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mercoledì 21 Gennaio 2026
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Serie D: emozioni incredibili attese nella 19esima giornata

La diciannovesima giornata di Serie D non è un turno qualunque. È quel momento del campionato in cui la stagione smette di essere una promessa e diventa una storia vera, fatta di pressioni, scelte, dettagli. È la seconda del girone di ritorno, un passaggio che pesa perché i punti iniziano a valere doppio nella testa di chi gioca e triplo nel cuore di chi segue. Il calendario si stringe, gli obiettivi prendono forma, e ogni stadio — piccolo o storico, moderno o ruvido — si trasforma in un capitolo decisivo.

Il programma ufficiale racconta già molto: due anticipi che aprono la giornata, una domenica piena, variazioni d’orario che cambiano abitudini e rituali, partite a porte chiuse che tolgono il fiato del pubblico ma non tolgono il significato. E poi c’è lei, la partita che catalizza l’attenzione nazionale: Lentigione–Pro Sesto, sfida d’alta classifica del Girone D, trasmessa gratuitamente in diretta streaming su Vivo Azzurro Tv e sul canale YouTube della LND, con collegamento già dalle 14.15 per le interviste prepartita.

Questa è la Serie D quando sa essere Serie D: una miscela di territorio, identità e ambizione. Un campionato che non ha bisogno di esagerare, perché basta viverlo per capire quanto sia autentico.

Il fascino della Serie D: quando il ritorno accende tutto

La diciannovesima giornata di Serie D arriva in un momento delicato e affascinante. Il girone di ritorno è iniziato da poco, ma già si avverte quella sensazione particolare: chi ha inseguito per mesi sente di poter arrivare, chi è stato davanti per tanto tempo sente il fiato sul collo. La classifica, in questa fase, non è soltanto una tabella: è un campo di battaglia psicologico.

La differenza la fanno i dettagli. Un’uscita alta del portiere, un contropiede letto un secondo prima, una palla inattiva preparata bene, un rimpallo che sceglie da che parte cadere. In Serie D non c’è un copione scritto. C’è l’istinto, c’è la fame, c’è la capacità di tenere la testa ferma quando le gambe tremano.

E c’è un altro elemento che rende speciale questa giornata: la programmazione. La LND continua a puntare sulla visibilità del campionato, portando in diretta alcune partite e dando a tifosi, curiosi, addetti ai lavori un modo semplice per restare dentro il racconto. È un segnale chiaro: la Serie D è un patrimonio, e la sua narrazione deve avere spazio.

Gli anticipi del sabato: il weekend si apre con due sfide da tensione pura

Il turno si apre con due anticipi che valgono molto più dei tre punti. Secondo il programma, sabato si giocano ChievoVerona–Casatese Merate (Girone B) e Sangiuliano City–Imolese (Girone D, al Comunale di Carate Brianza), entrambe alle 14.30.

Gli anticipi hanno una magia tutta loro. Ti mettono davanti a una verità: giochi prima degli altri, quindi ti esponi. Vinco e metto pressione a chi scende in campo domenica. Perdo e consegno agli avversari un’occasione emotiva oltre che aritmetica.

ChievoVerona–Casatese Merate porta con sé un’idea di calcio che vive di organizzazione, equilibrio, e capacità di gestire la partita anche quando non la comandi. Sangiuliano City–Imolese, invece, è il classico incrocio che in Girone D può cambiare l’inerzia di un mese intero. Perché quel girone non perdona: ogni domenica è un test, e il margine d’errore è minimo.

La domenica della Serie D: l’orario ufficiale e l’anticipo che spezza il ritmo

Il cuore della giornata batte domenica 11 gennaio, quando il turno prosegue con il pieno di gare. L’orario ufficiale resta quello delle 14.30, ma c’è una partita che si gioca prima: COS Sarrabus Ogliastra–Atletico Lodigiani (Girone G) alle 14.00, mezz’ora prima delle altre.

Questo tipo di variazione cambia il modo di vivere la domenica. Cambia la preparazione delle squadre, la gestione dei tifosi, e perfino il racconto mediatico. Perché la partita che inizia prima spesso diventa la prima notizia, il primo segnale della giornata. Un gol al 10’, e già tutti guardano, commentano, si informano.

È la Serie D anche questa: un campionato che si adatta, che vive di logistica, territorio, condizioni diverse. E proprio per questo, spesso, è più vero.

Variazioni d’orario: quando la domenica cambia volto e i tifosi si adattano

Nella diciannovesima giornata di Serie D diverse sfide sono soggette a variazioni d’orario, e questo è un elemento che racconta bene la complessità del campionato. Nel Girone A, ad esempio, quattro gare si giocano alle 15.00: Imperia–Saluzzo, Lavagnese–Cairese, Ligorna–Sanremese, Sestri Levante–Derthona.

