Il Mestre in Serie D si appresta a vivere una nuova intensa stagione. È un’identità, un racconto che attraversa quasi un secolo di storia sportiva. Fondato nel 1927 con il nome di Unione Sportiva Mestrina, il club ha vissuto epoche diverse, cambiando pelle più volte ma mantenendo intatta la sua anima arancionera. La sua storia è fatta di fusioni, rifondazioni, promozioni e retrocessioni, ma soprattutto di una passione che non ha mai smesso di ardere. In particolare, il percorso del Mestre in Serie D rappresenta una delle pagine più significative e attuali di questa lunga narrazione.
Mestre in Serie D: il cammino tra professionismo e dilettantismo
Nel corso del Novecento, il Mestre ha militato in diverse categorie, dalla Serie C alla IV Serie, passando per i campionati regionali. Il Mestre in Serie D, e non solo, ha vissuto momenti di gloria e di difficoltà, ma ha sempre saputo rialzarsi. Dopo la fusione con il Venezia nel 1987, che portò alla nascita del Venezia-Mestre, la squadra perse per qualche anno la propria identità autonoma. Ma la voglia di rinascere era troppo forte. Così, nel 2015, il Mestre Calcio rinasce ufficialmente, con l’obiettivo di riportare in alto il nome della città.
Da quel momento, il club ha intrapreso un percorso virtuoso, scalando le categorie dilettantistiche fino a raggiungere la Serie D. La stagione 2016-2017 segna una svolta per il Mestre in serie D: la squadra vince il Girone C di Serie D e conquista la promozione in Serie C. È il ritorno tra i professionisti, un traguardo che riaccende l’entusiasmo della città e dei tifosi. Tuttavia, la permanenza in Serie C dura solo una stagione. Nel 2018, il club rinuncia all’iscrizione per motivi economici e riparte dalla Serie D, dove costruisce un progetto solido e duraturo.
Mestre in Serie D: una presenza costante
Dal 2018 in poi, il Mestre in Serie D ha disputato consecutivamente il campionato D, consolidando la propria posizione nel Girone C. Secondo i dati storici, il club ha partecipato ad almeno dieci stagioni in Serie D negli ultimi vent’anni, con una continuità significativa dal 2019-2020. La quarta serie nazionale è diventata il terreno ideale per sviluppare un progetto sportivo ambizioso, basato sulla valorizzazione dei giovani, sulla sostenibilità economica e sul radicamento territoriale.
Il Girone C della Serie D è uno dei più competitivi e affascinanti del panorama dilettantistico italiano. Comprende squadre venete, friulane e trentine, con rivalità storiche e piazze calde. Il Mestre in Serie D affronta ogni stagione con rispetto per gli avversari, ma anche con la consapevolezza di poter competere ad alti livelli. La squadra ha spesso lottato per le posizioni di vertice, sfiorando la promozione e dimostrando una costanza di rendimento che la rende una delle realtà più solide del girone.
La stagione 2025-2026: Mestre ancora protagonista
Per la stagione 2025-2026, il Mestre in Serie D si è confermato, sempre nel Girone C. La squadra affronta avversarie storiche come Treviso, Campodarsego, Adriese, Luparense, Este e Portogruaro, in un campionato che si preannuncia equilibrato e combattuto. Il club disputa le proprie partite casalinghe allo Stadio Francesco Baracca di Mestre, impianto da circa 2.000 posti che rappresenta il cuore del tifo arancionero. Qui, ogni domenica, si respira un’atmosfera autentica, fatta di cori, bandiere e passione.
Alla guida del club c’è il presidente Stefano Serena, figura centrale nella rinascita del Mestre. Il progetto tecnico è affidato a Romano Perticone, allenatore preparato e profondo conoscitore del calcio dilettantistico. La rosa è costruita con intelligenza, puntando su giovani promettenti e su giocatori esperti, capaci di garantire equilibrio e qualità. L’obiettivo è quello di competere per le zone alte della classifica, senza perdere di vista la sostenibilità e la crescita del club.
Il valore della Serie D per il Mestre
Il Mestre in Serie D vive la categoria come un luogo dove costruire il futuro, dove consolidare le fondamenta e dove riaffermare la propria identità. Il club ha scelto di investire in modo intelligente, evitando fughe in avanti e puntando su una crescita graduale. La valorizzazione del settore giovanile è uno degli obiettivi principali, con l’intento di formare calciatori e cittadini consapevoli.
Il legame con il territorio è forte e profondo. Il Mestre collabora con le scuole, le associazioni sportive e le istituzioni locali, promuovendo valori come il rispetto, l’inclusione e la partecipazione. La maglia arancionera è tornata a essere un simbolo di appartenenza, e la tifoseria ha riscoperto il piacere di sostenere una squadra che la rappresenta. Le trasferte, le coreografie, i cori sono la testimonianza di un amore che non si è mai spento.
Le prospettive future: tra sogno e concretezza
Il futuro del Mestre in Serie D è aperto a molte possibilità. La società ha dimostrato di avere le idee chiare, di saper pianificare e di voler costruire qualcosa di duraturo. La promozione in Serie C è un obiettivo realistico, ma non l’unico. C’è la volontà di creare un modello virtuoso, capace di coniugare risultati sportivi e sostenibilità economica. Il calcio italiano ha bisogno di realtà come Mestre, di club radicati nel territorio, capaci di valorizzare i giovani e di offrire uno spettacolo sano e autentico.
Mestre in Serie D è una storia da vivere
La storia del Mestre in Serie D è una storia di passione, di resilienza, di orgoglio. È la storia di una città che ha sofferto, ma che non ha mai smesso di credere. È la storia di una squadra che ha saputo rialzarsi, reinventarsi e tornare a sognare. Oggi, nel campionato 2025-2026, il Mestre è una realtà solida, ambiziosa e pronta a scrivere nuove pagine di gloria. Il calcio a Mestre è vivo, vibrante, autentico. E la Serie D è il palcoscenico dove tutto questo prende forma, ogni domenica, sotto gli occhi di una comunità che non ha mai smesso di amare il proprio club.