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Eccellenza veneta, Piovese: il tecnico Sabbadin si presenta

L’Eccellenza veneta ritrova uno dei suoi volti più conosciuti e apprezzati. Il ritorno di Massimiliano Sabbadin sulla panchina della Piovese non rappresenta soltanto una scelta tecnica, ma anche il ricongiungimento tra una società storica del calcio regionale e un allenatore che proprio a Piove di Sacco aveva iniziato il proprio percorso nella categoria.

Ci sono storie che nel calcio sembrano destinate a ritrovarsi. Non importa quanto tempo passi, quanti percorsi si separino o quante sfide vengano affrontate da avversari. Alcuni legami restano vivi, custoditi nei ricordi, nelle emozioni e nella stima reciproca. È esattamente quello che sta accadendo tra la Piovese e Massimiliano Sabbadin, protagonista di un ritorno che in Eccellenza veneta ha già acceso entusiasmo e curiosità.

Dopo anni di esperienze maturate sulle panchine del calcio dilettantistico, Sabbadin torna infatti nel club che nel 2011 gli diede la possibilità di allenare per la prima volta nel massimo campionato regionale. Un capitolo che aveva lasciato un segno importante nella sua carriera e che oggi si riapre con nuove ambizioni e con la voglia di costruire qualcosa di importante.

Eccellenza veneta, il ritorno di Sabbadin alla Piovese

Il nome di Massimiliano Sabbadin è strettamente legato alla crescita della Piovese in uno dei periodi più importanti della propria storia recente. L’allenatore aveva preso in mano la squadra nel 2011 grazie alla fiducia dell’allora dirigente Adriano Viale, subentrando a Carlo Perrone in un momento delicato ma ricco di aspettative.

Da lì nacque un percorso significativo, fatto di stagioni solide, risultati convincenti e soprattutto della storica cavalcata che portò la Piovese fino alla finale di Coppa Italia di Eccellenza. Un traguardo che ancora oggi viene ricordato con orgoglio dall’ambiente biancorosso e che contribuì a consolidare il nome di Sabbadin nel panorama dell’Eccellenza veneta.

Il tecnico, a distanza di anni, non ha nascosto l’emozione per questo nuovo inizio. Le sue prime parole raccontano perfettamente il legame speciale costruito con la società di Piove di Sacco.

“Per me la Piovese è sempre stata qualcosa di diverso, è stata la prima squadra che mi ha permesso nell’ormai lontano 2011 di allenare in Eccellenza grazie ad Adriano Viale che mi scelse per sostituire Carlo Perrone”.

Parole sincere, che fotografano quanto questa esperienza abbia rappresentato un punto di svolta umano e professionale per l’allenatore.

Un legame rimasto forte nel tempo

Nel calcio dilettantistico spesso i rapporti vanno oltre il semplice risultato sportivo. È il caso della Piovese e di Sabbadin, rimasti legati anche dopo la separazione professionale. Lo stesso tecnico ha ricordato con emozione gli anni trascorsi nel club e il rapporto costruito con dirigenti e ambiente.

“Ricordo l’amicizia che si era creata e le innumerevoli serate passate assieme con i dirigenti di allora. Quando poi ho cambiato squadra e ne sono diventato un avversario mi faceva sempre un certo effetto affrontarla”.

Parole che testimoniano quanto il calcio regionale sappia ancora conservare valori autentici. Nell’Eccellenza veneta, dove le piazze vivono il calcio con forte senso di appartenenza, questi aspetti fanno spesso la differenza tanto quanto i risultati sul campo.

Il ritorno di Sabbadin viene dunque accolto non soltanto come una scelta tecnica, ma come il ritorno di una figura che conosce perfettamente l’ambiente, le aspettative e la cultura sportiva della Piovese.

