La Nissa ha chiuso la propria stagione nel Girone I di Serie D lasciando una sensazione chiara in tutto il calcio siciliano: il club biancoscudato non rappresenta più soltanto una realtà ambiziosa, ma una società pronta a ritagliarsi un ruolo importante anche nel panorama professionistico. Il campionato è ormai andato in archivio con il successo del Savoia, ma a prendersi la scena nelle ultime settimane è stata proprio la formazione nissena, capace di conquistare i playoff e di alimentare concretamente il sogno del ripescaggio in Serie C.
Dietro questa crescita impressionante c’è soprattutto il progetto costruito dal presidente Luca Giovannone, imprenditore che in pochi anni è riuscito a cambiare completamente il volto della Nissa e a restituire entusiasmo a una piazza storica come Caltanissetta. Un autentico uragano, come molti lo definiscono in Sicilia, entrato con forza nel calcio isolano e capace di lasciare immediatamente un segno profondo.
Accanto al patron biancoscudato c’è anche il figlio Lorenzo Giovannone, giovane dirigente che sta vivendo da protagonista questa avventura calcistica insieme a tutta la dirigenza nissena. E proprio attorno alla figura di Lorenzo si concentra gran parte del racconto del direttore Mario Vitale, che ha voluto tracciare un ritratto intenso e appassionato della stagione della Nissa e del futuro che potrebbe attendere il club.
Nissa, una stagione che ha riacceso il sogno
La stagione della Nissa è stata lunga, intensa e ricca di emozioni. Il club biancoscudato ha lottato fino all’ultimo per la vittoria del Girone I di Serie D, arrendendosi soltanto nel finale al Savoia di Torre Annunziata. Una battaglia sportiva che ha però confermato il valore assoluto della squadra siciliana, capace di disputare un campionato di vertice con continuità e personalità.
Il successo nei playoff contro la Reggina ha poi ulteriormente certificato la crescita della Nissa, regalando alla città la speranza concreta di un possibile ripescaggio in Serie C. Un obiettivo che fino a poco tempo fa sembrava lontanissimo e che oggi invece appare realistico grazie al lavoro svolto dalla società.
Il “Tomaselli” pieno di tifosi durante la finale playoff è probabilmente l’immagine più potente di questa stagione. Uno stadio traboccante di entusiasmo, passione e orgoglio, simbolo di una città che ha ritrovato nel calcio un motivo di appartenenza collettiva.
Luca Giovannone, il presidente che ha cambiato la Nissa
Parlare della rinascita della Nissa significa inevitabilmente parlare di Luca Giovannone. Il patron biancoscudato viene descritto da molti come l’uomo che ha restituito speranza al calcio nisseno, riuscendo in poco tempo a costruire una società solida, ambiziosa e credibile.
Mario Vitale nel suo racconto sottolinea con forza il valore umano e imprenditoriale del presidente della Nissa. Non un semplice investitore, ma un uomo profondamente appassionato di calcio, capace di innamorarsi di Caltanissetta e di scegliere di puntare con decisione sul progetto biancoscudato.
La carriera imprenditoriale di Giovannone è nota. Nel 2005 salvò il Torino dal fallimento prima di cedere il club a Urbano Cairo, dimostrando già allora competenza e visione. Ma il legame con la Sicilia nasce successivamente, in maniera quasi casuale.
Prima dell’avventura alla Nissa, Giovannone aveva tentato di acquisire il Catania dopo il fallimento del club etneo. La sua offerta però non ebbe successo e a prevalere fu l’imprenditore italo-australiano Rosario Pelligra. Da quel momento arrivò la scelta di Caltanissetta, destinata a cambiare il futuro della Nissa.
Secondo Mario Vitale, l’arrivo del patron rappresentò una vera fortuna per la città. Tanto da essere ormai considerato quasi una figura simbolica per l’intero ambiente biancoscudato.
Lorenzo Giovannone, il giovane volto del progetto Nissa
Accanto a Luca Giovannone sta crescendo anche la figura del figlio Lorenzo, dirigente giovanissimo ma già molto presente nella gestione della Nissa. Ventisei anni, laureato a Milano nel 2023, Lorenzo rappresenta il volto moderno e dinamico del progetto biancoscudato.
