Il Taranto torna al centro dell’attenzione, ma questa volta non per questioni di campo. A distanza di tempo dagli episodi verificatisi al termine della sfida contro il Gladiator, sono arrivati i provvedimenti della Questura nei confronti di alcuni sostenitori rossoblù. Dopo le indagini condotte dalla Digos e dalla Polizia di Stato, sono stati infatti emessi undici Daspo nei confronti di altrettanti tifosi coinvolti nei disordini del post partita.
Una vicenda che aveva già fatto molto discutere all’indomani dell’incontro e che ora registra un nuovo importante capitolo. Gli accertamenti effettuati dagli investigatori hanno consentito di ricostruire quanto accaduto sul terreno di gioco, portando all’identificazione dei responsabili e all’adozione di misure restrittive che impediranno loro di assistere agli incontri del Taranto per diversi anni.
Taranto, il post partita con il Gladiator finisce sotto la lente della Questura
I fatti risalgono al termine della partita tra Taranto e Gladiator, quando la situazione degenerò con l’ingresso irregolare di alcuni tifosi sul terreno di gioco.
Secondo la ricostruzione effettuata dalla Polizia di Stato, un gruppo di sostenitori rossoblù avrebbe invaso il campo dando vita a una protesta che si è protratta per diversi minuti.
La tensione è rapidamente aumentata, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma e consentire il ripristino della sicurezza all’interno dell’impianto sportivo.
Un episodio che aveva immediatamente acceso il dibattito e che ha dato il via alle successive attività investigative.
L’aggressione a Nicola Loiodice
Tra gli episodi più gravi ricostruiti dagli investigatori figura anche l’aggressione ai danni di un calciatore del Gladiator.
Durante l’invasione di campo, infatti, uno dei tifosi avrebbe colpito Nicola Loiodice, giocatore della formazione allenata da Ciro Danucci.
Un gesto che ha contribuito ad aggravare ulteriormente la posizione dei responsabili e che ha rappresentato uno degli elementi centrali dell’attività investigativa svolta dalla Digos.
L’accaduto ha suscitato grande attenzione anche per le possibili conseguenze disciplinari e di ordine pubblico, confermando la gravità di quanto avvenuto al termine della gara.
Le indagini della Digos identificano gli undici tifosi
Dopo settimane di accertamenti, la Digos è riuscita a identificare le persone coinvolte nei disordini.
Grazie all’analisi delle immagini e agli elementi raccolti nel corso delle indagini, gli investigatori hanno individuato undici tifosi ritenuti responsabili dei fatti contestati.
Sulla base delle risultanze investigative, la Questura ha quindi disposto nei loro confronti l’applicazione del Daspo, il provvedimento amministrativo che vieta l’accesso agli impianti sportivi.
L’intervento rappresenta la conclusione dell’attività investigativa avviata subito dopo gli episodi verificatisi al termine della partita.
Daspo da tre a cinque anni per i responsabili
I provvedimenti adottati prevedono il divieto di accesso ai luoghi in cui si disputano incontri di calcio, sia ufficiali sia amichevoli, purché regolarmente calendarizzati e pubblicizzati.
La durata delle misure varia da un minimo di tre fino a un massimo di cinque anni, in base alla posizione dei singoli destinatari.
Si tratta di un provvedimento particolarmente severo che impedirà ai soggetti coinvolti di assistere alle partite del Taranto e a qualsiasi altra gara calcistica rientrante nelle disposizioni previste dal Daspo.
L’obiettivo è quello di prevenire il ripetersi di episodi simili e garantire un contesto più sicuro durante le manifestazioni sportive.
Divieto esteso anche alle aree vicine allo stadio
Le misure adottate dalla Questura non riguardano esclusivamente l’accesso agli impianti sportivi.
I destinatari dei Daspo non potranno infatti accedere nemmeno alle aree di parcheggio situate entro un raggio di 500 metri dal perimetro esterno degli stadi interessati dalle partite del Taranto.
Una limitazione prevista per rafforzare ulteriormente l’efficacia del provvedimento e ridurre ogni possibile rischio per l’ordine pubblico nei giorni delle gare.
L’estensione del divieto rappresenta uno degli strumenti utilizzati dalle autorità per garantire maggiore sicurezza in occasione degli eventi sportivi.
Per alcuni tifosi scatta anche l’obbligo di firma
Per una parte degli undici destinatari delle misure è stata inoltre disposta un’ulteriore prescrizione.
Alcuni tifosi saranno infatti obbligati a presentarsi presso gli uffici di polizia in occasione di ogni partita disputata dalla SS Taranto 2025.
L’obbligo di firma avrà una durata variabile tra i due e i tre anni e dovrà essere rispettato cinque minuti dopo l’inizio del primo tempo e cinque minuti dopo la conclusione del secondo tempo.
Una misura accessoria prevista nei casi ritenuti più delicati e finalizzata a garantire il rispetto delle restrizioni imposte.
Una vicenda che lascia il segno nell’ambiente rossoblù
Gli episodi verificatisi dopo Taranto-Gladiator continuano dunque ad avere conseguenze importanti. Le indagini della Digos hanno permesso di identificare gli undici tifosi coinvolti nell’invasione di campo e nei disordini successivi, portando la Questura a emettere Daspo della durata compresa tra tre e cinque anni.
Per alcuni dei destinatari scatterà anche l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia durante le partite della SS Taranto 2025, mentre tutti saranno esclusi dall’accesso agli impianti sportivi e alle aree limitrofe individuate dai provvedimenti.
La vicenda rappresenta un ulteriore richiamo all’importanza del rispetto delle regole negli eventi sportivi. Il Taranto guarda ora al futuro con l’obiettivo di concentrarsi esclusivamente sul campo, mentre le autorità confermano la linea della massima fermezza nei confronti di comportamenti che possono compromettere la sicurezza di atleti, tifosi e operatori presenti negli stadi.