La nuova ambizione della Piovese

Dietro la decisione di affidare nuovamente la panchina a Sabbadin c’è anche una precisa visione progettuale. La società biancorossa vuole infatti aprire un nuovo ciclo, puntando su programmazione, crescita graduale e valorizzazione tecnica della rosa.

A convincere l’allenatore è stato soprattutto il progetto illustrato dall’attuale presidente, deciso a costruire un percorso ambizioso ma sostenibile.

“Quest’anno mi ha convinto la passione e la spavalderia del presidente che mi ha illustrato un programma triennale votato alla crescita progressiva del tasso tecnico della squadra con la speranza di togliersi più soddisfazioni possibili sul campo”.

Una dichiarazione che lascia intravedere una Piovese intenzionata a recitare un ruolo importante nella prossima Eccellenza veneta. Nessuna promessa irrealistica, ma la chiara volontà di alzare progressivamente il livello competitivo della squadra.

Nel calcio dilettantistico moderno la programmazione è diventata fondamentale. Le società che riescono a costruire progetti credibili, continui e organizzati sono quelle che nel tempo ottengono i risultati migliori. La Piovese sembra voler seguire proprio questa strada.

Il rapporto con il direttore Bortolotto

Nel progetto tecnico avrà un ruolo importante anche il direttore sportivo Bortolotto, figura giovane e ambiziosa che Sabbadin conosce già molto bene. Un aspetto che ha ulteriormente favorito la scelta dell’allenatore.

“Oltre alla possibilità di lavorare con un direttore giovane e ambizioso come Bortolotto che conoscevo già per averlo avuto da giocatore al Pozzonovo”.

La sintonia tra area tecnica e allenatore sarà uno degli elementi chiave del nuovo corso biancorosso. In categorie competitive come l’Eccellenza veneta, infatti, la condivisione di idee e strategie rappresenta spesso il vero valore aggiunto.

La Piovese punta dunque su una struttura chiara, con ruoli definiti e una visione comune. Un aspetto che potrebbe permettere alla squadra di affrontare la prossima stagione con maggiore solidità e continuità.

Eccellenza veneta sempre più competitiva

Il ritorno di Sabbadin alla Piovese si inserisce in un contesto di Eccellenza veneta sempre più competitivo e ricco di società organizzate. Negli ultimi anni il livello tecnico del campionato si è notevolmente alzato, grazie alla presenza di club strutturati, allenatori preparati e piazze storiche desiderose di tornare protagoniste.

Ogni stagione il torneo regala equilibrio, intensità e grande spettacolo. Per questo motivo programmare con anticipo e scegliere figure esperte diventa essenziale.

Sabbadin conosce perfettamente le dinamiche della categoria e porta con sé un bagaglio importante di esperienza. La sua capacità di creare gruppi compatti e valorizzare i giocatori potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per la Piovese.

L’obiettivo sarà quello di costruire una squadra competitiva senza perdere l’identità che da sempre contraddistingue il club biancorosso.

La voglia di aprire un nuovo ciclo in Eccellenza veneta

Ogni ritorno porta inevitabilmente con sé aspettative, emozioni e curiosità. Nel caso di Sabbadin e della Piovese, però, c’è anche la sensazione di trovarsi davanti a una nuova opportunità per scrivere pagine importanti.

Il club vuole crescere passo dopo passo, evitando pressioni inutili ma mantenendo viva l’ambizione. La presenza di un allenatore che conosce profondamente l’ambiente potrebbe aiutare la società a trovare rapidamente equilibrio e continuità.

In Eccellenza veneta contano organizzazione, mentalità e capacità di affrontare momenti difficili durante la stagione. Sabbadin ha già dimostrato in passato di saper lavorare bene sotto pressione e di riuscire a dare identità alle proprie squadre.

Il popolo biancorosso spera ora che questo nuovo capitolo possa riportare entusiasmo e risultati. Perché alcune storie, quando si rincontrano, sembrano davvero destinate a ripartire nel modo giusto.

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