezza nuova, forte di un’identità chiara e condivisa.
Un girone d’andata da incorniciare
I risultati non si sono fatti attendere. Fin dalle prime giornate, lo Zevio ha mostrato una solidità sorprendente. Partita dopo partita, la squadra ha scalato la classifica fino a issarsi in vetta, chiudendo il girone d’andata con trentuno punti in quindici gare. Nove vittorie, quattro pareggi e soltanto due sconfitte: numeri che parlano di continuità, equilibrio e maturità.
Questo percorso ha permesso allo Zevio di laurearsi Campione d’Inverno, un titolo simbolico ma carico di significato. Essere davanti a tutte in un campionato competitivo come il girone “A” di Promozione non è frutto del caso. È il risultato di una squadra che ha imparato a vincere, ma anche a soffrire, gestendo i momenti difficili con lucidità.
Il valore di un campionato equilibrato
Il girone “A” di Promozione si conferma uno dei più complessi e combattuti del panorama dilettantistico veneto. Squadre attrezzate, piazze ambiziose e un livello tecnico in costante crescita rendono ogni partita una battaglia. In questo contesto, il primato dello Zevio assume un valore ancora più rilevante.
Come sottolineato dal direttore sportivo Luca Pellizzari, realtà come AQS Borgo Veneto, San Giovanni Lupatoto, Union Vis Lendinara e Team S. Lucia Golosine rappresentano avversari di assoluto livello. Nessuna gara è scontata, nessun risultato può essere dato per acquisito. È proprio questa difficoltà diffusa a rendere il cammino dello Zevio ancora più affascinante.
Mentalità e identità: il segreto dello Zevio
Uno degli aspetti più evidenti della crescita dello Zevio è la mentalità. La squadra scende in campo con un’idea precisa di gioco, ma soprattutto con uno spirito collettivo che fa la differenza. Il mantra societario, basato sul divertirsi e far divertire, sull’essere un’unica squadra e sul mantenere sempre un atteggiamento positivo, non è uno slogan vuoto, ma una filosofia applicata quotidianamente.
Questa identità si riflette nel modo di stare in campo, nella gestione dei momenti critici e nella capacità di reagire alle difficoltà. Lo Zevio non vive di fiammate isolate, ma di equilibrio e continuità, qualità fondamentali per chi ambisce a restare ai vertici fino alla fine.
Il girone di ritorno: tra ambizione e prudenza
Essere in testa alla classifica comporta inevitabilmente nuove responsabilità. Nel girone di ritorno, lo Zevio sarà la squadra da battere, il bersaglio su cui tutti proveranno a misurarsi. La consapevolezza di questo scenario è ben chiara all’interno dello spogliatoio e della dirigenza.
Ogni partita dovrà essere preparata con attenzione maniacale, senza mai perdere l’umiltà che ha caratterizzato il percorso fin qui. Il calcio dilettantistico insegna che l’equilibrio è sottile e che basta poco per cambiare inerzia. Lo Zevio lo sa e si prepara ad affrontare la seconda parte di stagione con determinazione e concentrazione.
Il ritorno in campo e le prime sfide decisive
Dopo la pausa natalizia, lo Zevio tornerà in campo l’11 gennaio 2026 allo stadio “Leo Todeschini”, affrontando il San Giovanni Lupatoto di mister Fabrizio Sona. Una gara dal sapore speciale, che rappresenterà subito un banco di prova importante. Una settimana più tardi, l’impegno contro l’AQS Borgo Veneto promette ulteriori emozioni e potrebbe già indirizzare gli equilibri del girone di ritorno.
Due partite che diranno molto sullo stato di salute dello Zevio e sulla sua capacità di reggere la pressione del primato. Incontri che richiameranno pubblico, attenzione e aspettative, ma che la squadra affronterà con la serenità di chi ha costruito il proprio percorso passo dopo passo.
Zevio e il valore del calcio dilettantistico
La storia dello Zevio si inserisce perfettamente nel contesto più ampio del calcio dilettantistico italiano, un movimento che rappresenta l’anima autentica di questo sport. Società radicate nel territorio, dirigenti appassionati, giocatori che scendono in campo per amore della maglia: è qui che il calcio conserva la sua dimensione più vera.
Una favola ancora tutta da scrivere
La stagione è ancora lunga e il cammino dello Zevio è appena entrato nella sua fase più delicata. Tuttavia, indipendentemente da come andrà a finire, quanto costruito finora rappresenta già un patrimonio importante. Una società che ha saputo credere nelle proprie scelte, un allenatore che ha dato identità alla squadra e un gruppo di giocatori che ha trasformato le difficoltà in forza collettiva.
Zevio oggi è sinonimo di crescita, di programmazione e di passione. È la dimostrazione che anche nel calcio dilettantistico si possono scrivere storie capaci di emozionare e coinvolgere. La Regina d’Inverno guarda avanti con ambizione, consapevole che ogni successo va conquistato sul campo. La favola continua, e tutto lascia pensare che le pagine più belle debbano ancora essere scritte.