Nel Girone F, alle 15.00 si disputa Maceratese–Ostiamare. Nel Girone H, alle 15.00 vanno in scena Fidelis Andria–Barletta, Heraclea–Paganese, Acerrana–Ferrandina, Virtus Francavilla–Manfredonia, mentre Nardò–Martina si gioca alle 16.30. Nel Girone I, alle 15.00 si giocano Messina–Sancataldese, Nuova Igea Virtus–Milazzo, Ragusa–Gela.

Sono dettagli pratici che però incidono sull’atmosfera. Perché la partita delle 14.30 ha un sapore, quella delle 15.00 ne ha un altro, e quella delle 16.30 spesso porta con sé un’idea diversa di attesa e tensione.

A porte chiuse e cambi di casa: le storie dietro le partite che non si vedono

In questa giornata ci sono anche gare a porte chiuse: Unipomezia–Forsempronese (Girone F) e Cassino–Flaminia Civitacastellana (Girone G).

A porte chiuse cambia tutto. Manca il rumore, manca il respiro collettivo, manca quella pressione che a volte ti alza e a volte ti schiaccia. Il calcio diventa quasi un’altra cosa: più essenziale, più nudo, più crudele. In Serie D, dove spesso il pubblico è parte integrante dell’identità di un club, questo pesa ancora di più.

Non solo. Dal comunicato emerge anche un cambiamento stabile negli impianti: “da questa giornata le gare interne di Montespaccato e Valmontone si giocheranno definitivamente al C.S. “Don Pino Puglisi” e allo Stadio dei Gelsi”.

Anche questa è Serie D: lo stadio non è solo un luogo, è una casa. Cambiarla significa cambiare abitudini, punti di riferimento, rituali. Eppure le squadre ci convivono, ci si adattano, ci costruiscono una nuova identità. Perché il calcio dilettantistico è soprattutto resilienza.

Lentigione–Pro Sesto: la diretta nazionale che illumina il Girone D

Il piatto forte della diciannovesima giornata di Serie D è uno di quelli che accendono la curiosità anche di chi segue da lontano. La LND annuncia che “la sfida d’alta classifica del Girone D Lentigione–Pro Sesto (domenica, ore 14.30) sarà trasmessa gratuitamente in diretta streaming su Vivo Azzurro Tv e canale YouTube della LND”, con collegamento dall’“Immergas Stadium-Levantini” a partire dalle 14.15 per le interviste prepartita.

È una scelta che dice molto. Perché Lentigione–Pro Sesto non è una partita qualunque, ma un incrocio di ambizioni. È il tipo di gara che, nel Girone D, può valere una svolta: non solo per la classifica, ma per la percezione di forza e maturità.

Quando una partita viene trasmessa in diretta nazionale, i giocatori lo sentono. Lo sente chi è giovane e vuole farsi notare. Lo sente chi ha esperienza e sa che ogni errore diventa più visibile. Lo sente l’allenatore, che prepara la settimana con un’attenzione diversa, perché non sta semplicemente affrontando un avversario: sta rappresentando un club, una comunità, un’idea di calcio.

E poi lo sentono i tifosi. Perché poter vedere la propria squadra in diretta, gratuitamente, significa sentirsi parte di qualcosa di più grande. Significa che la provincia — nel senso più nobile del termine — trova spazio nel racconto nazionale.

Perché Lentigione–Pro Sesto è una partita simbolo della Serie D

Ci sono match che raccontano un campionato più di mille discorsi. Lentigione–Pro Sesto è una di queste. Da una parte una realtà che negli anni ha saputo crescere e consolidarsi; dall’altra una società con un nome che evoca storia, tradizione e voglia di tornare in alto.

In campo, ci si aspetta una partita vera. Di quelle che iniziano con studio e finiscono con assalto. Di quelle in cui il primo gol non chiude mai il discorso, perché c’è sempre un cambio, una soluzione, una palla inattiva pronta a ribaltare tutto. In Girone D ogni squadra sa giocare. Ogni squadra ha un piano. E ogni squadra, soprattutto, ha una motivazione che non si può comprare.

La diretta su Vivo Azzurro Tv e YouTube LND diventa allora un’occasione: vedere la Serie D per ciò che è, senza filtri, senza pregiudizi. Un campionato che non è “minore” per intensità, ma solo per categoria.

Il resto del Girone D: un calendario che non lascia respiro

Se Lentigione–Pro Sesto è la vetrina, tutto il Girone D è un mosaico che merita attenzione. Nel programma compaiono sfide come Piacenza–Cittadella Vis Modena, Pistoiese–Rovato Vertovese, Palazzolo–Desenzano, Sangiuliano City–Imolese, Tuttocuoio–Crema, Progresso–Trevigliese, Sant’Angelo–Sasso Marconi, Correggese–Tropical Coriano.

