La Supercoppa di Futsal non è semplicemente una coppa da alzare: è un momento in cui il futsal italiano si guarda allo specchio e capisce quanto sta crescendo. È l’evento che concentra tutto in due giorni: passione, palazzetti pieni, squadre pronte a giocarsi una stagione in poche ore, pubblico che vive ogni cambio come un’onda emotiva. La Supercoppa di Futsal è una sintesi perfetta di ciò che rende il calcio a cinque irresistibile: ritmo continuo, intensità, nessuna pausa concessa, nessun secondo regalato.
Eboli, con il PalaSele, è stata la cornice ideale per questa due giorni. Perché la Supercoppa di Futsal non vive solo sul parquet: vive nella città che la ospita, nel territorio che risponde, nella regione che si stringe attorno all’evento. È un patrimonio collettivo, un appuntamento che trasforma una manifestazione sportiva in un’esperienza da ricordare.
Ed è proprio in questo clima, tra luci, entusiasmo e vibrazioni da grande serata, che Golix ha incontrato Stefano Salviati, consigliere della Divisione Calcio a 5. Un’intervista che è diventata, a tutti gli effetti, una lente d’ingrandimento sul movimento: il territorio, il pubblico, i giovani, la Serie A e il futuro. Salviati parla senza filtri, con uno sguardo diretto e pragmatico, ma anche con il tono di chi questo sport lo sente addosso. La Supercoppa di Futsal, nelle sue parole, non è solo una vetrina: è un messaggio.
E allora, raccontare oggi la Supercoppa di Futsal significa raccontare una disciplina che sta costruendo il suo spazio e la sua credibilità, passo dopo passo. Significa capire perché eventi così non sono “episodi” da calendario, ma pilastri di crescita. E significa soprattutto ascoltare, senza interrompere, chi vive il futsal da dentro e ne legge presente e prospettive con lucidità.
Supercoppa di Futsal a Eboli: una soddisfazione che vale per tutti
La prima domanda rivolta a Salviati è quella che apre ogni bilancio: quale soddisfazione lascia questa due giorni di Supercoppa di Futsal ad Eboli? E qui la risposta non si limita alla città, ma si allarga subito alla Campania, a una regione che ha dimostrato più volte di saper ospitare eventi di rilievo e di saperli rendere vivi.
Salviati non parla in termini astratti. Parla di un evento che non appartiene soltanto a Eboli, ma a un intero territorio che ha risposto con presenza e organizzazione. E soprattutto pronuncia una parola chiave: casa. Perché la Supercoppa di Futsal ha bisogno di luoghi che sappiano trattarla come merita, con competenza e passione.
«È una soddisfazione non solo per Eboli, ma per tutta la regione Campania. La regione ha avuto sempre grandi eventi: questo è un altro evento importante per il nostro beneamato sport. Eboli è una piazza molto importante, che ha sempre dato dimostrazione di ottima organizzazione, quindi quando veniamo qua veniamo veramente a casa».
È una frase che racconta moltissimo: il futsal non cerca soltanto palazzetti, cerca comunità. E la Supercoppa di Futsal ha bisogno di città capaci di trasformare l’evento in festa, di dare un’accoglienza da big match e di alimentare un clima che spinge lo spettacolo verso l’alto.
In quel “veniamo veramente a casa” c’è la certificazione di Eboli come piazza affidabile. E c’è anche una visione: la Supercoppa di Futsal deve essere itinerante, deve viaggiare dove il movimento è vivo, dove l’organizzazione regge e il pubblico risponde.
Il territorio nel futsal: perché la Supercoppa di Futsal vale doppio nelle piazze che amano
A questo punto l’intervista va dritta su un tema strutturale: la dimensione territoriale. Quanto conta, soprattutto in termini di diffusione e crescita del futsal?
È una domanda centrale, perché il futsal ha una caratteristica particolare: spesso diventa cultura popolare nelle città che cercano identità sportive forti, dove il senso di appartenenza è più netto e lo sport indoor assume un valore quasi “familiare”. La Supercoppa di Futsal, in questo, è un acceleratore, perché porta visibilità e crea un appuntamento che spinge la comunità a riconoscersi.
