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venerdì 2 Ottobre 2026
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Serie D, clamoroso Ibarbo: lascia il Pontedera

La Serie D saluta uno dei nomi più sorprendenti arrivati nel campionato in questa stagione. Victor Ibarbo cambia ancora maglia e, a poche settimane dall’inizio della sua avventura con il Pontedera, scende di categoria per ripartire dall’Eccellenza lucana. L’ex attaccante di Cagliari e Roma è infatti un nuovo giocatore del Calcio San Cataldo, formazione della frazione di Bella, in provincia di Potenza.

Una scelta destinata inevitabilmente a fare rumore. Perché Ibarbo, a 36 anni, resta un nome capace di riportare alla memoria un calcio completamente diverso: quello degli stadi della Serie A, delle notti con la maglia del Cagliari, dell’esperienza alla Roma e della Nazionale colombiana. Soltanto poche settimane fa, invece, il suo presente sembrava destinato a essere la Serie D. Il Pontedera aveva puntato sulla sua esperienza e sul suo enorme bagaglio tecnico, ma il matrimonio è durato pochissimo.

Adesso si apre un nuovo capitolo, ancora più lontano dai grandi riflettori ma proprio per questo ricco di fascino.

Serie D, l’avventura di Ibarbo al Pontedera finisce subito

L’arrivo di Ibarbo al Pontedera aveva rappresentato uno dei movimenti più curiosi del mercato di Serie D. Un giocatore con oltre cento presenze nella massima categoria italiana che sceglie il calcio dilettantistico non può passare inosservato.

Il colombiano era stato ufficializzato dal club toscano l’11 settembre e aveva fatto il suo esordio già il giorno successivo contro la Pro Patria. La sua parentesi con il Pontedera, però, si è conclusa dopo appena tre presenze. A distanza di meno di un mese dall’annuncio, è arrivato il trasferimento al San Cataldo.

Una permanenza lampo che impedisce alla Serie D di godersi più a lungo uno dei calciatori dal curriculum più prestigioso transitati recentemente nella categoria.

Per Ibarbo, però, non significa fermarsi. Al contrario. Il colombiano ha deciso di accettare immediatamente un’altra sfida e di scendere ancora un gradino nella piramide del calcio italiano.

Dal Cagliari alla Serie D: la carriera internazionale di Ibarbo

Per comprendere la portata del colpo messo a segno dal San Cataldo basta ripercorrere la carriera del nuovo attaccante rossoblù.

Ibarbo ha vissuto soprattutto a Cagliari gli anni più importanti della sua esperienza italiana, imponendosi per caratteristiche difficili da dimenticare: accelerazione, forza fisica, progressione e capacità di attaccare gli spazi. Successivamente è arrivata anche l’occasione con la Roma nella stagione 2014-2015.

Non soltanto Italia. Il colombiano ha giocato anche con Watford, Panathinaikos, Sagan Tosu e V-Varen Nagasaki, oltre a essere tornato in patria con l’Atlético Nacional. Con la Colombia ha inoltre partecipato al Mondiale del 2014 in Brasile, concluso dalla nazionale sudamericana ai quarti di finale.

Una traiettoria internazionale che rende ancora più particolare l’immagine di Ibarbo sui campi dell’Eccellenza lucana.

Prima dell’ultima svolta c’era stata la Serie D, con il Pontedera. Un’esperienza durata troppo poco per incidere realmente sul campionato, ma sufficiente per riaccendere la curiosità intorno a un calciatore entrato nell’immaginario di un’intera generazione.

Serie D e nostalgia: Ibarbo è diventato anche un simbolo di FIFA

C’è infatti un altro elemento che rende Victor Ibarbo un personaggio particolare. Al di là delle sue presenze in Serie A, l’attaccante colombiano è diventato negli anni un autentico giocatore di culto anche tra gli appassionati della saga videoludica FIFA.

Velocità e potenza lo trasformarono in una delle carte più riconoscibili e utilizzate di alcune edizioni del gioco. Un fenomeno virtuale che ha contribuito a rendere il suo nome familiare anche a tanti giovanissimi che magari avevano seguito meno direttamente le sue stagioni in Sardegna.

Quando il suo approdo in Serie D era stato annunciato, dunque, la notizia aveva unito due generazioni: chi ricordava le sue corse sui campi della Serie A e chi lo aveva conosciuto soprattutto attraverso il videogioco.

Ora la stessa curiosità si sposta in Basilicata.

San Cataldo, un colpo che racconta grandi ambizioni

Per il San Cataldo, infatti, l’ingaggio di Ibarbo non è soltanto una suggestione.

La società lucana ha affidato la squadra a Domenico Giacomarro, allenatore con una lunga esperienza maturata anche in categorie superiori. L’arrivo dell’ex Cagliari rappresenta un ulteriore segnale delle ambizioni di un club deciso a essere protagonista nel campionato di Eccellenza.

Il messaggio diffuso dalla società al momento dell’annuncio è altrettanto significativo: il San Cataldo punta sulla potenza, sulla velocità e sull’esperienza internazionale del colombiano per aumentare il peso del proprio reparto offensivo.

Naturalmente, il giocatore che arriva oggi in Basilicata non può essere lo stesso attaccante esplosivo ammirato oltre dieci anni fa in Serie A. A 36 anni cambiano ritmo, caratteristiche e gestione fisica. Ma in un campionato come l’Eccellenza l’esperienza maturata affrontando difensori di livello internazionale può diventare un patrimonio tecnico e mentale enorme.

La Serie D perde Ibarbo, l’Eccellenza trova una nuova stella

La storia, alla fine, ha qualcosa di profondamente romantico. Soltanto a settembre Ibarbo sembrava pronto a vivere una stagione intera in Serie D con il Pontedera. Poche settimane più tardi si ritrova al centro di una nuova avventura in una piccola realtà della Basilicata.

È anche questa l’essenza del calcio dilettantistico italiano. Le categorie cambiano, gli stadi diventano più piccoli e i riflettori diminuiscono, ma certe storie continuano ad avere una forza particolare.

La Serie D perde così uno dei suoi personaggi più riconoscibili prima ancora di aver avuto davvero il tempo di conoscerlo. Il San Cataldo, invece, porta in Eccellenza un calciatore che ha respirato Serie A, calcio europeo, Mondiali e campionati disputati dall’altra parte del mondo.

Adesso resta il campo. Perché i ricordi possono accendere l’entusiasmo, il curriculum può riempire le tribune e un nome come quello di Ibarbo può trasformare una normale operazione di mercato in una notizia nazionale. Ma dal prossimo pallone giocato tornerà a contare ciò che ha sempre contato.

Correre, segnare e vincere.

Anche lontano dalla Serie D. Anche lontanissimo dalle notti della Serie A.

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