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mercoledì 13 Maggio 2026
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Serie D, Imolese: retrocessione dopo 13 anni

L’Imolese saluta la Serie D nel modo più doloroso possibile. Dopo 120 minuti di battaglia contro il Sasso Marconi, i rossoblù crollano nei tempi supplementari e retrocedono in Eccellenza per la prima volta dopo tredici anni. Una caduta che pesa enormemente non solo per il risultato finale, ma anche per il modo in cui è maturata: lo 0-0 avrebbe premiato l’Imolese grazie al miglior piazzamento in classifica, ma tra il 103’ e il 105’ il Sasso Marconi trova due reti devastanti che spazzano via ogni certezza costruita dalla squadra di Stefano Protti.

In pochi minuti si sgretola tutto. Una stagione complicata, piena di difficoltà e tensioni, si conclude con il verdetto più duro. L’Imolese torna così in Eccellenza, chiudendo un ciclo che aveva regalato negli anni recenti soddisfazioni importanti e persino il sogno del professionismo.

Imolese, una partita che sembrava sotto controllo

Per oltre cento minuti l’Imolese aveva dato la sensazione di poter resistere. Non una partita brillante, non una prestazione dominante, ma una gara gestita con attenzione, consapevole che il pareggio sarebbe bastato per conquistare la salvezza.

La tensione, inevitabilmente, si percepiva in ogni giocata. Le occasioni arrivavano con il contagocce e il peso della posta in palio rendeva tutto più complicato. Il Sasso Marconi provava a spingere, mentre l’Imolese cercava soprattutto di restare compatta e lucida.

Con il passare dei minuti, però, la pressione aumentava. Ogni pallone diventava decisivo, ogni errore poteva trasformarsi in una condanna. E proprio quando il traguardo sembrava vicino, il castello rossoblù è improvvisamente crollato.

Imolese travolta in due minuti nei supplementari

La svolta arriva nei tempi supplementari, nel momento in cui la fatica fisica e mentale inizia a pesare maggiormente. Tra il 103’ e il 105’, il Sasso Marconi colpisce due volte e spegne definitivamente le speranze dell’Imolese.

Due gol ravvicinati che cambiano completamente il destino della partita e della stagione. I rossoblù, fino a quel momento ancora aggrappati alla categoria grazie allo 0-0, si ritrovano improvvisamente senza più certezze e senza il tempo necessario per reagire.

È una mazzata durissima per una squadra che aveva costruito tutta la propria gara sull’equilibrio e sulla capacità di restare viva fino all’ultimo. In pochi istanti, invece, arriva il verdetto più amaro.

Imolese, la fine di un ciclo iniziato tredici anni fa

La retrocessione in Eccellenza rappresenta molto più di una semplice discesa di categoria. Per l’Imolese significa interrompere un percorso lungo tredici anni, iniziato con la vittoria del campionato di Eccellenza nel 2013 e culminato con il ritorno tra i professionisti nel 2018.

Quella promozione in Lega Pro, conquistata con Massimo Gadda in panchina, aveva aperto uno dei periodi più importanti della storia recente del club. L’anno successivo, con Alessio Dionisi alla guida, l’Imolese aveva addirittura sfiorato il doppio salto, chiudendo al terzo posto una stagione straordinaria.

Erano anni in cui il club emiliano rappresentava una delle realtà emergenti del calcio italiano, capace di competere contro squadre ben più strutturate e di valorizzare idee, organizzazione e qualità.

Dopo quella cavalcata, però, sono arrivate stagioni sempre più complicate. La retrocessione dalla Serie C nel 2022/23 aveva già rappresentato un colpo pesante, ma l’Imolese era comunque riuscita a salvarsi nelle successive stagioni di Serie D. Fino a questo epilogo, il più doloroso di tutti.

Imolese, il comunicato del club tra dolore e orgoglio

Dopo la retrocessione, la società ha affidato ai propri canali ufficiali un lungo messaggio rivolto a squadra, staff e tifosi. Un comunicato carico di amarezza ma anche di senso di appartenenza, in cui il club ha voluto ringraziare chi ha continuato a lottare nonostante le difficoltà.

L’Imolese ha parlato apertamente di una stagione travagliata, riconoscendo il peso di un finale durissimo da accettare. Nel messaggio emergono soprattutto gratitudine e responsabilità: verso i giocatori, definiti uniti fino all’ultimo secondo, verso il direttore Ulisse Savini, indicato come un punto di riferimento autentico, e verso tutto il settore giovanile e lo staff tecnico.

Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato ai tifosi, definiti “gli imolesi veri”, rimasti vicini alla squadra anche nei momenti più difficili.

Ma nel comunicato emerge anche orgoglio. La società sottolinea la forza della propria storia ultracentenaria e trasforma la delusione in una promessa per il futuro: “Torneremo a prenderci tutto quello che abbiamo lasciato sul campo ieri”.

Imolese, tra ferite aperte e voglia di ripartire

La retrocessione lascia inevitabilmente ferite profonde. Per una piazza che aveva conosciuto il professionismo e sognato palcoscenici importanti, tornare in Eccellenza rappresenta un colpo durissimo da assorbire.

Ma il calcio insegna anche che ogni caduta può diventare un punto di ripartenza. L’Imolese dovrà ora affrontare mesi delicati, tra riflessioni societarie, scelte tecniche e ricostruzione sportiva.

Il rischio, in questi casi, è quello di lasciarsi schiacciare dalla delusione. Ma le parole del club sembrano indicare una direzione precisa: reagire, ritrovare identità e ripartire con ancora più determinazione.

Imolese, una storia che non vuole fermarsi

Il calcio emiliano perde una realtà importante dalla Serie D, ma la storia dell’Imolese insegna che questo club ha sempre saputo rialzarsi. Negli ultimi tredici anni i rossoblù hanno vissuto promozioni, salvezze difficili, stagioni esaltanti e momenti di sofferenza.

La retrocessione contro il Sasso Marconi rappresenta certamente uno dei punti più bassi del recente passato, ma non cancella ciò che l’Imolese ha costruito nel tempo.

Adesso serviranno lucidità, programmazione e capacità di ricompattare l’ambiente. Perché le grandi ferite del calcio possono trasformarsi anche in motivazioni enormi.

E l’Imolese, nel suo messaggio finale, ha già lanciato la sfida al futuro: tornare dove sente di appartenere.

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