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sabato 23 Maggio 2026
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Serie D, Savoia: lo scontro col Comune sullo stadio

Il Savoia torna in Serie C, ma invece di respirare entusiasmo e celebrare uno dei traguardi più importanti degli ultimi anni, a Torre Annunziata si vive un clima tesissimo. La storica promozione conquistata sul campo dalla squadra oplontina rischia infatti di essere oscurata da una polemica sempre più accesa con l’amministrazione comunale. Al centro dello scontro c’è lo stadio Giraud, impianto simbolo della città e oggi protagonista di una vicenda che ha assunto i contorni di una vera telenovela senza fine.

Quello che doveva essere un momento di orgoglio collettivo si è trasformato in un durissimo botta e risposta tra il club e il Comune di Torre Annunziata. Da una parte l’amministrazione, che rassicura tifosi e cittadini sull’avanzamento dei lavori necessari per adeguare lo stadio agli standard della Serie C. Dall’altra il Savoia, furioso per i ritardi accumulati e convinto che le promesse fatte non siano state mantenute.

La sensazione è che la tensione sia ormai arrivata a livelli altissimi. E mentre i tifosi sognano il ritorno nel calcio professionistico, cresce la preoccupazione per una situazione che rischia di complicare l’iscrizione al prossimo campionato.

Savoia, una promozione storica che meritava un’altra atmosfera

Il ritorno del Savoia in Serie C rappresenta un risultato di enorme valore sportivo. La piazza di Torre Annunziata vive di calcio con una passione autentica, viscerale, tramandata di generazione in generazione. Per questo motivo la promozione avrebbe dovuto unire l’intera città attorno alla squadra, creando entusiasmo e condivisione.

Invece, nelle ultime settimane, il dibattito si è spostato quasi esclusivamente sullo stato dello stadio Giraud e sui lavori necessari per ottenere l’omologazione richiesta dalla categoria. Una questione delicatissima, perché il rispetto dei tempi tecnici diventa fondamentale per permettere al club di completare regolarmente l’iscrizione alla Serie C.

Secondo quanto trapelato nei programmi iniziali del Savoia, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto garantire un’accelerazione decisiva sugli interventi già nelle scorse settimane. Tuttavia, i ritardi accumulati hanno generato un clima di forte nervosismo all’interno della società biancoscudata.

Il timore concreto è che la squadra possa trovarsi costretta a disputare le proprie gare lontano da Torre Annunziata, scenario che rappresenterebbe una ferita profonda per tifosi e ambiente.

Lo stadio Giraud al centro della polemica

La giornata di lunedì 18 maggio ha segnato un nuovo capitolo dello scontro. Attraverso i propri canali social, l’amministrazione comunale di Torre Annunziata ha infatti comunicato ufficialmente l’avvio dei lavori presso lo stadio Giraud.

Nel messaggio diffuso online si legge: “Sono entrati nel vivo i lavori per adeguare lo stadio alla Serie C. Questa mattina sono cominciate le operazioni di scavo di scavo per aumentare l’ampiezza delle panchine. Partiti anche gli interventi sull’impiantistica per video sorveglianza e torri faro…”.

Parole accompagnate anche dall’intervento dell’assessore ai lavori pubblici Daniele Carotenuto, che ha dichiarato di essersi recato personalmente presso l’impianto per verificare l’avvio delle operazioni. Lo stesso assessore ha poi assicurato che i lavori saranno completati entro la fine di maggio, rispettando così i tempi previsti.

Una comunicazione che avrebbe dovuto rasserenare l’ambiente, ma che invece ha provocato la durissima reazione del Savoia.

La durissima risposta del Savoia 1908

Nella mattinata successiva, il club oplontino ha scelto di rispondere pubblicamente attraverso una nota dai toni fortissimi pubblicata sui propri canali ufficiali. Un comunicato che ha immediatamente fatto il giro del web e acceso ulteriormente il dibattito.

Il Savoia ha dichiarato: “Siamo ancora in attesa, come tutta la città, di conoscere l’esito della commissione di accesso. Nel frattempo, invece di continuare con passerelle, comunicati e fotografie davanti ad un cantiere in ritardo, vi suggeriamo una cosa molto più semplice, andate a lavorare. Avevate promesso uno stadio adeguato per la Serie C entro i tempi utili per l’iscrizione e avete fallito. Questa è la verità”.

