La Pistoiese riparte dal dolore, dall’amarezza e dalla consapevolezza di aver visto sfumare un obiettivo inseguito per un’intera stagione. Ma riparte anche dall’orgoglio per quanto costruito negli ultimi due anni, dalla convinzione di aver gettato fondamenta solide e dalla volontà di trasformare una delusione sportiva in un nuovo punto di partenza.
Le parole dell’amministratore delegato Fabio Fondatori, affidate a una lunga lettera rivolta alla città, ai tifosi, agli sponsor e a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto arancione, rappresentano molto più di una semplice analisi di fine stagione. Sono una riflessione profonda sul presente e sul futuro della Pistoiese, una presa di coscienza della sconfitta ma anche una dichiarazione di intenti per il domani.
La mancata promozione lascia inevitabilmente ferite aperte, soprattutto dopo una stagione vissuta da protagonista e conclusa a pochi passi dal traguardo. Tuttavia, il messaggio della dirigenza è chiaro: la strada intrapresa resta quella giusta e il progetto continuerà con ancora maggiore determinazione.
Pistoiese, una delusione difficile da accettare
La prima sensazione che emerge dalla lettera di Fabio Fondatori è il peso della delusione. Una delusione che non viene nascosta né minimizzata.
“Siamo ancora distrutti dall’amarezza”, scrive l’amministratore delegato, sintetizzando il sentimento che accomuna società, squadra e tifoseria. La mancata promozione rappresenta un obiettivo fallito e nessuno all’interno della Pistoiese cerca scorciatoie interpretative o alibi per giustificare quanto accaduto.
Il riferimento alla doppia sfida decisiva contro il Piacenza resta inevitabilmente uno dei passaggi più significativi del messaggio. Una ferita sportiva che, come sottolineato dallo stesso Fondatori, rimarrà a lungo nella memoria della città e dell’ambiente arancione.
La società ha scelto di concedersi alcuni giorni di riflessione prima di intervenire pubblicamente. Una pausa necessaria per analizzare con lucidità quanto accaduto e per evitare valutazioni dettate esclusivamente dall’emotività del momento.
La consapevolezza è che una stagione non possa essere giudicata soltanto dagli ultimi novanta minuti o da un singolo risultato.
Una crescita evidente nonostante il mancato salto di categoria
Se la promozione rappresentava il grande obiettivo stagionale, la Pistoiese rivendica comunque un percorso di crescita importante.
I risultati sportivi raccontano una squadra che ha saputo competere ad altissimo livello per tutta la stagione. Nel primo anno del nuovo corso è arrivato l’accesso ai playoff, mentre nella stagione appena conclusa gli arancioni hanno lottato per il primo posto fino alle battute finali del campionato.
A questo si aggiunge la conquista della Coppa Italia, un successo che testimonia la competitività della squadra e la qualità del lavoro svolto.
Fondatori sottolinea come la società abbia costruito un gruppo forte, capace di restare ai vertici per lunghi tratti della stagione. Per diversi mesi la Pistoiese ha rappresentato una delle principali candidate alla promozione, dimostrando continuità e qualità di gioco.
La mancata vittoria finale non cancella quanto di positivo è stato realizzato, né può annullare il valore di un percorso che ha riportato entusiasmo attorno ai colori arancioni.
Il progetto della Pistoiese oltre il risultato del campo
Uno dei passaggi più significativi della lettera riguarda la necessità di valutare il progetto nella sua interezza.
Secondo la dirigenza, sarebbe riduttivo giudicare il lavoro svolto esclusivamente attraverso il risultato della Prima Squadra. La Pistoiese rivendica infatti una crescita complessiva che coinvolge molteplici aspetti della vita societaria.
Negli ultimi due anni il club ha ricostruito la propria immagine e rafforzato la propria credibilità a livello nazionale. Un percorso che, secondo Fondatori, porta la firma del presidente Sergio Iorio, considerato il principale artefice della rinascita societaria.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una realtà sempre più organizzata, moderna e competitiva. Un progetto che richiede tempo, investimenti e pazienza, soprattutto in una categoria complessa e competitiva come la Serie D.
La società riconosce gli errori e le difficoltà, ma ribadisce la volontà di proseguire lungo la strada intrapresa senza stravolgere quanto costruito.
La lezione di una stagione vissuta da protagonista
Nel suo messaggio, Fabio Fondatori invita a leggere la stagione con equilibrio.
La Pistoiese è stata protagonista per lunghi tratti del campionato. Nel girone d’andata ha occupato la vetta della classifica per diverse giornate, mentre nel ritorno ha vissuto un periodo di straordinario rendimento che l’ha portata a dominare la scena per mesi.
I numeri dimostrano il valore della squadra, ma nel calcio non sempre il merito coincide con il risultato finale. Lo stesso dirigente utilizza una metafora significativa, definendo la squadra un “carrarmato” che a un certo punto si è improvvisamente inceppato.
