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Serie D, Girone E: le sfide della 21ª giornata

In certe settimane la Serie D sembra quasi sussurrare, come se il campionato volesse prendersi una pausa prima di tornare a correre. Nel Girone E, invece, ci sono domeniche che non sussurrano mai: arrivano addosso con la forza di un bivio, perché ogni squadra sente che il tempo delle mezze misure sta finendo. La 21ª giornata, in programma domenica 25 gennaio 2026 alle 14:30, è una di quelle: un turno che mette sul tavolo la leadership del Grosseto 1912, la rincorsa del Tau Calcio Altopascio e la voglia di rimonta del Seravezza Pozzi, ma anche l’ansia della zona bassa, dove punti e fiducia valgono lo stesso, e spesso si confondono.

Il fascino di questo Girone E sta in una contraddizione meravigliosa. Da una parte c’è una capolista che ha preso il largo, con numeri da squadra che sa vincere e sa soffrire. Dall’altra, dietro, ci sono piazze che non possono permettersi di stare a guardare: Foligno, Prato, Terranuova Traiana, Siena, Ghiviborgo e Scandicci vivono in quella fascia in cui un filotto ti porta a sognare i playoff e una serie storta ti risucchia in un campionato parallelo, fatto di nervi e calcoli. E poi c’è la parte bassa, dove Poggibonsi e Cannara devono aggrapparsi a ogni episodio, e dove il Vivi Altotevere Sansepolcro ha bisogno di ritrovare ossigeno prima che l’inverno diventi troppo lungo.

La Serie D, a gennaio, è un campo di prova psicologico. Le gambe sono pesanti, i punti pesano ancora di più. E la 21ª giornata del Girone E promette proprio questo: partite vere, incroci che non si spiegano con la sola classifica e un pomeriggio in cui ogni risultato può cambiare il modo di guardare il campionato.

Serie D: la classifica del Girone E prima della 21ª giornata

Il Grosseto 1912 comanda con 50 punti dopo 20 partite. Sedici vittorie, due pareggi, due sconfitte: un cammino da capolista solida. I gol fatti sono 39, quelli subiti 14, differenza reti +25. Numeri che raccontano una squadra capace di incidere davanti e di proteggersi bene dietro, qualità fondamentale in Serie D quando entri nella fase in cui le partite si vincono anche “sporche”.

Alle spalle del Grosseto c’è il Tau Calcio Altopascio a 43 punti: 34 gol fatti e 15 subiti, differenza reti +19. Il Tau è la principale inseguitrice e vive una stagione da protagonista, con l’obbligo emotivo di non sbagliare. Il Seravezza Pozzi Calcio è terzo a 40 punti, con 28 gol segnati e 15 subiti, differenza reti +13: una squadra che resta pienamente dentro la corsa alta e che sa di non poter concedere regali.

Poi arriva il Foligno 1928, quarto a 36, con 34 gol fatti e 23 subiti, differenza reti +11. Il Prato è quinto a 32 e il Terranuova Traiana è sesto, sempre a 32, ma con numeri molto diversi: il Prato ha 27 gol fatti e 21 subiti, il Terranuova 16 fatti e 19 subiti. Siena è settimo a 29, Ghiviborgo VDS ottavo a 27, Scandicci 1908 nono a 26, insieme al San Donato Tavarnelle a 26. Nella zona centrale ci sono Sporting Club Trestina a 24, Orvietana e una serie di squadre a 23 come Follonica Gavorrano e Aquila Montevarchi 1902.

In basso, il Camaiore Calcio è a 20, il Vivi Altotevere Sansepolcro è a 14, il Poggibonsi a 13 e il Cannara a 11. È una classifica che non consente distrazioni: la vetta sembra avere una direzione, ma il resto del girone è ancora un labirinto.

Serie D: il programma della 21ª giornata nel Girone E

Domenica 25 gennaio 2026, alle 14:30, il Girone E propone nove partite che intrecciano alta classifica e lotta salvezza: Foligno 1928-Sporting Club Trestina, Ghiviborgo VDS-Orvietana Calcio, Grosseto 1912-Cannara, Prato-Tau Calcio Altopascio, San Donato Tavarnelle-Camaiore Calcio, Seravezza Pozzi Calcio-Aquila Montevarchi 1902, Siena-Scandicci 1908, Terranuova Traiana-Follonica Gavorrano, Vivi Altotevere Sansepolcro-Poggibonsi.

