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lunedì 8 Giugno 2026
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Pablo Granoche, per la panchina il Pavia pensa all’ex bomber

Pablo Granoche al Pavia potrebbe essere una delle novità più interessanti della prossima stagione di Serie D. L’ex attaccante uruguaiano, protagonista per anni tra Serie A, Serie B e Serie C, sarebbe infatti finito in cima alla lista dei desideri della società azzurra per raccogliere l’eredità di Antonio Filippini e inaugurare un nuovo ciclo tecnico dopo una stagione vissuta tra difficoltà e una salvezza conquistata soltanto attraverso i playout.

La notizia sta attirando grande attenzione negli ambienti del calcio dilettantistico lombardo. Non potrebbe essere altrimenti. Pablo Granoche rappresenta infatti uno dei nomi più affascinanti della nuova generazione di allenatori emergenti, forte di una carriera da calciatore ricca di successi e di un primo anno da tecnico che ha già lasciato intravedere qualità importanti.

Pablo Granoche al Pavia, incontro decisivo per la panchina

Il Pavia è alla ricerca del profilo giusto per rilanciare le proprie ambizioni. Dopo l’addio ad Antonio Filippini, protagonista della salvezza ottenuta grazie alla vittoria nei playout contro il Breno, la dirigenza si è messa al lavoro per individuare l’allenatore capace di guidare la squadra verso obiettivi più prestigiosi.

Secondo le indiscrezioni delle ultime ore, Pablo Granoche al Pavia sarebbe molto più di una semplice suggestione. Il tecnico uruguaiano sarebbe stato individuato come prima scelta dal direttore sportivo Mirko Raso, impegnato nella costruzione del nuovo progetto sportivo dei blues.

Le parti avrebbero programmato un colloquio che potrebbe rivelarsi decisivo per definire il futuro della panchina azzurra. Un incontro atteso con grande interesse, destinato a chiarire programmi, ambizioni e prospettive di una collaborazione che potrebbe rappresentare una svolta significativa per entrambe le parti.

Dall’Uruguay all’Italia: la carriera di un bomber vincente

Prima di parlare di Pablo Granoche al Pavia, è impossibile non ripercorrere il cammino di un attaccante che ha lasciato il segno nel calcio italiano.

Nato a Montevideo nel 1983, Granoche arriva in Italia grazie alla Triestina, che lo preleva dal Coatzacoalcos quando non ha ancora compiuto 24 anni. Da quel momento inizia un lungo percorso che lo porta a diventare uno degli attaccanti più apprezzati delle categorie professionistiche.

La maglia con cui viene maggiormente identificato è senza dubbio quella del ChievoVerona, dove costruisce un legame speciale con tifosi e ambiente. Nel corso della sua carriera veste inoltre le casacche di Modena, Novara, Varese, Cesena, Padova e Vigasio.

I numeri parlano da soli. Granoche conquista il titolo di capocannoniere della Serie B nella stagione 2014-2015 con 19 reti e si ripete qualche anno più tardi in Serie C, chiudendo il campionato 2018-2019 con 17 gol all’attivo. Due riconoscimenti che certificano il valore di un centravanti capace di essere decisivo in ogni categoria.

L’esperienza alla Clivense e la crescita da allenatore

Conclusa la carriera da calciatore nel 2022, Pablo Granoche sceglie di non allontanarsi dal campo. Inizia così il proprio percorso tecnico entrando nello staff della Clivense, la società fondata dall’amico ed ex compagno Sergio Pellissier.

Accanto a Riccardo Allegretti vive un’esperienza formativa importante, partecipando alla crescita del club veronese e contribuendo al ritorno in Serie D della formazione che successivamente avrebbe recuperato la storica identità del Chievo.

Quegli anni rappresentano una palestra preziosa per comprendere dinamiche, metodologie e responsabilità del ruolo di allenatore. Un percorso graduale che prepara Granoche alla grande occasione da primo responsabile tecnico.

L’exploit con l’Oltrepò che ha conquistato il Pavia

La vera consacrazione arriva però nella stagione appena conclusa. Chiamato dall’Oltrepò per la sua prima esperienza da capo allenatore, Granoche sorprende addetti ai lavori e avversari.

La squadra disputa un campionato di alto livello, chiudendo al settimo posto e sfiorando una qualificazione ai playoff che, a un certo punto della stagione, sembrava persino possibile. Il bilancio finale parla di 15 vittorie e 8 pareggi, numeri che testimoniano la competitività di una formazione capace di giocarsela contro tutti.

Ancora più significativo è il fatto che l’Oltrepò abbia terminato il campionato a soli tre punti dall’ultima posizione utile per accedere agli spareggi promozione. Un risultato che assume ancora più valore considerando le aspettative iniziali e le risorse a disposizione.

Proprio questo rendimento avrebbe convinto il Pavia a puntare con decisione sull’allenatore uruguaiano. La capacità di valorizzare il gruppo, proporre un calcio efficace e ottenere risultati concreti rappresenta un biglietto da visita di grande spessore.

Perché Pablo Granoche al Pavia può essere la scelta giusta

L’eventuale approdo di Pablo Granoche al Pavia avrebbe una logica ben precisa. Il club azzurro ha bisogno di aprire una nuova fase, lasciandosi alle spalle una stagione complicata e costruendo basi solide per il futuro.

Granoche porterebbe entusiasmo, idee moderne e una forte credibilità maturata sul campo da giocatore. Inoltre conosce perfettamente le dinamiche della Serie D e ha già dimostrato di saper lavorare con gruppi giovani e motivati.

Per il tecnico uruguaiano si tratterebbe di un ulteriore salto di qualità in una carriera appena iniziata ma già promettente. Per il Pavia, invece, sarebbe la possibilità di affidarsi a un allenatore emergente capace di accendere l’entusiasmo della piazza e rilanciare le ambizioni dei blues.

Le prossime ore potrebbero risultare decisive. La voce di Pablo Granoche al Pavia continua a guadagnare quota e il confronto previsto tra le parti potrebbe avvicinare ulteriormente una soluzione che, fino a poche settimane fa, sembrava soltanto un’ipotesi. Oggi, invece, appare come una concreta possibilità destinata a influenzare il futuro della società azzurra.

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