L’Eccellenza veneta perde uno dei suoi protagonisti più rappresentativi degli ultimi anni. Dopo tre stagioni vissute fianco a fianco, il Pozzonovo e il capitano Josè Luis Colman Castro hanno deciso di separare le proprie strade, chiudendo un ciclo che resterà impresso nella memoria della società, dei tifosi e di tutti coloro che hanno condiviso questo percorso.
Non si tratta di un semplice addio tra un club e un giocatore. È la conclusione di una storia fatta di leadership, sacrificio, vittorie e appartenenza. Una di quelle storie che rappresentano al meglio l’essenza del calcio dilettantistico, dove il valore umano spesso supera persino quello tecnico.
L’annuncio della separazione è arrivato attraverso le parole cariche di stima e riconoscenza del direttore sportivo Carlo Marzola e dello stesso difensore argentino, che ha voluto salutare una piazza diventata negli anni una seconda casa.
Per l’Eccellenza veneta, l’addio di Colman Castro rappresenta la fine di una delle esperienze più significative vissute recentemente dal Pozzonovo.
Eccellenza veneta, tre anni da protagonista assoluto
Quando Josè Luis Colman Castro arrivò al Pozzonovo, pochi avrebbero immaginato quanto sarebbe diventato importante per il club.
Con il passare delle stagioni, il difensore centrale classe 1985 si è trasformato nel punto di riferimento della squadra, assumendo il ruolo di leader sia dentro che fuori dal campo. Le sue qualità tecniche, unite a una personalità forte e a un carisma naturale, lo hanno reso il capitano ideale per guidare il gruppo nei momenti più importanti.
Nel panorama dell’Eccellenza veneta, dove l’esperienza può fare la differenza tanto quanto il talento, Colman ha rappresentato un valore aggiunto costante.
Ogni partita, ogni allenamento e ogni sfida affrontata con la maglia del Pozzonovo hanno contribuito a consolidare il suo ruolo all’interno dello spogliatoio e a rafforzare il legame con la società.
Una promozione storica e tante soddisfazioni
Il bilancio dei tre anni trascorsi insieme parla da solo e racconta una delle fasi più positive della storia recente del Pozzonovo.
La prima stagione è stata quella della consacrazione, culminata con la vittoria del campionato di Promozione e con il salto di categoria. Un traguardo che ha regalato entusiasmo all’ambiente e che ha permesso alla società di affacciarsi con ambizione all’Eccellenza veneta.
Il secondo anno è stato caratterizzato da una straordinaria rimonta. La squadra è riuscita infatti a risalire la classifica passando dall’ultimo al settimo posto, dimostrando carattere, compattezza e spirito di gruppo.
Infine, la stagione appena conclusa ha regalato un’altra soddisfazione importante con la qualificazione ai playoff, risultato che conferma il percorso di crescita intrapreso dal club.
Tre annate diverse tra loro ma accomunate da un elemento costante: la presenza di Colman come guida e punto di riferimento della squadra.
Il capitano che ha lasciato il segno
Ci sono giocatori che si distinguono per i gol, altri per le giocate spettacolari. Poi esistono quei calciatori che riescono a lasciare un segno profondo attraverso il loro esempio quotidiano.
Josè Luis Colman Castro appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Nel corso della sua esperienza al Pozzonovo, il difensore argentino ha incarnato perfettamente i valori del capitano. Determinazione, senso di responsabilità e spirito di sacrificio hanno accompagnato ogni sua prestazione.
L’Eccellenza veneta è un campionato che richiede carattere e personalità, soprattutto nei momenti più delicati della stagione. In questo contesto, Colman è sempre stato uno dei punti fermi della squadra.
La sua capacità di guidare la linea difensiva e di trasmettere sicurezza ai compagni ha rappresentato un elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi societari.
Le parole di Carlo Marzola raccontano il suo valore
Tra i passaggi più significativi dell’addio spiccano le parole pronunciate dal direttore sportivo Carlo Marzola.
Il dirigente ha definito Colman uno dei giocatori più importanti avuti durante la sua lunga esperienza nel club, sottolineando non soltanto le qualità sportive del difensore ma anche il suo valore umano.
Un riconoscimento che assume un peso particolare considerando il lungo percorso vissuto da Marzola nel calcio dilettantistico.
