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La Serie D protagonista: serata speciale per i premi del D Club

Mentre la stagione si avvicina al suo atto finale con la finale scudetto in programma il 6 giugno a Teramo, la Serie D protagonista ha vissuto una delle sue giornate più intense e significative. Al Teatro Rossini di Roma è andata infatti in scena la tredicesima edizione del D Club, l’evento organizzato dal Dipartimento Interregionale LND insieme a Corriere dello Sport e Tuttosport per celebrare i migliori protagonisti del campionato.

Un appuntamento diventato ormai simbolo del calcio dilettantistico italiano, capace di raccontare storie autentiche, sacrifici, talento e passione. Una festa del calcio vero, quello che continua a vivere grazie alla dedizione delle società e all’entusiasmo dei tifosi.

Serie D protagonista tra voti dei tifosi e grandi emozioni

Il D Club ha confermato ancora una volta quanto il campionato di Serie D riesca a coinvolgere migliaia di appassionati in tutta Italia. Dal 26 aprile all’8 maggio, infatti, i lettori di Corriere dello Sport e Tuttosport hanno espresso le loro preferenze tra 72 nomination suddivise in sei categorie.

In meno di due settimane sono stati raccolti circa 30.000 voti, numeri che testimoniano il crescente interesse verso una categoria che continua a rappresentare un punto di riferimento per il calcio territoriale italiano.

A conquistare il premio come miglior portiere è stato Andrea Spurio della Real Normanna, mentre Nicolò Milani della Casatese Merate è stato premiato come miglior difensore. Giulio Fusco della Palmese ha ricevuto il riconoscimento di miglior centrocampista, mentre Luigi Scotto del Treviso è stato eletto miglior attaccante.

Il premio come miglior under è andato a Federico Brusa del Chisola, mentre Simone Seccardini dell’Atletico Ascoli è stato scelto come miglior allenatore della stagione.

Le giocate più belle che hanno infiammato la Serie D

Nel corso della serata spazio anche alle emozioni regalate dalle giocate più spettacolari dell’anno. Il premio per il gol più bello è stato assegnato a Riccardo Vitelli del Montespaccato per la rete realizzata contro la Costa Orientale Sarda all’undicesima giornata.

La parata più bella della stagione, invece, porta la firma di Gabriel Furghieri del Prato grazie all’intervento decisivo effettuato contro il Siena alla decima giornata.

I contenuti social dedicati al “super top gol” e alla “super top parata” hanno superato le 200.000 visualizzazioni e raccolto circa 4.000 voti, segnale evidente di quanto la Serie D protagonista riesca oggi a conquistare attenzione anche sulle piattaforme digitali.

Le parole di Abete: “Una meritata festa per il calcio vero”

Tra i momenti più significativi della cerimonia ci sono state le parole del presidente della LND Giancarlo Abete, che ha voluto sottolineare il valore umano e organizzativo delle società dilettantistiche.

«Sono profondamente grato a tutti i club della D: parliamo di società che vivono delle proprie risorse, senza poter contare sui contesti tipici del professionismo. Nonostante questo, riescono a trovare all’interno delle loro strutture modalità di gestione straordinarie per portare avanti un campionato così impegnativo e competitivo, dimostrandosi pronte a garantire una ripartenza anche a piazze importanti che affrontano momenti di crisi. Questa giornata è una meritata festa per tutti coloro che si sono fatti valere sul campo».

Parole che raccontano perfettamente l’anima della categoria: una realtà fatta di sacrifici, lavoro quotidiano e grande senso di appartenenza.

Barbiero esalta la Serie D protagonista del futuro

Anche il Coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero ha evidenziato il prestigio crescente della manifestazione e il valore dei riconoscimenti assegnati.

«Anche quest’anno abbiamo celebrato un evento con personaggi prestigiosi del mondo del calcio, che hanno fatto anche la storia della Serie D. Complimenti ai premiati, soprattutto per il numeroso consenso di voti che hanno ottenuto. Colgo l’occasione per ringraziare il Corriere dello Sport e Tuttosport per la loro preziosa partnership in questo concorso».

