La stagione dell’Athletic Club Palermo si chiude al “Granillo” di Reggio Calabria con una sconfitta che fa male, ma non cancella il percorso costruito nel corso dell’anno. I nerorosa escono di scena nella semifinale playoff contro la Reggina, battuti 1-0 da un calcio di rigore trasformato da Di Grazia nel finale di una gara tesa, combattuta e decisa da episodi che hanno inevitabilmente acceso le polemiche.
Eppure, al di là del risultato, resta l’immagine di una squadra che ha saputo imporsi nel suo primo anno di Serie D con personalità, organizzazione e una qualità di gioco che ha sorpreso molti addetti ai lavori. La formazione di Emanuele Ferraro lascia il campo a testa alta, consapevole di aver disputato una stagione che va ben oltre le aspettative iniziali.
Una partita di dettagli nella storia dell’Athletic Club Palermo
La semifinale playoff si apre con ritmi bassi e grande attenzione tattica da parte di entrambe le squadre. Nel contesto del calcio dilettantistico e dei playoff di Serie D, dove ogni errore può essere decisivo, la tensione si percepisce fin dai primi minuti.
L’Athletic Club Palermo prova subito a colpire al 5’, quando Mazzotta trova la deviazione vincente su un cross di Zalazar, ma il gol viene annullato per fuorigioco. È un episodio che spezza l’entusiasmo iniziale dei nerorosa, ma che allo stesso tempo conferma la loro capacità di arrivare con pericolosità negli ultimi metri.
La Reggina risponde con una grande occasione di Girasole, che di testa sfiora la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il primo tempo si sviluppa così su un equilibrio costante, con la squadra di Ferraro che mostra ordine e compattezza, mentre gli amaranto provano a colpire soprattutto sulle palle inattive.
Il momento più pericoloso arriva al 19’, quando Mungo si ritrova a tu per tu con Martinez, ma il portiere nerorosa è decisivo con un intervento di piede che tiene in equilibrio la gara. L’Athletic Club Palermo risponde con un tiro da fuori di Grillo, ma Lagonigro blocca senza problemi.
Secondo tempo: episodi e svolta della partita
Nella ripresa il copione non cambia, ma aumenta progressivamente la sensazione che la partita si possa decidere su un singolo episodio. L’Athletic Club Palermo prova a rendersi pericoloso con Zalazar e Bonfiglio, senza però riuscire a trovare lo specchio della porta.
La Reggina, dal canto suo, colpisce una traversa con Girasole, confermando la pericolosità sui calci piazzati. È però il 68’ il minuto che cambia definitivamente la gara: Micoli, già ammonito, commette un fallo di mano e viene espulso per doppia ammonizione. L’inerzia si sposta improvvisamente verso i padroni di casa.
Cinque minuti dopo arriva l’episodio più discusso della semifinale. Palumbo entra in area, Martinez esce e l’attaccante della Reggina cade a terra. Per l’arbitro è calcio di rigore, ma le proteste dell’Athletic Club Palermo sono immediate e veementi, convinti che il contatto sia stato lieve o inesistente.
Dal dischetto Di Grazia non sbaglia: il pallone finisce in rete nonostante Martinez avesse intuito la direzione. È l’1-0 che indirizza la partita e, di fatto, la qualificazione.
Nel finale la situazione peggiora ulteriormente per i nerorosa, che restano addirittura in nove uomini per l’espulsione di Lores Varela, punito per proteste. Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Ferraro prova fino all’ultimo a costruire una reazione, ma la Reggina riesce a difendere il vantaggio fino al triplice fischio.
Una stagione di grande valore per l’Athletic Club Palermo
La sconfitta non cancella il percorso dell’Athletic Club Palermo, che chiude la sua prima stagione in Serie D con numeri di assoluto rilievo. Il quarto posto in classifica con 60 punti nella regular season rappresenta un risultato importante per una neopromossa, così come il secondo miglior attacco del campionato con 59 gol realizzati.
L’impatto della squadra nel torneo è stato immediato: gioco propositivo, identità chiara e una crescita costante nel corso dei mesi hanno permesso ai nerorosa di affermarsi come una delle realtà più interessanti del panorama dilettantistico siciliano.
Ferraro e un progetto che guarda avanti
Il lavoro di Emanuele Ferraro è stato uno degli elementi chiave della stagione. L’allenatore ha saputo costruire una squadra giovane ma ambiziosa, capace di competere ad alti livelli e di giocarsela anche contro realtà più strutturate.
La mentalità mostrata nei playoff, nonostante episodi sfavorevoli e due espulsioni, conferma la solidità del gruppo e la qualità del progetto tecnico.
Il futuro dell’Athletic Club Palermo
La stagione si chiude con una sconfitta, ma anche con una base solida su cui ripartire. L’Athletic Club Palermo ha dimostrato di poter stare stabilmente in alto nella Serie D, e il percorso di crescita appare solo all’inizio.
I numeri, le prestazioni e l’identità costruita in questa stagione rappresentano un patrimonio importante per il futuro. La sensazione è che questa semifinale playoff non sia un punto di arrivo, ma soltanto una tappa intermedia di un progetto che punta a consolidarsi ulteriormente.
Nel calcio dilettantistico, e soprattutto in una realtà competitiva come la Serie D, costruire continuità è la vera sfida. L’Athletic Club Palermo ha dimostrato di avere le basi giuste per affrontarla.



