Il Ragusa ha compiuto un’autentica impresa. Una salvezza conquistata al termine di una stagione intensa, difficile e piena di ostacoli, culminata con il successo nel play-out contro il più blasonato Acr Messina. Ma dietro questo traguardo c’è soprattutto la storia di una scommessa diventata realtà: quella di mister Gaetano Lucenti.
Quando nell’estate scorsa il Ragusa annunciò ufficialmente il suo nome come nuovo allenatore della prima squadra, furono in tanti a storcere il naso. Gli addetti ai lavori guardavano con perplessità la scelta di affidare la panchina a un tecnico senza esperienza in Serie D, reduce da anni di gavetta tra Promozione ed Eccellenza.
Eppure proprio Lucenti, fin dal primo giorno, aveva mostrato grande lucidità e consapevolezza. “Prima di tutto devo ringraziare la società per avermi dato questa opportunità di crescita professionale. E’ una responsabiltà importante, per me che sono ragusano, allenare la squadra della mia città”.
Parole che oggi assumono un significato ancora più profondo. Perché quella del Ragusa non è stata soltanto una salvezza sportiva. È stata la vittoria del lavoro, del coraggio e della fiducia in un progetto giovane e ambizioso.
Ragusa, una scelta coraggiosa in estate
La decisione della società di puntare su Gaetano Lucenti rappresentava una vera scommessa. Il tecnico ragusano non aveva mai allenato una prima squadra ai nastri di partenza del campionato di Serie D e questo inevitabilmente alimentava dubbi e interrogativi.
La sua carriera in panchina era stata costruita attraverso un lungo percorso nelle categorie regionali, tra Promozione ed Eccellenza, guidando squadre come Comiso, Vittoria, Modica, Santa Croce e lo stesso Ragusa.
Un curriculum fatto di esperienza sul territorio, lavoro quotidiano e conoscenza profonda del calcio siciliano, ma privo di riferimenti diretti nella massima categoria dilettantistica nazionale.
La società però ha scelto di credere nelle qualità umane e tecniche di Lucenti. Una fiducia che il tecnico non ha mai tradito, affrontando ogni momento della stagione con grande equilibrio e personalità.
Gaetano Lucenti e il legame speciale con Ragusa
Allenare la squadra della propria città non è mai qualcosa di normale. Per Gaetano Lucenti il Ragusa rappresentava molto più di una semplice opportunità professionale.
Da ragusano, il tecnico sentiva tutto il peso della responsabilità ma anche l’orgoglio di poter guidare il club della propria terra in una stagione delicata e piena di insidie.
Fin dalle prime dichiarazioni era emersa chiaramente la consapevolezza della sfida che lo attendeva. Quelle parole di ringraziamento alla società non erano frasi di circostanza, ma il segno evidente di chi sapeva perfettamente quanto importante fosse la possibilità ricevuta.
Lucenti si è presentato con umiltà, senza proclami, ma con la convinzione di poter vincere la propria scommessa personale. E il modo in cui ha vissuto la stagione lo dimostra perfettamente.
Sempre presente, sempre coinvolto, sempre pronto a trasmettere energia e carattere alla squadra, fino all’ultimo minuto dei supplementari del play-out contro l’Acr Messina.
Ragusa salva con il gruppo più giovane del girone
Ciò che rende ancora più straordinaria la salvezza del Ragusa è il contesto in cui è arrivata.
La squadra ragusana ha affrontato infatti l’intera stagione con l’organico più giovane di tutto il girone I di Serie D. Un gruppo dall’età media di appena 22 anni, costruito puntando su entusiasmo, crescita e valorizzazione dei giovani.
Una scelta coraggiosa, soprattutto in un campionato estremamente competitivo e pieno di piazze blasonate. Eppure proprio questa linea verde si è trasformata nel punto di forza della squadra.