Capire le ragioni di questo rallentamento sarà uno dei compiti principali della società durante l’estate. L’analisi dovrà essere approfondita e sincera, con l’obiettivo di evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro.
La convinzione resta quella di possedere una base tecnica importante dalla quale ripartire.
Pistoiese e il legame ritrovato con la città
Uno degli aspetti che la società considera maggiormente positivo riguarda il rapporto ricostruito con il territorio.
Negli ultimi due anni la Pistoiese è riuscita a riportare entusiasmo attorno ai propri colori. I numeri testimoniano una crescita significativa sia nel numero degli abbonati sia nella media spettatori registrata allo stadio.
Particolarmente significativo il sold out fatto registrare nella sfida di campionato contro il Piacenza, evento che ha rappresentato il dato di pubblico più alto degli ultimi dieci anni per una partita casalinga degli arancioni.
Ma per la società il risultato più importante non è esclusivamente quantitativo.
Fondatori sottolinea come famiglie, giovani, bambini e tifosi storici siano tornati a vivere lo stadio con passione e senso di appartenenza. Un patrimonio emotivo che negli anni precedenti sembrava essersi progressivamente affievolito.
Oggi la Pistoiese è tornata a essere un elemento centrale dell’identità cittadina, e questo rappresenta uno degli aspetti di cui la dirigenza va maggiormente orgogliosa.
Il valore del settore giovanile e dei progetti sociali
La crescita della Pistoiese non si limita alla Prima Squadra.
La società evidenzia con soddisfazione il lavoro svolto nel settore giovanile, guidato da Filippo Baragli e rafforzato dall’arrivo di figure importanti come Stefano Carobbi, Corrado Colombo e Angelo Pagotto.
I risultati ottenuti dalle squadre giovanili testimoniano la qualità del percorso intrapreso. Dalle soddisfazioni raccolte dagli Juniores fino alle prestazioni degli Allievi in tornei prestigiosi, il club sta investendo concretamente sul proprio futuro.
Parallelamente sono cresciuti anche altri progetti legati al mondo arancione, come il calcio femminile e il futsal.
Particolare rilievo assume inoltre la nascita della Pistoiese For Special, iniziativa che in pochi mesi ha coinvolto decine di giovani e adulti con disabilità cognitive, creando importanti sinergie con diverse realtà del territorio.
Un progetto che conferma la volontà della società di assumere un ruolo attivo anche sul piano sociale e inclusivo.
Sponsor e territorio, una rete sempre più forte
Nel bilancio dei due anni di gestione, la Pistoiese dedica ampio spazio anche al contributo fornito dagli sponsor e dalle aziende del territorio.
Secondo Fondatori, il rapporto instaurato con il tessuto imprenditoriale locale è andato oltre la semplice sponsorizzazione sportiva. Si è sviluppata una vera condivisione di valori, obiettivi e visione.
La crescita del Consorzio Orange viene indicata come una delle prove più evidenti della credibilità acquisita dalla società.
Sempre più aziende hanno scelto di affiancare il progetto arancione, riconoscendone serietà e prospettive. Un sostegno che sarà fondamentale anche per il futuro, soprattutto in una categoria impegnativa come la Serie D.
La dirigenza ritiene che soltanto attraverso una collaborazione sempre più stretta tra società, tifosi, istituzioni e imprese sarà possibile continuare il percorso di crescita.
Pistoiese, il futuro passa dall’unità
Nel finale della sua lettera, Fabio Fondatori lancia un appello all’intera città.
La Pistoiese sa di aver subito una delusione pesante, ma ritiene che proprio nei momenti più difficili sia necessario rafforzare il senso di appartenenza e la compattezza dell’ambiente.
Il messaggio è chiaro: il progetto continua e ha bisogno del contributo di tutti.
Tifosi, istituzioni, sponsor e cittadini sono chiamati a sostenere una realtà che negli ultimi due anni ha lavorato per restituire dignità, entusiasmo e credibilità ai colori arancioni.
Pistoiese, rialzarsi per tornare a sognare
La stagione 2025/26 si chiude con un grande rimpianto, ma anche con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante. La Pistoiese non nasconde il dolore per una promozione sfumata sul più bello, ma rifiuta di considerare fallimentare un percorso che ha prodotto risultati concreti dentro e fuori dal campo.
Il proverbio giapponese citato da Fondatori, “Cadi 7 volte, rialzati 8”, racchiude perfettamente lo spirito con cui il club intende affrontare il futuro.
La sconfitta fa male, ma non cancella quanto realizzato. La Pistoiese ripartirà con la stessa ambizione, con maggiore esperienza e con la convinzione che i progetti solidi, prima o poi, trovino la strada del successo.
Perché alcune cadute possono lasciare cicatrici profonde, ma sono spesso proprio quelle che insegnano come tornare a correre più forte di prima.



