Vincere, raggiungere il professionismo e continuare a costruire una società capace di sostenere sul lungo periodo una crescita sportiva importante. Mirko Mannino, amministratore delegato della Leon Monza, non usa mezzi termini per descrivere gli obiettivi del club.
Nella nuova tappa di Golix Ritiri, Mannino racconta un progetto che procede parallelamente su due binari. Da una parte c’è il campo, con una Leon Monza che vuole provare a vincere il campionato di Serie D. Dall’altra ci sono infrastrutture e servizi, con il centro sportivo in continua evoluzione e un nuovo edificio polifunzionale destinato a diventare il quartier generale della società.
Una visione ambiziosa, accompagnata però dalla consapevolezza delle difficoltà: investimenti e organizzazione sono fondamentali, ma nel calcio servono anche risultati e, come ammette lo stesso Mannino, “un pizzico di fortuna”.
Leon Monza, Mannino: “Vogliamo vincere la Serie D”
Il primo passaggio dell’intervista riguarda l’obiettivo per la stagione 2026-27. Mannino ribadisce quanto espresso dalla società durante la presentazione del progetto.
“Noi siamo molto ambiziosi, quindi non ci nascondiamo mai”.
La Leon Monza vuole puntare direttamente al risultato più importante.
“L’obiettivo è quello sicuramente di portare a casa un risultato importante e di riuscire a vincere questo campionato ed entrare nel mondo del professionismo”.
Una dichiarazione che definisce chiaramente il traguardo. La Serie D non rappresenta il punto d’arrivo del progetto, ma una categoria dalla quale la società vuole provare a compiere il salto verso il calcio professionistico.
L’eventuale promozione, nelle intenzioni della proprietà, porterebbe la Leon Monza “a un livello completamente diverso”.
Serie D, Mannino guarda ai prossimi cinque anni
Quando la prospettiva si sposta sul medio periodo, Mannino sceglie maggiore prudenza.
Prevedere dove sarà la Leon Monza tra cinque anni non è semplice, soprattutto considerando il livello della concorrenza e gli investimenti effettuati ogni stagione da numerose società.
“Tante società ogni anno investono tantissimo, il calcio è uno sport molto costoso”.
Ci sono inoltre avversarie con maggiore esperienza in determinati campionati. La risposta della Leon Monza è provare a mettere i propri calciatori nelle migliori condizioni possibili.
“Facciamo tutto quello che è possibile per dare ai ragazzi gli strumenti che servono per poter raggiungere i grandi risultati”.
La società vuole quindi arrivare al termine di ogni stagione con la consapevolezza di aver messo a disposizione della squadra tutto ciò che era nelle proprie possibilità. Il tutto partendo da questa Serie D.
Leon Monza, tra cinque anni l’obiettivo è il professionismo
Investire e organizzarsi, però, non significa poter controllare qualsiasi variabile.
“Ci vuole anche un pizzico di fortuna”, ammette Mannino.
Quando deve comunque immaginare la Leon Monza tra cinque anni, l’amministratore delegato indica una direzione precisa.
“Io penso che tra cinque anni dovremmo affermarci nel professionismo”.
Una previsione immediatamente accompagnata da un sorriso e da un pizzico di scaramanzia.
La priorità resta dunque trasformare le ambizioni della Serie D in una crescita stabile, evitando che l’eventuale salto di categoria trovi la società impreparata.
Ed è proprio qui che entra in gioco uno degli aspetti più interessanti dell’intervista: le infrastrutture.
Serie D e strutture: la crescita della Leon Monza
Mannino racconta con orgoglio l’evoluzione del centro sportivo della Leon Monza.
“La nostra struttura è cresciuta negli anni e noi siamo molto affezionati ad ogni struttura che abbiamo portato a termine”.
Tra gli interventi ricordati c’è la tribuna centrale, considerata uno dei motivi di maggiore soddisfazione della proprietà, insieme al Leon Bistrot.
Quest’ultimo viene descritto come un servizio disponibile sette giorni su sette e pensato soprattutto per le famiglie che frequentano quotidianamente il centro.
A questi elementi si aggiunge il nuovo terreno di gioco, realizzato anche guardando alle esigenze di una categoria professionistica.
Ma il progetto destinato a rappresentare il nuovo punto di riferimento della società è ancora in fase di realizzazione.
