Le designazioni del Girone F di Serie D significano una cosa sola: la settimana entra nella sua fase più intensa, quella in cui l’attesa si trasforma in dettagli, nomi, incastri. Perché nel calcio di provincia, quello vero, le designazioni arbitrali non sono un semplice passaggio burocratico: sono parte del racconto. Sono il preludio di una domenica che si scrive sul campo, tra stadi pieni di identità, rivalità che durano da generazioni e punti che pesano come macigni.
La Serie D, del resto, è un campionato in cui gli episodi pesano tantissimo. Un contatto in area, un fuorigioco millimetrico, un cartellino che cambia l’inerzia: basta poco per indirizzare una partita. Ed è proprio per questo che le designazioni diventano un elemento di racconto, una parte della vigilia. Non si tratta di sospetti o dietrologie: si tratta di rispetto per il ruolo della terna e per la sua centralità in un torneo dove ogni punto può cambiare prospettiva.
In questo articolo sulla Serie D entriamo nel dettaglio delle designazioni del Girone F, gara per gara, cercando di restituire il clima e il significato delle sfide senza trasformare il testo in un semplice elenco senz’anima. Perché in Serie D ogni domenica ha un sapore diverso, e ogni partita ha bisogno della sua cornice.
Ancona–Atletico Ascoli: la Serie D chiede personalità
Quando si parla di Serie D e Girone F, Ancona contro Atletico Ascoli è una sfida che porta con sé aspettative e pressione. Non è mai una partita banale, perché ci sono piazze che vivono di calcio e che trasformano ogni novanta minuti in una questione di orgoglio.
La designazione assegna la direzione di gara a Flavio Barbetti di Arezzo. Con lui ci saranno Riccardo Liotta di San Donà di Piave come Assistente 1 e Simona Cavallari di Ravenna come Assistente 2. In un match del genere, la Serie D mostra una delle sue facce più intense: contatti, duelli, proteste potenziali, momenti in cui il controllo emotivo diventa parte della prestazione. Una terna chiamata a essere presente, a leggere subito la temperatura e a dare un metro chiaro fin dai primi minuti.
Termoli–Recanatese: in Serie D spesso decide un dettaglio
Calcio Termoli 1920 contro Recanatese è il tipo di gara che racconta bene cos’è la Serie D: equilibrio, densità, partita che può restare in bilico fino all’ultimo. Qui non servono grandi discorsi, basta immaginare una palla inattiva, un rimpallo, un episodio.
L’arbitro designato è Tommaso Cifra di Latina, con Samuele Michele Scellato di Prato Assistente 1 e Matteo Particelli di Carrara Assistente 2. In sfide così, la Serie D mette alla prova anche la gestione del ritmo. Se la gara diventa spezzettata, cresce la tensione. Se invece resta fluida, spesso emergono qualità e coraggio. E la terna, in questo, diventa una presenza discreta ma decisiva.
Forsempronese–Maceratese: il peso della storia nella Serie D
Forsempronese 1949 contro Maceratese 1922 non è soltanto un incrocio di calendario. È una di quelle partite che, in Serie D, si alimentano anche della memoria: rivalità, trasferte, incroci passati, racconti che tornano ogni volta.
Arbitra Giuseppe Merlino di Pontedera. Assistente 1 Lorenzo Nannipieri di Livorno, Assistente 2 Giovanni Luti di Livorno. Quando la partita può scaldarsi, la Serie D chiede lucidità assoluta. Il compito non è solo fischiare, ma prevenire: parlare quando serve, spegnere sul nascere i principi di rissa verbale, dare un’indicazione netta su cosa è consentito e cosa no. Perché in queste gare basta poco per cambiare volto a una domenica.
Inter SM Sammaurose–Chieti: la Serie D è anche gestione mentale
Inter SM Sammaurose contro Chieti è una sfida che vive spesso di fasi, di momenti in cui una squadra prova a prendere il comando e l’altra si difende con ordine aspettando l’occasione. Nella Serie D, in partite così, la concentrazione diventa un valore.
L’arbitro è Alessandro Gervasi di Cosenza, con Francesco Paolo Graziano di Paola Assistente 1 e Raffaele Trapasso di Vibo Valentia Assistente 2. Terna chiamata a leggere i contrasti e a non perdere mai il filo, soprattutto quando il match entra nella sua parte più nervosa. In Serie D, infatti, gli ultimi venti minuti spesso valgono più dei primi settanta: perché la stanchezza amplifica tutto, anche la frustrazione.
L’Aquila–Castelfidardo: in Serie D le aree sono mondi a parte
L’Aquila contro Castelfidardo è una gara che può decidersi dentro le aree, tra mischie, cross e seconde palle. In Serie D, i calci piazzati sono spesso armi decisive, e proprio sui piazzati serve la massima attenzione: trattenute, spinte, blocchi al limite.
Arbitra Gaetano Alessio Bonasera di Enna. Assistente 1 Valerio Fatati di Latina, Assistente 2 Filippo Ferretti di Pistoia. La Serie D, in questi casi, chiede alla terna una lettura precisa dei dettagli, perché basta un episodio in area per trasformare la partita in una lunga discussione. E l’unico modo per evitarlo è un metro coerente, riconoscibile, costante.