Il Ragusa ha saputo crescere settimana dopo settimana, migliorando progressivamente sotto il profilo tattico e mentale. I giovani giocatori hanno imparato a convivere con la pressione, con le difficoltà e con il peso delle partite decisive.
La salvezza conquistata contro l’Acr Messina rappresenta quindi il premio per un gruppo che non ha mai smesso di credere nel proprio lavoro.
Il play-out contro l’Acr Messina vale una stagione
La sfida play-out contro l’Acr Messina racchiude perfettamente tutto il significato della stagione del Ragusa.
Da una parte una squadra giovane, considerata inesperta e costruita senza grandi nomi. Dall’altra una piazza storica e blasonata come Messina, abituata a ben altri palcoscenici.
Eppure sul campo il Ragusa ha dimostrato organizzazione, coraggio e personalità. La squadra di Lucenti ha lottato fino all’ultimo secondo dei tempi supplementari, riuscendo a conquistare una salvezza che ha il sapore dell’impresa.
Al triplice fischio è esplosa la gioia di tutto l’ambiente. Una liberazione meritata dopo mesi vissuti sempre sul filo dell’equilibrio e della pressione.
Per Gaetano Lucenti è stato probabilmente il momento più emozionante della carriera. Salvare il Ragusa al primo anno in Serie D, guidando il gruppo più giovane del campionato, rappresenta qualcosa di speciale.
Ragusa protagonista anche nella valorizzazione giovani
Oltre alla salvezza sul campo, il Ragusa può festeggiare anche un altro risultato estremamente significativo.
Grazie all’età media molto bassa della rosa, il club si è infatti posizionato al quinto posto nella graduatoria nazionale relativa alla valorizzazione dei giovani tra tutte le squadre partecipanti alla Serie D 2025/26.
Un dato che certifica la bontà del progetto costruito dalla società. Il Ragusa ha scelto di investire sui giovani non soltanto per necessità, ma come precisa filosofia tecnica e societaria.
Una linea che oggi viene premiata sia dai risultati sportivi sia dai riconoscimenti legati alla crescita dei ragazzi.
Nel calcio moderno, soprattutto nelle categorie dilettantistiche, riuscire a costruire una squadra giovane ma competitiva rappresenta una sfida complicatissima. Il Ragusa invece è riuscito a coniugare entrambe le cose.
Lucenti ha vinto la sua scommessa
La stagione 2025/26 resterà probabilmente indimenticabile per Gaetano Lucenti. Perché questa non era una semplice annata sportiva, ma una prova personale e professionale enorme.
Alla prima esperienza in Serie D, il tecnico ragusano si è trovato immediatamente a convivere con pressioni, aspettative e responsabilità molto importanti. Ma non si è mai nascosto.
Ha lavorato con umiltà, ha costruito un gruppo compatto e ha saputo trasmettere fiducia a una squadra giovanissima che nel corso dei mesi è cresciuta tantissimo.
Molti in estate consideravano la sua nomina una scommessa. Oggi quella scommessa può essere definita vinta.
Lucenti ha dimostrato che competenza, passione e conoscenza del territorio possono fare la differenza anche in una categoria difficile come la Serie D.
Ragusa guarda al futuro con fiducia
La salvezza conquistata rappresenta adesso un punto di partenza importantissimo per il futuro del Ragusa.
La società ha dimostrato coraggio nelle proprie scelte e il campo ha dato ragione al progetto. Ripartire da una base giovane, motivata e valorizzata potrebbe diventare la chiave per costruire un futuro ancora più stabile e ambizioso.
L’ambiente ragusano oggi può guardare avanti con maggiore serenità e fiducia. Perché oltre alla permanenza in Serie D, questa stagione ha lasciato in eredità qualcosa di ancora più importante: una precisa identità tecnica e progettuale.
E al centro di tutto resta la figura di Gaetano Lucenti, il tecnico ragusano che ha trasformato dubbi e perplessità in una delle storie più belle della stagione.



