Il calcio di un'altra categoria
RISULTATI
NEWS
mercoledì 21 Gennaio 2026
RISULTATI
NEWS
HomeFutsalSupercoppa di Futsal: il presidente Castiglia si racconta a Golix

Supercoppa di Futsal: il presidente Castiglia si racconta a Golix

La Supercoppa di Futsal non è soltanto un trofeo. È un rito che si ripete, una notte che concentra tutto: l’energia di un palazzetto pieno, l’attesa che vibra tra i corridoi, le maglie che si stringono addosso come una seconda pelle. È uno di quei momenti in cui il futsal italiano smette di essere “solo” uno sport da specialisti e diventa un racconto collettivo, capace di parlare a chiunque abbia ancora voglia di emozionarsi davanti a una palla che corre veloce.

In questo scenario, mentre le luci accendono il parquet e l’aria profuma di grande evento, Golix ha incontrato Stefano Castiglia, presidente della Divisione Calcio a Cinque. Un’intervista breve, intensa, ma sufficiente a far emergere una visione, una direzione, un sentimento. Perché quando il futsal cresce davvero, la crescita non si vede soltanto nei risultati o nei palazzetti pieni: si misura anche nella consapevolezza di chi lo guida, nella capacità di trasformare un evento in un progetto, un giorno speciale in un futuro possibile.

E se la Supercoppa di Futsal è il simbolo di una stagione che corre, Castiglia ha scelto parole chiare, dirette, senza artifici. Ha parlato di entusiasmo, di lavoro, di ambizione europea e di inclusione sociale. Ha parlato da presidente giovane, ma con un peso istituzionale che si sente. E soprattutto ha parlato da uomo innamorato del futsal, di quel fuoco che non si spegne mai e che, anzi, sembra alimentarsi proprio nei momenti più importanti.

Un movimento in piena ascesa: dalla Supercoppa di Futsal alla Champions, la visione del presidente Castiglia

L’intervista inizia con un dato che, da solo, racconta la portata del momento storico: la finale di Champions League di futsal assegnata per la prima volta all’Italia. Un traguardo che vale come riconoscimento sportivo, ma anche come certificazione culturale: il futsal italiano, agli occhi dell’Europa, è sempre più centrale.

E alla domanda su obiettivi e prospettive, Castiglia risponde con una dichiarazione che profuma di accelerazione e responsabilità, mettendo subito al centro l’idea di un movimento che non vuole fermarsi:

«È un momento di grande enfasi, grande entusiasmo. È un anno e mezzo, da quando ho avuto l’onere e l’onore di diventare presidente del futsal nazionale, che abbiamo accelerato con tanta voglia. Il regalo e la grande sorpresa della Champions è un attimino, come dire, la ciliegina dal respiro europeo che serve ancor più a questa disciplina per dare il segnale di quanto sia importante, ma soprattutto quanto il futsal nazionale, agli occhi dell’Europa, sia un campionato qualitativamente importante. Quindi siamo estremamente contenti. Tante cose da fare, tanta voglia di fare: siamo sul pezzo».

Dentro queste parole c’è già tutto: la consapevolezza di un momento favorevole, la necessità di sfruttarlo, l’idea di una corsa che non è casuale ma costruita. C’è anche un elemento fondamentale: la Champions non è vista come un punto d’arrivo, bensì come una “ciliegina” che rafforza ciò che già sta accadendo. Un riconoscimento che vale doppio, perché non arriva come concessione, ma come conseguenza di un percorso.

E allora la Supercoppa di Futsal diventa il luogo perfetto per raccontare tutto questo: perché la Supercoppa è un evento ad altissima intensità, come il futsal stesso. Un torneo breve, spietato, dove non c’è tempo per rimediare, e proprio per questo capace di far emergere la vera natura delle squadre e, in un certo senso, anche del movimento.

Supercoppa di Futsal e identità nazionale: quando la crescita diventa sistema

Se c’è un tema che l’intervista suggerisce con forza, è quello della “sistematicità”. Il futsal italiano cresce non solo perché ci sono squadre forti o allenatori di qualità, ma perché attorno a quelle squadre si sta costruendo una rete di eventi, comunicazione, progetti e visione. In altre parole: una disciplina cresce davvero quando smette di essere episodica e diventa costante.

La Supercoppa di Futsal è uno di quegli appuntamenti che trasformano la costanza in abitudine. Per il pubblico, per i media, per gli sponsor, per chi sta imparando a seguire questo sport con continuità. Il futsal, per sua natura, è spettacolare. Ma lo spettacolo da solo non basta: bisogna organizzarlo, esaltarlo, renderlo fruibile.

