L’Eccellenza trentina restituisce il sorriso al “Quercia”. La US Rovereto ritrova il dolce sapore della vittoria superando il Brixen al termine di una prestazione concreta, intensa e finalmente coronata dai tre punti. Non è soltanto un successo in classifica: è un segnale forte, una risposta sul campo, una dimostrazione di maturità che rilancia le ambizioni bianconere nel campionato di Eccellenza del Trentino Alto Adige.
Le Zebrette tornano al galoppo, mostrando quell’identità che nelle ultime settimane era sembrata appannata. Intensità, compattezza e qualità nelle scelte decisive hanno fatto la differenza in una gara gestita con personalità dall’inizio alla fine.
Eccellenza trentina, Rovereto con l’atteggiamento giusto
Fin dai primi minuti si percepisce un cambio di passo. Nell’Eccellenza trentina, dove equilibrio e fisicità sono componenti fondamentali, l’atteggiamento iniziale può indirizzare l’intera partita. Il Rovereto scende in campo aggressivo sulle seconde palle, ordinato nelle distanze tra i reparti e determinato negli ultimi metri.
Dopo una fase iniziale di studio, le Zebrette prendono progressivamente in mano il pallino del gioco. Il possesso diventa più fluido, le linee si accorciano e la pressione sul portatore di palla avversario si fa costante. Il Brixen prova a contenere, ma fatica a trovare spazi per sviluppare manovra.
Il vantaggio arriva grazie a Filippo Vinciguerra, bravo a finalizzare con lucidità un’azione costruita con pazienza. È il gol che rompe l’equilibrio e che certifica la superiorità mostrata fino a quel momento dal Rovereto in questa sfida di Eccellenza trentina.
Compattezza e qualità: il Rovereto convince
Dopo il vantaggio, la squadra guidata da Giovanazzi non arretra. Il Brixen tenta una reazione, ma trova davanti una formazione compatta, attenta nelle chiusure e pronta a ripartire con qualità. La fase difensiva funziona, le linee restano corte e la gestione dei ritmi è intelligente.
L’Eccellenza trentina spesso premia chi sa mantenere equilibrio anche nei momenti di pressione, e il Rovereto dimostra di aver ritrovato solidità mentale. Nessuna frenesia, nessuna sbavatura grave: solo concentrazione e applicazione costante.
Eccellenza trentina, il sigillo di Rossi nella ripresa
Nella ripresa il copione non cambia. Il Brixen prova ad alzare il baricentro, ma il Rovereto continua a controllare la partita con maturità. Il raddoppio arriva con Alessandro Rossi, che mette il sigillo su una prestazione solida e chiude di fatto la contesa.
Il gol del 2-0 non è solo un episodio tecnico, ma la fotografia di una squadra che ha saputo interpretare al meglio la gara. Nell’Eccellenza trentina, dove le partite possono restare in bilico fino all’ultimo, mettere in sicurezza il risultato è sinonimo di consapevolezza.
Il Rovereto gestisce il vantaggio con intelligenza, abbassando i ritmi quando serve e accelerando nelle ripartenze. Il Brixen non trova varchi, e il “Quercia” può finalmente tornare a esultare.
Una vittoria che vale fiducia nell’Eccellenza trentina
Oltre al risultato, ciò che convince è la mentalità. Squadra corta, intensità costante, gestione matura del vantaggio: elementi che raccontano un gruppo ritrovato. Nell’Eccellenza trentina la continuità è la chiave per restare competitivi, e questo successo rappresenta un punto di ripartenza.
La vittoria contro il Brixen vale molto più dei tre punti. Restituisce fiducia, compattezza e convinzione nei propri mezzi. Rilancia le ambizioni bianconere e ricorda a tutto il campionato che il Rovereto vuole essere protagonista.
L’Eccellenza trentina è un torneo esigente, fatto di equilibrio e battaglie domenicali. Per questo motivo, successi come quello ottenuto al “Quercia” assumono un valore speciale. Non solo per la classifica, ma per il morale e per la consapevolezza che il lavoro paga.
Le Zebrette tornano al galoppo. Ora serve continuità, perché nell’Eccellenza trentina ogni passo falso può pesare. Ma con questo spirito e questa solidità, il Rovereto può guardare al futuro con rinnovata ambizione.