Salviati lo spiega in modo chiaro, con un concetto che è allo stesso tempo sociale e sportivo:
«Il calcio a cinque è importante, specialmente nelle città un po’ più piccole, diciamo così, perché c’è più senso di appartenenza. Però, ripeto: venire in Campania o andare in altre regioni non sbagliamo mai, perché abbiamo sempre grossi numeri, grossa affluenza di pubblico e questa è la nostra soddisfazione».
Qui c’è un passaggio fondamentale: il futsal cresce dove si crea appartenenza. La Supercoppa di Futsal, portata in territori che sentono questo sport come parte della propria identità, diventa un moltiplicatore. Non è soltanto un evento da vedere: è un evento da vivere, da aspettare, da raccontare anche nei giorni successivi.
E questo spiega perché la Campania, in particolare, venga descritta come una garanzia: grossi numeri e grossa affluenza. La Supercoppa di Futsal, per prosperare, ha bisogno di questo. Ha bisogno di luoghi dove il futsal non deve “convincere”, perché è già amato.
Il messaggio della Supercoppa di Futsal ai giovani: avvicinarsi, capire, vivere lo sport
La terza domanda entra nel cuore della missione futura: i giovani. Che messaggio lancia ai ragazzi questa due giorni di Supercoppa di Futsal?
Qui Salviati diventa quasi un ambasciatore del futsal. Non parla soltanto dell’evento, ma dell’essenza del gioco: un ritmo che non concede respiro, una concentrazione costante, una bellezza che non ha tempi morti. È un messaggio diretto, quasi un invito ad aprire la porta e entrare.
«Che devono guardare questo sport, si devono avvicinare sempre di più. È uno sport bellissimo. Rispetto al calcio non ci sono momenti, diciamo, di fermo gioco: bisogna essere sempre concentrati, pronti a intervenire, sia per il portiere sia per tutti i ruoli in campo. Quindi è uno sport spettacolare e lo consiglio veramente ai più giovani: frequentarlo e partecipare assiduamente anche ai campionati».
La Supercoppa di Futsal diventa così una vetrina didattica. È lo spot migliore possibile: quando un ragazzo vede il futsal giocato ad altissima intensità, capisce subito che è uno sport totale, un allenamento tecnico e mentale insieme. Capisce che non puoi permetterti di staccare.
E soprattutto capisce una cosa che spesso nel calcio a undici si perde: il futsal ti costringe a giocare. Ti obbliga a essere protagonista. Anche se sei giovane, anche se hai meno forza, puoi fare la differenza con velocità di pensiero, tecnica, lettura degli spazi.
Ecco perché la Supercoppa di Futsal può essere una porta d’ingresso straordinaria. Non solo per attirare pubblico, ma per costruire praticanti, tesserati, nuove generazioni che scelgono questo sport non come alternativa, ma come vocazione.
Serie A e base: la priorità è crescere insieme, senza divari
La domanda finale è forse la più importante, perché tocca l’equilibrio del sistema: qual è la priorità del futsal italiano oggi? Aumentare la base e i tesserati oppure alzare la qualità della Serie A in termini di visibilità e sostenibilità?
Qui Salviati offre un ragionamento completo, che mette insieme media, club, sviluppo e dirigenti. Parla di Sky, parla del lavoro già fatto per la Serie A, ma sottolinea che non basta: la base deve crescere insieme alla parte alta. Se no si crea un distacco eccessivo. E un distacco eccessivo è un problema strutturale, perché blocca la mobilità e rompe l’ecosistema.
Le sue parole sono lunghe e dense, e proprio per questo rappresentano uno dei passaggi più “notiziabili” dell’intervista:
«Noi per la Serie A già stiamo facendo veramente tanto. Infatti abbiamo tanti giornalisti, tante emittenti che ci seguono. È importante avere anche Sky, è importante avere anche voi che ci state seguendo adesso, perché più ne parliamo e più cresciamo. È logico che la base deve crescere insieme alla parte alta, perché se no poi dopo quelli di dietro non riescono a salire in modo corretto e quindi si fanno poi delle differenze troppo enormi.
Ma io sono fiducioso, perché stanno migliorando anche le società, che è un’altra cosa importante per il nostro sport: perché è dai dirigenti che poi vengono queste soddisfazioni maggiori. Io ringrazio tutti voi di Golix: è una new entry, possiamo dire, sicuramente ci stiamo già trovando bene. Camminiamo passo dopo passo e diventeremo sempre più grandi».
Questa risposta contiene almeno tre concetti che spiegano, meglio di tante analisi, la direzione del futsal italiano.
