Non capita spesso di raccontare una domenica così intensa, controversa e destinata a lasciare un segno profondo nell’Eccellenza siciliana. Il teatro è stato lo stadio “Dino Liotta” di Licata, scenario di una sfida che prometteva spettacolo, tensione agonistica e risvolti importanti per la classifica del Girone A. In campo la capolista Licata contro il San Vito Lo Capo, autentica rivelazione del torneo e terzo in graduatoria prima del fischio d’inizio. Una partita d’alta classifica, di quelle che possono indirizzare un campionato intero. E invece, l’Eccellenza siciliana si è trovata a fare i conti con un epilogo clamoroso.
Eccellenza siciliana: una sfida d’alta classifica al Dino Liotta
La 23ª giornata del girone A di Eccellenza siciliana metteva di fronte due squadre in grande forma. Il Licata, padrone di casa, guidava la classifica con l’autorità di chi sente vicino il traguardo. Il San Vito Lo Capo, sorprendente protagonista della stagione, inseguiva con entusiasmo e ambizione. C’erano tutti gli ingredienti per una partita vibrante: tribune partecipi, ritmi alti, duelli intensi su ogni pallone.
I primi quarantacinque minuti hanno confermato le attese. Equilibrio, organizzazione tattica, grande concentrazione da entrambe le parti. Il risultato di zero a zero al termine del primo tempo raccontava di una sfida bloccata ma tutt’altro che povera di contenuti. Era la fotografia di una gara vera, combattuta con agonismo ma dentro i confini della competizione sportiva. L’Eccellenza siciliana, in quel momento, stava offrendo uno dei suoi pomeriggi migliori.
Il colpo di scena che scuote l’Eccellenza siciliana
Poi, all’improvviso, il copione è cambiato. Al rientro dagli spogliatoi, sul terreno di gioco sono tornati soltanto i calciatori del Licata. Del San Vito Lo Capo nessuna traccia. Minuti di attesa, sguardi interrogativi sugli spalti, incredulità tra gli addetti ai lavori. Il direttore di gara, preso atto della situazione, è rientrato in campo e ha decretato la fine anticipata del match.
Una decisione che ha lasciato tutti senza parole e che proietta l’Eccellenza siciliana in una dimensione delicata, dove il campo cede il passo ai comunicati ufficiali e alle versioni contrapposte. In pochi istanti, la partita si è trasformata in un caso.
Il comunicato del San Vito Lo Capo
“La Società Città di San Vito lo Capo intende rendere nota la propria posizione in merito a quanto accaduto durante l’intervallo della gara disputata contro il Licata. La nostra delegazione è stata inizialmente accolta in modo corretto e rispettoso, come è giusto che avvenga in ogni impianto sportivo. La partita, al momento dei fatti, dopo 45 minuti di buon calcio, era fermo sul risultato di 0-0. Tuttavia, nel tunnel che conduce agli spogliatoi, prima dell’ingresso negli stessi, si sono verificati episodi di grave tensione che hanno portato ad una aggressione fisica e verbale ai danni di alcuni nostri tesserati. In particolare risultano coinvolti: il nostro Mister, un dirigente e i calciatori Bulades, Petrullo, Ndaye, Ramallo e Conventi.”
Il continuo del comunicato
“Gli episodi avvenuti hanno avuto natura non soltanto verbale, ma anche fisica, configurando una situazione che la nostra Società ritiene inaccettabile in qualsiasi contesto sportivo. Alla luce di quanto accaduto, il nostro capitano, di concerto con il presidente Vito Battaglia e il gruppo squadra, ha deciso di non fare rientro in campo per la ripresa della gara, ritenendo che non vi fossero più le condizioni di sicurezza e serenità psicologica necessarie per proseguire l’incontro. Respinge fermamente qualsiasi ricostruzione che attribuisca al Città di San Vito lo Capo atteggiamenti provocatori. Il gesto di riunirsi a centrocampo al termine del primo tempo rappresenta una consuetudine della nostra squadra, adottata in ogni partita e mai fonte di tensioni o episodi simili.”
Il finale del comunicato
La storia del nostro club parla chiaro: il Città di San Vito lo Capo ha sempre improntato la propria attività ai valori del rispetto, della lealtà sportiva e della correttezza. Al di là di ciò che potrà accadere sotto il profilo regolamentare, la nostra Società ritiene doveroso ribadire che il calcio deve essere confronto, competizione e passione, mai violenza fisica o psicologica. Difenderemo la dignità dei nostri tesserati nelle sedi opportune, con la serenità e la fermezza che ci contraddistinguono. Il Città di San Vito lo Capo continuerà a rappresentare i valori autentici dello sport”.
