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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Supercoppa di Futsal: il presidente della Feldi Eboli a Golix

La Supercoppa di Futsal non è solo una coppa da alzare: è un appuntamento che racconta, in poche ore, quanto il futsal italiano sia cresciuto. È l’evento che accende i riflettori sul parquet e, contemporaneamente, sul territorio che ospita, sulle comunità che riempiono i palazzetti, sulle società che diventano simboli di una regione. E quando la Supercoppa di Futsal arriva a Eboli, la sensazione è sempre la stessa: non stai entrando in una semplice città, stai entrando in una capitale emotiva del calcio a cinque.

Perché Eboli, nel tempo, ha costruito qualcosa che non si improvvisa. Ha costruito una tradizione di futsal ad altissimo livello, ha trasformato un palazzetto in un punto di riferimento, ha reso la Feldi un club che non ospita soltanto eventi, ma li interpreta. Ecco perché questa due giorni di Supercoppa di Futsal, con la nuova formula a quattro squadre, ha un sapore speciale: è un salto in avanti nell’organizzazione e nello spettacolo, ma è anche un passaggio simbolico, perché conferma che il futsal campano non è più un’eccezione, è una realtà strutturale.

In questo clima, Golix ha incontrato Gaetano Di Domenico, presidente della Feldi Eboli e padrone di casa dell’evento. Un’intervista che, in pochi scambi, contiene molto più di un commento di circostanza: contiene orgoglio, consapevolezza, ambizione. Contiene il racconto di un movimento campano che cresce e di una città che, per la seconda volta, accoglie la Supercoppa di Futsal con la forza di chi sa cosa significa organizzare, accogliere e trasformare un grande evento in una celebrazione di sport.

Di Domenico parla della Campania, dei numeri in Serie A, di Eboli come vanto e come spot. Poi parla della Feldi e della sua scaramanzia, perché nel futsal – come in ogni sport vissuto davvero – l’emozione si intreccia sempre con la superstizione, con la cautela, con quel modo tipicamente italiano di non pronunciare ad alta voce il sogno più grande. Ma, allo stesso tempo, dice una cosa netta: tutte le squadre sono qui per vincere. E la Feldi, ovviamente, non fa eccezione.

La Supercoppa di Futsal, dunque, diventa il teatro perfetto per raccontare tutto questo: non solo per ciò che accade in campo, ma per ciò che rappresenta fuori. Perché il futsal, oggi, è sempre di più un fenomeno territoriale e culturale. E in Campania, questo fenomeno passa da Eboli.

Supercoppa di Futsal a Eboli: cosa significa per la città e per la Campania

La prima domanda è quella più naturale e, allo stesso tempo, la più importante: cosa vuol dire per Eboli e per il movimento campano ospitare un evento del genere?

Di Domenico risponde partendo da un dato che vale come fotografia del territorio: il numero di società campane in Serie A. Non è un dettaglio statistico. È un indicatore di potenza, di continuità, di capacità progettuale. E poi sposta l’attenzione su Eboli e sulla Feldi, sottolineando che ospitare la Supercoppa di Futsal per la seconda volta è un vanto vero, un riconoscimento.

Le sue parole sono integrali e raccontano esattamente questo:

«Il movimento campano è in continua crescita. L’anno scorso cinque società in Serie A, quest’anno quattro: comunque è un bello spot per il futsal made in Campania. Per la Feldi Eboli e per la città di Eboli, avere per la seconda volta l’edizione della Supercoppa è veramente un vanto. È la prima volta con la formula a quattro squadre: siamo pronti, carichi, e anche la città di Eboli saprà fare la propria parte».

Questa risposta contiene già tre messaggi forti.

Il primo è che la Campania è un bacino stabile del futsal italiano. Cinque società in Serie A l’anno scorso, quattro quest’anno: significa che non si tratta di un exploit passeggero. È una base solida, che produce club competitivi e pubblico.

Il secondo è che la Supercoppa di Futsal a Eboli non è un caso, ma un riconoscimento. Ospitare per la seconda volta significa che Eboli ha dimostrato qualità organizzativa, capacità logistica, risposta del pubblico.

Il terzo è che la formula a quattro squadre rappresenta una novità e una sfida ulteriore: più partite, più intensità, più responsabilità. Di Domenico lo dice: “siamo pronti, carichi”. È una dichiarazione di fiducia, ma anche di consapevolezza. E soprattutto aggiunge un elemento che nel futsal è decisivo: “la città di Eboli saprà fare la propria parte”. Perché senza pubblico, senza atmosfera, senza comunità, il futsal perde una parte della sua anima.

