Tra le squadre che in quest’ultimo turno della Serie D hanno sorpreso per capacità di resistenza e carattere c’è sicuramente il Ferrandina. È non solo una squadra, ma una comunità che si stringe attorno ai colori rossoblù, è una storia che continua a scriversi ogni domenica sui campi della Serie D, è una realtà che lotta con orgoglio in uno dei campionati più duri e competitivi del panorama nazionale.
In questo avvio di 2026, il Ferrandina 17890 si conferma protagonista di un percorso fatto di lavoro, scelte mirate e spirito di sacrificio, elementi che stanno dando forma a una stagione intensa e ricca di significato.
Ferrandina, una stagione che parla di identità e sacrificio
Tra mercato invernale, risultati di prestigio e decisioni societarie importanti, il nome di Ferrandina torna al centro dell’attenzione, dimostrando come anche nel calcio dilettantistico la programmazione e l’identità possano fare la differenza. La Serie D è un campionato che non concede margini di errore, e ogni punto conquistato rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un cammino credibile e ambizioso.
Ferrandina, il mercato invernale e la scelta di rinforzare la difesa
Il Ferrandina ha scelto di affrontare la seconda parte della stagione con decisione, intervenendo sul mercato invernale per rafforzare la rosa e aumentare le alternative a disposizione di mister Summa. Dopo gli arrivi di Emanuele Calabria e Mattia Terrana, il terzo innesto è rappresentato da Lautaro Pizzo, difensore argentino classe 1999, proveniente dallo Spinazzola.
Lautaro Pizzo non è un volto nuovo per il calcio italiano. Negli anni scorsi ha già maturato esperienze importanti vestendo le maglie di Ginosa e Racale, dimostrando affidabilità, fisicità e una buona conoscenza delle dinamiche del calcio di Serie D. Il suo inserimento immediato nel gruppo testimonia la volontà del Ferrandina di puntare su profili pronti, capaci di integrarsi rapidamente e di dare un contributo concreto fin da subito.
L’arrivo di Pizzo rappresenta un segnale chiaro: il Ferrandina non vuole limitarsi a gestire l’esistente, ma intende crescere, consolidare la propria posizione e affrontare ogni partita con la mentalità giusta. La difesa, in un campionato lungo e logorante, diventa spesso il reparto chiave, e l’innesto dell’argentino va proprio in questa direzione.
Ferrandina-Fidelis Andria, lo 0-0 che vale oro
Il primo impegno ufficiale del 2026 ha messo subito alla prova il carattere del Ferrandina. Al Santa Maria, contro una Fidelis Andria ambiziosa e costruita per stare ai vertici, i rossoblù hanno conquistato un pareggio preziosissimo, uno 0-0 che racconta molto più di quanto dica il risultato finale.
La partita si è trasformata presto in una vera battaglia, soprattutto dopo l’espulsione di Otero al 9’ della ripresa, che ha costretto il Ferrandina a giocare oltre metà secondo tempo in inferiorità numerica. In quel momento è emersa tutta la solidità mentale della squadra di Summa, capace di stringere i denti e di resistere agli assalti continui degli avversari pugliesi.
La Fidelis Andria ha spinto con insistenza, come dimostrano anche i dodici calci d’angolo conquistati, ma il Ferrandina non ha mai perso compattezza. La linea difensiva ha retto con ordine, il centrocampo ha sacrificato energie preziose e l’intero collettivo ha dimostrato di saper soffrire insieme. Questo pareggio rappresenta un punto d’oro, non solo per la classifica, ma soprattutto per il morale e la consapevolezza del gruppo.
La prova di carattere del gruppo rossoblù
Il tabellino racconta di una partita intensa, ricca di duelli e di ammonizioni, ma ciò che emerge davvero è lo spirito del Ferrandina. Giocatori come Galiano, Sepe, Mastromarino e Calabria hanno incarnato alla perfezione l’anima della squadra, mentre chi è subentrato dalla panchina ha garantito freschezza e ordine nei momenti più delicati.
Giocare in dieci uomini contro una formazione come la Fidelis Andria non è semplice, soprattutto in un campionato equilibrato come la Serie D. Eppure il Ferrandina ha dimostrato di avere un’identità chiara, basata su compattezza, disciplina tattica e spirito di sacrificio. Sono queste le qualità che spesso fanno la differenza nel lungo periodo e che permettono di affrontare anche le sfide più complicate senza perdere equilibrio.