Nel mondo dell’Eccellenza veneta, dove le relazioni umane rappresentano spesso una componente fondamentale del successo, essere ricordati come esempio di professionalità e passione costituisce probabilmente il complimento più bello.
Le parole del direttore sportivo evidenziano quanto l’impatto di Colman sia andato ben oltre il rettangolo di gioco.
Un legame costruito giorno dopo giorno
L’aspetto che emerge con maggiore forza da questa separazione è il rapporto autentico che si è creato tra il giocatore e l’ambiente di Pozzonovo.
Non si tratta di un addio segnato da incomprensioni o divergenze. Al contrario, le parti hanno scelto di salutarsi con reciproca gratitudine, consapevoli del percorso straordinario condiviso.
Il calcio dilettantistico conserva ancora questa dimensione umana che rende speciali certe storie. Nell’Eccellenza veneta, le società e i giocatori costruiscono spesso legami profondi che durano nel tempo e che vanno oltre i risultati.
Colman lascia il Pozzonovo portando con sé il ricordo di tre stagioni intense, ma soprattutto l’affetto di una comunità che lo ha sempre considerato uno dei propri simboli.
Il saluto commosso del capitano
Anche le parole pronunciate dal difensore argentino trasmettono emozioni sincere.
Nel suo messaggio di commiato, Colman ha voluto ringraziare la società, i presidenti Giancarlo Zanchi e Alberto Tresoldi, il direttore sportivo Carlo Marzola, mister Massimiliano Sabbadin, lo staff tecnico e tutte le persone che lavorano quotidianamente per il club.
Un pensiero speciale è stato dedicato anche ai compagni di squadra, indicati come il vero segreto dei successi ottenuti negli ultimi anni.
Secondo il capitano, il merito più grande del gruppo è stato quello di creare prima di tutto un rapporto di amicizia autentico. Un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che rappresenta la base di ogni squadra vincente.
L’Eccellenza veneta continua a dimostrare come il senso di appartenenza e la coesione possano fare la differenza tanto quanto le qualità tecniche.
Eccellenza veneta, il futuro del Pozzonovo dopo Colman
La partenza di una figura così importante apre inevitabilmente una nuova fase per il Pozzonovo.
Sostituire un capitano del calibro di Colman non sarà semplice. Non soltanto per le sue qualità difensive, ma soprattutto per il ruolo di leader che ha ricoperto all’interno dello spogliatoio.
La società dovrà ora individuare nuove figure capaci di raccogliere questa eredità e di mantenere vivo lo spirito che ha caratterizzato il gruppo negli ultimi anni.
L’Eccellenza veneta è un campionato in continua evoluzione e ogni stagione presenta nuove sfide. Tuttavia, il percorso costruito dal Pozzonovo negli ultimi anni offre basi solide sulle quali continuare a lavorare.
Un esempio per il calcio dilettantistico
Le storie più belle del calcio non sono necessariamente quelle che si svolgono sotto i riflettori dei grandi stadi.
Spesso nascono nei campi dei dilettanti, dove il senso di appartenenza, il sacrificio e la passione rappresentano valori ancora autentici.
L’esperienza vissuta da Josè Luis Colman Castro al Pozzonovo è una di queste storie. Una storia che racconta di un capitano capace di diventare simbolo, guida e punto di riferimento per un’intera comunità sportiva.
Nell’Eccellenza veneta, il suo nome resterà legato a tre anni di crescita, successi e soddisfazioni condivise.
Eccellenza veneta, un addio che lascia il segno
La separazione tra il Pozzonovo e Josè Luis Colman Castro chiude un capitolo importante della storia recente del club. Tre stagioni intense, caratterizzate da risultati significativi e da un legame umano che difficilmente verrà dimenticato.
L’Eccellenza veneta saluta un capitano che ha saputo incarnare i valori più autentici dello sport: professionalità, passione, leadership e rispetto.
Il futuro porterà nuove sfide sia per il giocatore sia per la società. Ma una cosa appare certa: il ricordo di questi tre anni continuerà a vivere nella memoria di chi ha avuto la fortuna di condividere questo straordinario percorso.
E come ha scritto lo stesso Colman nel suo saluto finale, resterà sempre una certezza: “Grazie di tutto. E, sempre, forza Pozzonovo!”.



