Ferentino vive un momento che resterà scolpito nella memoria di tutto il suo popolo sportivo. Occhi lucidi, voce tremante, emozioni forti: sono queste le immagini che ancora risuonano nella mente dei tifosi granata dopo la semifinale di ritorno di Coppa Italia di Eccellenza 2025/2026.
Ferentino trionfa: emozione e cuore verso la grande finale
Al Comunale di Ferentino, davanti a una folla entusiasta, i padroni di casa hanno conquistato con il cuore e con l’anima l’accesso all’ultimo atto della competizione, grazie al gol decisivo di Cardinali al 53’. Un gol che ha regalato ai ciociari una finale che mancava da oltre vent’anni e che oggi infiamma la città e tutta la tifoseria.
Il match contro la Monti Prenestini non è stato solo una partita, ma una vera e propria battaglia sportiva, carica di tensione, confronti, occasioni e momenti di grande emozione. Ne è uscito un racconto di orgoglio locale, di sacrificio collettivo e di appartenenza, un evento che ha consacrato il Ferentino come protagonista assoluto della storia recente della Coppa.
Ferentino, il contesto della semifinale: equilibrio e attesa
La sfida di ritorno tra Ferentino e Monti Prenestini si è giocata con una posta in palio enorme. Dopo lo 0‑0 dell’andata, entrambe le formazioni avevano capito che qualsiasi errore avrebbe potuto pesare come un macigno. Il Ferentino, guidato da mister Cristiano Di Loreto, ha saputo interpretare la gara con pazienza e con il ritmo giusto, cercando di costruire gioco senza esporsi troppo ai pericoli. La Monti Prenestini, dal canto suo, ha mostrato grande fisicità e determinazione, tentando di imporre il proprio gioco e di sfruttare ogni opportunità per ribaltare il risultato.
In avvio di partita, al 10’, è stato proprio il Ferentino a farsi vedere per la prima volta in avanti con Simone Madonna, la cui conclusione di pochissimo non ha centrato lo specchio della porta. È stato un segnale, il primo di una squadra che non avrebbe mollato un centimetro di campo.
Un primo tempo di equilibrio tattico
La fase centrale del primo tempo ha raccontato di un Ferentino propositivo ma attento, con Navarra che al 20’ ha impegnato il portiere Marciano con un destro a giro che è stato deviato in calcio d’angolo. Al 29’ ancora i locali si sono resi pericolosi con Arduini, il cui sinistro da fuori area è terminato sul fondo. Poco dopo, ancora un tentativo di Navarra ha accelerato i battiti dei tifosi, ma la palla è finita alta sopra la traversa.
La parte finale del primo tempo ha visto la Monti Prenestini rispondere con una grande parata di Marciano su un missile di Mariniello, evitando lo svantaggio. Così si è chiusa una prima frazione in cui l’equilibrio tattico e la tensione agonistica hanno dominato la scena, con poche vere occasioni da gol ma con un clima di attesa palpabile in ogni zona dello stadio.
Il gol che accende Ferentino: Cardinali fa esplodere lo stadio
L’inizio del secondo tempo ha cambiato completamente l’inerzia del match. Dopo sette minuti dall’inizio della ripresa, è arrivato il momento che tutti aspettavano. Su un calcio d’angolo, il bomber e capitano del Ferentino, Cardinali, ha anticipato tutti con un colpo di testa perfetto, mandando la palla alle spalle di Marciano e facendo esplodere di gioia il Comunale. Il 53’ è entrato subito nei cuori dei tifosi granata, perché ha segnato non solo un vantaggio temporaneo, ma un passo decisivo verso la storia.
Quel gol non è stato un episodio casuale. È il frutto della determinazione di una squadra che ha saputo interpretare meglio dei rivali i momenti chiave della partita, sfruttando la compattezza difensiva e la qualità nelle situazioni da palla inattiva. Cardinali, con la sua esperienza e il suo fiuto per il gol, ha vissuto una notte magica, confermando quanto sia determinante in questa formazione.
La reazione della Monti Prenestini e le proteste
La Monti Prenestini non è rimasta a guardare. Al minuto 11, una punizione di Cosimi ha costretto Cardoso a una parata attenta, dimostrando che la squadra di mister Cangiano non aveva alcuna intenzione di arrendersi. Anche se il Ferentino ha continuato a farsi vedere in avanti con un’altra incursione pericolosa di Cardinali al 16’, l’equilibrio tattico continuava a regnare sovrano.
Al 21’ è arrivato uno dei momenti più clamorosi della gara: un contropiede perfetto ha portato la palla sui piedi di Arduini, il cui tiro da posizione favorevole non è stato trasformato in gol. Pochi minuti dopo, al 25’, mister Cangiano ha effettuato un triplo cambio per cercare di dare nuova linfa alla propria squadra.
Intorno al 35’ della ripresa sono scoppiate le proteste della Monti Prenestini per un episodio dubbio in area granata, con l’arbitro Giovanni Balsamo di Tivoli che non ha concesso il calcio di rigore per un presunto fallo di Rugghia su Andradegiraldo. Le proteste si sono fatte accese, culminate con l’espulsione per doppia ammonizione dello stesso mister Cangiano e del suo vice, creando tensione e nervosismo in campo.