Ferrandina e la gestione del progetto societario
Accanto al campo, il Ferrandina 17890 continua a lavorare anche sul piano organizzativo. In questi giorni la società ha comunicato l’interruzione del rapporto con Salvatore Novelli, collaboratore arrivato in estate per supportare la squadra Juniores nel ruolo di Club Manager. Una decisione che rientra nella naturale evoluzione di un progetto sportivo e che è stata accompagnata da parole di stima e riconoscenza.
Novelli ha portato al Ferrandina un bagaglio di esperienza importante, maturato in realtà come Rotonda, Enna, Cattolica e Atletico Terme Fiuggi, contribuendo alla crescita del settore giovanile. La società ha voluto ringraziarlo pubblicamente per l’impegno e la professionalità dimostrati, confermando l’attenzione verso il lavoro svolto dietro le quinte, spesso meno visibile ma fondamentale per la solidità di un club.
La Serie D come banco di prova continuo
Il percorso del Ferrandina si inserisce in un contesto competitivo estremamente complesso come quello della Serie D, un campionato che rappresenta il quarto livello del calcio italiano e che coinvolge realtà ambiziose da tutta la penisola. La Serie D è un vero laboratorio di calcio, dove convivono giovani talenti, giocatori esperti e progetti societari molto diversi tra loro.
In questo scenario, il Ferrandina sta dimostrando di poter dire la sua, grazie a una gestione attenta e a una squadra costruita con criterio. Il club lucano si muove in questa cornice con serietà e visione, cercando di valorizzare ogni risorsa a disposizione.
Il valore dei singoli all’interno del collettivo
Uno degli aspetti più interessanti del Ferrandina è la capacità di esaltare i singoli all’interno di un progetto collettivo. Giocatori come Calabria e Terrana, arrivati nel mercato invernale, hanno già iniziato a integrarsi, mentre l’arrivo di Lautaro Pizzo aggiunge ulteriore profondità e competitività al reparto difensivo.
In un campionato lungo, dove gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, avere una rosa ampia e affidabile diventa determinante. Il Ferrandina sembra averlo capito, intervenendo con intelligenza e senza stravolgere gli equilibri.
Lo sguardo verso la prossima sfida
Il pareggio contro la Fidelis Andria ha rafforzato le certezze del Ferrandina, ma il calendario non concede pause. Il prossimo impegno vedrà i rossoblù affrontare l’Acerrana l’11 gennaio alle ore 15, una sfida che si preannuncia delicata e importante per dare continuità ai risultati.
Ogni partita, a questo punto della stagione, assume un peso specifico notevole. Il Ferrandina dovrà farsi trovare pronto, sfruttando il momento positivo e l’entusiasmo generato dall’ultimo risultato. La Serie D è un campionato in cui la differenza tra le squadre è spesso minima, e la capacità di mantenere concentrazione e intensità può determinare l’esito di un’intera stagione.
Ferrandina, una squadra che rappresenta un territorio
Il Ferrandina non è solo una realtà sportiva, ma un simbolo per il territorio lucano. Il calcio diventa veicolo di identità, orgoglio e appartenenza, soprattutto in contesti in cui lo sport rappresenta un punto di riferimento sociale.
In questo senso, il Ferrandina 17890 svolge un ruolo fondamentale, coinvolgendo tifosi, famiglie e giovani in un progetto che va oltre il risultato del campo. Ogni partita al Santa Maria diventa un momento di condivisione, un’occasione per rafforzare il legame tra squadra e città.
Una stagione ancora tutta da scrivere
La stagione del Ferrandina è lontana dall’essere decisa. Il cammino è lungo, le difficoltà non mancheranno e ogni scelta, dentro e fuori dal campo, potrà incidere sul risultato finale. Tuttavia, i segnali lanciati in questo avvio di 2026 sono incoraggianti. Il mercato ha portato innesti mirati, il pareggio contro una big ha rafforzato l’autostima del gruppo e la società continua a lavorare con serietà e chiarezza.
Ferrandina resta così una delle realtà più interessanti del panorama dilettantistico, capace di coniugare ambizione e identità. Il futuro si costruisce giorno dopo giorno, partita dopo partita, con la consapevolezza che solo attraverso il lavoro e il sacrificio si possono raggiungere traguardi importanti. Il cammino continua, e Ferrandina è pronta a viverlo fino in fondo.