Mario Vitale lo descrive con grande entusiasmo, arrivando addirittura a definirlo “Lorenzo il Magnifico”. Un soprannome che racconta la stima e le aspettative che si sono create attorno a lui all’interno dell’ambiente nisseno.
Il giovane dirigente è entrato nella società per volontà del padre Luca e oggi partecipa attivamente allo sviluppo del club insieme a tutte le altre componenti dirigenziali. La sensazione è che la famiglia Giovannone voglia costruire qualcosa di importante e duraturo a Caltanissetta.
La presenza di una dirigenza giovane ma ambiziosa rappresenta uno degli elementi più interessanti della crescita della Nissa. Il club non sembra infatti voler vivere una semplice stagione di entusiasmo momentaneo, ma punta a consolidarsi stabilmente anche nelle categorie superiori.
Una società costruita con uomini di esperienza
Uno degli aspetti che più colpiscono osservando il percorso della Nissa è la qualità delle figure inserite all’interno dell’organigramma societario. Luca Giovannone ha scelto infatti di circondarsi di dirigenti esperti e profondamente legati al territorio.
Tra questi spiccano il vice presidente Savio Ferreri, imprenditore nisseno molto conosciuto in città, e l’amministratore unico Antonio Marrone. Importante anche la presenza dell’ex presidente Sergio Iacona nel ruolo di presidente onorario.
Dal punto di vista sportivo, il progetto della Nissa è cresciuto rapidamente grazie anche alle scelte tecniche effettuate negli ultimi anni. In Eccellenza arrivò subito la vittoria del campionato con Nicolò Terranova in panchina e con Ernesto Russello direttore sportivo.
Successivamente il club ha continuato il proprio percorso di crescita in Serie D, passando da Giovanni Campanella fino all’attuale gestione tecnica affidata a Ciccio Di Gaetano dopo la parentesi Di Napoli.
Determinante anche l’ingresso dell’avvocato Giovanni Castronovo nel ruolo di direttore generale. Una figura storica del calcio siciliano, descritta da Mario Vitale come “principe del foro di Palermo ma innamorato pazzo del calcio”.
Nissa e Serie C, il sogno ora sembra possibile
Il tema che oggi infiamma l’intera città di Caltanissetta riguarda inevitabilmente il possibile ripescaggio della Nissa in Serie C. Dopo la vittoria playoff contro la Reggina, il club avrebbe infatti raggiunto una posizione molto favorevole nella graduatoria utile per i ripescaggi.
Mario Vitale non ha dubbi e si espone apertamente: “Sarebbe un sacrilegio non ripescarla come punteggio”. Una convinzione alimentata non soltanto dai risultati sportivi, ma anche dalla struttura complessiva del club.
La Nissa può infatti contare su una tifoseria calda e appassionata, su uno stadio importante come il “Tomaselli” e su una proprietà economicamente forte e organizzata. Tutti elementi che potrebbero giocare un ruolo decisivo in vista della prossima stagione.
Inoltre il club biancoscudato possiede una tradizione importante, avendo già disputato campionati professionistici in passato. Un dettaglio che aumenta ulteriormente il fascino della possibile promozione in Serie C.
Caltanissetta sogna un futuro da protagonista
La sensazione che si respira attorno alla Nissa è quella di una città finalmente pronta a tornare protagonista nel calcio che conta. Dopo anni complicati, il club biancoscudato sembra aver ritrovato stabilità, entusiasmo e ambizione.
Mario Vitale si dice convinto che la famiglia Giovannone non si accontenterebbe di una semplice partecipazione alla Serie C. Secondo il direttore, il progetto della Nissa punta chiaramente a crescere ancora e a costruire qualcosa di importante anche nel professionismo.
Parole che raccontano perfettamente il clima di entusiasmo che oggi circonda il club. A Caltanissetta il calcio è tornato a essere motivo di orgoglio e speranza, grazie a una società che ha saputo conquistare la fiducia della gente attraverso il lavoro e i risultati.
La Sicilia ha bisogno di realtà solide e ambiziose come la Nissa. E oggi il club biancoscudato sembra davvero avere tutte le caratteristiche per diventare uno dei simboli della rinascita calcistica dell’isola.
Il futuro resta ancora da scrivere, ma una cosa appare ormai evidente: la Nissa non vuole più fermarsi.