Basta leggere questi accoppiamenti per capire che non sarà una domenica tranquilla. Il Grosseto affronta l’ultima, ma proprio per questo deve evitare la trappola dell’ovvio. Il Tau va a Prato in una partita che, per storia e peso emotivo, vale più di tre punti. Seravezza e Montevarchi mettono sul campo una sfida che può incidere sul ritmo della rincorsa. Siena e Scandicci propongono un incrocio che profuma di zona playoff e di pressione da piazza importante. E in basso, Sansepolcro-Poggibonsi è una di quelle partite in cui la Serie D non concede estetica: concede soltanto necessità.

Serie D: Grosseto-Cannara, la capolista contro la trappola della certezza

Il Grosseto è primo con 50 punti e affronta il Cannara, ultimo a 11. Sembra la partita più semplice del turno, ma in Serie D le partite “semplici” sono spesso le più delicate. Perché quando il pronostico è così sbilanciato, l’unico vero avversario diventa la gestione mentale: l’idea che il gol arriverà comunque, l’istinto di voler risolvere tutto subito, il rischio di concedere un episodio che accende l’avversario.

Il Cannara ha numeri durissimi: 15 gol segnati e 37 subiti, differenza reti -22. Ma dentro quei numeri c’è anche una realtà comune nel calcio dilettantistico: le squadre in difficoltà, quando affrontano la prima, giocano la partita dell’anno. Si chiudono, si compattano, cercano di reggere e sperano nel momento giusto. È una dinamica tipica della Serie D: l’ultima non gioca per “fare bella figura”, gioca per restare viva.

Il Grosseto, però, ha dimostrato di saper dominare non solo con la qualità ma con la continuità. Se entra in campo con attenzione, se impone ritmo e se non concede speranze, può trasformare la partita in un’altra tappa della sua marcia. Ma deve evitare di concedere al Cannara la cosa più preziosa: la sensazione che “si può fare”. Perché quando una squadra ultima sente che può fare, la partita cambia pelle.

Serie D: Prato-Tau, lo scontro che può ridisegnare la rincorsa

Prato contro Tau Calcio Altopascio è una di quelle partite che in Serie D valgono più della somma dei punti. Il Tau è secondo a 43 e insegue la capolista con l’obbligo di non frenare. Il Prato è quinto a 32 e vive una stagione da squadra capace di stare in alto, ma anche costretta a difendere la propria posizione in una zona dove nessuno regala nulla.

Questo match è un test doppio. Per il Tau, perché vincere su un campo del genere significa mandare un messaggio al Grosseto: la rincorsa è viva, la pressione resta. Per il Prato, perché battere la seconda in classifica sarebbe un colpo enorme, capace di rilanciare ambizioni e di ridare slancio alla corsa playoff. In Serie D, quando una squadra “di mezzo alto” batte una big, spesso cambia passo anche nelle settimane successive, perché si convince di poter stare davvero lì.

Sulla carta, il Tau ha numeri solidi e un equilibrio che gli consente di reggere anche le partite tese. Ma il Prato può trasformare la gara in una questione di intensità, di ritmo e di gestione emotiva. È il classico match che può essere deciso da un episodio, e in queste partite l’episodio lo crea spesso chi ci crede di più nel momento in cui la partita sembra bloccata.

Serie D: Seravezza Pozzi-Montevarchi, continuità e nervi

Il Seravezza Pozzi Calcio è terzo a 40 punti e sa che ogni domenica è un esame. Non può permettersi di perdere terreno se vuole restare agganciato alle prime due. L’Aquila Montevarchi 1902, invece, è a 23 punti e vive una stagione in cui il confine tra serenità e rischio è sottilissimo. È una partita che, in Serie D, porta con sé una parola chiave: continuità.

