Eccellenza, sì, ma soltanto nella denominazione del campionato. Perché quando nello stesso orizzonte si muovono SPAL, Chieti, Messina e Taranto, il racconto supera presto i confini del calcio regionale. Entrano in scena stadi che hanno conosciuto il professionismo, tifoserie abituate a ben altri palcoscenici e città che non considerano questa categoria un punto d’arrivo. È il fotogramma più intenso dell’estate: quattro nobili del pallone italiano, quattro strade diverse e un’identica fame di riscatto.
La nuova stagione di Eccellenza si avvicina così tra amichevoli, trattative, cambi societari e battaglie amministrative. Ogni club porta con sé una storia particolare. A Ferrara si lavora sui dettagli di una squadra già competitiva. A Chieti prende forma un nuovo corso. A Messina la proprietà difende le proprie ragioni e progetta fondamenta più solide. A Taranto, invece, il mercato può regalare esperienza e personalità alla mediana.
Eccellenza, la SPAL cresce ma Parlato chiede di più
La SPAL ha conquistato contro il Copparo la terza vittoria consecutiva del precampionato. A decidere il test è stato un rigore trasformato da Federico Alonzi, ma il risultato non ha nascosto le difficoltà di una serata segnata dai carichi di lavoro e dal caldo. Carmine Parlato non ha cercato scorciatoie nell’analisi: la sua squadra ha giocato a ritmi bassi, ha commesso diversi errori e non ha offerto una prestazione brillante.
Il tecnico, tuttavia, ha anche individuato ciò che conta davvero in questa fase. Ha distribuito minutaggio, osservato le possibili gerarchie e verificato la risposta atletica del gruppo. L’esordio di Aliu, impiegato per quarantacinque minuti, ha aggiunto un altro elemento alle valutazioni. Il nuovo arrivato deve ancora migliorare la condizione, ma ha già mostrato spunti interessanti.
Sul mercato, Parlato ha scelto parole misurate ma significative: alla rosa manca ancora “qualcosina”, anche se si tratta soprattutto di dettagli da discutere con la società. È il linguaggio di chi sa che l’Eccellenza non perdona approssimazioni. La SPAL appare già avanti, però l’ultimo ritocco potrebbe fare la differenza tra una buona squadra e una formazione costruita per comandare l’Eccellenza.
Chieti, il nuovo corso parte dallo stadio Angelini
A Chieti l’estate ha il sapore di una vera ripartenza. Un incontro societario decisivo ha aperto la strada al cambio al vertice, mentre la squadra è stata convocata allo stadio Angelini per il primo raduno, fissato giovedì 13 agosto alle 15:30. È un appuntamento che vale molto più di un semplice allenamento: rappresenta il primo contatto tra la città e il progetto chiamato a guidare il club nella prossima Eccellenza.
In panchina ci sarà Roberto Vagnoni, reduce dall’esperienza al Notaresco. Il ruolo di direttore generale è stato invece affidato a Stefano Giammarioli, dirigente con un curriculum costruito anche nei professionisti. Nel suo percorso spiccano la promozione in Serie B con il Gubbio e l’esperienza maturata nella cavalcata della Cremonese verso il campionato cadetto, oltre ai successivi incarichi con Grosseto e Rimini.
Giammarioli porta competenza, ma anche una visione che guarda oltre la prima squadra. Il settore giovanile sarà uno dei cardini del nuovo Chieti. Il dirigente, nel corso della carriera, ha contribuito al lancio di talenti come Castrovilli, Scamacca e Mario Rui. Per una società che vuole rialzarsi in Eccellenza, investire sui ragazzi non è un dettaglio: è il modo più concreto per costruire identità, continuità e futuro.
Messina, Davis non si arrende dopo il mancato ripescaggio
Se Chieti riparte dal campo, a Messina la sfida si gioca anche negli uffici. Il presidente Justin Davis ha espresso amarezza per la mancata ammissione alla categoria superiore e ha confermato che il club sta valutando un ricorso. La società ritiene di avere presentato osservazioni formali e documentate sulla graduatoria, contestando in particolare il computo delle stagioni in Lega Pro e i punteggi collegati al calcio femminile.
La battaglia amministrativa, però, è soltanto una parte del progetto. Davis vuole trasformare il Messina in una società radicata nella città e capace di durare. La nuova proprietà sta completando la struttura amministrativa, lavorando per il riconoscimento FIGC-SGS del settore giovanile e consolidando la sezione femminile. Sul tavolo c’è anche un’Academy internazionale da sviluppare insieme all’Università di Messina e agli istituti scolastici del territorio.
È una prospettiva ambiziosa, forse meno immediata di un acquisto di mercato, ma fondamentale per restituire credibilità al club. Davis ha inoltre confermato l’interesse di potenziali investitori collegati al network Racing City Group, precisando che non esistono ancora operazioni definite. La linea è chiara: eventuali nuovi ingressi dovranno portare valore reale. Nel frattempo, il Messina prepara l’Eccellenza senza rinunciare a difendere le proprie ragioni, consapevole che ogni giornata di Eccellenza peserà sulla corsa alla rinascita.
Taranto, Angiulli può diventare il leader della mediana
Il Taranto, invece, prova ad alzare il livello attraverso il mercato. La trattativa per Federico Angiulli è in fase avanzata e restano da completare le formalità prima dell’eventuale annuncio. Mancino, classe 1992, il centrocampista rappresenta il profilo ideale per aggiungere equilibrio, dinamismo e personalità a una squadra che non può nascondere le proprie ambizioni.
Angiulli conosce il calcio vero, quello delle partite pesanti e delle piazze esigenti. Ha raccolto presenze in Serie B con Pisa, Ternana e Avellino, oltre a una lunga esperienza in Serie C con maglie importanti come quelle di Triestina, Sambenedettese, Catania, Reggiana, Benevento e Pergocrema. Nelle ultime stagioni ha giocato in Serie D con L’Aquila e Teramo.
Se l’operazione sarà completata, il Taranto inserirà nel cuore della squadra non soltanto un mediano affidabile, ma un riferimento per lo spogliatoio. In Eccellenza la qualità tecnica pesa, eppure spesso sono carattere, letture tattiche e abitudine alla pressione a spostare gli equilibri. Angiulli possiede tutte queste caratteristiche.
Quattro piazze e una sola missione: tornare in alto
SPAL, Chieti, Messina e Taranto arrivano da storie e situazioni differenti. Eppure sono unite dalla stessa urgenza: trasformare la caduta in un nuovo inizio. La SPAL rifinisce una rosa già capace di vincere tre test consecutivi. Il Chieti inaugura un assetto tecnico e dirigenziale rinnovato. Il Messina combatte sul piano amministrativo mentre allarga le basi del proprio progetto. Il Taranto cerca sul mercato uomini abituati a reggere il peso delle aspettative.
Questa è la grande contraddizione dell’Eccellenza: una categoria regionale che, nella stagione alle porte, ospita passioni, pressioni e blasone da calcio nazionale. Il nome da solo non garantisce nulla. Serviranno organizzazione, pazienza e la capacità di vincere anche le partite sporche, lontano dai riflettori. Ma una cosa è già evidente: la prossima Eccellenza avrà un fascino speciale e, quando certe maglie tornano a muoversi, il calcio italiano si ferma a guardare. Perché la rinascita può cominciare dal basso, ma l’ambizione di queste quattro città continua a puntare molto più in alto.



