Il Torneo delle Regioni Femminile entra nel vivo con verdetti carichi di emozione, sorprese e storie da raccontare. Dopo la qualificazione della Lombardia arrivata nella giornata precedente, sono Abruzzo, Calabria, Lazio, Marche, Trento, Umbria e Veneto a completare il quadro delle otto squadre che si giocheranno i Quarti di Finale della 62ª edizione.
Una fase a gironi intensa, combattuta fino all’ultimo minuto, che ha confermato il livello crescente del calcio femminile regionale. Solo tre le “reduci” della scorsa edizione tra le migliori otto: Lombardia, Lazio e Veneto. Tra le novità più affascinanti spicca invece la storica qualificazione della Calabria guidata da mister Ienco.
Domani il sorteggio definirà gli accoppiamenti: Lombardia, Trento, Lazio e Veneto saranno inserite nell’urna 1, mentre Abruzzo, Calabria, Marche e Umbria comporranno l’urna 2.
Torneo delle Regioni, Girone A: Lombardia dominante, Abruzzo di misura
Nel Torneo delle Regioni Femminile il Girone A ha visto il dominio assoluto delle campionesse in carica della Lombardia. Un percorso perfetto: tre vittorie, otto gol fatti e zero subiti. Il 4-0 sulla Sicilia certifica la superiorità della squadra guidata da Cattaneo, con le firme di Parimbelli, Bissolotti (doppietta) e Chignoli.
Alle spalle delle lombarde, torna a sorridere l’Abruzzo che, grazie al gol decisivo di Muscella contro la Campania, conquista un posto nei quarti a distanza di dieci anni dall’ultima volta.
Girone B: Calabria nella storia, beffa Toscana
Il Torneo delle Regioni Femminile regala una delle sue pagine più emozionanti nel Girone B. La Calabria conquista una storica qualificazione grazie al pareggio per 1-1 contro il Piemonte VdA, acciuffato nel finale da Rebecca Monterosso.
Una rete pesantissima che consente alle calabresi di chiudere in vetta grazie alla miglior differenza reti. Amara invece l’eliminazione della Toscana, raggiunta sul pari dalla Liguria a un minuto dalla fine dopo il vantaggio iniziale firmato Lonzi.
Girone C: Lazio e Umbria avanti insieme
Equilibrio e spettacolo nel Girone C del Torneo delle Regioni Femminile, dove Lazio e Umbria si qualificano entrambe grazie all’1-1 nello scontro diretto. A chiudere in testa sono le laziali, premiate dalla differenza reti.
Dopo un primo tempo dominato dal Lazio, è l’Umbria a passare in vantaggio con Bonadies. La risposta arriva con una perla di Campofiorito, che sigla uno dei gol più belli del torneo. Netto ma inutile il 4-0 del Bolzano sulla Basilicata.
Girone D: Veneto concreto, Friuli ko
Nel Girone D del Torneo delle Regioni Femminile, il Veneto conquista la qualificazione battendo 3-1 il Friuli Venezia Giulia nello scontro decisivo.
Partenza fulminea con Guizzo, risposta immediata di Ferrello, ma le venete riprendono il controllo con Pittarello e ancora Guizzo, protagonista assoluta del match. Una vittoria che vale il passaggio del turno e conferma la solidità della squadra.
Girone E: Trento avanti, Marche decisive
Il Torneo delle Regioni Femminile chiude la fase a gironi con una sfida spettacolare tra Emilia Romagna e Trento. Finisce 4-2 per le emiliane, ma è il Trento a sorridere grazie alla qualificazione.
La gara è un continuo ribaltamento di fronte: Scalabrin apre, Garbazza ribalta con una doppietta, poi Girardi riporta avanti l’Emilia Romagna con due gol consecutivi, prima del sigillo finale di Volpatti.
Le Marche conquistano invece il pass per i quarti battendo la Puglia 1-0 con la rete di Baldassarrini, risultato sufficiente per entrare tra le migliori seconde.
Verso i Quarti: talento, sogni e nuove protagoniste
Il Torneo delle Regioni Femminile si prepara ora a vivere la sua fase più intensa. I Quarti di Finale metteranno di fronte realtà consolidate e nuove protagoniste, in un mix perfetto di esperienza e entusiasmo.
Gli occhi saranno puntati sulla Lombardia campione in carica, ma anche sulla sorprendente Calabria, pronta a scrivere nuove pagine di storia. Senza dimenticare Lazio, Veneto e le outsider come Marche e Abruzzo.
In un torneo dove ogni dettaglio può fare la differenza, il confine tra vittoria e sconfitta resta sottilissimo. E il bello, ancora una volta, deve ancora venire.



