La finale del campionato Primavera Femminile resterà impressa a lungo nella memoria degli appassionati. Una partita intensa, vibrante, ricca di colpi di scena e decisa solo dopo 120 minuti di battaglia e una drammatica serie di calci di rigore. A festeggiare è il Milan, che supera il Sassuolo e conquista il secondo Scudetto della sua storia, al termine di una sfida spettacolare allo stadio “Enzo Ricci”.
Il pubblico, oltre mille spettatori, ha vissuto una serata da brividi, tra emozioni continue e un livello tecnico altissimo. Il Sassuolo esce sconfitto ma tra gli applausi, dopo una prestazione di grande cuore e qualità.
Primavera Femminile: una finale da batticuore
La finale di Primavera Femminile si apre con grande intensità. Le due squadre si affrontano a viso aperto, senza risparmiarsi, dando vita a continui capovolgimenti di fronte e duelli serrati.
Le prime vere occasioni arrivano al quarto d’ora, quando il Sassuolo sfiora il vantaggio con una traversa clamorosa di Vianello. È il segnale di una partita destinata a non concedere pause.
Poco dopo, però, è il Milan a colpire: Vitale trova il vantaggio rossonero risolvendo una mischia in area con un preciso destro nell’angolino. Un episodio che indirizza una gara già ricca di tensione e qualità.
Vianello e Strauss accendono lo spettacolo
La ripresa si apre con un gioiello assoluto. Ancora Vianello, tra le migliori in campo, firma il pareggio con un tiro di controbalzo che si infila all’incrocio dei pali. Un gol che riaccende lo stadio e rimette tutto in equilibrio.
Il Milan, però, non si disunisce. La squadra rossonera reagisce con maturità e torna avanti al 61’ grazie a Strauss, bravissima a finalizzare un assist perfetto di Appiah.
La gara della Primavera Femminile sembra prendere la direzione milanista, ma il Sassuolo non smette di crederci e continua a spingere con grande intensità.
Nel finale succede ancora di tutto: la pressione neroverde viene premiata nel secondo minuto di recupero, quando la capitana Andersone trova il 2-2 con una serpentina e un sinistro preciso che manda la partita ai supplementari.
Supplementari di lotta e coraggio
I tempi supplementari della finale di Primavera Femminile sono una prova di resistenza fisica e mentale. Le due squadre accusano la fatica ma non rinunciano a cercare il colpo decisivo.
Il Sassuolo, spinto dall’entusiasmo, prova a ribaltare completamente la partita. L’occasione più clamorosa arriva al 115’, quando Venturelli sfiora il gol che avrebbe scritto una pagina storica.
Il Milan però resiste, compatto e determinato, trascinando la sfida fino all’epilogo più crudele e affascinante del calcio: i calci di rigore.
Milan glaciale, Sassuolo beffato dagli undici metri
Dal dischetto la tensione diventa protagonista assoluta. Il Milan si dimostra perfetto, freddo e lucido. Il Sassuolo invece si infrange due volte contro l’ottima prestazione del portiere Belloli, decisiva nei momenti chiave.
La serie di rigori consegna così il titolo alle rossonere, che alzano al cielo il secondo Scudetto della loro storia nella Primavera Femminile.
Una vittoria costruita con carattere, sofferenza e qualità nei momenti decisivi.
Una finale che celebra il calcio femminile giovanile
Sassuolo e Milan hanno dato vita a una finale che va oltre il risultato. La Primavera Femminile ha mostrato il livello sempre più alto del calcio femminile giovanile italiano, capace di offrire spettacolo, intensità e talento puro.
Il Sassuolo esce sconfitto ma protagonista di una prestazione coraggiosa e generosa, mentre il Milan si conferma squadra solida e vincente nei momenti che contano.
Una partita che resterà come manifesto di crescita e qualità per tutto il movimento.