Parole pesanti, che chiamano in causa episodi di aggressione fisica e verbale nel tunnel che conduce agli spogliatoi. Una versione dei fatti che, se confermata, aprirebbe scenari molto seri per l’Eccellenza siciliana.
La replica del Licata e il video pubblicato
La risposta del Licata non si è fatta attendere. In un primo momento, la società gialloblù ha pubblicato il video che riprende la fine anticipata del match con la didascalia: “Licata – San Vito Lo Capo. Al termine dell’intervallo, la squadra ospite si rifiutava di scendere in campo per la ripresa. Il direttore di gara, preso atto della situazione, ha disposto la fine anticipata dell’incontro”.
Successivamente, sempre attraverso i propri canali ufficiali, il Licata ha diffuso un comunicato per precisare la propria posizione:
“Preso atto del comunicato diffuso dalla Società Città di San Vito Lo Capo in merito a quanto accaduto durante l’intervallo della gara odierna, il Licata Calcio ritiene doveroso precisare quanto segue. Nessun tesserato, dirigente o membro dello staff gialloblù ha posto in essere comportamenti violenti o condotte, verbali o fisiche, lesive nei confronti degli avversari. Nel tunnel degli spogliatoi non si è verificato alcun episodio di aggressione, ma esclusivamente normali scambi verbali riconducibili alla consueta dinamica e tensione agonistica di una gara. Al termine dell’intervallo, la squadra del Licata è regolarmente rientrata in campo per la ripresa del gioco, restando in attesa degli avversari e apprendendo con sorpresa la decisione del San Vito Lo Capo di non proseguire l’incontro.”
La replica del Licata
“In merito alle dichiarazioni secondo cui non vi sarebbero state le condizioni di sicurezza per disputare il secondo tempo, il Licata Calcio si dissocia totalmente da tali affermazioni, ritenendo che il servizio d’ordine predisposto al Dino Liotta fosse, come sempre, adeguato e conforme agli standard previsti. Cogliamo l’occasione per ringraziare le Forze dell’Ordine e tutti gli addetti alla sicurezza per il lavoro efficace e prezioso che svolgono in occasione delle nostre gare interne, garantendo regolarmente ordine e serenità. La società ribadisce con fermezza la propria totale estraneità a qualsiasi atto di violenza o comportamento antisportivo.”
Due versioni diametralmente opposte che alimentano interrogativi e tensioni. Da un lato la denuncia di aggressioni fisiche e verbali, dall’altro la smentita categorica e il richiamo alla normale tensione agonistica.
Eccellenza siciliana e Giudice Sportivo: ora la parola passa alla giustizia
In questo scenario complesso, appare doveroso non aggiungere altro alla descrizione di quanto pubblicamente emerso. L’Eccellenza siciliana, che fino a ieri parlava di punti, di sogni promozione e di sorprese di stagione, oggi si trova davanti a una pagina delicata. Tutto passerà inevitabilmente nelle mani del Giudice Sportivo, chiamato a pronunciarsi sull’incredibile epilogo del match del “Liotta”.
Le decisioni che verranno assunte potrebbero avere un impatto significativo sulla classifica del girone A di Eccellenza siciliana. L’eventuale omologazione del risultato, una possibile sconfitta a tavolino o altre sanzioni disciplinari sono scenari che, al momento, restano ipotesi. Saranno gli atti ufficiali, i referti e le valutazioni degli organi competenti a fare chiarezza.
Il valore dell’Eccellenza siciliana oltre la polemica
Al di là delle versioni contrapposte e delle tensioni, questa vicenda riporta al centro una riflessione più ampia sul significato dell’Eccellenza siciliana. Parliamo di un campionato che rappresenta il cuore pulsante del calcio dilettantistico isolano, un torneo che vive di passione autentica, di sacrifici quotidiani, di dirigenti e calciatori che dedicano tempo ed energie per difendere i colori della propria comunità.
Proprio per questo, ogni episodio che esce dai confini del rettangolo verde pesa doppio. L’Eccellenza siciliana è un patrimonio sportivo e sociale che va tutelato, preservato, raccontato con equilibrio e senso di responsabilità. Le società coinvolte hanno ribadito entrambe il proprio attaccamento ai valori dello sport. Ora sarà fondamentale che la verità emerga con chiarezza, nel rispetto delle regole e delle persone.



