Crescere ancora, consolidare quanto costruito negli ultimi anni e provare a trasformare un progetto ambizioso in un club capace di raggiungere il professionismo. Il presidente Bruno Presezzi non si nasconde quando parla del futuro della Leon Monza e della Serie D.
Nella nuova tappa di Golix Ritiri, il numero uno del club racconta un progetto che non riguarda soltanto i risultati della prima squadra. Settore giovanile, strutture, organizzazione societaria e investimenti rappresentano i pilastri di una crescita che, nelle intenzioni di Presezzi, dovrà portare la Leon Monza sempre più in alto.
L’obiettivo della stagione di Serie D è già molto ambizioso: provare a raggiungere il professionismo. Ma lo sguardo del presidente va ancora oltre. Alla domanda su dove immagini la società tra cinque anni, la risposta è destinata a far rumore: ai vertici della Serie C, magari pronta a lottare per qualcosa di ancora più importante.
Leon Monza, Presezzi: “Vogliamo raggiungere il professionismo”
La prima domanda non lascia spazio a interpretazioni: quale sarà l’obiettivo della Leon Monza nella stagione 2026-27?
Presezzi parte dal percorso compiuto negli ultimi anni.
“L’obiettivo è abbastanza chiaro, è quello di crescere ulteriormente, perché in questi anni siamo cresciuti tantissimo”.
Una crescita che ha richiesto investimenti economici, tempo e un impegno costante per sviluppare la società “a 360 gradi”.
Adesso la prima squadra dovrà provare a trasformare tutto questo lavoro in risultati sul campo.
“L’impegno quest’anno della prima squadra è quello di entrare in campo, battersi in ogni partita e cercare di raggiungere il professionismo”.
La Serie D, dunque, non viene vissuta come un punto d’arrivo. Nella visione del presidente può diventare il passaggio verso un livello superiore.
Serie D, il sogno di Presezzi: Leon Monza protagonista in Serie C
Ancora più significativa è la risposta alla domanda sul futuro a medio termine.
Dove sarà la Leon Monza tra cinque anni?
“Probabilmente saremo tra i primi in classifica in Serie C”.
Una previsione forte, alla quale Presezzi aggiunge la speranza di poter essere addirittura in lotta per qualcosa di più.
Parole che fotografano perfettamente le dimensioni del progetto. La Leon Monza vuole costruire gradualmente le condizioni necessarie per abbandonare la Serie D, entrare nel professionismo e successivamente provare a consolidarsi.
Non si tratta però soltanto di investire sulla prima squadra. Il presidente sottolinea come la crescita abbia coinvolto anche il settore giovanile e le infrastrutture.
Leon Monza, un progetto costruito a 360 gradi
Presezzi ricorda da dove è partita la società e quanto terreno sia stato percorso.
“È un progetto molto ambizioso, lo è sempre stato. Era una piccola società”.
Oggi lo scenario è differente. Il presidente cita i risultati raggiunti dal settore giovanile e il lavoro svolto sulle strutture sportive come dimostrazione di una crescita che non si limita alla domenica della prima squadra.
Anche la rosa costruita per la nuova stagione di Serie D segue una linea precisa.
“La prima squadra quest’anno, tra l’altro, sarà molto giovane e credo ci darà sicuramente soddisfazione”.
Giovani e ambizione, dunque, senza rinunciare alla necessità di costruire un’identità societaria sempre più forte.
Presezzi cerca nuove “bandiere” per la Leon Monza
Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta uno dei passaggi più interessanti dell’intervista.
Secondo Presezzi, crescere rapidamente comporta inevitabilmente qualche difficoltà organizzativa. Quando una società aumenta dimensioni, strutture e ambizioni, serve trovare stabilità.
“Quando si cresce molto negli anni spesso si crea un po’ di confusione, ovviamente una confusione anche positiva”.
La fase successiva consiste nel trasformare questa crescita in fondamenta solide.
E per farlo, secondo il presidente, servono dei veri e propri punti di riferimento.
