Non solo Serie D. Il mondo dei dilettanti è fatto di tante facciate, storie e aneddoti da raccontare, spesso e volentieri anche derivanti da realtà che hanno vissuto altri tipi di palcoscenici: è il caso di Taranto, storica realtà pugliese che ha visto giocare allo Stadio Iacovone anni e anni di professionismo ma che dalla scorsa estate milita in Eccellenza a causa di problemi societari, con conseguente fallimento dopo una stagione in Serie C.
Nonostante la pesante vicenda, i tifosi sono rimasti legati alla squadra e ai colori della città, regalando una cornice di pubblico invidiabile: se pensiamo, inoltre, che lo Stadio Iacovone è in manutenzione per i Giochi del Mediterraneo e quindi la squadra gioca a Massafra (comune a circa 30km da Taranto), il tutto prende ancora più valore.
La scelta del match
Da quando sono piccolo seguo qualsiasi categoria, mi piace conoscere più squadre possibili, soprattutto quando vedo un tifo incondizionato che deriva dall’attaccamento alla città prima ancora che al calcio, questo è un aspetto che amo particolarmente. Taranto è sicuramente tra le piazze che più rappresenta una forte appartenenza e così sarei sempre stato curioso di conoscerla da vicino. Così, per la tappa de La vita è un Carnejal ho scelto la città bagnata dai due mari.
Grazie al lavoro che faccio, soprattutto sostenuto dal mio sponsor Golix che crede nel mondo dilettantistico come me, sono riuscito ad arrivarci. E non per una partita qualsiasi. Nonostante ora si trovi in Eccellenza e decisamente ridimensionato, il Taranto affronta in finale di Coppa Italia Eccellenza il Bisceglie – altra società rinomata nel panorama pugliese – nella gara di andata del doppio confronto, e l’atmosfera allo Stadio Italia di Massafra si preannuncia caldissima: non posso mancare.
L’unica “pecca” – se vogliamo trovarne una – è lo Stadio: lo storico “Iacovone” di Taranto (capace di ospitare anche 20.000 e più Tarantini a seguito della loro amata squadra) si trova in manutenzione a causa dei Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno in città tra qualche mese: la società si è quindi trasferita a Massafra, comune che dista 30km circa dalla città e con una capienza assai ridotta rispetto agli standard, parliamo infatti di meno di 2.000 posti disponibili.
Mi sarebbe piaciuto conoscere lo Iacovone, che vedevo in TV da piccolo, ma sarà un’ottima “scusa” per tornare a Taranto e visitare anche la città, descrivendola come faccio nelle altre mie tappe: purtroppo, a causa della partita infrasettimanale (giovedì) e a ridosso del weekend, non ho potuto dedicare una giornata in più come mio solito; perciò, ho viaggiato in giornata per godermi la partita e prettamente l’aspetto sportivo.
Non che abbia qualcosa di cui lamentarmi, anzi, ma un domani anche raccontare una bella città come Taranto, penso possa essere utile a chi ci legge e di arricchimento per me.
Le aspettative non sono state tradite
Arrivato a Taranto intorno ad ora di pranzo, dopo un veloce spuntino mi sono subito diretto a Massafra per iniziare a conoscere l’ambiente dello Stadio e iniziare a girare qualche contenuto pre partita, vedendo spazi del campo e capendo dove potessi posizionarmi una volta iniziata la partita (calcio d’inizio alle ore 18:00).
Lo Stadio non era grandissimo, sono riuscito a fare video di background per il mio VLOG e anche raccogliere immagini preziose per riuscire a creare un contenuto di valore prima dell’evento per riuscire a trasmettere ai tifosi che seguono i social l’atmosfera e il clima che si respirava vicino ai giocatori: tutti loro, appena scesi dal pullman, avevano uno sguardo concentrato e diretto a fare una grande prova, anche data la situazione difficile di classifica in campionato, che vede il Taranto a più di 10 lunghezze dalla capolista – proprio il Bisceglie.
Questa finale di Coppa Italia Eccellenza non rappresenta solo un richiamo a “vendicare” un campionato finora al di sotto delle aspettative, ma soprattutto un’occasione concreta di poter salire di categoria attraverso una porta secondaria: chi vincerà la Coppa della Regione di competenza, entrerà a gareggiare nella fase Nazionale, chi arriverà in fondo e vincerà, potrà raggiungere la Serie D.
Data la situazione a 360 gradi, il Taranto deve fare di tutto per raggiungere questo obiettivo.
La parte più calda della giornata
La piazza, tutta la città, ha risposto presente: sold out, tutto esaurito. Taranto ancora una volta si è confermata una realtà da ben altri palcoscenici, sicuramente infatti destinata a tornarci, prima o poi.
