La Serie D regala una di quelle storie che sembrano scritte apposta per ricordare perché il calcio non smette mai di sorprendere. Allo stadio Felice Squitieri di Sarno, Sarnese ed Ebolitana hanno trasformato una gara del turno preliminare di Coppa Italia in una maratona sportiva e nervosa. Per decretare la squadra qualificata sono serviti addirittura 42 calci di rigore.
Una sequenza interminabile, consumata tra silenzi improvvisi, esultanze liberatorie e gambe sempre più pesanti. Alla fine ha festeggiato la Sarnese, capace di imporsi grazie alla parata decisiva del portiere Iuliano e alla freddezza di Odendo. L’Ebolitana, invece, è uscita dal campo sconfitta ma a testa altissima, dopo aver accarezzato a lungo una qualificazione che sembrava ormai vicinissima.
Il risultato dei tempi regolamentari, 1-1, racconta soltanto una piccola parte di una serata destinata a entrare nella memoria della Serie D.
Serie D, equilibrio e tensione allo Squitieri
La partita comincia con prudenza. Sarnese ed Ebolitana si conoscono, si rispettano e preferiscono non concedere spazi. Il ritmo è quello tipico delle prime gare ufficiali della stagione: tanta attenzione tattica, qualche imprecisione e la comprensibile necessità di trovare condizione e automatismi.
L’Ebolitana di Luigi Pezzella si mostra ordinata e compatta. Gli ospiti chiudono bene le linee di passaggio e provano a ripartire quando la Sarnese alza il proprio baricentro. La formazione allenata da Pasquale Schiattarella mantiene maggiormente il possesso, ma fatica a creare occasioni davvero limpide.
Nel finale del primo tempo arriva uno dei primi brividi. Cirillo disegna una traiettoria insidiosa, a metà strada tra un tiro e un cross. Iuliano deve correggere rapidamente la posizione per impedire al pallone di infilarsi in porta. È il segnale che, dietro l’apparente equilibrio, la sfida può accendersi in qualsiasi momento.
Il primo tempo termina senza reti. Tuttavia, sugli spalti dello Squitieri si avverte già quella tensione che soltanto una gara a eliminazione diretta di Serie D riesce a produrre.
D’Angelo illude l’Ebolitana, Foggia salva la Sarnese
Nella ripresa le due squadre aumentano i giri. La Sarnese prova a spingere con maggiore continuità, mentre l’Ebolitana continua a difendersi con ordine e a cercare il momento giusto per colpire.
Quel momento arriva al 32’ del secondo tempo. Mauriello trova spazio per il cross e D’Angelo, con un preciso colpo di testa, supera Iuliano. Il settore occupato dai sostenitori ebolitani esplode di gioia. Per la neopromossa si materializza la possibilità di firmare subito un colpo importante in Coppa Italia di Serie D.
La Sarnese, però, non si arrende. Odendo va vicino al pareggio, ma Puca risponde con una grande parata. Poco dopo i granata colpiscono anche la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La pressione cresce e l’Ebolitana si abbassa, cercando di proteggere un vantaggio sempre più prezioso.
L’occasione più clamorosa arriva dal dischetto durante i tempi regolamentari. Addessi prova a spiazzare Puca, ma il portiere dell’Ebolitana resta in piedi e respinge con il piede. Sembra la giocata capace di chiudere la partita. Invece, proprio nel recupero, Foggia trova il colpo di testa dell’1-1 e trascina la sfida ai rigori.
Serie D da record: una maratona di 42 rigori
Quando comincia la serie dal dischetto, nessuno può immaginare ciò che sta per accadere. I primi errori portano le firme di Zugaro per l’Ebolitana e Mancino per la Sarnese. Entrambi i tiri vengono neutralizzati dai portieri. Da quel momento, però, la porta sembra diventare improvvisamente enorme.
Segnano gli attaccanti, i centrocampisti e i difensori. Poi tocca persino ai portieri. Puca realizza il proprio tentativo per l’Ebolitana e Iuliano risponde con la stessa freddezza. Dopo che tutti i calciatori hanno tirato una volta, la situazione è ancora in perfetto equilibrio: 10-10 nella serie.
Bisogna ricominciare da capo. Così, uno dopo l’altro, i protagonisti tornano sul dischetto per il secondo tentativo personale. Zugaro e Mancino, fermati durante il primo giro, trovano questa volta la forza per segnare. Nessuno vuole assumersi la responsabilità dell’errore decisivo e la notte della Serie D diventa una sfida soprattutto mentale.
Ogni rincorsa sembra più lunga della precedente. Ogni pallone sistemato sul dischetto porta con sé il peso di una possibile eliminazione. Eppure, i tiratori continuano a segnare con una precisione impressionante.
Iuliano e Odendo, gli eroi della notte di Serie D
Sul 19-19 nella serie, arriva nuovamente il turno di Puca. Il portiere dell’Ebolitana era già stato decisivo durante la partita e aveva trasformato il primo rigore personale. Questa volta, però, Iuliano intuisce la conclusione del collega e riesce a respingerla.
Lo Squitieri trattiene il fiato. La Sarnese ha finalmente il pallone della qualificazione.
Sul dischetto si presenta Odendo. L’attaccante non si lascia condizionare dall’attesa, dalla stanchezza o dal peso di un tiro capace di decidere una partita infinita. La sua conclusione entra in porta e libera la festa granata.
La sola serie dei penalty si conclude 20-19 per la Sarnese. Sommando le reti realizzate nei tempi regolamentari, il punteggio complessivo diventa 21-20. Soprattutto, il conto dei tiri dal dischetto raggiunge quota 42: un numero eccezionale per una partita di Serie D.
L’Ebolitana esce tra gli applausi
Nel calcio a eliminazione diretta esiste sempre un confine sottile tra impresa e delusione. L’Ebolitana lo ha attraversato nel modo più doloroso, dopo essere stata in vantaggio fino al recupero e aver avuto in Puca uno dei migliori giocatori della serata.
Il portiere aveva fermato il rigore di Addessi durante la partita e aveva resistito anche nella prima parte della serie finale. Il suo errore conclusivo non può cancellare una prestazione di grande personalità. Allo stesso modo, la squadra di Pezzella può ripartire dall’organizzazione mostrata e dalla capacità di tenere testa alla Sarnese nella prima gara ufficiale della stagione.
Per una formazione appena arrivata in Serie D, la prestazione dello Squitieri rappresenta un segnale incoraggiante. La qualificazione è sfumata, ma carattere, spirito di sacrificio e qualità non sono mancati.
Una partita che racconta l’anima della Serie D
La Sarnese prosegue il proprio cammino in Coppa Italia, ma il valore di questa serata va oltre il semplice passaggio del turno. Ci sono partite che restano impresse per un gol spettacolare o per una rimonta. Sarnese-Ebolitana verrà ricordata per quelle 42 rincorse dagli undici metri e per un’attesa che sembrava non finire mai.
È anche questa l’essenza della Serie D: stadi raccolti, rivalità territoriali, tifosi vicini al campo e calciatori chiamati a superare i propri limiti. In una calda domenica di agosto, lo Squitieri è diventato il centro del calcio italiano. Non per la grandezza del palcoscenico, ma per l’intensità di una storia autentica.
La parata di Iuliano, la trasformazione di Odendo, la resistenza dell’Ebolitana e l’esultanza della Sarnese sono già immagini da conservare. Perché il calcio sa essere straordinario proprio quando abbandona ogni copione. E, ancora una volta, la Serie D lo ha dimostrato nel modo più emozionante possibile.