Il Seravezza ha una struttura difensiva solida, e questo spesso fa la differenza nei mesi invernali, quando le partite si vincono anche con un gol e poi si gestiscono. Il Montevarchi, con 17 gol fatti e 27 subiti, ha numeri che raccontano difficoltà, ma proprio per questo può scegliere un piano semplice e feroce: chiudersi e colpire quando l’avversario si scopre.

Per il Seravezza, la sfida è evitare di innervosirsi. Perché quando una squadra che lotta per i primi posti incontra un avversario che pensa prima a non perdere, la partita rischia di diventare un monologo sterile. In Serie D, vincere questi match significa saper cambiare ritmo, saper trovare soluzioni senza perdere pazienza. E chi ci riesce, spesso, resta in alto fino a maggio.

Serie D: Siena-Scandicci, la pressione delle piazze

Siena e Scandicci 1908 sono due nomi che, nel Girone E, pesano anche quando la classifica sembra non raccontare tutto. Il Siena è a 29 punti, lo Scandicci a 26. Tre punti di distanza, che in Serie D equivalgono a un soffio. È una partita che può aprire scenari: il Siena può consolidare la sua posizione e avvicinarsi ulteriormente alla zona altissima; lo Scandicci può fare un salto emotivo enorme, perché vincere in una partita così ti cambia la settimana, e spesso ti cambia il mese.

Il Siena, con 21 gol fatti e 17 subiti, appare squadra equilibrata, capace di gestire. Lo Scandicci, con 23 gol fatti e 18 subiti, ha numeri simili e una struttura che gli consente di restare dentro molte partite. Ci si aspetta un match intenso, dove l’errore pesa più della giocata spettacolare. E quando l’errore pesa, spesso la partita diventa nervosa, con momenti di frenesia alternati a fasi di controllo.

In Serie D, la differenza la fa chi resta lucido quando lo stadio chiede qualcosa. Perché la pressione delle piazze è un giocatore invisibile: se la gestisci, ti spinge; se la subisci, ti blocca.

Serie D: Foligno-Trestina, la zona playoff non perdona

Il Foligno 1928 è quarto a 36 punti, e quindi è dentro la zona dove l’ambizione diventa obbligo. Non puoi limitarti a “restare lì”: devi continuare a fare punti, perché dietro ci sono squadre pronte ad approfittare di ogni passo falso. Lo Sporting Club Trestina è a 24 e vive una stagione di equilibrio: una differenza reti pari, 23 gol fatti e 23 subiti, e la sensazione di essere sempre sul confine tra serenità e rischio.

Il Foligno ha un attacco importante, 34 gol segnati, e questo gli dà la possibilità di vincere partite anche quando concedi qualcosa dietro. Ma proprio perché concede spesso, deve stare attento a non regalare ripartenze. Il Trestina, infatti, può vivere una partita “di reazione”: compattezza e poi colpo. In Serie D è una strategia frequente contro chi sta sopra.

Questa gara è un banco di prova per il Foligno: se vuole restare in zona playoff e magari avvicinarsi ulteriormente alle prime, deve trasformare la superiorità di classifica in concretezza. Per il Trestina, invece, è l’occasione di fare un risultato che vale doppio: punti e autostima.

Serie D: Ghiviborgo-Orvietana, equilibrio e bisogno di conferme

Ghiviborgo VDS è a 27 punti, Orvietana Calcio a 23. Non è un abisso, ma è abbastanza per rendere la partita una prova di maturità. Il Ghiviborgo ha un attacco discreto, 28 gol, e una difesa che concede (24 subiti), mentre l’Orvietana ha segnato 25 e ne ha subiti 26, con differenza reti negativa di un soffio. È una gara che racconta la Serie D più tipica: due squadre che cercano continuità, due squadre che sanno che il pareggio muove ma non risolve.

Qui può contare il primo episodio. Se una delle due va in vantaggio, può portare l’altra a scoprirsi, e allora la partita si apre. Se resta bloccata, diventa una sfida di nervi. E in Serie D, quando i nervi guidano, spesso la differenza la fa chi sbaglia meno, non chi crea di più.

