Quello di Serie D non è un campionato che ti aspetta. Nel Girone D questa verità diventa quasi fisica: la senti nei distacchi corti, nelle strisce di risultati che cambiano il volto di una domenica, nella pressione che sale quando la stagione entra nel punto in cui tutto pesa il doppio. Gennaio 2026, qui, non è un semplice mercato di riparazione: è un bivio. Le squadre non si limitano a correggere, provano a riscriversi. E quando accade in un girone così competitivo, i colpi diventano il linguaggio più diretto per dire al campionato chi sei e cosa vuoi essere da febbraio in poi.
La classifica, dopo 19 giornate, racconta un Girone D tirato e affamato. In vetta c’è Lentigione Calcio a 42 punti, con il Calcio Desenzano subito dietro a 40. Poco più sotto spinge la FC Pistoiese a 37, mentre Pro Sesto e Piacenza Calcio 1919 sono appaiate a 36. È una zona alta che non concede una pausa: basta un pareggio per perdere terreno, basta una vittoria per ribaltare gerarchie. Dietro si muove Cittadella Vis Modena a 32, pronta a inserirsi se davanti qualcuno rallenta. A seguire, Pro Palazzolo a 29, poi un blocco che vive tra ambizione e prudenza con Rovato Vertovese a 26, Progresso a 25 e Sangiuliano City a 25 con penalizzazione (-3). Più giù, Crema 1908 a 24, Sant’Angelo a 22, Sasso Marconi a 21, Correggese a 20, quindi la zona calda dove ogni settimana può cambiare l’aria: Imolese a 16, Trevigliese a 15, Tropical Coriano a 11, Tuttocuoio 1957 a 6.
In un contesto del genere, i colpi di gennaio non sono solo “nomi”: sono peso specifico. Alcuni rafforzano chi è già in corsa, altri provano a salvare chi sta scivolando. E altri ancora, magari, tolgono risorse a una squadra e le regalano a una diretta rivale. Serie D, nel Girone D, è anche questo: un domino.
Serie D e Girone D: come leggere i colpi in base alla posizione
In Serie D il mercato di gennaio si legge sempre con due lenti: la classifica e l’urgenza. Le prime cinque non cercano soltanto qualità: cercano stabilità, alternative, freschezza, perché il girone di ritorno consuma. Chi è in zona playoff o appena sotto prova a guadagnare un gradino con un innesto “giusto”, non necessariamente rumoroso. Chi è nella pancia del gruppo vuole evitare di essere risucchiato. Chi è sotto, infine, non compra: tenta di sopravvivere, e spesso lo fa con scelte drastiche.
Nel Girone D questa logica è amplificata. Perché davanti la lotta è serratissima e dietro c’è un fondo classifica che non offre reti di protezione. Il mercato diventa così un acceleratore per chi vuole vincere e un defibrillatore per chi rischia di spegnersi.
Serie D, Lentigione: capolista con 42 punti e l’arte di non farsi prendere
Il Lentigione è primo a 42. Essere in testa in Serie D significa due cose: aver trovato un’identità e, allo stesso tempo, essere costantemente sotto tiro. Perché chi insegue ti studia, ti aspetta, spera nel tuo passo falso. Per la capolista gennaio è spesso un mese di gestione: non rivoluzionare, ma mantenere alta la competitività interna.
E qui arriva la sfida più sottile: anche senza colpi “di vetrina” evidenziati, il Lentigione deve convivere con un Girone D in cui gli altri si muovono. In Serie D, se gli inseguitori si rinforzano e tu resti uguale, la tua forza deve essere doppia: risultati e continuità. Il Lentigione, davanti a Desenzano e Pistoiese, non può permettersi di sbagliare il ritmo quando le rivali provano ad alzare il livello della rosa.
Gennaio, per chi comanda, è un mese di nervi. Perché la classifica dice 42, ma il campionato dice “attenzione”.
Serie D, Calcio Desenzano: 40 punti e un addio che cambia la profondità
Il Desenzano è secondo a 40. È a un soffio dalla vetta e, per questo, ogni movimento assume un significato immediato: sei pronto a reggere la pressione fino in fondo? Il mercato porta un’uscita da sottolineare: Federico Cardella lascia il Calcio Desenzano per andare all’Ostiamare (Serie D). In un campionato lungo, perdere un elemento a gennaio significa ridurre rotazioni e alternative, e spesso le seconde parti di stagione si vincono proprio con la profondità.