Ed è qui che la frase “siamo sul pezzo” assume valore. È una dichiarazione di presenza, quasi una promessa: il futsal non è lasciato al caso. È guidato, costruito, fatto crescere. E quando a dirlo è un presidente di 36 anni, la promessa ha anche un sapore generazionale: un’idea di sport che non si limita a gestire, ma che vuole spingere, innovare, accelerare.

Golix e il calcio a 5: alla Supercoppa di Futsal il riconoscimento ad un “progetto vincente”

Uno dei passaggi più importanti dell’intervista in occasione della Supercoppa di Futsal, per chi vive la comunicazione sportiva quotidianamente, è quello dedicato al ruolo dei media e delle piattaforme indipendenti. Golix chiede a Castiglia cosa pensi del progetto e dell’attenzione che il portale sta dedicando al futsal.

La risposta è breve, ma ha un peso specifico notevole. Perché nel futsal italiano, come in tanti sport in crescita, la comunicazione è un acceleratore reale: crea pubblico, genera interesse, costruisce reputazione.

Castiglia lo riconosce con parole semplici e dirette: «Una bella piattaforma fatta, come dire, da giovani validi con tanta voglia di fare. Vi osservo, vi guardo e secondo me è un progetto vincente, quindi non posso che fare i miei migliori auguri per la riuscita».

Dentro questo messaggio c’è qualcosa che va oltre la semplice cortesia. C’è l’idea che il futsal abbia bisogno di raccontarsi di più e meglio, e che progetti giovani possano intercettare un pubblico nuovo, una sensibilità diversa, un linguaggio più vicino alle persone. C’è anche una frase, “vi osservo, vi guardo”, che suggerisce attenzione istituzionale: come se Castiglia stesse dicendo che la comunicazione non è esterna al sistema, ma parte integrante del sistema.

E per Golix, questo è un punto cruciale: perché significa che il racconto del futsal può diventare non solo informazione, ma anche costruzione culturale. Un lavoro che non si limita a riportare risultati, ma prova a dare senso, contesto, emozione.

Oltre la Supercoppa di Futsal: l’inclusione sociale, un valore che va oltre il campo

Poi arriva la domanda più delicata e forse più importante. Il progetto Golix parla di sensibilizzazione, di inclusione sociale. Parla di esperienze concrete, come quella a “Quarto Tempo” a Ferrara dove ha assistito a una gara di FutsAll. Una domanda e un argomento che tocca la dimensione più profonda dello sport: quella che non si vede sul tabellone, ma che cambia le persone.

La risposta di Castiglia è immediata. Non è una risposta “da protocollo”. È una risposta emotiva, personale, in cui emerge la necessità di dare al futsal un significato che vada oltre il risultato:

«Questo è un argomento che mi preme tanto. Noi sfruttiamo questi grandi eventi: quindi il fatto che il nostro sia un movimento itinerante per andare a trovare i bambini negli ospedali. Infatti anche qui, domani, su Eboli, andremo a far visita a questi bambini che lottano fra brutte malattie. Ed è uno dei motivi per cui ci onoriamo di andare in giro per i territori, per portare un sorriso a questi giovani ragazzi, con la speranza che possano guarire».

Qui la Supercoppa di Futsal cambia pelle. Non è più solo la grande notte del futsal italiano, ma diventa un’occasione per portare un gesto concreto. Il concetto di “movimento itinerante” è potentissimo: significa che il futsal non resta chiuso nei palazzetti, ma si muove, attraversa i territori, entra nei luoghi dove la vita è più dura.

E soprattutto, Castiglia non parla per slogan. Parla di bambini in ospedale, di visite, di sorriso. E non è un dettaglio: è una presa di posizione. È l’idea che lo sport debba restituire qualcosa, debba essere presente dove serve, debba diventare un linguaggio di prossimità e umanità.

In un contesto come quello della Supercoppa di Futsal, dove tutto è luci, rumore, adrenalina, questa risposta è un richiamo alla realtà. Ed è anche un modo per dire che la crescita del futsal non è solo numeri e trofei, ma anche cultura, valori, responsabilità.

Emozione e leadership: la forza di un presidente giovane

Una serata pazzesca, la prima di questa due giorni della Supercoppa di Futsal a Eboli, che in se racchiude sacrificio, passione, emozioni. Un mix di sentimenti raccontati proprio dal presidente Castiglia, che si lascia andare con parole che sembrano un abbraccio al movimento:

«Guarda, emozioni tante e, come dico sempre, sono diventato presidente con solo 36 anni, quindi è un’emozione continua. È un qualcosa che cresce sempre più, spinti dalla passione che nutro verso il futsal italiano. È un qualcosa che mi porterò per la vita. Quindi avanti tutta e viva il futsal».