L’orgoglio di ospitare: la Supercoppa di Futsal come riconoscimento

La seconda domanda nasce quasi spontanea, perché Di Domenico aveva già anticipato parte della risposta: che emozione è ospitare un evento del genere? E cosa aggiungerebbe oltre quello che ha già detto?

Qui il presidente della Feldi Eboli entra in un terreno emotivo, ma lo fa con il suo stile: scaramanzia, ironia e pragmatismo. È un passaggio autentico, perché restituisce l’immagine di un club che vive l’evento con entusiasmo ma anche con la cautela tipica di chi sa quanto sia difficile vincere.

Di Domenico lo dice chiaramente: non parlano del massimo obiettivo, perché sono pieni di scaramanzie. Ma poi aggiunge la verità sportiva più semplice: tutte e quattro le squadre vogliono il titolo. E la Feldi, ospitando, vive un’emozione enorme. Anzi, una conferma: Eboli è diventata un crocevia del futsal italiano.

Le sue parole integrali sono queste:

«In casa Feldi Eboli siamo pieni di scaramanzie e quindi praticamente non parliamo del massimo obiettivo. È chiaro che tutte e quattro le squadre che sono venute qui oggi, e anche per domani, vogliono contendere quel titolo, la Supercoppa. Per noi è una grande emozione ospitare questo tipo di evento. Abbiamo fatto già una Supercoppa, finale scudetto, abbiamo fatto la Champions League. Il futsal in Campania passa certamente da Eboli».

È una dichiarazione che, più di molte analisi, spiega la posizione della Feldi Eboli nel panorama nazionale. Perché non basta ospitare. Devi meritartelo, devi costruire una reputazione. E quando Di Domenico ricorda che Eboli ha già fatto una Supercoppa, una finale scudetto e la Champions League, sta enumerando non solo eventi, ma credibilità.

E poi c’è la frase finale, quella più forte: “Il futsal in Campania passa certamente da Eboli”. È una frase che suona come un manifesto territoriale. Non perché Eboli voglia togliere spazio alle altre piazze, ma perché Eboli ha dimostrato, nei fatti, di poter essere un punto di riferimento.

E in una Supercoppa di Futsal così, quel riferimento diventa ancora più evidente.

Futsal made in Campania: crescita reale e numeri che contano

Quando Di Domenico parla di “bello spot per il futsal made in Campania”, non sta usando un’espressione casuale. Sta dicendo che la Campania sta diventando un marchio. E nel futsal, avere un territorio che si afferma come marchio è un elemento determinante.

Perché un marchio territoriale crea un doppio effetto: da un lato rende più forte l’identità locale; dall’altro attrae attenzione nazionale. La Supercoppa di Futsal a Eboli, in questo senso, è una vetrina. È il modo con cui la Campania mostra a tutta Italia che qui il futsal non è un hobby, è una cultura sportiva.

E i numeri in Serie A diventano la prova che questa cultura produce risultati: club competitivi, progetti solidi, pubblico che risponde. Anche se da cinque si è scesi a quattro, la sostanza non cambia. Anzi, la presenza resta importante e, soprattutto, continua.

Il futsal, in Italia, vive anche di geografie. Ci sono regioni che hanno tradizione calcistica a undici fortissima, ma non sempre hanno lo stesso impatto nel futsal. La Campania, invece, ha costruito una sua centralità specifica. E la Supercoppa di Futsal è il palco perfetto per renderla evidente.

Eboli e la Feldi: perché ospitare la Supercoppa di Futsal non è mai un dettaglio

Ospitare un evento come la Supercoppa di Futsal significa assumersi un ruolo. Significa essere pronti a gestire pressioni logistiche, organizzative e mediatiche. Significa, soprattutto, sapere che ogni dettaglio viene osservato: dall’accoglienza delle squadre alla qualità dell’impianto, dalla risposta del pubblico alla capacità di trasformare una competizione in un’esperienza.

Di Domenico lo sottolinea quando parla di “vanto”. Perché il vanto non è solo orgoglio: è riconoscimento di competenza.

Eboli, nel futsal, è diventata un modello di come una piazza relativamente piccola possa diventare centrale attraverso la qualità del progetto sportivo e la partecipazione della comunità. In questo, la Feldi Eboli ha avuto un ruolo determinante: non ha costruito soltanto una squadra, ha costruito un contesto.

E quando un contesto funziona, la Supercoppa di Futsal non è solo un evento ospitato. È un evento vissuto.

