Il Monastir, club del Girone G di Serie D, cambia proprietà ed entra ufficialmente in una nuova fase della sua storia. Dopo una stagione esaltante, culminata con la qualificazione ai play-off di Serie D e due promozioni consecutive, il club si prepara a un cambiamento strutturale che potrebbe ridefinirne il futuro.
L’accordo programmatico siglato con Football Club Holding srl rappresenta il primo passo concreto verso un passaggio di controllo che, salvo sorprese, porterà la holding a guidare la società. Un’evoluzione che non riguarda solo l’assetto societario, ma l’intera visione strategica del club.
Serie D, Monastir: un processo strutturato verso il cambiamento
Il percorso è già stato delineato nei dettagli. Attualmente è in corso un audit documentale accompagnato da una perizia sulla situazione patrimoniale del club. Si tratta di passaggi fondamentali per garantire trasparenza e solidità all’operazione.
Una volta completate queste verifiche, l’associazione sportiva dilettantistica sarà trasformata in Società sportiva dilettantistica (Ssd). Questo passaggio giuridico consentirà l’ingresso ufficiale di Football Club Holding attraverso un aumento di capitale, segnando di fatto l’inizio di una nuova era.
Serie D, Girone G: un modello industriale per crescere
Monastir cambia proprietà con un obiettivo chiaro: adottare un modello gestionale moderno e sostenibile. I nuovi investitori puntano a un approccio industriale, capace di generare valore nel lungo periodo.
Football Club Holding è interamente controllata da Sport & Tourism Investments srl, società benefit legata alla famiglia Fuke. Il piano triennale è ambizioso e articolato: sviluppo del settore giovanile, espansione del calcio a 5 e creazione di una divisione dedicata al calcio femminile.
L’intento è trasformare il club di Serie D in una piattaforma sportiva innovativa, capace di integrare performance sul campo e sostenibilità economica.
Continuità e innovazione nella governance
Nonostante il cambiamento, Monastir cambia proprietà senza rinnegare il proprio passato. L’accordo prevede infatti la permanenza di figure chiave dell’attuale dirigenza, a partire da Marco Carboni, che manterrà il ruolo di vicepresidente.
Alla guida del nuovo corso ci sarà Romi Fuke, indicato come futuro presidente. La sua visione è chiara: costruire un modello basato su trasparenza finanziaria e gestione sostenibile, elementi sempre più centrali nel calcio moderno.
Questa combinazione tra continuità e innovazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’operazione.
Radici solide e ambizioni future
Fondato nel 1983, il Monastir vanta una storia lunga oltre quarant’anni, impreziosita anche da una partecipazione alla Serie A di futsal. Oggi, il club di Serie D si trova davanti a un bivio: consolidare quanto costruito o provare il salto definitivo.
Monastir cambia proprietà proprio con l’intento di stabilizzarsi e crescere, andando oltre i risultati sportivi immediati. Il legame con il territorio resta un pilastro fondamentale, ma viene affiancato da una visione più ampia e strutturata.
Il sogno del professionismo
Il progetto della nuova proprietà guarda lontano. L’obiettivo non dichiarato, ma facilmente intuibile, è quello di accompagnare il club verso il calcio professionistico.
Attraverso strategie di marketing sportivo e modelli economici innovativi, il Monastir punta a diventare una realtà solida e competitiva, capace di attrarre investimenti e valorizzare talenti.
Nel frattempo, i tifosi continuano a sognare. Perché se è vero che il futuro è ancora tutto da scrivere, è altrettanto evidente che Monastir cambia proprietà nel momento giusto, con le basi per costruire qualcosa di importante.
E nel calcio, si sa, i sogni spesso iniziano proprio così.