Questo non significa automaticamente indebolimento, perché molto dipende dal peso specifico del giocatore nel sistema. Ma in Serie D, quando sei secondo e vuoi il primo posto, ogni uscita deve essere compensata o assorbita da un gruppo già solido. Il Desenzano ha un obiettivo chiaro: non perdere continuità mentre davanti c’è una capolista da inseguire e dietro una Pistoiese pronta a mordere.
Serie D, FC Pistoiese: 37 punti e mercato da squadra che vuole il salto
La Pistoiese è terza a 37, in piena corsa. Qui il mercato di gennaio diventa un messaggio: “io ci sono”. E i movimenti raccontano una Pistoiese molto attiva, con innesti e uscite che sembrano parte di un disegno preciso.
Arriva Simone Della Latta dal Grosseto 1912 (Serie D) alla FC Pistoiese. È un colpo che parla di esperienza dentro la categoria: uno che sa cosa vuol dire stare in campionati duri, che conosce ritmi e pressioni. Arriva anche Michele Tempredal Pontedera (Serie C): qui il segnale si alza, perché pescare dalla Serie C significa cercare un salto di qualità nella mentalità e nel ritmo. In più, entra Gabriele Magalotti dal Catanzaro U19 (Primavera): un profilo giovane, ma con un percorso che può portare energia e prospettiva.
Ma la Pistoiese muove anche in uscita: Jonas Arlanch va alla Scafatese (Serie D), mentre Giuseppe Maria Brugognone passa al Sangiuliano City (Serie D). E qui l’incrocio diventa interessante: la Pistoiese, che sta in alto, cede un elemento a una squadra di metà classifica penalizzata che cerca risalita. È uno di quei movimenti che, in Serie D, incidono anche indirettamente: rinforzi chi sta dietro e potenzialmente cambi le partite “sporche” che contano nel girone di ritorno.
La Pistoiese, complessivamente, sembra muoversi da squadra che non vuole rimanere terza. In un Girone D così, l’ambizione passa da scelte concrete, e gennaio racconta proprio questo.
Serie D, Pro Sesto: 36 punti e un mercato tra uscite e un colpo mirato
La Pro Sesto è a 36, appaiata al Piacenza. Qui ogni colpo è potenzialmente decisivo, perché sei a un passo dalla zona promozione ma anche esposto al rischio di perdere contatto. Il mercato della Pro Sesto ha due facce molto nette: uscite importanti e un innesto che prova a ricompattare.
In uscita c’è Luca Maffioletti, che dalla Pro Sesto passa all’Ospitaletto (Serie C). In Serie D, quando un tuo giocatore sale di categoria, c’è sempre una doppia lettura: valorizzazione e perdita. E a gennaio la perdita pesa di più, perché hai meno tempo per sostituire e integrare. C’è poi l’uscita di Andrea Luca Assini verso la Fucina (Eccellenza), segnale di una rosa che viene rimodellata.
In entrata, però, arriva Aldo Banse dalla Fidelis Andria (Serie D) alla Pro Sesto. È un colpo “da categoria”, il tipo di innesto che, se entra in condizione rapidamente, può portare presenza e impatto immediato. La Pro Sesto, in sostanza, sta cercando un equilibrio nuovo: perdere qualcosa verso l’alto e compensare con un innesto funzionale.
E qui entra la chiave: per una squadra a 36 punti, la Serie D non concede settimane di adattamento. Ogni nuovo arrivo deve diventare subito utile, perché la corsa davanti è feroce.
Serie D, Piacenza: 36 punti e un innesto che profuma di ambizione
Il Piacenza Calcio 1919 è a 36 e guarda in alto con legittimità. E gennaio porta un’operazione che si nota: Francesco Manuzzi dal Forlì (Serie C) al Piacenza Calcio 1919 (Serie D). Questo è un colpo che si legge con una sola parola: ambizione. Chi pesca dalla Serie C, a metà stagione, non lo fa per riempire una casella: lo fa per alzare il livello, per avere più soluzioni, per aumentare peso specifico nei momenti chiave.
In un Girone D così serrato, il Piacenza deve trasformare i colpi in punti, perché ogni settimana puoi superare qualcuno o essere superato. Ma un innesto di questo tipo dice chiaramente che il Piacenza non vuole vivere di rimpianti: vuole provare l’assalto.
Serie D, Cittadella Vis Modena: 32 punti e un mercato di aggiustamenti
Cittadella Vis Modena è a 32, quindi in quel territorio in cui puoi ancora sognare un inserimento grande, ma devi essere perfetto. Gennaio porta movimenti che sembrano di assestamento e riposizionamento, con qualche perdita e una possibile spinta.