Parole durissime, che non lasciano spazio a interpretazioni. Il club accusa apertamente l’amministrazione comunale di non aver mantenuto gli impegni presi, parlando addirittura di propaganda e incapacità amministrativa.

Nel comunicato si legge inoltre: “E anziché chiedere scusa ai cittadini e ai tifosi, continuate a prendere in giro un’intera città con post celebrativi fuori luogo. Torre Annunziata meritava serietà, programmazione e rispetto. Ha trovato soltanto ritardi, propaganda e incapacità amministrativa”.

Una presa di posizione netta, che testimonia tutta la frustrazione accumulata dalla società in queste settimane decisive.

Savoia e Comune, un rapporto ormai ai minimi storici

La sensazione è che il rapporto tra il Savoia e il Comune di Torre Annunziata sia ormai profondamente compromesso. Le accuse lanciate dal club sono pesanti e colpiscono direttamente la gestione amministrativa della vicenda.

Particolarmente significativo il passaggio finale del comunicato, nel quale la società invita apertamente il Comune a trovare uno stadio alternativo per consentire al club di iscriversi al campionato: “E allora, anziché fare foto ai cantieri e sfilare davanti alla ruspe, andate a cercare uno stadio che consenta alla squadra di iscriversi al campionato. Perché dopo questo disastro dovreste solo vergognarvi”.

Un attacco frontale che evidenzia quanto la situazione sia diventata esplosiva. Sullo sfondo resta la preoccupazione dei tifosi, divisi tra la gioia per la promozione e la paura di non poter vivere la Serie C nel proprio stadio.

Il Giraud non è soltanto un impianto sportivo. Per Torre Annunziata rappresenta un simbolo identitario, un luogo che custodisce ricordi, emozioni e decenni di storia calcistica. Pensare a un Savoia costretto a giocare altrove sarebbe un colpo durissimo per tutta la città.

La città aspetta risposte concrete

In questo clima di tensione crescente, ciò che chiedono tifosi e cittadini è soprattutto chiarezza. Le rassicurazioni istituzionali, da sole, non bastano più. Servono fatti concreti e soprattutto tempi certi.

Il problema principale resta infatti quello legato alle scadenze burocratiche per l’iscrizione al campionato di Serie C. Ogni ritardo rischia di trasformarsi in un ostacolo enorme per il club, che dopo aver conquistato sul campo la promozione non vuole certo vedere compromesso il proprio futuro da questioni organizzative.

La speranza dell’ambiente biancoscudato è che nelle prossime settimane si possa finalmente arrivare a una soluzione definitiva. Nessuno vuole immaginare un’estate caratterizzata da ulteriori polemiche, ricorsi o trasferimenti forzati.

Il Savoia ha riportato entusiasmo in una piazza storica e passionale. Per questo motivo il ritorno tra i professionisti dovrebbe rappresentare una festa collettiva e non un motivo di scontro istituzionale.

Savoia, il rischio di rovinare una favola sportiva

Il calcio italiano è pieno di storie in cui successi sportivi straordinari vengono offuscati da problemi strutturali, burocratici o politici. Il caso del Savoia rischia purtroppo di entrare in questo elenco.

La squadra ha conquistato la Serie C con merito, restituendo orgoglio a una tifoseria che non ha mai smesso di sostenere i colori biancoscudati. Proprio per questo motivo il momento attuale genera ancora più amarezza.

La sensazione diffusa è che si potesse e dovesse fare di più per arrivare preparati a questo appuntamento storico. Le accuse reciproche, i comunicati al veleno e il clima da guerra aperta non aiutano certo a trovare una soluzione rapida.

Eppure il tempo stringe. La Serie C aspetta il Savoia, ma Torre Annunziata aspetta soprattutto risposte concrete. Perché una promozione così importante merita di essere vissuta nel proprio stadio, davanti alla propria gente e senza ombre che possano trasformare una festa in un incubo amministrativo.

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