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venerdì 13 Marzo 2026
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Ostuni – La vita è un Carnejal… a spasso nella città bianca

Dopo l’esperienza a Torre Annunziata ho passato un weekend tra i professionisti al Nord Italia, così mi è venuto il “mal di Sud” ed ho scelto Ostuni per la nuova tappa della rubrica “La vita è un Carnejal” con Golix, una meta tanto bella quanto particolare.

Circa 30.000 abitanti e la ‘fama’ del turismo estivo: Ostuni è una delle città più belle e caratteristiche d’Italia, conosciuta in tutto il mondo come una delle mete turistiche più suggestive del “Bel Paese” grazie ai suoi meravigliosi paesaggi e la particolarità del colpo d’occhio che regala avendo tutto il Centro Storico composto da case di colore bianco: ma per quale motivo?

La scelta della tappa: il ritorno in Puglia in una nuova città

Da quando sono partito con il mio format in giro per gli stadi, in Puglia ho sempre trovato un’atmosfera calda e che compensasse tutte le mie idee ed i miei sacrifici sotto ogni punto di vista: culinario, tradizionale, culturale, calcistico.

Ho sempre trovato piazze perfette per il mio modo di lavorare e per il progetto che intendo portare avanti. Sapevo, e mi sentivo, che Ostuni potesse continuare questo “trend positivo”.

In realtà, la scelta è stata di Ostuni, non mia. O meglio, degli Ostunesi: uno in particolare.
Un ragazzo mi contattò circa un anno fa, poco più, chiedendomi appunto di seguire la squadra della sua città – in quel momento militante in Prima Categoria e prossima a vincere il campionato – data l’affluenza allo stadio nonostante la categoria Dilettantistica oltre, ovviamente, alla bellezza del posto in sè e le tante cose da poter fare in un weekend.

A causa di diversi impegni non riuscii mai realmente a concretizzare l’invito, sebbene mi facesse molto piacere e mi allettasse l’idea, così continuammo a rimandare fino a che si trovò il momento giusto per l’appuntamento: lui non ha mai smesso di cercarmi e di chiedermi di andare ad Ostuni, io quando ne ho avuto l’opportunità ho assecondato (ribadisco, volentieri e con grande piacere) la richiesta, tornando ancora una volta in una regione che fino ad ora mi ha regalato solo belle esperienze e diverse soddisfazioni.

Il viaggio e l’arrivo: perchè si chiama “La Città Bianca?”

Dopo cinque ore di pullman – oltre alla macchina, metodo migliore per raggiungere la città per chi parte da Napoli – sono arrivato ad Ostuni il giorno prima della partita nel pomeriggio, intorno alle 16:00, in modo da poter visitare (con ancora un po’ di luce a disposizione) il Centro Storico e scoprirne le sue peculiarità.

Ostuni è chiamata “La Città Bianca” perchè le case al suo interno sono interamente dipinte di bianco, offrendo un colpo d’occhio mozzafiato anche mentre si arriva percorrendo la strada che porta al centro. Questo non per motivi artistici, ma perchè intorno al 1600, la calce – materiale con cui sono state dipinte le case – venne usata come disinfettante per l’epidemia della peste: da allora diventò un vero e proprio simbolo della città, fino a darle questo particolare soprannome. Inoltre, si dice anche che la calce venisse usata per riuscire a far luccicare il sole sui muri delle case ed accecare gli eventuali nemici che potevano arrivare a minacciare Ostuni dal mare: insomma, un motivo anche “difensivo” attuato dagli Ostunesi.

Oltre il racconto dell’aneddoto storico, ho capito il motivo che porta persone da qualsiasi parte del mondo a visitare questo posto ogni primavera/estate: città a dimensione d’uomo con paesaggi mozzafiato e ricca di caratteristiche uniche, il tutto condito da un clima piacevole e che fa sentire a proprio agio. Ho concluso il mio sabato con le immancabili orecchiette pugliesi, gustandole al centro di Piazza della Libertà, luogo simbolo e centrale della città: come sapete, non posso non assaggiare il piatto tipico del luogo che mi ospita, soprattutto se arrivo da una giornata intera di viaggio e scoperta della città in ogni suo vicolo del centro.