Qui c’è una chiave narrativa perfetta: la leadership non è solo decisione, è anche sentimento. Non è solo governance, è anche appartenenza. Castiglia non parla da burocrate, parla da uomo di futsal. E questo, in uno sport che vive ancora molto di identità e di comunità, può fare la differenza.

La frase “avanti tutta e viva il futsal” non è soltanto un saluto. È un motto. È un messaggio che può diventare il titolo emotivo di una stagione. E in un contesto come la Supercoppa di Futsal, dove l’energia è totale, suona come una promessa di continuità: non è un fuoco di paglia, è un percorso.

La Supercoppa di Futsal come specchio del movimento: perché conta davvero

Mettere questa intervista dentro il racconto della Supercoppa di Futsal significa comprendere una cosa: gli eventi, da soli, non cambiano una disciplina. Ma possono segnare un punto di svolta se diventano parte di un disegno. La Supercoppa è un concentrato di futsal puro: intensità, qualità, ritmo, cuore. E proprio per questo è la cornice ideale per parlare di futuro.

Castiglia parla di Champions come “ciliegina” europea. E questo passaggio va letto con attenzione: significa che il futsal italiano si sente pronto ad aprire un capitolo nuovo, a essere riconosciuto come campionato qualitativo in Europa, a diventare un riferimento. È una dichiarazione che non nasce dall’orgoglio fine a se stesso, ma dal lavoro. “Abbiamo accelerato”, dice. E accelerare significa spingere sul piano organizzativo, mediatico, sociale.

E poi c’è un aspetto decisivo: la capacità di utilizzare i grandi eventi per fare bene fuori dal campo. La visita ai bambini in ospedale non è una parentesi: è un elemento identitario. È un modo per dire che la Divisione non vuole essere solo un ente sportivo, ma anche un soggetto presente nei territori.

Golix e il racconto del futsal: una sfida che vale una stagione

C’è un’ultima riflessione che questa intervista lascia sul tavolo, ed è la più “editoriale”. Golix ha intervistato il presidente della Divisione in uno dei momenti più caldi della stagione. Questo significa che il futsal sta imparando a raccontarsi anche attraverso nuovi canali, nuove voci, nuove piattaforme.

Quando Castiglia dice che Golix è un “progetto vincente”, sta implicitamente dicendo che il futsal ha bisogno di una narrazione diversa: più vicina, più continua, più appassionata. E se il pubblico deve diventare abitudine, allora la comunicazione deve essere quotidiana. Deve essere un filo che collega le partite alla cultura, i protagonisti alle storie, i trofei alle persone.

La Supercoppa di Futsal è un punto alto, ma il vero obiettivo è trasformare quel punto alto in una linea stabile. Una linea fatta di pubblico, tesserati, impianti, scuole tecniche, progetti sociali. E anche di articoli, interviste, video, racconti.

“Viva il futsal” non è uno slogan, è una direzione

La sensazione, alla fine, è netta: Stefano Castiglia non è un presidente che “amministra”. È un presidente che vuole spingere. E lo fa con un linguaggio semplice, diretto, emotivo. Lo fa ricordando la Champions come una sorpresa bellissima, ma soprattutto come un riconoscimento della qualità del campionato italiano. Lo fa riconoscendo l’importanza di progetti giovani come Golix. Lo fa parlando di inclusione e di visite ai bambini in ospedale, in pieno svolgimento della 27esima edizione della Supercoppa di Futsal, quando sarebbe facile restare sulla superficie dell’evento.

E lo fa chiudendo con una frase che rimane addosso: “avanti tutta e viva il futsal”.

Perché in fondo, la Supercoppa di Futsal è esattamente questo: un momento in cui lo sport si sente vivo, pieno, totale. Un momento in cui il parquet diventa una pagina e i protagonisti scrivono. E se oggi il futsal italiano è in crescita, lo è perché sta imparando a unire tutto: livello tecnico, visione europea, comunicazione e responsabilità sociale.

E allora sì: avanti tutta. E viva il futsal.

Articoli correlati

Futsal, tre nazioni e 16 squadre: l’Europeo “itinerante”

Il Futsal ha una dote rara: riesce a trasformare una partita in una storia nel giro di pochi minuti. Non perché manchi profondità, ma...

Pordenone, debutto casalingo: sfida intensa col MestreFenice

Il Pordenone debutto casalingo nel 2026 ha il sapore delle grandi occasioni, ma anche delle sfide da affrontare con lucidità e rispetto. Sabato i...

Futsal Varese inarrestabile: sfida a San Fermo per la vetta

Il Futsal Varese si avvicina a una delle trasferte più importanti della stagione con l’obiettivo chiaro di consolidare il secondo posto in classifica e...
spot_img

Ultimi Articoli