Arriva Daniel Crosariol dal Giulianova (Serie D) alla Cittadella Vis Modena: un innesto interno alla categoria, quindi teoricamente pronto. In uscita, però, ci sono più movimenti: Alessandro Carrozza passa dalla Cittadella Vis Modena alle Terre di Castelli 1907, Matteo Rovatti va al Real Formigine (Eccellenza) e Rosario Diletto si sposta alla Reggiana U19 (Primavera). Sono partenze che riducono profondità, e in Serie D la profondità è spesso ciò che ti permette di reggere il finale.
La Cittadella Vis Modena, quindi, deve trasformare l’innesto in stabilità e trovare nuove certezze interne. A 32 punti, per riaprire davvero il discorso vertice, devi correre forte e sperare che davanti qualcuno inciampi. Gennaio, in questa ottica, è stato un mese di ribilanciamento: ora serve che il campo dia ragione.
Serie D, Pro Palazzolo: 29 punti e colpi per alzare l’asticella
La Pro Palazzolo è a 29, in una posizione che può diventare trampolino verso l’alto o zona grigia. Ed è proprio qui che gennaio diventa interessante: i movimenti raccontano una squadra che vuole alzare il livello.
Arriva Allan Khiari dal Ligorna 1922 (Serie D) al Pro Palazzolo. È un innesto significativo, perché prendi un giocatore abituato a un contesto di vertice in un altro girone e provi a portare qualità e abitudini vincenti. Arriva anche Edoardo Ferretti dal Lumezzane U19 (Primavera): energia giovane, potenziale, fame. Ma c’è anche un’uscita che va considerata: Samuele Desiato lascia la Pro Palazzolo per andare alla Nocerina Calcio 1910 (Serie D). Il mercato, in Serie D, è sempre un bilancio: prendi da una parte, perdi dall’altra.
La Pro Palazzolo, con 29 punti, sembra voler costruire una seconda parte di stagione più solida e più ambiziosa. Se gli innesti entrano subito nel sistema, la squadra può diventare una mina vagante negli scontri con le big.
Serie D, Progresso: 25 punti e un mercato che alleggerisce
Il Progresso è a 25 punti, in una zona dove devi fare attenzione: non sei in emergenza, ma non sei al sicuro. E gennaio porta uscite che indicano un alleggerimento. Lorenzo Cavazza lascia il Progresso per il Calcio Zola Predosa (Eccellenza), mentre Federico Roccia passa al Castenaso Calcio (Eccellenza). Sono due movimenti che riducono opzioni e possono incidere sulla profondità.
Per una squadra a 25 punti, la profondità conta tanto quanto la qualità. Perché il girone di ritorno è lungo e logorante, e basta una serie di assenze per entrare in difficoltà. Il Progresso dovrà trovare soluzioni interne e puntare sulla compattezza, perché gennaio sembra aver tolto più che aggiunto.
Serie D, Sangiuliano City: 25 punti con -3 e una mossa che parla di risalita
Il Sangiuliano City è a 25 con penalizzazione (-3). Questo dettaglio è cruciale, perché in Serie D una penalizzazione cambia la percezione: non sei dove sembri, devi inseguire più di quanto dicano i punti. E proprio per questo il mercato ha un sapore particolare: serve una scossa.
Arriva Giuseppe Maria Brugognone dalla FC Pistoiese al Sangiuliano City. È un colpo che ha un senso preciso: prendi da una squadra di vertice un elemento che può portare standard più alti, anche solo in allenamento e mentalità. In una stagione segnata dalla penalizzazione, devi trovare energia nuova e punti “pesanti”.
Se l’impatto è rapido, il Sangiuliano può trasformare la parte centrale della classifica in un percorso di risalita. Se invece l’adattamento è lento, la penalizzazione rischia di diventare una zavorra che pesa sempre di più.
Serie D, Crema 1908: 24 punti e un’uscita che va compensata
Il Crema 1908 è a 24 punti, in una fascia in cui la stabilità è tutto. Gennaio porta una partenza: Francesco Pio Russolascia il Crema per andare all’Agazzanese (Eccellenza). In Serie D, soprattutto a metà classifica, ogni uscita va gestita con attenzione, perché l’equilibrio è fragile.
C’è anche un altro movimento che coinvolge il Crema, ma in direzione opposta: Raffaele De Martino dal Crema va al F.C. Pompei (Serie D). È un ulteriore segnale di una rosa che viene toccata. Il Crema dovrà fare una cosa semplice e difficilissima: restare compatto, perché quando sei a 24 punti, scivolare è un attimo e risalire costa doppio.
