Ci sono calciatori che hanno bisogno di presentazioni e altri per i quali basta pronunciare il nome. Fabio Longo appartiene alla seconda categoria. Capitano dell’Afragolese, attaccante di grande esperienza e bomber che conosce profondamente la Serie D, Longo continua a vivere il calcio con la fame di chi sente di avere ancora qualcosa da dimostrare. A se stesso, prima ancora che agli altri.
Ai microfoni di Golix Ritiri, il capitano rossoblù si è raccontato senza filtri. Non soltanto il calciatore e l’uomo-gol, ma anche il marito, il padre, il veterano dello spogliatoio e il leader che sogna di lasciare un segno nella storia dell’Afragolese.
Dalle rinunce compiute per inseguire il calcio al rapporto con la famiglia, passando per i giovani, il nuovo progetto rossoblù, mister Gianluca Esposito e un’ambizione stagionale che Longo lascia intravedere senza trasformarla in un proclama. Un viaggio tra passato, presente e futuro con un punto fermo: la voglia di competere è ancora quella di sempre.
Serie D, Longo e una fame che non conosce età
Gli anni passano, le stagioni si accumulano e le partite diventano centinaia. Per un attaccante abituato a lasciare il segno in Serie D, trovare nuovi stimoli potrebbe sembrare complicato. Non per Fabio Longo.
“Gli stimoli sono sempre gli stessi, è sempre la voglia di dimostrare a me stesso che posso dare un grande contributo ai compagni di squadra e soprattutto allo staff tecnico che crede in me”.
È probabilmente qui che si nasconde uno dei segreti della sua longevità. Non vivere di quanto fatto in passato, ma cercare continuamente una nuova sfida. Il curriculum e i gol realizzati negli anni raccontano una carriera, ma non possono scendere in campo al posto suo.
Longo lo sa. Ed è per questo che continua a ragionare come chi deve ancora conquistarsi qualcosa.
Fabio Longo, I sacrifici dietro il successo
Dietro ogni carriera lunga ci sono pagine che il pubblico raramente vede. Trasferte, allenamenti, lontananza da casa, occasioni mancate con le persone più care. Longo non nasconde il prezzo pagato per inseguire il proprio sogno.
“Ci sono state veramente tante rinunce, tanti sacrifici. Non rimpiango niente perché era la strada che volevo percorrere, ne sono fiero e continuerò a farlo finché avrò la forza”.
Quando deve dare un volto a quei sacrifici, il pensiero va immediatamente alla famiglia.
“In particolar modo la mia famiglia, i miei figli, mia moglie, perché sono diventato padre all’età di 23 anni, quindi molto presto. Abbiamo fatto un percorso insieme di crescita abbastanza importante”.
Parole che portano l’intervista fuori dal rettangolo verde. Perché dietro il capitano dell’Afragolese c’è un uomo cresciuto insieme alla propria famiglia mentre provava a costruirsi una carriera nel calcio.
E se il Fabio Longo bambino potesse vedere ciò che è diventato?
“Sì, certo. Se riguardo indietro, sì. Volevo questo e in gran parte ci sono riuscito”.
Afragolese, Longo vuole qualcosa che resti nella storia
Il passato regala soddisfazioni, ma lo sguardo del capitano è rivolto soprattutto alla nuova stagione di Serie D. Ed è qui che Longo pronuncia una delle frasi più significative dell’intervista.
“Quest’anno ho un obiettivo molto importante che vorrei e spero, con l’aiuto dei miei compagni di squadra, di raggiungere: qualcosa che rimanga nella storia dell’Afragolese”.
Nessun traguardo viene pronunciato esplicitamente. Il significato, però, è evidente: questa Afragolese nella prossima stagione di Serie D non vuole accontentarsi.
Longo vede potenziale nella squadra costruita durante l’estate e non nasconde la propria soddisfazione per il livello dell’organico.
“Quest’anno si è formato un grande gruppo. La squadra è stata costruita in maniera perfetta per me. In tanti ruoli ci sono ragazzi molto forti, quindi credo che ci possiamo divertire e possiamo veramente far parlare di noi”.
La Serie D resta un campionato complesso, nel quale i valori sulla carta devono essere confermati settimana dopo settimana. Ma il capitano sente che ci sono le condizioni per provare a costruire qualcosa di importante.
Il progetto Afragolese e l’ambizione della società in Serie D
La parola “ambizione” ritorna anche quando Longo parla della società. Il capitano osserva quotidianamente il lavoro del club e riconosce la volontà della proprietà di alzare progressivamente l’asticella.
“Il progetto Afragolese è un progetto ambizioso. A capo c’è un presidente molto giovane che vuole fare delle cose importanti per la città di Afragola. Quindi sta a noi ripagare in campo la fiducia e gli sforzi che ci mette ogni giorno”.
Un passaggio importante perché lega inevitabilmente squadra e territorio. Il progetto non riguarda soltanto ciò che accade durante i novanta minuti, ma coinvolge una piazza che vuole riconoscersi nei propri colori.
Ed è proprio ai calciatori, secondo Longo, che spetta trasformare gli investimenti e le aspettative della società in prestazioni.