La formula a quattro squadre: la Supercoppa di Futsal come spettacolo totale

Di Domenico cita un elemento tecnico e organizzativo: “È la prima volta con la formula a quattro squadre”. Questo passaggio non è banale, perché significa che la Supercoppa si trasforma in un mini-torneo, un concentrato di futsal che aumenta l’intensità e la qualità del prodotto.

Nel futsal, la formula conta tantissimo. Una partita secca è sempre una storia a sé. Due giorni con quattro squadre significa moltiplicare le emozioni. Significa dare al pubblico più occasioni di vivere l’evento. Significa rendere la Supercoppa di Futsal non solo un trofeo, ma un festival del futsal.

E quando il festival si gioca a Eboli, tutto diventa ancora più carico: perché il PalaSele sa accendere l’atmosfera, e la città risponde. Di Domenico lo dice: “Eboli saprà fare la propria parte”. È un patto implicito tra club e territorio.

Scaramanzia e ambizione: il modo in cui la Feldi vive la Supercoppa di Futsal

Uno dei passaggi più “umani” dell’intervista è quello sulla scaramanzia. È un dettaglio che racconta moltissimo, perché mostra come anche un club abituato ai grandi eventi viva la competizione con emozione vera.

“Non parliamo del massimo obiettivo”, dice Di Domenico. Ma poi, subito dopo, riconosce la realtà: tutte le squadre vogliono il titolo. E questo equilibrio tra scaramanzia e ambizione è tipico dello sport italiano, ma nel futsal assume un valore ancora più forte, perché la competizione è breve e spietata.

La Supercoppa di Futsal non perdona. E questo rende ogni parola pesante. Se dichiari troppo, rischi di caricarti di pressione. Se dichiari troppo poco, rischi di perdere energia. Di Domenico, invece, trova la strada giusta: prudenza nella forma, ambizione nella sostanza.

Ecco perché il suo modo di parlare suona autentico. Perché non recita. Vive.

Da Supercoppa a finale scudetto e Champions: Eboli come capitale del futsal campano

La frase “Abbiamo fatto già una Supercoppa, finale scudetto, abbiamo fatto la Champions League” è un passaggio che definisce la storia recente di Eboli nel futsal. Non è solo un elenco: è una certificazione.

Significa che Eboli non è un luogo che ospita il futsal una volta ogni tanto. È un luogo che lo ospita nei momenti più importanti. E quando un palazzetto e una città diventano la sede naturale delle grandi notti, il loro ruolo nel movimento cresce inevitabilmente.

“Il futsal in Campania passa certamente da Eboli”, dice Di Domenico. E questa frase non è arroganza: è la constatazione di un percorso.

La Supercoppa di Futsal, a Eboli, è quindi la conferma che quel percorso continua.

Il valore simbolico della Supercoppa di Futsal: un evento che fa crescere tutto il movimento

In un Paese come l’Italia, gli sport crescono quando riescono a trasformare i propri eventi in rituali nazionali. La Supercoppa di Futsal, con la nuova formula e con una sede come Eboli, sta andando in quella direzione.

Perché questo tipo di appuntamenti crea ricordi. Crea narrazione. Crea identità. E soprattutto crea la sensazione di un movimento che si prende sul serio, che investe nella qualità, che vuole farsi vedere e riconoscere.

Di Domenico lo dice con orgoglio: è un vanto. E i vanti, nello sport, non sono mai solo trofei. Sono anche organizzazione, pubblico, continuità. Sono la capacità di trasformare un weekend in un simbolo.

Supercoppa di Futsal, Eboli e la soddisfazione di un territorio

L’intervista di Golix a Gaetano Di Domenico durante la Supercoppa di Futsal è il racconto perfetto di cosa significa oggi il futsal campano. È il racconto di un movimento in crescita, di un territorio che produce club di Serie A, di una città che ospita per la seconda volta un evento così importante e che lo fa con la forza di chi sa organizzare e accogliere.

Di Domenico parla di “spot” per il futsal made in Campania, parla di “vanto” per Eboli, parla della nuova formula a quattro squadre, parla di emozione e di scaramanzia, ma soprattutto afferma un concetto che resta addosso: Eboli è un punto di passaggio fondamentale per il futsal campano.

La Supercoppa di Futsal a Eboli, quindi, non è soltanto un evento. È una conferma. È la dimostrazione che il futsal cresce quando trova piazze capaci di renderlo grande. Eboli è una di queste piazze. E la Feldi è uno di quei club che hanno trasformato un progetto sportivo in un simbolo territoriale.

E adesso, con il parquet pronto e la città pronta a fare la propria parte, la Supercoppa di Futsal diventa quello che deve essere: una festa, una sfida, un palcoscenico. Un appuntamento che non riguarda solo chi vince, ma tutto il movimento.

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