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giovedì 26 Febbraio 2026
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Serie D, Lavagnese: caccia al nuovo allenatore nel Girone A

Lavagnese è la parola che oggi risuona con forza tra i tifosi bianconeri, tra delusione e speranza, tra la voglia di riscatto e la consapevolezza di un momento complicato. La notizia è arrivata nella giornata di ieri, secca e inevitabile: la società ha comunicato l’esonero di mister Manuel Scalise. Una decisione maturata dopo settimane difficili, segnate da risultati che non hanno rispecchiato le aspettative e da una classifica nel Girone A di Serie D che impone riflessioni profonde.

Il calcio, si sa, vive di equilibri sottili e di scelte coraggiose. E la Lavagnese, oggi, ha deciso di cambiare rotta.

Lavagnese, la decisione dell’esonero di Scalise

La comunicazione ufficiale ha sancito la fine dell’avventura di Manuel Scalise sulla panchina della Lavagnese. Il tecnico, subentrato a Ranieri nel tentativo di dare una scossa all’ambiente, non è riuscito a invertire la rotta. Le aspettative erano alte, alimentate dalla necessità di rilanciare una squadra che aveva mostrato segnali di fragilità già prima del cambio in panchina.

Il dato più evidente, e probabilmente decisivo, riguarda l’ultima vittoria: risale allo scorso 7 dicembre. Un’eternità nel mondo del calcio, dove ogni domenica rappresenta un esame e ogni punto può fare la differenza tra tranquillità e affanno. Da allora, la Lavagnese non è più riuscita a ritrovare il sorriso pieno dei tre punti, accumulando prestazioni altalenanti e risultati insufficienti per le ambizioni del club.

La società ha scelto di intervenire ora, nel tentativo di evitare che la situazione possa ulteriormente complicarsi. L’esonero di Scalise non è solo un cambio tecnico, ma un segnale forte alla squadra e all’ambiente.

Un percorso difficile dopo l’addio a Ranieri

Quando Scalise era stato chiamato a sostituire Ranieri, la Lavagnese cercava un nuovo slancio. Il cambio in panchina rappresentava una scommessa, una scelta mirata a ricompattare lo spogliatoio e a ritrovare solidità. Ma il campo, giudice supremo, ha raccontato una storia diversa.

Le difficoltà non sono mai mancate. La squadra ha faticato a trovare continuità, alternando buone trame di gioco a momenti di evidente smarrimento. La Lavagnese ha mostrato carattere in alcune gare, ma è mancata quella scintilla capace di trasformare le buone intenzioni in risultati concreti.

Nel calcio di Serie D, dove ogni dettaglio pesa e ogni errore può costare caro, la solidità mentale e la compattezza diventano armi fondamentali. La Lavagnese, invece, si è ritrovata spesso a rincorrere, incapace di gestire i momenti chiave delle partite.

Lavagnese, numeri e segnali di una crisi

Parlare di crisi non è mai semplice, ma i numeri sono chiari. L’assenza di vittorie dal 7 dicembre rappresenta un dato oggettivo e pesante. La Lavagnese ha perso terreno, vedendo allontanarsi le zone più tranquille della classifica e avvicinarsi pericolosamente quelle meno desiderate.

Le partite recenti hanno evidenziato limiti strutturali, ma anche una certa fragilità emotiva. Quando la squadra subisce un gol, fatica a reagire con lucidità. Quando si trova in vantaggio, non sempre riesce a gestire il risultato. Sono dettagli che fanno la differenza tra una stagione ordinaria e una stagione sofferta.

La società, consapevole della situazione, ha deciso di non attendere oltre. L’esonero di Scalise è la conseguenza di una serie di fattori che, sommati, hanno reso inevitabile il cambio alla guida tecnica della Lavagnese.

La squadra affidata a Giacomo Avellino

In attesa di nuove comunicazioni del club, la Lavagnese è stata affidata all’allenatore in seconda Giacomo Avellino, che guiderà il gruppo nelle prossime sedute di allenamento e nei relativi impegni ufficiali. Una soluzione interna, temporanea ma significativa, che mira a garantire continuità e stabilità in un momento delicato.

Avellino conosce bene l’ambiente, lo spogliatoio e le dinamiche interne. La sua presenza può rappresentare un punto di raccordo tra il passato recente e il futuro prossimo. Spesso, in situazioni simili, un volto familiare riesce a ricompattare il gruppo e a riportare serenità.

La Lavagnese ha bisogno di ritrovare fiducia prima ancora che punti. Ha bisogno di riscoprire la propria identità, di tornare a sentirsi squadra nel senso più profondo del termine. E il lavoro quotidiano sul campo, guidato da Avellino, sarà il primo passo in questa direzione.

Lavagnese, tra identità e orgoglio bianconero

La storia della Lavagnese è fatta di passione, sacrificio e appartenenza. Il club rappresenta un punto di riferimento per il territorio, un simbolo che va oltre il risultato della domenica. Proprio per questo, ogni momento difficile viene vissuto con intensità, ma anche con la consapevolezza che le difficoltà possono essere superate.

La tifoseria bianconera chiede una reazione. Chiede carattere, determinazione, orgoglio. La Lavagnese non può permettersi di smarrire la propria identità. E il cambio in panchina deve diventare l’occasione per una rinascita, non solo tecnica ma soprattutto mentale.

Nel calcio, spesso, le svolte nascono nei momenti più complicati. Una decisione forte può riaccendere motivazioni sopite, può riportare concentrazione e responsabilità. La Lavagnese ha scelto di intervenire ora per dare un segnale chiaro: la stagione non è compromessa, ma serve un cambio di passo immediato.

Il futuro della Lavagnese: attesa e speranza

Ora l’attenzione si sposta sul futuro. La Lavagnese dovrà scegliere con attenzione il prossimo allenatore, valutando profili capaci di portare esperienza, equilibrio e una visione chiara. La scelta non sarà semplice, perché il nuovo tecnico dovrà lavorare non solo sull’aspetto tattico, ma anche su quello psicologico.

Il gruppo, dal canto suo, è chiamato a una risposta immediata. Ogni giocatore dovrà assumersi le proprie responsabilità, consapevole che il cambio in panchina non può essere l’unica soluzione. La Lavagnese ha bisogno di una scossa collettiva, di una reazione che parta dallo spogliatoio e si traduca in prestazioni convincenti.

Le prossime partite saranno decisive. Non solo per la classifica, ma per l’umore e la fiducia di tutto l’ambiente. Ritrovare la vittoria significherebbe spezzare un digiuno troppo lungo e riportare entusiasmo.

Lavagnese, il momento della verità

La Lavagnese si trova davanti a un bivio. L’esonero di Scalise rappresenta una scelta dolorosa ma necessaria, figlia di un periodo in cui i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Ora, però, è il tempo delle risposte.

Il calcio insegna che nulla è definitivo finché c’è margine per reagire. E la Lavagnese ha ancora tempo e partite per cambiare il proprio destino. Serviranno lavoro, compattezza e quella fame che spesso fa la differenza nei campionati più combattuti.

La stagione entra nella sua fase più delicata. Ogni punto sarà pesante, ogni gara un’occasione per dimostrare che la Lavagnese non intende arrendersi. Il cambio in panchina deve essere l’inizio di un nuovo capitolo, scritto con determinazione e orgoglio.

I tifosi aspettano segnali. La città aspetta una reazione. La Lavagnese è chiamata a trasformare un momento difficile in un’opportunità. Perché nel calcio, come nella vita, le crisi possono diventare il punto di partenza di una rinascita straordinaria.

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