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Serie D, Savoia: il Ministro vieta le trasferte, la replica

Il Savoia si trova al centro di una vicenda che sta facendo discutere l’intero panorama calcistico italiano. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha infatti firmato un decreto che vieta ai tifosi del club di Torre Annunziata di seguire la squadra in trasferta fino al termine della stagione.

Il provvedimento arriva dopo il grave episodio avvenuto nelle scorse settimane sull’autostrada A1, dove alcuni tifosi del Savoia sarebbero stati protagonisti di un’aggressione nei confronti di sostenitori del Frosinone. Un fatto che ha sollevato forti polemiche e che ha spinto il Ministero dell’Interno a intervenire con una misura severa.

La decisione colpisce l’intera tifoseria organizzata del Savoia, che non potrà più accedere ai settori ospiti degli stadi fino alla fine del campionato del Girone I di Serie D.

Savoia, il decreto del Ministro dell’Interno

Il provvedimento firmato dal Ministro Piantedosi rappresenta una misura straordinaria, adottata per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico nelle manifestazioni sportive.

Il decreto stabilisce il divieto di trasferta per tutti i tifosi del Savoia. In pratica, da questo momento e fino alla fine della stagione, i sostenitori della squadra campana non potranno assistere alle partite disputate fuori casa.

Una decisione che arriva in seguito ai fatti accaduti sull’autostrada A1, dove si sarebbe verificato uno scontro tra gruppi di tifosi del Savoia e del Frosinone.

Secondo le ricostruzioni emerse nei giorni successivi all’episodio, alcuni sostenitori del club campano avrebbero aggredito i tifosi della squadra laziale durante un incontro casuale lungo la rete autostradale.

Un episodio considerato molto grave dalle autorità, che ha portato alla decisione di intervenire con un provvedimento drastico.

La posizione della società

Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale, la società del Savoia ha deciso di intervenire con un lungo messaggio pubblicato sui propri canali social.

Nel comunicato il club ha condannato con fermezza ogni forma di violenza, sottolineando il rispetto per le istituzioni e per la legalità.

Allo stesso tempo, però, la società ha voluto difendere l’immagine della propria tifoseria, spiegando che un’intera comunità non può essere identificata con le azioni di pochi individui.

Nel messaggio diffuso dal club si legge:

“Oggi abbiamo ricevuto il decreto firmato dal Ministro dell’Interno. Divieto di tutte le trasferte. Un provvedimento duro, che nasce da fatti gravissimi avvenuti nelle scorse settimane e che nessuno di noi intende minimizzare. La violenza non è mai giustificabile. Mai. Il rispetto delle istituzioni e della legalità viene prima di tutto. Ed è proprio nel rispetto delle istituzioni che accogliamo questo provvedimento con senso di responsabilità, consapevoli che gli episodi accaduti hanno messo a rischio l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico.”

Parole che dimostrano la volontà della società di prendere le distanze dagli episodi di violenza.

Il legame con Torre Annunziata

Nel comunicato il club ha voluto anche ribadire il forte legame tra il Savoia e la città di Torre Annunziata.

La società ha sottolineato come la passione dei tifosi rappresenti una parte fondamentale dell’identità del club, ma allo stesso tempo ha evidenziato la necessità di promuovere valori come rispetto, legalità e responsabilità.

Nel messaggio si legge inoltre:

“Ma allo stesso tempo sentiamo il dovere di dirlo con chiarezza, una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi. Torre Annunziata, la sua gente, la sua passione e la sua storia non meritano di essere raccontate attraverso la violenza di una minoranza.”

Parole che evidenziano la volontà di difendere l’immagine della città e dei suoi tifosi.

Savoia, una responsabilità verso i giovani

Uno dei passaggi più significativi del comunicato riguarda il ruolo sociale che il club intende assumere nei confronti della propria comunità.

La società ha infatti riconosciuto che molti giovani crescono in contesti difficili e ha dichiarato di voler contribuire a offrire loro un punto di riferimento positivo.

Nel messaggio pubblicato sui social si legge:

“Per troppo tempo molti ragazzi sono cresciuti senza una guida, figli di una città spesso lasciata sola, senza regole e senza riferimenti. Noi non vogliamo giudicarli. Vogliamo prenderci la responsabilità di educarli.”

Il club ha quindi lanciato un messaggio forte, proponendosi come punto di riferimento per i giovani della città.

Una missione oltre il calcio

Il comunicato della società si conclude con parole che vanno oltre il semplice ambito sportivo.

Il Savoia viene descritto come qualcosa di più di una squadra di calcio, un simbolo di appartenenza e di responsabilità per l’intera comunità.

Nel messaggio si legge:

“Il Savoia deve diventare questo, un simbolo di appartenenza, di rispetto, di legalità e di amore per la propria città.”

Una dichiarazione che sottolinea la volontà del club di trasformare questo momento difficile in un’occasione per rafforzare il legame con il territorio.

Savoia, un finale di stagione senza tifosi in trasferta

Dal punto di vista sportivo, il provvedimento avrà un impatto significativo sul finale di stagione del Savoia.

La squadra dovrà affrontare tutte le trasferte senza il supporto dei propri tifosi, un elemento che spesso rappresenta una spinta importante per i giocatori.

Il sostegno del pubblico resta infatti uno degli aspetti più caratteristici del calcio, soprattutto nelle realtà in cui il legame tra squadra e città è particolarmente forte.

Nonostante questo, la società ha ribadito la propria volontà di affrontare la situazione con senso di responsabilità.

Il Savoia si prepara quindi a vivere un finale di campionato particolare, segnato da una decisione che ha scosso profondamente l’ambiente ma che il club ha scelto di accogliere nel rispetto delle istituzioni.

La speranza, ora, è che da questa vicenda possa nascere un nuovo percorso basato su valori di rispetto, legalità e appartenenza. Un percorso che coinvolga non solo la squadra, ma l’intera comunità di Torre Annunziata.

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