Longo leader dei giovani: “Prima cerco di capire il carattere”
Essere capitano significa molto più che indossare una fascia. In uno spogliatoio nel quale convivono calciatori esperti e ragazzi alle prime esperienze importanti in Serie D, Longo rappresenta inevitabilmente un riferimento.
Eppure il suo approccio non sembra quello del veterano che pretende di imporre la propria voce.
“È molto semplice per me perché la maggior parte di loro già li conoscevo. Con i nuovi che sono arrivati cerco prima di capire un po’ il loro carattere e di trovare il modo e i tempi giusti per comunicare con loro”.
Ascoltare prima di parlare. Capire la persona prima ancora del calciatore. Una forma di leadership costruita sull’esperienza e sulla conoscenza delle dinamiche di uno spogliatoio.
In una stagione lunga, questa capacità può rivelarsi preziosa quanto un gol decisivo.
Serie D, il rapporto tra Fabio Longo e Gianluca Esposito
Tra i temi affrontati durante Golix Ritiri c’è anche il rapporto con il tecnico Gianluca Esposito. I due si conoscevano già, ma non avevano mai avuto l’opportunità di lavorare insieme.
“Mister è una persona molto simpatica, già lo conoscevo ma non avevo avuto modo di lavorare con lui. Quest’anno ce l’ho, quindi da parte mia mi devo mettere a disposizione a 360 gradi”.
Alla base una stima reciproca. Longo apprezza soprattutto la capacità del tecnico di comprenderne esperienza, esigenze e condizioni.
“Lui ha molta stima nei miei confronti, anch’io per lui, e mi lascia libero di capire il momento, di riposare qualche volta. Ne sono veramente contento”.
Gestire un veterano significa anche conoscere il suo corpo e distribuire correttamente le energie. L’obiettivo è arrivare ai momenti decisivi della prossima stagione di Serie D con Longo nelle condizioni migliori per incidere.
Il capitano chiama Afragola: “Siate orgogliosi di noi”
C’è poi il rapporto con i tifosi. Per Longo non si tratta di una tifoseria da scoprire: Afragola è ormai un ambiente che conosce bene.
Quando gli viene chiesto cosa vorrebbe vedere negli occhi dei sostenitori guardando la squadra, la risposta è netta.
“Vorrei fossero orgogliosi di noi e fieri di questa squadra che lotta su ogni pallone fino all’ultimo minuto”.
Non promette vittorie a ogni costo. Promette battaglia.
E nell’appello finale ai tifosi ribadisce un concetto basato sulla reciprocità.
“Loro sono di casa, mi conoscono da tantissimo tempo. Chiedo solo quello che fanno ogni anno: starci vicino. Quando ci vogliono le critiche è giusto che loro ce le facciano e quando meritiamo gli applausi, anche quelli”.
Parole da capitano, consapevole che una piazza passionale pretende tanto proprio perché sente profondamente la squadra.
Non soltanto gol: la felicità del gruppo prima del singolo
Fabio Longo e il gol sono due elementi che negli anni hanno imparato a conoscersi molto bene. Ma cosa rende davvero soddisfatto un bomber quando il pallone non finisce in rete?
“Al di là dei gol, soprattutto la prestazione, il risultato, vedere felice un compagno esultare, la gioia di un gruppo che è arrivato all’obiettivo facendo tanti sacrifici”.
È forse questa una delle risposte che meglio raccontano il momento della carriera del capitano. Il gol rimane fondamentale, ma la soddisfazione individuale viene inserita all’interno di un risultato più grande.
L’esperienza in Serie D gli ha insegnato che le stagioni importanti non si costruiscono soltanto attraverso i marcatori, ma grazie alla capacità di uno spogliatoio di condividere fatica, difficoltà e vittorie.
Rigore al 95′? Longo non ci pensa nemmeno
Poi arriva la domanda che cancella qualsiasi dubbio sulla natura del bomber.
Novantacinquesimo minuto. Partita in bilico. Calcio di rigore. Le gambe sono pesanti e accanto c’è magari un compagno più fresco. Lo lascia tirare?
“No, tiro sempre io”. E ride con la consapevolezza del bomber e la responsabilità del capitano.
Una risposta di poche parole che contiene, però, buona parte dell’essenza di Fabio Longo. Responsabilità, personalità e quella fame che, nonostante gli anni trascorsi sui campi della Serie D, sembra essere rimasta intatta.
È questo il capitano che l’Afragolese porta verso la nuova stagione. Un attaccante che ha segnato tanto, un veterano chiamato ad accompagnare i più giovani e un uomo che continua a riconoscere nella famiglia il senso dei sacrifici compiuti.
Ma soprattutto un calciatore che ha ancora un desiderio.
Fare qualcosa che resti nella storia dell’Afragolese.
Le parole pronunciate a Golix Ritiri raccontano una squadra che vuole guardare in alto e un capitano pronto a prendersi ancora una volta le proprie responsabilità. Perché se al 95′ ci sarà un pallone sul dischetto, su una cosa si può già essere certi: Fabio Longo non farà un passo indietro.



