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lunedì 21 Settembre 2026
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Serie D, clamoroso valzer: già sei panchine saltate

La Serie D ha appena cominciato a macinare chilometri, punti e verdetti, ma per alcuni allenatori il viaggio è già arrivato al capolinea. Il campionato 2026/27 è ancora nella sua fase iniziale eppure il tradizionale valzer delle panchine ha già fatto le prime vittime. Tra decisioni maturate in estate e ribaltoni arrivati dopo appena poche giornate, sono sei i tecnici esonerati considerando l’intera stagione sportiva.

Un numero significativo soprattutto se rapportato al calendario. Cinque cambi, infatti, sono arrivati a campionato già iniziato, mentre uno risale al precampionato. Dalla Lombardia alla Sicilia, passando per Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Puglia, la Serie D conferma ancora una volta quanto possa essere sottile il confine tra fiducia e addio.

Serie D, cinque esoneri dopo l’inizio del campionato

Il primo dato da chiarire riguarda proprio il conteggio. Gli allenatori sollevati dall’incarico nella stagione sono sei, ma soltanto cinque hanno perso la panchina dopo l’inizio della Serie D, scattata il 6 settembre.

Il primo esonero a campionato in corso è stato quello di Nicolò Araldi al Fiorenzuola. Fatale, dopo appena una giornata, la pesante sconfitta interna per 3-0 contro lo Scanzorosciate. Il club emiliano ha deciso di intervenire immediatamente, affidando la squadra ad Alberto Villa.

Un avvicendamento rapidissimo, che fotografa bene quanto possa essere ridotto il margine concesso agli allenatori quando le aspettative della società si scontrano immediatamente con il campo.

Fiorenzuola e Brian Lignano, addii dopo poche giornate

Se Araldi non è andato oltre il debutto, Maurizio Bedin ha avuto a disposizione tre giornate sulla panchina del Brian Lignano. Il risultato, però, è stato altrettanto amaro.

Tre partite, tre sconfitte e zero punti. Dopo i ko contro Este e Virtus Bolzano è arrivata anche la battuta d’arresto per 2-1 contro il Sandonà. A quel punto il Brian Lignano ha scelto di cambiare guida tecnica.

Per Bedin il bilancio in Serie D si è quindi chiuso con zero punti e una media di 0,00 a partita. Numeri pesanti, anche se dalla dirigenza friulana è filtrato come la decisione non fosse legata esclusivamente alla classifica, ma anche alla valutazione delle prestazioni e del percorso tecnico intrapreso dalla squadra.

Giulianova, Pergolizzi paga una partenza complicata

Situazione difficile anche a Giulianova, dove a pagare il conto di un avvio negativo è stato Rosario Pergolizzi.

Quattro giornate sono state sufficienti per convincere la società abruzzese a cambiare. Il Giulianova aveva raccolto appena un punto, frutto del pareggio contro il Termoli, accompagnato dalle sconfitte con Forsempronese, Vigor Senigallia e Teramo.

Proprio il ko per 3-2 nel derby contro il Teramo ha preceduto l’esonero. Il bilancio di Pergolizzi si è fermato così a un pareggio e tre sconfitte, con una media di appena 0,25 punti a partita.

Il Giulianova ha deciso di ripartire da Francesco Del Zotti, chiamato a dare una scossa immediata a una squadra che non può permettersi di perdere ulteriore terreno.

Fidelis Andria, rivoluzione dopo quattro giornate

Quattro partite e un solo punto anche per la Fidelis Andria, protagonista di uno dei ribaltoni più significativi di questo primo scorcio di Serie D.

A lasciare la panchina è stato Fabio De Sanzo, sollevato dall’incarico dopo la sconfitta per 3-2 sul campo del Gladiator. La società pugliese non si è limitata alla guida tecnica: insieme all’allenatore si è interrotto anche il rapporto con il direttore sportivo Gianni Califano e con componenti dello staff.

Una vera e propria rivoluzione tecnica per provare a cambiare rapidamente il corso della stagione. La scelta per la panchina è ricaduta su Nicola Ragno, tecnico di grande esperienza nella categoria.

Per De Sanzo il cammino si è concluso con un pareggio e tre sconfitte nelle prime quattro giornate: un punto complessivo e una media di 0,25.

Nissa, l’esonero che sorprende per i numeri

Tra i sei casi, quello della Nissa è probabilmente il più particolare. Francesco Di Gaetano ha infatti lasciato la panchina con numeri decisamente diversi rispetto a quelli degli altri tecnici esonerati.

La formazione siciliana aveva raccolto sette punti nelle prime quattro giornate, grazie a due vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Una media di 1,75 punti a gara che, almeno osservando esclusivamente la classifica, rende il provvedimento differente dagli altri cambi registrati finora.

A pesare è stata la sconfitta per 4-2 sul campo dell’Avola, maturata dopo che la Nissa si era portata sul doppio vantaggio. Il giorno successivo è arrivata la decisione di sollevare dall’incarico Di Gaetano e il suo vice.

Un caso che dimostra come in Serie D la classifica non sia necessariamente l’unico parametro utilizzato dalle società per giudicare il lavoro di un allenatore.

Imperia, Riolfo esonerato prima del via della Serie D

Per arrivare a quota sei bisogna infine tornare indietro fino al precampionato. Il caso è quello dell’Imperia e di Giancarlo Riolfo.

L’allenatore era stato sollevato dall’incarico il 12 agosto, dunque diverse settimane prima dell’inizio ufficiale del campionato. Per questo motivo il suo caso deve essere distinto dagli altri cinque.

L’Imperia aveva motivato la scelta facendo riferimento a divergenze sulla gestione tecnica della stagione. Successivamente Riolfo aveva chiarito pubblicamente di essere stato esonerato e di non aver presentato le dimissioni. La società ligure ha poi affidato la squadra a Franco Lerda.

Il caso Riolfo porta quindi a sei il numero degli allenatori esonerati considerando l’intera stagione sportiva 2026/27, ma non rientra nel conteggio degli esoneri maturati durante il campionato.

Serie D, il valzer delle panchine è già cominciato

Il quadro dopo le prime settimane è dunque netto: sei esoneri nella stagione di Serie D, cinque dei quali arrivati a campionato iniziato.

Araldi al Fiorenzuola, Bedin al Brian Lignano, Pergolizzi al Giulianova, De Sanzo alla Fidelis Andria e Di Gaetano alla Nissa sono i cinque tecnici che hanno perso il posto dopo il via ufficiale del torneo. A loro si aggiunge Riolfo, esonerato dall’Imperia durante il precampionato.

Colpisce soprattutto la velocità delle decisioni. Un tecnico è saltato dopo una sola giornata, un altro dopo tre e tre allenatori non sono andati oltre la quarta. Ma colpisce anche la diversità delle situazioni: si passa da squadre ferme a zero o un punto fino alla Nissa, capace di raccoglierne sette prima del cambio in panchina.

La stagione è appena cominciata, ma il messaggio proveniente dalla Serie D è già chiarissimo: il tempo concesso agli allenatori può essere pochissimo. Tra ambizioni, pressioni e necessità di non perdere terreno, le società hanno iniziato presto a giocarsi la carta dell’esonero. E con un campionato ancora lunghissimo davanti, il valzer delle panchine potrebbe essere soltanto all’inizio.

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