Il Futsal italiano compie un passo importante verso una dimensione sempre più internazionale. A partire dalla stagione 2026/2027, le società del campionato maschile di Serie A potranno tesserare e utilizzare un secondo giocatore extracomunitario. Una novità destinata a incidere sulle strategie di mercato, sulla costruzione delle rose e, soprattutto, sulla capacità dei club italiani di confrontarsi con le maggiori potenze europee.
La decisione è stata approvata dal Consiglio Federale della FIGC, che ha accolto la proposta presentata dalla Divisione Calcio a 5. Il provvedimento è stato formalizzato attraverso il Comunicato Ufficiale numero 29/A e recepito dalla Lega Nazionale Dilettanti. La deroga riguarda l’articolo 40 quinquies delle Norme Organizzative Interne della FIGC e consente alle società della Serie A maschile di tesserare e impiegare un secondo atleta cittadino di un Paese non appartenente all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo.
Non si tratta, però, di un’apertura indiscriminata. Il nuovo strumento regolamentare dovrà essere utilizzato nel rispetto delle norme sulla composizione delle rose stabilite annualmente dalla Divisione Calcio a 5. Il numero complessivo dei giocatori non formati, dunque, non aumenterà: cambierà soltanto la possibile distribuzione interna di una quota già sottoposta a limiti precisi.
Futsal e mercato: cosa cambia per i club di Serie A
Per le società di Serie A si apre uno scenario nuovo e potenzialmente molto interessante. Fino a oggi, la possibilità di puntare su un solo giocatore extracomunitario obbligava i dirigenti a compiere una scelta estremamente selettiva. Ogni operazione doveva essere valutata non soltanto dal punto di vista tecnico ed economico, ma anche in relazione all’unico posto disponibile.
Con la nuova regola, i club avranno un margine di manovra più ampio. Potranno esplorare con maggiore convinzione mercati tradizionalmente ricchi di talento per il Futsal, a partire dal Sudamerica, senza essere costretti a concentrare tutte le proprie aspettative su un solo tesseramento.
Il secondo extracomunitario potrebbe permettere alle squadre italiane di inserire profili differenti e complementari. Un club, per esempio, potrà affiancare a un giocatore offensivo un difensore di livello internazionale, oppure costruire un reparto con caratteristiche tecniche più adatte alle competizioni europee.
La conseguenza più immediata potrebbe essere un aumento della qualità media del campionato. Più alternative per gli allenatori significano rose maggiormente profonde, maggiore concorrenza interna e partite ancora più intense. Nel Futsal, disciplina nella quale ritmo, rotazioni e letture tattiche hanno un peso determinante, anche un solo elemento di alto livello può cambiare il volto di una squadra.
La posizione di Castiglia sulla crescita del Futsal
Il presidente della Divisione Calcio a 5, Stefano Castiglia, ha accolto con soddisfazione l’approvazione del provvedimento. Nella sua analisi, la possibilità di tesserare un secondo extracomunitario rappresenta uno strumento per rendere le società italiane più competitive rispetto ai principali campionati europei, senza modificare i principi della riforma avviata nella stagione 2022/2023.
Il punto centrale riguarda proprio l’equilibrio tra apertura internazionale e valorizzazione del movimento nazionale. Secondo i dati comunicati dalla Divisione, oltre l’86% dei tesserati del Futsal italiano è composto da giocatori di formazione italiana. La riforma avrebbe inoltre contribuito ad abbassare sensibilmente l’età media degli atleti impiegati nei campionati nazionali.
Questi numeri spiegano perché la nuova disposizione non venga presentata come un arretramento rispetto al percorso intrapreso. La struttura regolamentare resta orientata alla crescita dei vivai, alla formazione degli atleti italiani e al lavoro svolto quotidianamente dalle società. La novità interviene soltanto al vertice della piramide, offrendo alla Serie A uno strumento aggiuntivo per migliorare il proprio livello tecnico.
Nessun aumento della quota dei giocatori non formati
Uno degli aspetti più delicati riguarda il possibile impatto sui giovani italiani. Il timore, davanti a una maggiore apertura agli extracomunitari, potrebbe essere quello di una riduzione degli spazi a disposizione dei talenti cresciuti nei settori giovanili.
Il testo federale, tuttavia, chiarisce che la deroga non comporta un aumento del numero dei calciatori non formati utilizzabili da ciascuna squadra. La quota complessiva rimane quella prevista dalle norme sulla composizione dei roster. In sostanza, le società potranno tesserare un secondo extracomunitario soltanto all’interno dei limiti già esistenti.
È un passaggio fondamentale. Il Futsal italiano prova così a rafforzarsi senza rinnegare la propria identità. Da una parte resta la necessità di produrre giocatori, sostenere i vivai e accompagnare i giovani nel passaggio verso le categorie nazionali. Dall’altra emerge l’esigenza di offrire ai club più ambiziosi gli strumenti necessari per confrontarsi con realtà straniere dotate di maggiore libertà sul mercato.
Una Serie A più forte anche in Europa
L’obiettivo dichiarato è ridurre la distanza dai principali campionati europei. La Serie A italiana conserva fascino, tradizione e competenza tattica, ma deve competere con tornei capaci di attirare campioni affermati e talenti provenienti da ogni parte del mondo.
La possibilità di inserire un secondo extracomunitario può aumentare l’attrattività del campionato. Anche procuratori e giocatori guarderanno al mercato italiano con maggiore attenzione, perché le opportunità di accesso saranno meno limitate rispetto al passato.
Per le società impegnate nelle competizioni internazionali, la novità potrà inoltre tradursi in un vantaggio concreto. Affrontare avversarie costruite con rose profonde richiede qualità, esperienza e capacità di sostenere più impegni ravvicinati. Il nuovo spazio disponibile non garantisce automaticamente risultati, ma amplia la gamma delle scelte a disposizione dei club.
Il Futsal italiano cerca un nuovo equilibrio
La vera sfida per il futsal inizierà adesso. Le società dovranno utilizzare questa opportunità con competenza, evitando che il secondo posto extracomunitario diventi una semplice corsa al nome straniero. Serviranno scouting, programmazione e conoscenza dei mercati. Soprattutto, sarà necessario individuare giocatori realmente capaci di alzare il livello tecnico della squadra e dell’intero campionato.
La decisione della FIGC segna comunque un passaggio significativo. Il Futsal italiano sceglie di aprirsi maggiormente al mondo, ma lo fa mantenendo ferme le regole poste a tutela della formazione nazionale. È un compromesso ambizioso: più qualità internazionale, senza abbandonare il percorso dedicato ai giovani e ai vivai.
Dal 2026/2027 la Serie A avrà dunque un’arma in più. Starà ai club trasformare questa opportunità in valore tecnico, spettacolo e risultati. Perché il secondo extracomunitario non rappresenta soltanto una casella aggiuntiva nel roster: può diventare il simbolo di un Futsal italiano deciso a crescere, innovare e tornare protagonista sulla scena europea.



