Il calcio non è solo passione e competizione: può diventare anche uno strumento potente di educazione e inclusione. È con questo spirito che nasce la seconda fase di Equal Play, progetto dedicato alla promozione del rispetto e della parità di genere nelle società dilettantistiche del Veneto. Oggi, ben 100 club hanno firmato il “Patto Equal Play”, assumendo un impegno concreto: trasformare il campo da gioco in uno spazio di crescita, educazione e confronto.
Sociale, Equal Play: 100 società venete unite per la parità di genere
Luca De Simoni, coordinatore dell’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti, sottolinea l’importanza dell’iniziativa: «Vogliamo promuovere una cultura del rispetto. Equal Play può diventare uno strumento importante per combattere la violenza di genere, dando ai più giovani degli strumenti di riflessione e confronto concreti». Il messaggio è chiaro: lo sport diventa veicolo di valori, non solo di vittorie sul campo.
Sociale, Equal Play Cup 2026: il torneo che unisce sport e inclusione
A maggio 2026, il progetto raggiungerà un momento fondamentale con la “Equal Play Cup”, torneo dedicato al calcio femminile. Non sarà solo una competizione, ma un’occasione per sensibilizzare allenatori, dirigenti, genitori e bambini all’importanza del rispetto e della parità di genere. Le giovani calciatrici avranno così la possibilità di vivere lo sport in un contesto educativo e inclusivo, mentre le società partecipanti rafforzeranno il proprio impegno sociale.
Educare dal campo: sport, scuola e arte
Equal Play non si limita al calcio: intreccia sport, arte e scuola per creare una cultura di rispetto già dall’infanzia. Il progetto coinvolge bambini dai 6 ai 10 anni, allenatori, dirigenti e famiglie, trasformando il campo in un laboratorio di crescita personale e coesione sociale. L’educazione al rispetto diventa concreta, attraverso attività sportive, laboratori artistici e momenti di confronto guidati dagli esperti del settore.
Un modello operativo chiaro e condiviso
Dopo la presentazione in Consiglio regionale del Veneto, il progetto entra in una fase operativa con un cronoprogramma definito che scandisce azioni e obiettivi. Ideato e coordinato da Gruppo Polis, in collaborazione con l’Università di Padova, Equal Play rappresenta un modello replicabile di educazione sportiva inclusiva: ogni società diventa ambasciatrice dei valori di parità e rispetto, creando un impatto positivo duraturo sulla comunità locale.
Lo sport come strumento di cambiamento sociale
La seconda fase di Equal Play conferma quanto lo sport possa essere più di un semplice gioco. È un luogo in cui educare, sensibilizzare e costruire legami fondati sulla parità e sul rispetto reciproco. Con 100 società già coinvolte e la Equal Play Cup 2026 all’orizzonte, il calcio dilettantistico veneto dimostra di poter essere protagonista di un cambiamento culturale concreto, dove vittorie e valori camminano fianco a fianco.