Serie D: San Donato Tavarnelle-Camaiore, la lotta per non essere risucchiati

San Donato Tavarnelle e Camaiore Calcio si affrontano in una partita che, per la classifica, è più pesante di quanto sembri. Il San Donato è a 26, il Camaiore a 20. Sei punti in Serie D possono sembrare un cuscinetto, ma nel Girone E la zona bassa è vicina e la pressione può arrivare in fretta.

Il Camaiore, con 26 gol fatti e 35 subiti, è una squadra che vive partite spesso aperte, capace di segnare ma anche di concedere moltissimo. Questo rende la partita imprevedibile. Il San Donato, invece, ha numeri più controllati, e dovrà cercare di portare la gara su un terreno di equilibrio, evitando di trasformarla in una corrida.

Per il Camaiore, fare punti qui significa restare agganciato. Per il San Donato, vincere significa costruire una distanza di sicurezza e non entrare in quel corridoio mentale in cui inizi a guardare più dietro che avanti.

Serie D: Terranuova Traiana-Follonica Gavorrano, partita di nervi

Terranuova Traiana e Follonica Gavorrano sono in un’area della classifica dove la parola “tranquillità” non esiste davvero. Il Terranuova è a 32, il Follonica Gavorrano a 23. Ma la differenza punti non racconta tutto, perché il Terranuova ha segnato solo 16 gol: è una squadra che vince spesso di misura, che vive di controllo e di dettagli. In Serie D, quando segni poco, sei sempre sul filo. Basta un episodio contro e la partita ti scivola via.

Il Follonica Gavorrano ha una differenza reti negativa (-7) e subisce molto, 30 gol. Ma è anche una squadra che può trasformare la partita in una battaglia, puntando su intensità e coraggio. Qui la chiave sarà capire chi impone la propria natura: il Terranuova con il controllo, il Gavorrano con la rottura.

Serie D: Sansepolcro-Poggibonsi, una sfida che vale ossigeno

Vivi Altotevere Sansepolcro a 14 punti, Poggibonsi a 13. È uno scontro diretto in piena zona rossa, uno di quelli che in Serie D assomigliano a una finale di gennaio. Qui il tema è semplice: chi vince respira, chi perde rischia di scivolare ancora più giù. E quando sei lì sotto, recuperare non è solo un problema tecnico, è un problema psicologico.

Il Sansepolcro ha segnato 12 gol e ne ha subiti 28, differenza reti -16. Il Poggibonsi ha 17 gol fatti e 34 subiti, differenza reti -17. Numeri durissimi, ma anche una promessa: se riesci a trovare solidità, puoi cambiare il volto della stagione. In queste partite, spesso, non vince chi è più bello. Vince chi regge meglio l’ansia. Chi commette un errore in meno. Chi riesce a trasformare un episodio in un vantaggio e poi a difenderlo come fosse una coppa.

Serie D: perché la 21ª giornata può pesare come un mese

La 21ª giornata del Girone E è fatta di incroci che raccontano bene cosa sia la Serie D: un campionato in cui la classifica ti guarda negli occhi e ti chiede coerenza. Il Grosseto deve vincere senza cadere nella trappola dell’ovvio, perché il Tau e il Seravezza sono lì e non possono aspettare. Ma proprio il Tau deve affrontare una prova complicata sul campo del Prato, e questo può aprire scenari: se il Tau inciampa e il Grosseto vince, la fuga diventa più seria; se invece il Tau fa colpo grosso, allora il campionato si riaccende, e la capolista sente la pressione addosso.

Dietro, Foligno, Prato, Terranuova e Siena vivono in un equilibrio sottile: la zona playoff è una promessa, ma non è mai garantita. E in basso, Sansepolcro e Poggibonsi si giocano una fetta enorme di futuro in una sola domenica.

È questo che rende la Serie D così coinvolgente: la simultaneità delle storie. Nel Girone E, la 21ª giornata ha l’aria di un capitolo decisivo, perché gennaio non perdona. E quando un girone è così pieno di tensioni e di speranze, basta una domenica per cambiare la voce del campionato.

La Serie D, alla fine, non è solo un torneo: è un racconto collettivo. E domenica 25 gennaio 2026, nel Girone E, quel racconto promette di farsi rumoroso.

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