“Bisogna trovare delle bandiere”.
Il riferimento inevitabile è al capitano Mattia Bonseri, uomo simbolo della Leon Monza e presenza storica all’interno del progetto.
Presezzi vorrebbe trovare altre figure con lo stesso senso di appartenenza, non soltanto tra i calciatori ma anche all’interno della dirigenza.
Serie D, Bonseri modello per la crescita del club
Per il presidente, il calcio moderno ha progressivamente perso alcune figure capaci di identificarsi completamente con una società.
“Al giorno d’oggi credo che alle società manchi questo, manchino delle bandiere sia da un punto di vista dirigenziale che da un punto di vista dei giocatori”.
Bonseri rappresenta quindi il modello da replicare.
“Serve qualche bandiera in più oltre al nostro capitano Mattia Bonseri e, se troviamo queste figure, probabilmente riusciremo a fare il salto di qualità”.
Una considerazione che va oltre gli aspetti puramente tecnici della Serie D. Per raggiungere il professionismo, nella visione di Presezzi, non basta costruire una rosa competitiva: bisogna creare una cultura societaria riconoscibile e duratura.
Leon Monza, gli investimenti tra giovani e strutture
Il progetto passa anche dagli investimenti annunciati e realizzati dalla società.
Secondo Presezzi, gran parte degli interventi programmati è ormai stata completata.
Per quanto riguarda la prima squadra, la scelta è stata quella di investire su calciatori giovani e su un nuovo staff. Parallelamente sono state inserite nuove figure nel settore giovanile, mantenendo la fiducia nei responsabili già presenti.
Un lavoro che punta a costruire continuità tra le diverse anime della Leon Monza.
Grande attenzione è stata dedicata anche alle infrastrutture. Il presidente sottolinea il rinnovamento del campo principale e gli interventi ancora in corso sull’impianto.
Il percorso, nelle sue parole, è ormai vicino al completamento.
“Il percorso ha avviato tutto, manca proprio poco per ultimarlo”.
Serie D, Presezzi: “Temiamo tutti, poi giocheremo da leoni”
Ambizioni importanti non significano sottovalutare il livello delle avversarie.
Alla domanda sulle squadre da temere nel nuovo campionato, Presezzi respinge immediatamente l’idea di una Serie Dsemplice.
“Non è un girone facile, anzi, al contrario. Probabilmente temiamo tutti”.
Molte formazioni si sono rinnovate e alcune possono contare anche sul peso di piazze e nomi particolarmente importanti. La Leon Monza partirà quindi con grande rispetto verso ogni avversario.
Ma il rispetto dovrà terminare simbolicamente al fischio d’inizio.
“I ragazzi sono carichi, quindi noi affronteremo ogni partita, come vuole il nostro logo, da leoni”.
Una frase che sintetizza perfettamente l’atteggiamento richiesto dal presidente.
Prima della partita rispetto per tutti. Quando si entra in campo, paura di nessuno.
Golix Ritiri, la Leon Monza non nasconde le proprie ambizioni
L’intervista realizzata durante Golix Ritiri racconta una società che non vuole limitarsi a vivere la Serie D, ma punta apertamente a costruire qualcosa di più grande.
Bruno Presezzi mette sul tavolo un obiettivo immediato, il professionismo, e una visione ancora più ambiziosa per il futuro: immaginare la Leon Monza protagonista in Serie C entro cinque anni.
Per arrivarci serviranno risultati, ma anche stabilità, settore giovanile, strutture e soprattutto persone capaci di identificarsi nel progetto. Quelle “bandiere” che il presidente considera indispensabili per compiere il definitivo salto di qualità.
La strada è tracciata. Ora arriva la parte più difficile: trasformare gli investimenti e le ambizioni in risultati.
La Leon Monza è pronta ad affrontare la nuova Serie D con una promessa: rispettare tutti prima del fischio d’inizio e poi, come recita la propria identità, scendere in campo da leoni.