Buonissime, una chiusura perfetta per una giornata bellissima. Prima di andare a dormire e pensare definitivamente al matchday che sarebbe arrivato da lì a qualche ora, mi sono concesso un’ultima passeggiata per vedere Ostuni anche di notte, illuminata dalle luci messe in giro tra le strade oppure dai ristoranti che rimanevano aperti. Un sabato piacevole, dove ho conosciuto una nuova e bellissima città.

Domenica, il mio momento preferito: Matchday. Ostuni non è solo turismo

Spesso mi immergo talmente tanto nella storia della città, nella sua cultura e tradizione, che quasi mi “dimentico” del vero scopo: l’aspetto sportivo. Grazie al mio sponsor Golix, che supporta questo impegnativo ma affascinante viaggio alla scoperta di storie come questa, sto conoscendo realtà sempre più curiose che meritano di essere raccontate e scoperte da più persone possibili. Ostuni è certamente una di queste.

Sebbene quanto detto fino a questo momento, quello che ho constatato è che viene data poca importanza ai veri protagonisti della città, i suoi abitanti: gli Ostunesi. Si parla troppo spesso e solo di meta turistica per le vacanze estive, ma qui ci sono persone che amano le proprie origini, le proprie tradizioni e soprattutto i propri colori: basti pensare che allo stadio ho trovato oltre 1.000 persone (circa 1.500) a vedere la partita dell’Ostuni, categoria? Promozione Pugliese.

La società è stata (ri)fondata nel 2024 dopo un periodo terribile dove addirittura la vecchia squadra era stata radiata e quindi aveva lasciato la città senza movimento calcistico.
Dopo la vittoria della Prima Categoria la stagione passata, l’Ostuni sta sognando la scalata, trovandosi momentaneamente in testa al campionato di Promozione Pugliese con tre lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici a sette giornate dal termine.

Ho avuto modo di conoscere la squadra data la grande disponibilità della società: ho passato la domenica mattina allo stadio a creare i primi contenuti come da format, per poi andare a pranzo con tutti i ragazzi della squadra e lo staff, riuscendo a scambiare qualche chiacchiera prima di una partita sentitissima: il Derby contro il Tricase.

Persone prima che calciatori. Umili, gentili, disponibili e soprattutto concentrati: l’empatia che hanno con la piazza è bellissima, loro vogliono regalare un sogno ed una gioia a queste persone che nonostante la categoria spingono la squadra della propria città anche oltre i propri limiti, sognando la risalita che una realtà bella e caratteristica come questa merita.

La vittoria a cui ho assistito domenica valeva 3 punti sul campo ma un’intera gioia di una settimana per tutti i tifosi allo stadio che stanno riacquistando un entusiasmo che qui mancava da troppo tempo, dato che il punto più alto della storia gialloblù è stato il campionato di Serie D, l’ultimo giocato nella stagione 2010/11.

Puglia, non deludi mai

Un’esperienza che porterò sempre dentro di me, ancora una volta la Puglia mi ha dato tanto soprattutto sotto l’aspetto umano: ho trovato persone che sono diventate amici, che continuerò a sentire e seguire, augurando il meglio ad ognuno di loro.

Sono stato di casa e a mio agio, solo ed esclusivamente grazie al loro modo di fare e di ospitarmi, fino all’ultimo momento. Non dimenticherò mai i momenti trascorsi con i tifosi a parlare dopo la partita tra una curiosità e l’altra, così come la serata con i ragazzi dopo la partita per festeggiare il Derby vinto.

Grazie per avermi fatto sentire uno di voi: Ostuni merita tanto, non è solo turismo, voi me l’avete dimostrato. Un grande in bocca al lupo e… a presto!

Gaetano Carnevale

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