Notaresco–UniPomezia: la Serie D non perdona i blackout
Notaresco contro UniPomezia è una partita in cui il margine d’errore è ridotto. In Serie D, le gare così sono spesso più tese che spettacolari: si sente il peso dei punti, la paura di scoprire il fianco, la volontà di non concedere nulla.
L’arbitro designato è Piernicola Giorgino di Milano. Assistente 1 Vincenzo Pone di Nola, Assistente 2 Michele Freda di Avellino. Una terna costruita con provenienze diverse, ma con lo stesso obiettivo: garantire una conduzione pulita. In Serie D, quando i duelli diventano ripetuti, serve capire in fretta dove sta il confine tra aggressività e fallosità, perché lì dentro si decidono le partite.
Ostia Mare–San Marino: Serie D significa ritmo e transizioni
Ostia Mare contro San Marino può trasformarsi in una gara di transizioni, di cambi di campo, di ritmo che sale e scende. La Serie D, quando si gioca così, richiede attenzione continua: perché basta un secondo di ritardo per perdere un fuorigioco, una rimessa, un contatto.
Arbitra Stefano Selva di Alghero. Assistente 1 Mario Scala di Castellammare di Stabia, Assistente 2 Alessio Reitano di Acireale. Qui la partita potrebbe chiedere molto alla collaborazione tra arbitro e assistenti, soprattutto sulle situazioni laterali e sulle ripartenze. In Serie D l’azione si ribalta spesso, e l’occhio deve restare sempre acceso.
Sora–Vigor Senigallia: la Serie D dei duelli veri
Sora contro Vigor Senigallia è la classica gara da Serie D in cui contano le seconde palle, la fisicità, la capacità di reggere l’urto. Il match può diventare duro, spezzato, nervoso, e allora la terna è chiamata a evitare che la partita scivoli fuori dal calcio.
Arbitro designato Duccio Mancini di Pistoia. Assistente 1 Giovanni Fiordi di Gubbio, Assistente 2 Gianluca Innocenzi di Foligno. In una sfida così, la Serie D chiede equilibrio: fischiare il necessario senza togliere intensità, mantenere coerenza senza cadere nel protagonismo. È un’arte difficile, ed è spesso lì che si vede la qualità di una conduzione.
Teramo–Giulianova: la Serie D che accende l’ambiente
Teramo contro Giulianova è una di quelle partite che, in Serie D, sembrano vivere già prima del calcio d’inizio. L’aria cambia, lo stadio pesa, la posta emotiva sale. Sono sfide che chiedono al direttore di gara una presenza forte, perché le proteste possono arrivare anche per un semplice fallo laterale.
Arbitra Michele Buzzone di Enna. Assistente 1 Marco Infante di Battipaglia, Assistente 2 Simone Colella di Imperia. In una gara così, la Serie D diventa teatro: non nel senso negativo, ma nel senso pieno del termine, quello in cui ogni scelta viene osservata, commentata, pesata. E proprio per questo serve chiarezza, dialogo e capacità di gestire i momenti caldi.
Serie D: tutte le designazioni del Girone F, gara per gara
Serie D, nel Girone F, mette in campo queste terne arbitrali: Ancona–Atletico Ascoli diretta da Flavio Barbetti con Riccardo Liotta e Simona Cavallari; Termoli–Recanatese con Tommaso Cifra insieme a Samuele Michele Scellato e Matteo Particelli; Forsempronese–Maceratese affidata a Giuseppe Merlino con Lorenzo Nannipieri e Giovanni Luti; Inter SM Sammaurose–Chieti diretta da Alessandro Gervasi con Francesco Paolo Graziano e Raffaele Trapasso; L’Aquila–Castelfidardo con Gaetano Alessio Bonasera assistito da Valerio Fatati e Filippo Ferretti; Notaresco–UniPomezia con Piernicola Giorgino, Vincenzo Pone e Michele Freda; Ostia Mare–San Marino con Stefano Selva, Mario Scala e Alessio Reitano; Sora–Vigor Senigallia con Duccio Mancini, Giovanni Fiordi e Gianluca Innocenzi; Teramo–Giulianova con Michele Buzzone, Marco Infante e Simone Colella.
Serie D, Girone F e l’attesa che vale già metà partita
La bellezza della Serie D sta anche qui: la vigilia non è mai vuota. Ogni notizia è un tassello, ogni dettaglio alimenta il racconto. Le designazioni arbitrali, nel Girone F, sono un modo per entrare dentro la domenica con più consapevolezza, per capire che tipo di partita ci aspetta, dove possono nascere gli episodi e quanto sarà importante la gestione dei momenti.
Poi, certo, parlerà il campo. Ma la Serie D è proprio questo: un campionato che non vive solo dei novanta minuti, ma di tutto ciò che li circonda. Della settimana, delle attese, dei viaggi, delle scelte. E quando arriva il fischio d’inizio, ogni nome letto in queste designazioni smette di essere un’informazione e diventa parte della storia che sta per cominciare.