Ho visto i tifosi arrivare già diverse ore prima: chi per tensione, chi per iniziare a mettere striscioni, cartelloni, o semplicemente per scaramanzia. C’era un clima che non sembrava per niente appartenere alla partita in questione per una categoria simile: in palio c’era un bel pezzo di stagione per Taranto e i Tarantini, che reduci da qualche delusione di troppo negli ultimi mesi -dati i risultati non sorprendenti che tutti loro si auguravano per risalire la categoria il prima possibile- ora puntano tutto (o comunque una buona fetta) su questa Coppa, aspettando poi la classifica finale che darà il verdetto ufficiale sul destino del Taranto.
La squadra lo sa e così come i tifosi sono molto legati a questa causa: riportare in alto il Taranto sarebbe un orgoglio e passerebbero -a modo loro- alla storia per questa città che sa dare tanto, soprattutto quando vengono raggiunti risultati importanti, a maggior ragione se si tratta di risollevare una situazione ed un momento difficile.
Tutti sono pronti a dare il massimo per portare a casa questo primo round (prima del ritorno previsto il 05/02 in casa del Bisceglie) e regalare una prima gioia alla propria gente: già dal riscaldamento scendono in campo con lo Stadio quasi pieno e che regala una cornice calda e ricca di passione ed entusiasmo: un qualcosa di incredibile e difficile da spiegare a parole, la classica situazione da vivere e da cui lasciarsi travolgere. Una vera e propria esperienza di vita.
Inizia la finale: Taranto regala spettacolo
È solo l’inizio di quello che stava per succedere di lì a poco. Un qualcosa che ho visto fare solo in stadi da oltre 10.000 spettatori, e invece a Taranto c’era 1/10 di questa capienza. Non sembrava. Per nulla.
Prima dell’ingresso in campo delle squadre, a ridosso delle 18:00, lo Stadio Italia di Massafra si è completamente riempito: un tutto esaurito che per una squadra rappresenta sempre il cosiddetto “uomo in più”, il “dodicesimo uomo in campo” nel gergo calcistico: Taranto si è spostata a Massafra per colorare la serata di rossoblu. In tutti i sensi.
Sciarpata e cori a grande voce per accogliere gli undici titolari nel saluto iniziale prima di iniziare ufficialmente il primo atto di questa doppia sfida, fino a quando si sono disposti a centrocampo: da quel momento il settore più caldo del tifo tarantino si è lasciato andare ad uno spettacolo pirotecnico meraviglioso ed emozionante, fatto di fumogeni di colore rosso e blu a ricordare la propria identità, con un effetto ottico che avrebbe caricato chiunque avesse vissuto una coreografia del genere e che testimonia quanto conti realmente il movimento calcistico per questa città.
Ecco cosa amo, ecco cosa mi appassiona, ecco perché viaggio ogni weekend (e non solo, anche di più, a quanto pare), ecco perché Golix crede in questo meraviglioso progetto che non smette mai di regalarci emozioni uniche e a tratti irripetibili.
Ovviamente, i complimenti vanno ai tifosi che continuano a tifare e sostenere la propria squadra a prescindere da risultati e categorie: onore ai tifosi del Taranto.
Il Taranto vince il primo round
Al termine di una partita combattuta ed iniziata male, con il Bisceglie in vantaggio dopo un minuto di gioco sfruttando un errore difensivo ma con il Taranto che non si è mai disunito, i padroni di casa si impongono in rimonta per 2-1, un risultato che lascia ancora tutto aperto anche in virtù del gol in trasferta che potrebbe valere doppio se il Bisceglie segnasse anche tra le mura amiche, ma che consente al Taranto di andare in trasferta con due risultati su tre per poter alzare la Coppa Italia Eccellenza Pugliese e guardare avanti alla fase nazionale che potrebbe portare alla tanto ambita promozione in Serie D.
Questa esperienza mi lascia tanto dal punto di vista umano e professionale, avendo conosciuto ancora una volta gente che vive per il calcio, o meglio per la propria squadra, i propri colori e la propria appartenenza che fa di loro il vero punto di forza. Ma soprattutto mi lascia anche qualcosa in sospeso: il mio prossimo obiettivo è quello di tornare a Taranto in primis per conosce una città che -dopo aver visto in parte la sera dopo la partita- mi è sembrata bellissima e ricca di spunti da vivere e raccontare, già solo la questione dei “due mari” è un qualcosa di nuovo e irripetibile.
E, chiaramente, per vedere questo tifo -tra i più belli fino a questo punto conosciuti- anche nel proprio stadio, che sarà nuovissimo e che vorrei documentare (magari all’esordio assoluto del Taranto?) per apportare sempre più ricchezza al mio bagaglio personale di esperienze e di cultura calcistica.
Grazie Taranto, è stata un’avventura breve ma intensa, siete riusciti a trasmettermi e lasciarmi tanto. Spero di poterci incontrare nuovamente, magari il prima possibile.
Gaetano Carnevale