L’ultimo assalto e la gestione del finale
Gli ultimi minuti di gara sono stati intensi e ricchi di episodi controversi. Al recupero, nei sette minuti concessi, un possibile tocco di mano in area del Ferentino, sul quale l’arbitro non è intervenuto, ha fatto esplodere nuovamente le proteste della Monti Prenestini. Nonostante queste fasi concitate, il Ferentino ha saputo mantenere il controllo, gestire la situazione con lucidità e portare a casa un successo tanto meritato quanto emozionante.
Il triplice fischio finale ha liberato il silenzio carico di tensione e l’ha trasformato in un boato di gioia: i giocatori granata, lo staff tecnico e la tifoseria si sono abbracciati, consapevoli di aver scritto una pagina indimenticabile della storia del club.
La gioia di Ferentino e la consacrazione del gruppo
Quando un risultato sportivo porta con sé una carica emotiva così forte, si capisce che non si è trattato semplicemente di una vittoria. Per il Ferentino, questa semifinale di Coppa Italia Eccellenza 2025/2026 rappresenta molto di più: è la testimonianza di un progetto, di una squadra costruita con pazienza, carattere e un’identità ben definita.
Il tecnico Cristiano Di Loreto ha guidato i suoi ragazzi con saggezza, credendo sempre nelle proprie qualità. La formazione che ha sceso in campo racconta di uomini pronti a lottare, pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro, uomini con il coraggio di una città intera sulle spalle.
La finale al Del Bianco di Anagni: un sogno che si avvera
Ora il Ferentino si prepara a vivere l’ultimo atto della competizione: la finale di Coppa Italia di Eccellenza, in programma mercoledì 28 gennaio al Del Bianco di Anagni, contro la Boreale, squadra che ha eliminato in semifinale il Certosa. Sarà un’altra grande prova di carattere, dove la concentrazione, la determinazione e lo spirito di sacrificio dovranno rimanere al massimo livello.
Giocare una finale di Coppa Italia è un evento che resterà nei ricordi dei giocatori, dello staff e dei tifosi. È il coronamento di una stagione di sacrifici, di allenamenti, di momenti difficili e di grandi emozioni. Per i granata, è l’occasione di entrare ulteriormente nella storia del calcio dilettantistico italiano.
L’importanza della Coppa Italia Eccellenza
La Coppa Italia di Eccellenza, competizione che mette in palio non solo il prestigio di un trofeo ma anche la possibilità di confrontarsi con squadre di alto livello, è una vetrina importante per club e giocatori. Regolata sotto l’egida della Lega Nazionale Dilettanti e della FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio, questa competizione offre a molte realtà regionali l’opportunità di scrivere pagine memorabili.
Nel contesto di club come il Ferentino, che ogni domenica lottano nei rispettivi campionati con dedizione e passione, arrivare in fondo a un torneo come questo significa rappresentare la propria città, i propri tifosi e un intero movimento sportivo con orgoglio.
Il significato per la città di Ferentino
Ferentino, città con una storia millenaria, ha nel calcio un aspetto forte della sua identità contemporanea. Il legame tra la squadra e la comunità è profondo, fatto di condivisione di emozioni, orgoglio locale e momenti di festa collettiva. Una finale nazionale di Coppa Italia di Eccellenza è un evento che coinvolge tutti: famiglie, giovani, ex giocatori, tifosi e semplici appassionati.
Una competizione come questa ha il potere di unire, di accendere la speranza e di creare un senso di appartenenza che va oltre i risultati sportivi. Per i cittadini di Ferentino, vedere la propria squadra protagonista di un’impresa storica è motivo di orgoglio e fonte di entusiasmo contagioso.
Prepararsi alla sfida definitiva
La preparazione alla finale sarà un momento cruciale per il Ferentino. Mister Di Loreto e il suo staff tecnico dovranno lavorare con cura su ogni dettaglio, mantenendo alta la concentrazione e sfruttando al massimo le qualità del gruppo. La tifoseria, nel frattempo, continuerà a sostenere i propri beniamini con passione, pronta a riempire il Del Bianco di Anagni e a spingere i granata verso il traguardo finale.
Ferentino trionfa con cuore e determinazione
La storia della semifinale con la Monti Prenestini rimarrà una delle pagine più intense della stagione della Fidelis Andria, ma soprattutto della storia recente del Ferentino. È la dimostrazione che il calcio, anche ai livelli dilettantistici, può regalare emozioni profonde, imprese memorabili e momenti di grande significato umano. Cardinali, con il suo gol, ha scritto un capitolo fondamentale, ma è stata l’intera squadra a meritare questo successo con cuore, determinazione e identità.
La strada verso la finale di Coppa Italia Eccellenza è ora aperta e Ferentino, con orgoglio e sogni nel cuore, è pronto a giocarsi il titolo davanti a tutta l’Italia del calcio dilettantistico. Una città, una squadra, un sogno da inseguire fino all’ultimo minuto.