Serie D, Sant’Angelo: 22 punti e innesti che profumano di esperienza
Il Sant’Angelo è a 22, quindi in una zona in cui serve continuità per non finire nella bagarre. E gennaio porta due innesti che parlano di solidità: arrivano Enrico Sabba dal Chieti 1922 (Serie D) e Emanuele Maltoni dal Follonica Gavorrano (Serie D). Sono due operazioni da categoria, quindi teoricamente immediate.
Ma il Sant’Angelo vive anche un’uscita significativa: Giacomo Matta lascia il Sant’Angelo e va al Sasso Marconi (Serie D). Questo è un trasferimento interno al girone che può spostare equilibri, perché rafforzi una diretta concorrente nella stessa zona di classifica.
Il Sant’Angelo, quindi, ha fatto un mercato da squadra che vuole consolidarsi: esperienza in entrata, ma attenzione alle uscite. La seconda parte di stagione dirà se l’equilibrio è stato trovato davvero.
Serie D, Sasso Marconi: 21 punti e un colpo che può cambiare la faccia
Il Sasso Marconi è a 21 punti, in piena zona “attenzione”. L’arrivo di Giacomo Matta dal Sant’Angelo è un colpo che, per logica di campionato, può essere molto utile: prendi un profilo che già conosce la Serie D del girone e lo inserisci in un contesto che ha bisogno di punti e solidità.
In questa fascia, spesso non serve un mercato enorme: serve un innesto che sistemi due o tre partite sporche, quelle che ti danno ossigeno e ti fanno uscire dalla zona arancione mentale. Il Sasso Marconi prova questa strada.
Serie D, Tropical Coriano: 11 punti e mercato da ultima chiamata
Il Tropical Coriano è a 11 punti. Qui la Serie D non è più “lotta”, è “urgenza”. E gennaio porta movimenti che vanno letti come tentativo di cambiare inerzia.
Arriva Elia Brisku dal Fossombrone 1949 (Serie D) al Tropical Coriano e arriva Filippo Fabbri dal San Marino Calcio (Serie D). Due innesti da categoria, quindi teoricamente pronti. Ma c’è anche un’uscita: Francesco Cannino lascia il Tropical Coriano per andare al Marsala 1912 (Eccellenza). E quando sei a 11 punti, ogni uscita può fare male, perché riduce alternative e speranze.
Il Tropical Coriano, però, non ha scelta: deve provare a vincere partite, non solo a “migliorare”. In Serie D, a questa quota, l’unica moneta è il risultato.
Serie D, Tuttocuoio: 6 punti e un addio che racconta quanto sia dura
Il Tuttocuoio 1957 è ultimo con 6 punti. È una situazione molto complicata, e gennaio porta un’uscita che la fotografa: Giovanni Cicioni lascia il Tuttocuoio per andare alla Viterbese (Eccellenza). Quando una squadra è così in basso, il mercato diventa difficile anche per ragioni evidenti: trattenere è complicato, convincere nuovi arrivi è ancora più duro.
In Serie D, quando sei a 6 punti dopo 19 giornate, ogni partita è un tentativo di riaprire una stagione che sembra scivolare via. E ogni movimento di mercato, più che una strategia, diventa un atto di resistenza.
Serie D, il verdetto vero arriva dopo gennaio
Il Girone D di Serie D, a gennaio 2026, ha visto squadre di vertice muoversi con l’idea di alzare standard e mentalità, e squadre di medio-bassa classifica cercare disperatamente punti e ossigeno. La Pistoiese ha fatto un mercato da squadra che non accetta il ruolo di terza incomoda. Il Piacenza ha inserito un colpo che profuma di ambizione. La Pro Sesto ha dovuto gestire un’uscita verso la Serie C e ha risposto con un innesto funzionale. Il Desenzano ha salutato un elemento e ora deve dimostrare di avere profondità per reggere la corsa al primo posto. E sotto, Tropical Coriano e Tuttocuoio vivono un mercato che è una richiesta di miracolo, ma un miracolo in Serie D si costruisce con continuità e con punti immediati.
La verità, però, resta sempre la stessa: gennaio non assegna promozioni e non condanna definitivamente. Gennaio crea le condizioni. Se i nuovi arrivati impattano subito, il Girone D può diventare ancora più imprevedibile, con la vetta che resta un duello a più voci e la zona salvezza che cambia faccia. Se invece gli innesti non incidono, allora la classifica tenderà a confermare i rapporti di forza, e chi è in basso rischierà di restare intrappolato.
E in un campionato come la Serie D, dove ogni domenica è una storia a sé, l’unica cosa certa è questa: il mercato ha parlato. Adesso tocca al campo, che nel Girone D non fa sconti a nessuno.