Barbiero ha poi sottolineato il significato dei premi speciali e dei riconoscimenti alla carriera, assegnati a figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia del calcio dilettantistico.

Da Antognoni a Pavoletti: la Serie D come scuola di vita

Tra gli ospiti più applauditi della serata ci sono stati Giancarlo Antognoni e Leonardo Pavoletti, due simboli del calcio italiano accomunati da un forte legame con la Serie D.

L’ex bandiera della Fiorentina, oggi capodelegazione della Nazionale Under 21, ha ricordato i suoi inizi nell’Astimacobi:

«Fu un’esperienza fondamentale che mi ha gratificato e aiutato a crescere soprattutto a livello caratteriale. Trasferirsi da Perugia a Torino e poi ad Asti a soli 15 anni non è stato facile, ma questa scuola formativa mi ha aiutato moltissimo ad affrontare le mie successive esperienze nel professionismo. Per questo sarò sempre legato alla Serie D, un campionato tutt’altro che semplice per un ragazzo di 16-17 anni».

Molto emozionante anche il videomessaggio di Leonardo Pavoletti, che ha recentemente chiuso la sua lunga esperienza con il Cagliari:

«Sono onorato del premio perché tutta la mia storia nasce lì. La D passaggio fondamentale per la mia carriera, così come l’esperienza con la rappresentativa».

Premi alla carriera e storie che raccontano il calcio italiano

La serata ha celebrato anche figure storiche del calcio italiano come Giuliano Giannichedda, Massimiliano Monnanni, Raffaele Rubino e Paolo Indiani.

Giannichedda, oggi tecnico della Rappresentativa Serie D, ha contribuito alla crescita di numerosi giovani poi esplosi nel professionismo. Tra questi Matteo Prati, Fallou Cham, Edoardo Iannoni e Tommaso Marras.

Spazio anche al progetto sociale di Massimiliano Monnanni con il Montespaccato calcio e al percorso straordinario di Raffaele Rubino, capace di segnare dalla Serie C2 fino alla Serie A con la maglia del Novara.

Paolo Indiani, invece, continua a scrivere pagine di storia con le sue dodici promozioni ottenute in carriera, ultima quella conquistata quest’anno con il Grosseto.

I premi speciali che esaltano l’anima della Serie D

La manifestazione ha assegnato cinque premi speciali a figure che rappresentano perfettamente lo spirito della categoria.

Riconoscimento per Giovanni Ferrero, allenatore della Scafatese protagonista della promozione in Serie C dopo sedici anni. Premiato anche Giorgio Conrotto, simbolo di continuità tra Serie C e Serie D, insieme allo storico tecnico campano Franco Villa.

Un tributo particolare è stato dedicato al giornalista Rolando Mignini per il suo contributo alla crescita dell’immagine della Serie D.

Grande attenzione anche per il giovane Ndiaga Sall, attaccante senegalese del Nardò, autore di una stagione straordinaria nonostante i suoi appena 16 anni. Per lui anche il premio di capocannoniere della Viareggio Cup con la Rappresentativa Serie D.

La cerimonia si è chiusa con il premio alla memoria dedicato ad Aniello Pepe, storico dirigente sportivo che ha lasciato un segno profondo nel calcio campano.

Verso la finale scudetto con la Serie D protagonista

Con il ritorno delle semifinali Scafatese-Desenzano e Vado-Barletta ormai alle porte, cresce l’attesa per la finale scudetto del 6 giugno a Teramo.

La sensazione è che la Serie D protagonista stia vivendo una fase di straordinaria crescita, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo mediatico. Eventi come il D Club dimostrano quanto il calcio dilettantistico italiano continui a essere una fucina di talenti, storie umane e valori autentici.

Perché la Serie D non è soltanto un campionato: è il cuore pulsante del calcio italiano.

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