L’aria che si respira nel calcio dilettantistico dell’isola è quella delle grandi occasioni. L’Eccellenza siciliana non è mai stata soltanto un campionato regionale, ma un vero e proprio laboratorio di passioni, rivalità e sogni che si intrecciano tra città, tifoserie e società storiche del panorama calcistico isolano. La stagione 2025/26 si avvicina al suo momento simbolico più atteso: la Supercoppa regionale, appuntamento che mette di fronte le vincenti dei gironi A e B in una sfida che vale molto più di un semplice trofeo.
Quest’anno il destino ha scritto una trama affascinante. Da una parte il Licata, protagonista del girone A, dall’altra il Modica, dominatore del girone B. Due percorsi diversi, due identità calcistiche forti, due città che vivono di calcio e che ora si ritrovano a un passo dalla gloria.
Il comunicato della LND Sicilia e la nuova data ufficiale
La macchina organizzativa si è messa in moto con precisione, ma anche con qualche cambiamento di programma. Con il comunicato ufficiale n. 520, la LND Sicilia ha infatti reso noto una modifica rispetto a quanto precedentemente stabilito nel mese di febbraio. Un aggiornamento che ha ridefinito tempi e attese, portando tutti gli appassionati a segnarsi una nuova data in rosso sul calendario.
La finale della Supercoppa dell’Eccellenza siciliana, inizialmente prevista secondo un altro assetto organizzativo, è stata ufficialmente fissata per sabato 2 maggio. Una scelta che concentra ancora di più l’attenzione su un evento già carico di significato sportivo e simbolico.
Non si tratta soltanto di una partita, ma di un vero e proprio crocevia stagionale che chiude idealmente il percorso delle due squadre più continue dei rispettivi gironi.
Licata e Modica: due percorsi, un solo destino
Il Licata ha conquistato il girone A con una continuità impressionante, costruendo la propria stagione su una solidità difensiva e una capacità di colpire nei momenti decisivi. La squadra gialloblù ha saputo trasformare il proprio stadio in una fortezza, alimentando entusiasmo e convinzione partita dopo partita. Nel contesto dell’Eccellenza siciliana, il loro cammino è stato una dimostrazione di maturità e organizzazione.
Dall’altra parte il Modica ha dominato il girone B con un’identità offensiva chiara e riconoscibile. La squadra rossoblù ha fatto della qualità tecnica e della velocità nelle transizioni il proprio marchio di fabbrica, imponendosi come una delle realtà più spettacolari del torneo. Il loro percorso racconta una stagione vissuta sempre all’attacco, con la voglia di lasciare il segno.
Quando due percorsi così diversi si incrociano, il risultato è una finale imprevedibile, aperta a ogni scenario e destinata a restare nella memoria.
Il Trofeo Bino Abisso: un omaggio alla memoria
La Supercoppa 2025/26 dell’Eccellenza siciliana non assegnerà soltanto un titolo sportivo, ma anche un riconoscimento dal forte valore umano e simbolico. La competizione, infatti, mette in palio la seconda edizione del Trofeo dedicato al compianto dirigente Bino Abisso, figura storica e profondamente legata al calcio dilettantistico siciliano.
Ricordare Bino Abisso attraverso una finale così importante significa dare continuità a una passione che va oltre il campo da gioco. È un modo per unire presente e memoria, risultati sportivi e valori umani, in una cornice che rappresenta perfettamente lo spirito autentico dell’Eccellenza siciliana.
Ogni pallone che rotolerà in campo sarà anche un tributo alla sua eredità sportiva, un segno di rispetto che attraversa generazioni di dirigenti, calciatori e tifosi.
Il teatro della finale: il Pontelongo di Niscemi
La sfida si giocherà al Pontelongo di Niscemi, impianto scelto come cornice ufficiale dell’evento. Uno stadio che, pur nella sua dimensione territoriale, ha spesso ospitato appuntamenti di rilievo, diventando punto di riferimento per il calcio regionale.
In occasione della finale dell’Eccellenza siciliana, il Pontelongo si trasformerà in un palcoscenico carico di energia. Il fischio d’inizio è fissato per le ore 16:00 di sabato 2 maggio, un orario che accompagnerà tifosi e addetti ai lavori verso un pomeriggio di grande intensità sportiva.
L’atmosfera attesa è quella delle grandi occasioni: tifoserie pronte a sostenere le proprie squadre, colori, cori e una tensione agonistica che sarà palpabile fin dal riscaldamento.
Una finale che racconta il calcio siciliano
La Supercoppa dell’Eccellenza siciliana non è mai una partita come le altre. È un punto d’incontro tra storie diverse, tra province che vivono il calcio come identità culturale prima ancora che sportiva. Licata e Modica arrivano a questo appuntamento con la consapevolezza di aver già compiuto un percorso importante, ma anche con la voglia di chiudere la stagione con un trofeo che può cambiare la percezione di un’intera annata.
Il calcio dilettantistico siciliano, in questo contesto, dimostra ancora una volta la sua vitalità. Nonostante le difficoltà strutturali e le differenze economiche rispetto ai livelli superiori, l’Eccellenza siciliana continua a produrre storie autentiche, rivalità sentite e partite che non hanno nulla da invidiare al calcio professionistico in termini di emozione.
Attesa, tensione e promessa di spettacolo
Avvicinandosi alla data del 2 maggio, cresce inevitabilmente l’attesa. Le due squadre stanno preparando ogni dettaglio, consapevoli che in una finale ogni particolare può fare la differenza. La gestione della pressione, la capacità di leggere i momenti della partita e la lucidità sotto porta saranno elementi decisivi.
Ma oltre l’aspetto tecnico, ciò che rende speciale questa sfida è la sua cornice emotiva. L’Eccellenza siciliana vive di queste partite, di questi incroci che trasformano una stagione intera in novanta minuti più recupero.
Un appuntamento che segna la stagione
Quando l’arbitro fischierà l’inizio della gara al Pontelongo di Niscemi, non sarà soltanto una finale a prendere vita, ma un intero percorso calcistico che si condensa in un’unica sfida. Licata e Modica si giocheranno molto più di una coppa: si giocheranno l’onore di chiudere la stagione da protagonisti assoluti dell’Eccellenza siciliana.
E come spesso accade nel calcio, sarà il campo a scrivere l’ultima parola. Una parola che, comunque vada, entrerà a far parte della storia recente del calcio dilettantistico dell’isola.