Il primo è che la Serie A sta già facendo tanto, e lo dimostra la presenza di giornalisti e emittenti: la Supercoppa di Futsal è l’esempio lampante di come la visibilità stia crescendo. Il secondo è che la comunicazione è fondamentale: “più ne parliamo e più cresciamo”. Il terzo, quello decisivo, è che la base e il vertice devono muoversi insieme: altrimenti si creano differenze enormi, e le differenze enormi spezzano il sistema.
Supercoppa di Futsal e visibilità: perché Sky, media e racconto non sono un dettaglio
Quando Salviati cita Sky e il ruolo dei media, non lo fa per formalità. Lo fa perché la Supercoppa di Futsal è uno degli eventi che dimostrano, concretamente, quanto la visibilità sia diventata una leva strategica.
Per uno sport che vuole crescere, avere un broadcaster nazionale è un passaggio cruciale: significa esposizione, significa credibilità, significa attrarre sponsor e nuovi tifosi. Ma significa anche un altro aspetto, spesso sottovalutato: la possibilità di creare abitudine. La Supercoppa di Futsal porta pubblico, ma poi serve continuità. Serve un racconto che accompagni il campionato, che faccia conoscere giocatori, squadre, rivalità e storie.
Ecco perché Salviati ringrazia Golix e riconosce il valore di nuove piattaforme. Perché il futsal non cresce soltanto con la televisione: cresce con il digitale, con il web, con chi racconta lo sport giorno dopo giorno. La Supercoppa di Futsalaccende i riflettori, ma il racconto quotidiano mantiene viva la luce.
Il ruolo dei dirigenti: la crescita del futsal passa dalla qualità delle società
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista è quando Salviati parla delle società e dei dirigenti. È un tema che chi segue lo sport conosce bene: non esiste crescita senza struttura. Non esiste visibilità senza organizzazione. Non esiste sostenibilità senza competenza.
Salviati dice chiaramente che le società stanno migliorando e che dai dirigenti arrivano “le soddisfazioni maggiori”. È una dichiarazione che sposta l’attenzione: la Supercoppa di Futsal non è solo spettacolo, è anche governance. È la prova che il futsal sta costruendo una professionalità più solida, capace di sostenere eventi, campionati e investimenti.
E questo è il vero salto di qualità: quando un movimento migliora “dietro le quinte”, la crescita diventa inevitabile anche sul campo.
Eboli come modello: quando la Supercoppa di Futsal diventa identità
Rileggendo le parole di Salviati, torna sempre un concetto: Eboli è “casa”. E questa definizione ha un significato che va oltre la simpatia. Significa che il PalaSele e la piazza ebolitana sono diventati un riferimento per il futsal, un luogo dove l’organizzazione è affidabile e il pubblico risponde.
Per la Supercoppa di Futsal, scegliere luoghi così è strategico: significa garantire un clima di grande evento, ma anche costruire tradizione. Quando un palazzetto diventa sinonimo di futsal, il movimento guadagna un simbolo. E i simboli, nello sport, contano quanto i trofei.
La Supercoppa di Futsal come messaggio e come progetto
L’intervista di Golix a Stefano Salviati durante la Supercoppa di Futsal racconta un futsal che sa dove vuole andare. Racconta un movimento che valorizza il territorio, che riconosce l’importanza delle piazze “vere”, che parla ai giovani con sincerità, che comprende la necessità di far crescere base e vertice insieme.
E soprattutto racconta un futsal consapevole del valore della visibilità: Sky, emittenti, giornalisti, piattaforme digitali. Perché la Supercoppa di Futsal è sì uno spettacolo, ma è anche un’occasione per costruire futuro. E quel futuro passa da tre parole: organizzazione, appartenenza, continuità.
Le parole di Salviati, in questo senso, non sono semplici commenti da bordo campo. Sono un’indicazione di rotta. Un invito a credere nel futsal come sport bellissimo, senza fermo gioco, in cui la concentrazione è tutto e la partecipazione è una scelta di vita sportiva.
Se la Supercoppa di Futsal è il punto più alto dell’inverno, allora questa intervista è il promemoria più chiaro: il futsal non vuole essere una parentesi. Vuole essere un’abitudine. Vuole crescere. E vuole farlo insieme, passo dopo passo, come ha detto Salviati.



