La Serie D non è soltanto il campionato delle trasferte complicate, dei campi pieni di insidie e delle promozioni conquistate con il fiato corto. È anche il luogo in cui il calcio riesce ancora a raccontare storie dal sapore autentico, capaci di unire tradizione, ambizione e gesti apparentemente piccoli. Come la scelta di un numero di maglia.
In casa Chievo Verona, mentre la nuova stagione comincia a prendere forma, anche la numerazione diventa un segnale preciso. Nicola Ciccone si prende il numero 10, Alberto Paloschi resta fedele al suo 43 e l’asta organizzata per assegnare le maglie coinvolge persino Mario Balotelli ed Enock Barwuah, protagonisti del progetto collegato all’Al-Ittifaq.
Numeri che non rappresentano semplicemente un dettaglio stampato sulla schiena. In una squadra costruita per essere protagonista in Serie D, ogni scelta racconta un ruolo, una responsabilità e, in alcuni casi, un legame personale impossibile da spezzare.
Serie D, la maglia numero 10 passa a Ciccone
Il numero più osservato è inevitabilmente il 10. Una maglia che, nella cultura calcistica italiana, non è mai stata uguale alle altre. Significa qualità, fantasia e capacità di assumersi la responsabilità della giocata decisiva. Al Chievo sarà Nicola Ciccone a indossarla nella nuova stagione.
Il centrocampista classe 1996 è arrivato in gialloblù dopo aver contribuito alla vittoria del Girone A di Serie D con il Vado. Nell’ultima annata ha raccolto 39 presenze, segnato 10 reti e fornito 6 assist, confermandosi un giocatore capace di incidere non soltanto nella costruzione della manovra, ma anche negli ultimi metri.
Ciccone porta a Verona un bagaglio importante. Cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria, ha accumulato esperienze con Cremonese, Messina, Catanzaro, Pergolettese, Virtus Francavilla e Legnago Salus. Il suo curriculum comprende 160 presenze tra i professionisti e oltre 140 apparizioni in Serie D, categoria nella quale ha già vinto due campionati.
Affidargli il 10 non significa soltanto premiarne la carriera. Vuol dire collocarlo idealmente al centro del progetto tecnico. Il Chievo avrà bisogno della sua personalità, dei suoi inserimenti e della sua capacità di trovare la porta per affrontare un torneo lungo, fisico e spesso deciso dagli episodi.
Paloschi e quel 43 che racconta una carriera
Se Ciccone apre un nuovo capitolo, Alberto Paloschi sceglie invece la continuità. L’attaccante ha blindato il numero 43, ormai diventato una parte riconoscibile della sua identità calcistica. Una decisione che lega il presente del Chievo ai ricordi di un percorso cominciato sui palcoscenici più importanti del calcio italiano.
Paloschi rappresenta molto più di un centravanti esperto per una formazione di Serie D. Con 270 presenze in Serie A, 65 in Serie B, 53 in Serie C e 10 in Premier League, il bomber mette a disposizione dello spogliatoio un patrimonio tecnico e umano difficilmente misurabile. Il suo rapporto con il Chievo, inoltre, ha raggiunto le 179 presenze complessive.
Il rinnovo con i gialloblù ha confermato la volontà di proseguire insieme. Nella passata stagione Paloschi ha realizzato 11 reti, comprese due marcature decisive nei playoff, aggiungendo anche tre assist. Numeri che dimostrano come il suo contributo non sia soltanto simbolico.
Il 43, quindi, resta sulle spalle del suo proprietario naturale. In un calcio in cui si cambia rapidamente squadra, progetto e identità, questa fedeltà possiede un valore particolare. Paloschi sarà ancora uno dei punti di riferimento del Chievo, dentro l’area di rigore e nello spogliatoio.
L’asta dei numeri accende il ritiro del Chievo
La scelta delle maglie è diventata anche un momento di condivisione e divertimento. L’assegnazione attraverso un’asta ha trasformato i numeri in oggetti da conquistare, creando curiosità e un pizzico di competizione tra i protagonisti dei due gruppi legati dalla proprietà del presidente Pietro Laterza.
Nella partita dei numeri sono entrati anche Mario Balotelli ed Enock Barwuah. I due fratelli sono destinati a giocare insieme nell’Al-Ittifaq, formazione degli Emirati Arabi Uniti che condivide una stretta sinergia con il Chievo Verona. Durante la preparazione estiva si sono allenati in Italia prima di raggiungere la squadra emiratina.
Mario ed Enock ritrovano così lo stesso spogliatoio. Balotelli aveva firmato con l’Al-Ittifaq nel gennaio 2026, mentre il fratello lo ha raggiunto in estate dopo le esperienze maturate nel calcio dilettantistico italiano.
La loro presenza nell’asta aggiunge inevitabilmente fascino all’iniziativa. Il numero di maglia diventa il pretesto per raccontare un ambiente nel quale convivono calciatori con esperienze internazionali e protagonisti chiamati a misurarsi sui campi della Serie D.
Un Chievo ambizioso per la nuova Serie D
Dietro la leggerezza dell’asta si intravede la costruzione di un progetto ambizioso. Il Chievo ha rinforzato la rosa con giocatori abituati alle categorie professionistiche e con profili capaci di fare la differenza in Serie D. Oltre a Ciccone, sono arrivati elementi come Lorenzo Bordo, Manuel Martic e Anthony Minessi, inseriti in un organico affidato ancora a Marco Didu.
La preparazione estiva ha già offerto indicazioni positive. Nella Tre Elle Energy Cup il Chievo ha superato l’Al-Ittifaq per 3-1, con le reti gialloblù di D’Este, Salvi e Minesso. Un test amichevole, certamente, ma anche un’occasione utile per verificare condizione, meccanismi e inserimento dei nuovi acquisti.
La Serie D resta però un campionato nel quale i nomi, da soli, non bastano. Servono continuità, disponibilità al sacrificio e capacità di adattarsi a partite molto diverse tra loro. Il Chievo dovrà trasformare l’entusiasmo estivo in punti, affrontando ogni giornata con la stessa intensità.
Il 10 di Ciccone e il 43 di Paloschi rappresentano due facce della stessa ambizione. Da una parte un nuovo leader tecnico pronto a prendersi il centro della scena. Dall’altra un attaccante che conosce il peso della maglia e vuole continuare a scrivere la propria storia.
La numerazione è stata scelta. Adesso saranno il campo, i gol e i risultati a stabilire quanto questi numeri diventeranno importanti nella nuova avventura del Chievo in Serie D.