Leonab, il nuovo quartier generale della Leon Monza
Mannino anticipa durante Golix Ritiri alcuni dettagli dell’edificio polifunzionale che la società sta costruendo. Il nome indicato nell’intervista è Leonab.
Si tratta, secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato, di una struttura di circa 400 metri quadrati, lunga circa 40 metri e larga 10.
L’obiettivo è concentrare nello stesso spazio una serie di servizi che normalmente richiederebbero strutture separate.
“Potrà dare alle famiglie un servizio che oggi è difficile trovare tutto all’interno di un centro sportivo”.
Segreteria, merchandising, palestra e spazi dedicati alla fisioterapia sono alcuni degli elementi che Mannino cita per spiegare la filosofia del progetto.
Dallo store alla palestra: cosa ci sarà nel Leonab
L’edificio ospiterà la segreteria sportiva, lo store ufficiale e una nuova sala riunioni di dimensioni importanti. Uno spazio che potrà essere utilizzato per conferenze, incontri societari e appuntamenti con le famiglie.
Nel progetto è prevista anche la Leon Game, un’area dedicata all’aggregazione dei più piccoli. Mannino precisa che non sarà una tradizionale sala videogiochi, ma uno spazio nel quale saranno proposte differenti forme di intrattenimento.
Particolare importanza viene attribuita poi alla palestra. I calciatori potranno utilizzarla per programmi di potenziamento, ma anche per attività specifiche legate al recupero dagli infortuni e alla fisioterapia.
Un ulteriore passo verso quella strutturazione che la Leon Monza considera fondamentale per accompagnare le proprie ambizioni in Serie D.
Leon Monza, l’obiettivo è rendere il centro pronto per la Serie C
Il progetto infrastrutturale guarda già alla possibilità di un futuro nel professionismo.
Mannino spiega che, in caso di raggiungimento della Serie C, uno dei successivi interventi riguarderebbe la capienza dell’impianto.
L’obiettivo sarebbe arrivare a 1.500 posti, attraverso la realizzazione di tribune dedicate, così da poter ospitare le partite ufficiali della categoria.
“Per tutto quello che riguarda il resto la struttura è già pronta”, sottolinea Mannino.
Una dichiarazione significativa, perché evidenzia come la società non voglia aspettare un’eventuale promozione dalla Serie D per iniziare a pensare alle necessità del professionismo.
Il lavoro infrastrutturale procede contemporaneamente a quello sportivo.
Serie D, il nuovo edificio verso il completamento entro fine anno
Mannino fornisce anche un’indicazione sulle tempistiche del nuovo edificio. L’intenzione è metterlo a disposizione dei tesserati entro Natale, con la prospettiva di poter completare i lavori anche prima.
Al momento dell’intervista, la struttura prefabbricata in ferro risulta già montata insieme alla copertura, mentre il lavoro prosegue sugli allacciamenti e sugli ambienti interni. “Per la fine dell’anno dovrebbe essere tutto pronto”.
Una scadenza che rappresenterebbe un altro tassello nel percorso di crescita della Leon Monza.
Golix Ritiri, Leon Monza costruisce oggi il futuro
L’intervista di Golix Ritiri a Mirko Mannino restituisce forse una delle immagini più complete della strategia della Leon Monza.
La società vuole vincere il campionato di Serie D ed entrare nel professionismo, ma parallelamente sta cercando di costruire le condizioni necessarie per sostenere un eventuale salto di categoria.
Il nuovo edificio polifunzionale, la palestra, gli spazi dedicati alle famiglie, la fisioterapia, lo store e il progetto di ampliamento delle tribune raccontano una visione che va oltre il risultato della domenica.
Mannino non nasconde che il calcio sia costoso e competitivo. Sa che altre società investono e possono contare su una maggiore esperienza. Ed è consapevole che, dopo aver fatto tutto il possibile, rimane sempre una componente che nessun dirigente può controllare completamente.
Ma l’obiettivo non cambia.
Prima provare a vincere la Serie D. Poi affermarsi nel professionismo.
La Leon Monza vuole arrivarci costruendo contemporaneamente squadra e società. Perché il vero salto di categoria, nelle parole e nei progetti della dirigenza, sembra essere già iniziato fuori dal campo.