È un girone dove le piazze contano, dove la pressione è reale, dove la pazienza è spesso la qualità più rara. Perché in una stagione lunga, a volte, è più importante non perdere che vincere. Ma quando arrivi alla diciannovesima giornata, quella filosofia entra in conflitto con l’urgenza: devi fare punti, devi muovere la classifica, devi dimostrare che il ritorno non ti spaventa.

Gli altri gironi: la Serie D come romanzo collettivo

Il bello della diciannovesima giornata di Serie D è che non è mai un racconto unico. È una libreria piena di storie diverse, ognuna con la sua trama, i suoi protagonisti, le sue rivalità e i suoi sogni.

Nel Girone A, le sfide del pomeriggio alle 15.00 raccontano un Nord-Ovest sempre combattuto, dove spesso la differenza la fanno compattezza e gestione delle emozioni. Nel Girone B, l’anticipo ChievoVerona–Casatese Merate apre la strada a una domenica che, come spesso accade, si decide sui dettagli. Nel Girone C, la densità di partite e incroci mette in scena un calcio tecnico e fisico insieme, capace di alternare momenti di controllo e improvvise accelerazioni. Nel Girone E, si respira il sapore delle piazze storiche e dei derby che si trascinano dietro memoria e orgoglio. Nel Girone F, con Maceratese–Ostiamare alle 15.00 e varie sfide piene di storia, la classifica diventa una lotta a più livelli. Nel Girone G, tra l’anticipo di mezz’ora e le partite a porte chiuse, la giornata assume un volto particolare, quasi “spezzato”, ma proprio per questo affascinante. Nel Girone H, con una serie di gare spostate e Nardò–Martina alle 16.30, si entra in quella dimensione da pomeriggio lungo, dove la tensione cresce con il passare dei minuti. Nel Girone I, le partite alle 15.00 ribadiscono quanto il Sud sappia offrire intensità, calore, e un calcio che non fa sconti.

Ogni girone ha le sue logiche, ma tutti condividono la stessa regola: in Serie D non esistono vittorie facili.

Il valore della visibilità: Vivo Azzurro Tv e YouTube LND come ponte con i tifosi

La diretta di Lentigione–Pro Sesto è la notizia più “mediatica” del weekend, ma il valore va oltre la singola gara. La Serie D sta costruendo, passo dopo passo, una presenza più solida e riconoscibile. Il fatto che la partita venga proposta gratuitamente in diretta streaming su due piattaforme accessibili è un elemento chiave: significa apertura, significa comunità, significa crescita.

Per i tifosi, non è solo comodità. È possibilità di esserci anche da lontano, di non perdere un pezzo della propria identità. Per le società, è un’occasione per raccontarsi e attrarre attenzione. Per i giocatori, è una vetrina che può cambiare percorsi e carriere. Per il campionato, è un investimento sulla propria reputazione.

La Serie D non ha bisogno di essere inventata come prodotto. Lo è già. Ha solo bisogno di essere mostrata nel modo giusto. E questa giornata, con una diretta di cartello e un programma ricco, va esattamente in quella direzione.

Serie D: la domenica in cui conta anche il modo di vincere

C’è un punto, in ogni stagione, in cui non basta più vincere: bisogna convincere. Non per fare colpo sugli altri, ma per fare pace con se stessi. La diciannovesima giornata di Serie D arriva proprio lì. Le squadre iniziano a guardarsi allo specchio e a chiedersi se hanno davvero ciò che serve per arrivare fino in fondo.

Chi lotta per il vertice deve dimostrare continuità. Chi insegue deve trovare coraggio. Chi si trova in mezzo deve decidere che tipo di stagione vuole vivere: tranquilla o ambiziosa. Chi sta sotto deve riscoprire l’orgoglio, perché la salvezza non è solo un obiettivo, è una dimostrazione di forza.

È anche una giornata in cui il fattore campo torna a contare moltissimo. Perché siamo nel cuore dell’inverno, perché i campi cambiano, perché le condizioni meteo e ambientali possono trasformare una partita in un’altra. E in Serie D, dove l’adattabilità è spesso la qualità più sottovalutata, questo conta.

La Serie D è un invito a non perdere nulla

La diciannovesima giornata di Serie D è un invito. Un invito a guardare oltre la superficie, a scoprire che il calcio non vive solo nei riflettori della massima serie, ma soprattutto nei campi in cui ogni punto è sudore, ogni vittoria è festa autentica, ogni sconfitta è silenzio vero.

È un weekend che inizia con due anticipi e prosegue con una domenica piena di storie. È una giornata che offre una diretta nazionale importante, Lentigione–Pro Sesto, e che allo stesso tempo conserva l’essenza del campionato: la pluralità, il territorio, le identità.

Se esiste un momento giusto per innamorarsi della Serie D o per ritrovare la passione, è questo. Perché quando il girone di ritorno prende ritmo, ogni partita diventa un bivio. E la bellezza sta proprio lì: nella consapevolezza che niente è scontato, e che la domenica può ancora sorprendere.

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